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13 interpretazione e oggetto
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13 interpretazione e oggetto

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  • 1. Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported INTERPRETAZIONE E OGGETTO DEL NEGOZIO G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 1
  • 2. INTERPRETAZIONE• Procedimento con cui si ricostruisce il significato giuridicamente rilevante da attribuire a dichiarazioni negoziali• Presupposto dell’attività di:1. Qualificazione del contratto: ricondurre il contratto all’interno di un tipo previsto dalla legge2. Valutazione del contratto: verificare il contratto è conforme agli interessi perseguiti dalle parti3. Identificazione dei diritti e degli obblighi nascenti dal contrattoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 2
  • 3. CRITERI D’INTERPRETAZIONE SOGGETTIVA Ricercano l’effettiva volontà delle parti OGGETTIVA Utilizzati quando non è possibile ricostruire la volontà delle partiG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 3
  • 4. REGOLE DI INTERPRETAZIONE SOGGETTIVAG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 4
  • 5. INTENZIONE DEI CONTRAENTI ART. 1362 C.C.• indagare quale sia stata la COMUNE INTENZIONE DELLE PARTI (Comma I)• valutare il COMPORTAMENTO COMPLESSIVO DELLE PARTI per determinarne la comune intenzione (Comma II)G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 5
  • 6. INTERPRETAZIONE COMPLESSIVA• Le clausole del contratto devono essere interpretate le une per mezzo delle altre , attribuendo a ciascuna di esse il senso che risulta dal complesso dell’atto (ART. 1363 C.C.)G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 6
  • 7. ART. 1364 ART. 1365 ESPRESSIONI INDICAZIONI GENERALI ESEMPLIFICATIVEIn presenza di espressioni Quando il contratto generali, il contratto contienecomprende solo gli oggetti un’esemplificazione, non si sui quali le parti si siano presumono esclusi i casi proposte di contrattare non espressiG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 7
  • 8. INTERPRETAZIONE DI BUONA FEDE• Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede (1366 C.C.)• Canone interpretativo che funge da ponte tra le regole di interpretazione soggettiva e oggettiva Punto di vista soggettivo: valorizza gli interessi perseguiti dalle parti Punto di vista oggettivo: assegna al contratto il significato conforme all’affidamento voluto dalle parti in base al contesto socio-economico di riferimentoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 8
  • 9. REGOLE DI INTERPRETAZIONE OGGETTIVAG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 9
  • 10. CONSERVAZIONE DEL CONTRATTO• Il contratto o le sue clausole devono nel dubbio essere interpretate nel senso in cui possano avere qualche effetto ART. 1367 C.C.• Principio che permette al contratto di dispiegare i suoi effetti, espressione di un atteggiamento di favor del legislatore verso il contrattoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 10
  • 11. ART. 1368 ART. 1369 PRATICHE GENERALI ESPRESSIONI INTERPRETATIVE CON PIÙ SENSIRiferirsi alle pratiche/usi del luogo di conclusione del Tali espressioni devono contratto per interpretare essere interpretate nel clausole ambigue senso più conveniente alla ≠ natura e all’oggetto del contratto Usi normativi art.1374 c.c.G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 11
  • 12. ART. 1370 ART. 1371 INTERPRETAZIONE REGOLE FINALI CONTRO L’AUTORE DELLA CLAUSOLA Contratto a titolo gratuito: interpretarlo nel senso meno gravoso per l’obbligato Interpretazione contro ilpredisponente di clausole Contratto a titolo inserite in condizioni oneroso: interpretarlo nel generali di contratto o in senso che realizzi l’equo moduli o formulari contemperamento degli interessi delle partiG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 12
  • 13. SIMULAZIONE DEL CONTRATTOG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 13
  • 14. SIMULAZIONE (art. 1414 c.c.) Ipotesi di divergenza tra la volontà e la dichiarazione voluta dalle parti che rappresentano di fronte ai terzi una situazione diversa da quella realmente voluta ASSOLUTA RELATIVA La parti simulano la La parti concludono un stipulazione di un negozio (simulato) ma contratto ma in realtà con l’accordo (intesa non voglio costituire simulatoria) che si tra loro alcun producano gli effetti di un rapporto contrattuale negozio diverso (dissimulato)G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 14
  • 15. EFFETTI DELLA SIMULAZIONE TRA LE PARTI ASSOLUTA RELATIVA Il contratto simulato Il contratto dissimulato non produce alcun produce effetti tra le parti effetto tra le parti se dotato dei requisiti di forma e sostanzaG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 15
