WORKSHOP TEMATICO 
Salute e benessere- 3 ottobre 2014, ore 12.00 
Consulenza e formazione 
sul benessere organizzativo 
Aspetti caratterizzanti e vantaggi per lavoratori e imprese
Organizzazione 
ὅργανον 
(organon) 
strumento 
organo
Il lavoratore è considerato in interazione con il proprio ambiente di lavoro. Attenzione alle conseguenze psicologiche. 
Movimento delle Relazioni Umane. La motivazione, l’alienazione, fenomeni di gruppo sono considerate variabili nell’insorgenza di malessere dei lavoratori 
Attenzione a infortuni e le malattie in ambito lavorativo. Nascono enti di sorveglianza e miglioramento delle condizioni di lavoro. 
Un po’ di storia 
INIZI ‘900 
ANNI ’30 -’40 
ANNI ’50 – ‘60
Normativa (D.Lgs n.626 del ‘94- D.Lgs n. 81 del 2008) 
Salute non come assenza di malattia ma come stato di benessere psicofisico. Adozione di un approccio sistemico e di una causalità circolare. Conseguenze sul sistema individuo-organizzazione. 
Introduzione dei concetti di Wellness e di Occupational Health Promotion. Interesse dalla prevenzione malattie alla conservazione attiva della salute. 
Un po’ di storia 
ANNI ’70 - ‘80 
ANNI ’90 
OGGI
Dialoghi con le istituzioni 
O.M.S. 
Definizione di Salute 
stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia 
Codice Civile art. 2087 
Il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro 
D.Lgs. 81/08 Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro, (ex D.Lgs. 626/94) 
Influenza dei fattori dell’ambiente e dell’organizzazione del lavoro Prevenire “rischi particolari, collegabili allo stress lavoro- correlato…”.
Costrutti e modelli 
12. Tollerabilità dei compiti 
13. Senso di utilità sociale 
2. Chiarezza obiettivi 
5. 
Disponibilità 
Delle informazioni 
7. 
Sicurezza e prevenzione infortuni 
8. 
Relazioni interpersonali collaborative 
9. Scorrevolezza operativa 
11. 
Equità organizzativa 
4. Ascolto attivo 
3. Valorizzazione delle competenze 
14. 
Apertura all’innovazione 
6. 
Gestione delle conflittualità 
10. 
Fattori di stress 
SALUTE ORGANIZZATIVA 
1. Comfort dell’ambiente di lavoro 
(Avallone F., Paplomatas A., 2005)
Dati sperimentali della ricerca 
•Questionario multidimensionale della salute organizzativa (MQHQ) 
•3197 questionari raccolti 
•Risultati: 
1.Dimensioni considerate positive raggruppate per area: 
Significato del proprio lavoro 
Rapporti interpersonali 
Efficienza organizzativa 
2.Dimensioni considerate negative raggruppate per area: 
Ambiente fisico del lavoro 
Equità organizzativa (trasparenza dei criteri) 
Tollerabilità del lavoro 
In sintesi: Ambiente lavorativo in cui le persone apprezzano il valore sociale del proprio lavoro, il livello di collaborazione tra il personale, la possibilità di lavorare con modalità discretamente efficienti, ma contemporaneamente rivelano un senso di fatica eccessiva nel lavoro quotidiano e ancor più scontento per una scarsa attenzione alla persona, al riconoscimento del suo valore e delle capacità individuali.
Investire sul benessere 
•valorizzare le risorse umane, aumentare la motivazione dei collaboratori, migliorare i rapporti tra dirigenti e operatori, accrescere il senso di appartenenza e di soddisfazione dei lavoratori per la propria azienda 
•rendere attrattive le aziende per i talenti migliori 
•migliorare l’immagine interna ed esterna e la qualità complessiva dei servizi/prodotti forniti 
•diffondere la cultura della partecipazione, quale presupposto dell’orientamento al risultato, al posto della cultura dell’adempimento 
•realizzare sistemi di comunicazione interna 
•prevenire i rischi psico-sociali
Emergenza attuale 
•Panorama: I 10 mestieri in via di estinzione 
•Psicologia Industriale in America 
•Cina: equilibrio tra prosperità e benessere 
•Sole24Ore : Un buon ambiente lavorativo (in termini di motivazione, collaborazione, leadership, coinvolgimento, flessibilità e fiducia delle persone) può aumentare la customer satisfaction fino al 47% e la produttività fino al 27,8%. 
