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Per non dimenticare il massacro delle FOIBE

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Per non dimenticare il massacro delle FOIBE

  1. 1. Per non dimenticare il massacro delle FOIBE Un massacro spesso dimenticato A cura di Luca Erbifori
  2. 2. Le foibe <ul><li>Le foibe, cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo sono diffuse soprattutto nella provincia di Trieste, nelle zone della Slovenia una volta appartenenti alla scomparsa regione Venezia Giulia nonché in molte zone dell'Istria e della Dalmazia. </li></ul>
  3. 3. Il massacro <ul><li>Il massacro avvenuto tra il 1943 e il 1947 in Friuli e Slovenia riguardava fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini, in generale coloro che si opponevano al regime comunista. Prima della morte spettava a queste povere persone torture e mutilazioni per poi raggiungere vive o morte il fondale di queste cave sotterranee. </li></ul>
  4. 4. Le più grandi foibe utilizzate dal regime comunista
  5. 5. I numeri <ul><li>C’è chi sostiene che il numero di tali morti sia stato elevato (circa 20.000 vittime) si basa su stime statistiche dei dispersi, su testimonianze degli abitanti del luogo e su perizie volumetriche delle cavità (ad esempio, la foiba di Basovizza venne richiusa causa l'impossibilità di recuperare completamente tutti i metri cubi di corpi in putrefazione che si trovavano nella struttura che si apriva a campana nel sottosuolo). </li></ul><ul><li>Lo storico Raoul Pupo indica in circa 5.000 il numero dei morti. A conclusioni analoghe è giunta una ricerca dell'Istituto Adriatico risalente al 1989. Quest'ultimo studio non comprende, però, i rinvenimenti dall'89 ad oggi in quanto ogni anno vengono scoperte nuove foibe con resti umani in luoghi poco conosciuti o in campi di proprietà privata. </li></ul><ul><li>Gli scritti dell'allora sindaco di Trieste Gianni Bartoli e alcuni documenti inglesi riportano invece che &quot;molte migliaia di persone sono state gettate nelle foibe locali&quot; riferendosi alla sola città di Trieste e alle zone limitrofe, non includendo dunque il resto della Giulia, dell'Istria (dove si è registrata la maggioranza dei casi) e della Dalmazia. </li></ul><ul><li>Il problema è che difficilmente si riesce a fare luce sul fenomeno in quanto il lavoro di recupero e di conta delle vittime è reso arduo sia dal disinteresse italiano che dagli ostacoli burocratici frapposti dal governo sloveno. Attualmente gli appassionati di speleologia che vogliono visitare delle grotte sconosciute in Slovenia, infatti, devono fare prima una richiesta ufficiale per ottenere il permesso dal ministero dell'interno sloveno. </li></ul><ul><li>A questi si è aggiunta la difficoltà oggettiva di recuperare i cadaveri da cavità naturali la cui imboccatura spesso venne demolita con l'esplosivo. </li></ul>
  6. 6. Una tragedia dimenticata <ul><li>Inserito da appena cinque anni nel calendario italiano delle &quot;tragedie umane da non dimenticare&quot;, il 10 febbraio, giorno del ricordo, evoca la strage etnica, ideologica e atroce delle Foibe, non che uno tra i massacri più gravi tra quelli consumati durante e dopo la seconda Guerra mondiale </li></ul>
  7. 7. Le ingiustizie delle guerre <ul><li>I 6 milioni di morti dovuti al nazismo sono giustamente ricordati nella “Giornata della memoria” il 27 Gennaio di ogni anno; i 54 MILIONI di morti dovuti al regime comunista non li ricorda più nessuno. </li></ul><ul><li>PENSACI </li></ul>
  8. 8. <ul><li>Lavoro a cura di Luca Erbifori </li></ul><ul><li>www.studentileghistibardolino.net </li></ul><ul><li>[email_address] </li></ul>

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