  • 16. EFFETTI DELLA SIMULAZIONE NEI CONFRONTI DEI TERZI Aventi causa dal Pregiudicati dal simulato acquirente contratto simulato Simulazione non opponibile Possono dimostrare la nei loro confronti se il loro simulazione affinché acquisto è in buona fede prevalga la situazione reale (purché provvedano tempestivamente alla trascrizione della domanda giudiziale)G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 16
  • 17. EFFETTI DELLA SIMULAZIONE NEI CONFRONTI DEI CREDITORI Creditori del simulato Creditori del simulato acquirente alienante Se hanno compiuto • Possono far valere la in buona fede atti di simulazione che esecuzione sui beni pregiudica i loro diritti oggetto del contratto • Prevalgono sui creditori simulato, la del simulato acquirente simulazione non può se il loro credito è essere opposta loro anteriore all’atto simulatoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 17
  • 18. PROVA DELLA SIMULAZIONE PARTI TERZINon possono avvalersi della Possono fornire la prova prova testimoniale e delle della simulazione con presunzioni a meno che qualsiasi mezzo, non l’azione di simulazione esistono preclusioni invoglia far accertare l’illiceità sede probatoria del contratto dissimulato G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 18
  • 19. NEGOZIO FIDUCIARIO• Un soggetto (fiduciante) aliena un diritto per uno scopo ulteriore che l’acquirente (fiduciario) si impegna a realizzare trasferendo il diritto al fiduciante o ad un terzo• Fiducia1. Cum amico: fiduciario acquista la proprietà dei beni con l’obbligo di gestirli e ritrasferirli al fiduciante2. Cum creditore: fiduciario acquista i beni in garanzia del credito che esso vanta nei confronti del fiduciante, con l’obbligo di ritrasferirli una volta ottenuta la prestazioneG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 19
  • 20. CONTENUTO E OGGETTO DEL CONTRATTOG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 20
  • 21. CONTENUTO DEL CLAUSOLE CONTRATTO CONTRATTUALI Complesso di regole Singole articolazioni oattraverso le quali le parti proposizioni del contrattodisciplinano i loro rapporti dotate di una propria autonomia Autoregolamento delle parti ex art. 1322 comma I c.c.G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 21
  • 22. Prestazione Contenuto alla quale si del riferisce il regolamento contratto contrattuale OGGETTO Bene su cui ricadono gli effetti del contrattoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 22
  • 23. REQUISITI DELL’OGGETTO DETERMINATO O POSSIBILE LECITO DETERMINABILEG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 23
  • 24. POSSIBILITÀ• Da intendersi in senso fisico e giuridico• Impossibilità materiale: oggetto è insuscettibile di attuazione Cosa che non esiste Prestazione materialmente ineseguibile• Impossibilità giuridica: Cosa che non costituisce bene ex art. 810 c.c. Bene inalienabile o fuori commercioG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 24
  • 25. LICEITÀ • L’oggetto è illecito quando contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume.• La nullità del contratto esprime un giudizio di riprovevolezza da parte dell’ordinamento giuridicoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 25
  • 26. DETERMINATEZZA O DETERMINABILITÀ• Determinatezza: le parti indicano specificamente il bene dedotto nel contratto• Determinabilità: il contratto contiene l’indicazione dei criteri che permettono di individuare il beneG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 26
  • 27. ARBITRAGGIO Determinazione dell’oggetto del contratto ad opera di un terzo ARBITRATOREEquo arbitrio del terzo Mero arbitrio del terzoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 27
  • 28. Se le parti si rimettono all’equo arbitrio del terzoIl terzo deve procedere Determinazione impugnabile nella determinazione da ogni parte se cercando di • Manifestatamente iniqua contemperare gli • Erronea interessi delle parti Se si accerta la manifesta iniquità o erroneità della determinazione o se la determinazione manca, essa è operata dal giudiceG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 28
  • 29. Se le parti si rimetto al mero arbitrio del terzo Il terzo può Determinazione impugnabile da procedere nella ogni parte se determinazione • Mala fede del terzosecondo una sua libera scelta In ogni altro caso la determinazione è insindacabile Se si accerta la mala fede o se la determinazione manca, il contratto è nullo salvo che le parti si siano accordate per sostituire il terzoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 29
  • 30. FONTI ETERONOME DI INTEGRAZIONE DEL CONTRATTOG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 30
  • 31. FONTI DI INTEGRAZIONE EX ART. 1374 C.C. LEGGE USI NORMATIVI EQUITÀG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 31