•Gallup Organization: studio che ha coinvolto 5 milioni di lavoratori statunitensi sopra i 35 anni ha rilevato che, sul totale dei lavoratori, il 29 % risultava attivo sul lavoro, il 54 % faceva il minimo indispensabile e il 17 % era dannoso per l’azienda. 
•PA: lotta alla corruzione e benessere organizzativo
* Studio svolto dalla Società di Consulenza tedesca Roland Berger (Panorama – 24 Settembre 2014) 
Panorama: risultati della Ricerca*
Alcune criticità organizzative 
•Assenteismo per malattia 
•Conflitti interpersonali sul lavoro 
•Infortuni 
•Leadership distruttive 
•Ruoli indefiniti 
•Scarsa produttività
Tipologia di approccio 
•Psicologico: finalizzato alla interpretazione delle dinamiche sottostanti le criticità riscontrate 
•Ingegneristico: che affronti i fenomeni da un punto di vista oggettivo e che fornisca all’azienda adeguati strumenti di misurazione dell’intervento da attuare per risolvere le disfunzioni organizzative.
Di chi stiamo parlando 
•Di una organizzazione multinazionale 
–Globalizzazione – cultura locale, cross cultural management, fallimento continuo delle collusioni 
•Di una holding del settore farmaceutico 
–Collusione sociale 
•Di un colosso finanziario 
–N° 1 in America, presente nella top ten dei prodotti finanziari
L’integrazione di due gruppi organizzativi 
•Luglio 2002 – annuncio della fusione per incorporazione, chiamata integrazione 
•Due matrici culturali differenti 
•Il fallimento dell’omologazione culturale 
•Un nuovo gruppo non pensato 
•Il declino finanziario
La formazione dell’integrazione 
•I limiti di un modello applicativo 
•La negazione del contesto interculturale (destinatari, contenuti e metodologia) 
•La collusione della formazione 
•La “distanza della formazione” 
•Sbagliare formazione
Una nuova cultura 
•Le vittime diventano carnefici 
•Autoritaria e Tecnocratica = Burocratica 
•Il mio fallimento collusivo 
<<la cultura di un'organizzazione viene assimilata dai membri della stessa e coloro che non vi si adattano spesso decidono (o sono costretti) a lasciare l'organizzazione>> (Stonich 1988; p. 33)
Interventi 
Strategie preventive 
Strategie riparative 
Livello organizzativo 
Job design 
Organizzazione del lavoro 
Ambiente di lavoro 
Formazione 
Livello individuale Terapia cognitiva Tecniche di rilassamento Counseling 
Interfaccia individuo/organizzazione 
Carico di lavoro 
Livello di partecipazione 
Relazioni tra colleghi
Intervento sociotecnico 
Intervento incentrato prevalentemente su cambiamenti di aspetti oggettivi/strutturali dell’ambiente di lavoro che hanno implicazioni sullo stress, la salute e la soddisfazione lavorativa. Questi interventi consentono manipolazioni precise delle condizioni oggettive di lavoro e della misurazione dei risultati.
Intervento sociotecnico 
Tipi di intervento: 
-orario di lavoro 
-carico di lavoro 
-livelli gerarchici 
-fusioni aziendali 
-organizzazione del lavoro
Intervento psicosociale 
L’intervento psicosociale nelle organizzazioni si sostanzia in una procedura tecnica, sostenuta da paradigmi teorici di riferimento (psicoanalitico, psicodinamico, costruttivista, comportamentista, cognitivista, sistemico), finalizzata a raggiungere obiettivi concreti e circoscritti di produzione di conoscenza in individui, gruppi e organizzazioni.
Intervento psicosociale 
Tipi di intervento: 
-Formazione 
-Selezione, Valutazione, Assessment 
-Orientamento 
-Consulenza organizzativa (processi, tecnologie, strutture)
In sintesi 
•Etnografia: ricerca i significati e le interpretazioni che gli individui di un certo contesto socio-culturale attribuiscono alla propria esperienza di vita 
•Analisi della domanda: pensare le emozioni in modo emozionato 
•Intervento psicosociale: produrre conoscenza sulle relazioni 
•Output da ancorare agli outcom per i clienti, attraverso tecniche e modelli teorici
Claudio Catalano 
Psicologo del Lavoro 
Professore a contratto presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano 
Marco Vitiello 
Psicologo del Lavoro 
Professore a contratto presso la facoltà di Medicina e Psicologia Università Sapienza di Roma

Consulenza e formazione sul benessere organizzativoWorkshop benessere

  • 1.
    WORKSHOP TEMATICO Salutee benessere- 3 ottobre 2014, ore 12.00 Consulenza e formazione sul benessere organizzativo Aspetti caratterizzanti e vantaggi per lavoratori e imprese
  • 2.
  • 3.
    Il lavoratore èconsiderato in interazione con il proprio ambiente di lavoro. Attenzione alle conseguenze psicologiche. Movimento delle Relazioni Umane. La motivazione, l’alienazione, fenomeni di gruppo sono considerate variabili nell’insorgenza di malessere dei lavoratori Attenzione a infortuni e le malattie in ambito lavorativo. Nascono enti di sorveglianza e miglioramento delle condizioni di lavoro. Un po’ di storia INIZI ‘900 ANNI ’30 -’40 ANNI ’50 – ‘60
  • 4.
    Normativa (D.Lgs n.626del ‘94- D.Lgs n. 81 del 2008) Salute non come assenza di malattia ma come stato di benessere psicofisico. Adozione di un approccio sistemico e di una causalità circolare. Conseguenze sul sistema individuo-organizzazione. Introduzione dei concetti di Wellness e di Occupational Health Promotion. Interesse dalla prevenzione malattie alla conservazione attiva della salute. Un po’ di storia ANNI ’70 - ‘80 ANNI ’90 OGGI
  • 5.
    Dialoghi con leistituzioni O.M.S. Definizione di Salute stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia Codice Civile art. 2087 Il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro D.Lgs. 81/08 Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro, (ex D.Lgs. 626/94) Influenza dei fattori dell’ambiente e dell’organizzazione del lavoro Prevenire “rischi particolari, collegabili allo stress lavoro- correlato…”.
  • 6.
    Costrutti e modelli 12. Tollerabilità dei compiti 13. Senso di utilità sociale 2. Chiarezza obiettivi 5. Disponibilità Delle informazioni 7. Sicurezza e prevenzione infortuni 8. Relazioni interpersonali collaborative 9. Scorrevolezza operativa 11. Equità organizzativa 4. Ascolto attivo 3. Valorizzazione delle competenze 14. Apertura all’innovazione 6. Gestione delle conflittualità 10. Fattori di stress SALUTE ORGANIZZATIVA 1. Comfort dell’ambiente di lavoro (Avallone F., Paplomatas A., 2005)
  • 7.
    Dati sperimentali dellaricerca •Questionario multidimensionale della salute organizzativa (MQHQ) •3197 questionari raccolti •Risultati: 1.Dimensioni considerate positive raggruppate per area: Significato del proprio lavoro Rapporti interpersonali Efficienza organizzativa 2.Dimensioni considerate negative raggruppate per area: Ambiente fisico del lavoro Equità organizzativa (trasparenza dei criteri) Tollerabilità del lavoro In sintesi: Ambiente lavorativo in cui le persone apprezzano il valore sociale del proprio lavoro, il livello di collaborazione tra il personale, la possibilità di lavorare con modalità discretamente efficienti, ma contemporaneamente rivelano un senso di fatica eccessiva nel lavoro quotidiano e ancor più scontento per una scarsa attenzione alla persona, al riconoscimento del suo valore e delle capacità individuali.
  • 8.
    Investire sul benessere •valorizzare le risorse umane, aumentare la motivazione dei collaboratori, migliorare i rapporti tra dirigenti e operatori, accrescere il senso di appartenenza e di soddisfazione dei lavoratori per la propria azienda •rendere attrattive le aziende per i talenti migliori •migliorare l’immagine interna ed esterna e la qualità complessiva dei servizi/prodotti forniti •diffondere la cultura della partecipazione, quale presupposto dell’orientamento al risultato, al posto della cultura dell’adempimento •realizzare sistemi di comunicazione interna •prevenire i rischi psico-sociali
  • 9.