  • 32. 1) LEGGE modello di integrazione legaleNORME SUPPLETIVE NORME IMPERATIVE • In presenza di una • In presenza di lacuna del contratto determinazioni contrattuali difformi • Scopo: consentire il funzionamento del • Scopo: evitare nullità contratto dell’intero contratto, si applica l’art. 1419 c.c.G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 32
  • 33. 2) USI NORMATIVI• Se richiamati dalla legge • Non confonderli con gli o se si tratta di una usi negoziali o clausole materia non oggetto di d’uso disciplina legale • Art. 1340 c.c. • Si intendono inserite nel contratto se non risulta una diversa volontà delle parti G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 33
  • 34. 3) EQUITÀ • Giudice valorizza i tratti peculiari del caso concreto al fine di creare una regola che meglio garantisca l’equilibrio contrattuale • Giustizia del singolo casoG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 34
  • 35. BUONA FEDE & INTEGRAZIONE Ufficialmente la buona fede non rientra tra le fonti di integrazione del contratto ex art. 1374 c.c. Tuttavia secondo un orientamento maggioritario anche il canone della buona fede può essere ricondotto tra le fonti di integrazioneG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 35
  • 36. ELEMENTI ACCIDENTALI DEL CONTRATTOG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 36
  • 37. CONDIZIONE (Art. 1353 c.c.) Avvenimento FUTURO ed INCERTO da cui le parti fanno dipendere la produzione degli effetti del negozio o la loro eliminazione Il termine “condizione” si riferisce: • alla clausola condizionale contenuta nel contratto • all’evento dedotto nella condizioneG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 37
  • 38. TIPOLOGIE DI CONDIZIONI Con riferimento a Effetti Evento dedotto FonteSOSPENSIVA CASUALE VOLONTARIARISOLUTIVA POTESTATIVA LEGALE MISTAG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 38
  • 39. CON RIFERIMENTO AGLI EFFETTI CONDIZIONE CONDIZIONE SOSPENSIVA RISOLUTIVA Da essa dipende Da essa dipende il venir l’efficacia del negozio meno degli effetti del giuridico. negozio. Effetti del negozio Effetti si producono subito subordinati ma l’avveramento della all’avveramento della condizione ne determina condizione l’eliminazioneG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 39
  • 40. CON RIFERIMENTO ALL’ EVENTO DEDOTTOCONDIZIONE CASUALE CONDIZIONE POTESTATIVA Il suo avveramento Il suo avveramento dipende dipende dal caso dalla volontà della parte CONDIZIONE POTESTATIVA MISTA Il suo avveramento dipende in parte dal caso e in parte dalla volontà della parteG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 40
  • 41. Ipotesi particolare CONDIZIONE MERAMENTE POTESTATIVA (Art. 1355 c.c.) Consiste in un fatto che per il soggetto è indifferente compiere Se fa dipendere Se fa dipenderel’alienazione di un diritto o l’acquisto del diritto ol’assunzione di un obbligo del credito dalla mera dalla mera volontà volontà dell’acquirente dell’alienante o del o del creditore, il debitore, rende nullo il negozio è valido (cfr. negozio recesso)G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 41
  • 42. CON RIFERIMENTO ALLA FONTE CONDIZIONE CONDIZIONE LEGALE VOLONTARIA Prevista dalla legge a Apposta al contratto prescindere dallaper volontà delle parti volontà privata (p.e. autorizzazione amministrativa)G. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 42
  • 43. CONDIZIONE ILLECITA (Art. 1354 c.c.) Contraria a norme imperative, ordine pubblico e buon costume Se apposta a un Se apposta a un negozio giuridico negozio giuridico mortis causa inter vivos Si ha per non Tale negozio è nullo appostaG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 43
  • 44. CONDIZIONE IMPOSSIBILE (Art. 1354 c.c.) Evento dedotto in condizione è irrealizzabile Se è sospensiva Se è risolutiva o serende nullo il negozio contenuta in un atto mortis causa, si ha per non appostaG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 44
  • 45. PENDENZA DELLA CONDIZIONE• Fase in cui l’evento dedotto in condizione non si è ancora verificato• Se condizione sospensiva: gli effetti non si sono ancora prodotti• Se condizione risolutiva: esiste la possibilità che il diritto venga perso• Parte è titolare di un’aspettativa: potere di compiere atti conservativi• Obbligo di comportarsi secondo buona fedeG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 45
  • 46. VERIFICARSI DELLA CONDIZIONEFINZIONE DI AVVERAMENTO RETROATTIVITÀ DELLA CONDIZIONE (Art. 1359 c.c.) (ART. 1360 C.C.)La condizione si considera Gli effetti del negozio avverata quando non si è retroagiscono al momento della verificata per una causa sua conclusione imputabile alla parte Retroattività reale perché controinteressata opponibile anche ai terzi (Cfr. art. 1358 Retroattività derogabile per Obbligo di buona fede) volontà delle partiG. Pedrazzi - UniBS v0.9/46 46