    Emergenza attuale •Panorama:I 10 mestieri in via di estinzione •Psicologia Industriale in America •Cina: equilibrio tra prosperità e benessere •Sole24Ore : Un buon ambiente lavorativo (in termini di motivazione, collaborazione, leadership, coinvolgimento, flessibilità e fiducia delle persone) può aumentare la customer satisfaction fino al 47% e la produttività fino al 27,8%. •Gallup Organization: studio che ha coinvolto 5 milioni di lavoratori statunitensi sopra i 35 anni ha rilevato che, sul totale dei lavoratori, il 29 % risultava attivo sul lavoro, il 54 % faceva il minimo indispensabile e il 17 % era dannoso per l’azienda. •PA: lotta alla corruzione e benessere organizzativo
  • 10.
    * Studio svoltodalla Società di Consulenza tedesca Roland Berger (Panorama – 24 Settembre 2014) Panorama: risultati della Ricerca*
  • 11.
    Alcune criticità organizzative •Assenteismo per malattia •Conflitti interpersonali sul lavoro •Infortuni •Leadership distruttive •Ruoli indefiniti •Scarsa produttività
  • 12.
    Tipologia di approccio •Psicologico: finalizzato alla interpretazione delle dinamiche sottostanti le criticità riscontrate •Ingegneristico: che affronti i fenomeni da un punto di vista oggettivo e che fornisca all’azienda adeguati strumenti di misurazione dell’intervento da attuare per risolvere le disfunzioni organizzative.
  • 13.
    Di chi stiamoparlando •Di una organizzazione multinazionale –Globalizzazione – cultura locale, cross cultural management, fallimento continuo delle collusioni •Di una holding del settore farmaceutico –Collusione sociale •Di un colosso finanziario –N° 1 in America, presente nella top ten dei prodotti finanziari
  • 14.
    L’integrazione di duegruppi organizzativi •Luglio 2002 – annuncio della fusione per incorporazione, chiamata integrazione •Due matrici culturali differenti •Il fallimento dell’omologazione culturale •Un nuovo gruppo non pensato •Il declino finanziario
  • 15.
    La formazione dell’integrazione •I limiti di un modello applicativo •La negazione del contesto interculturale (destinatari, contenuti e metodologia) •La collusione della formazione •La “distanza della formazione” •Sbagliare formazione
  • 16.
    Una nuova cultura •Le vittime diventano carnefici •Autoritaria e Tecnocratica = Burocratica •Il mio fallimento collusivo <<la cultura di un'organizzazione viene assimilata dai membri della stessa e coloro che non vi si adattano spesso decidono (o sono costretti) a lasciare l'organizzazione>> (Stonich 1988; p. 33)
  • 17.
    Interventi Strategie preventive Strategie riparative Livello organizzativo Job design Organizzazione del lavoro Ambiente di lavoro Formazione Livello individuale Terapia cognitiva Tecniche di rilassamento Counseling Interfaccia individuo/organizzazione Carico di lavoro Livello di partecipazione Relazioni tra colleghi
  • 18.
    Intervento sociotecnico Interventoincentrato prevalentemente su cambiamenti di aspetti oggettivi/strutturali dell’ambiente di lavoro che hanno implicazioni sullo stress, la salute e la soddisfazione lavorativa. Questi interventi consentono manipolazioni precise delle condizioni oggettive di lavoro e della misurazione dei risultati.
  • 19.
    Intervento sociotecnico Tipidi intervento: -orario di lavoro -carico di lavoro -livelli gerarchici -fusioni aziendali -organizzazione del lavoro
  • 20.
    Intervento psicosociale L’interventopsicosociale nelle organizzazioni si sostanzia in una procedura tecnica, sostenuta da paradigmi teorici di riferimento (psicoanalitico, psicodinamico, costruttivista, comportamentista, cognitivista, sistemico), finalizzata a raggiungere obiettivi concreti e circoscritti di produzione di conoscenza in individui, gruppi e organizzazioni.
  • 21.
    Intervento psicosociale Tipidi intervento: -Formazione -Selezione, Valutazione, Assessment -Orientamento -Consulenza organizzativa (processi, tecnologie, strutture)
  • 22.
    In sintesi •Etnografia:ricerca i significati e le interpretazioni che gli individui di un certo contesto socio-culturale attribuiscono alla propria esperienza di vita •Analisi della domanda: pensare le emozioni in modo emozionato •Intervento psicosociale: produrre conoscenza sulle relazioni •Output da ancorare agli outcom per i clienti, attraverso tecniche e modelli teorici
  • 23.
    Claudio Catalano Psicologodel Lavoro Professore a contratto presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano Marco Vitiello Psicologo del Lavoro Professore a contratto presso la facoltà di Medicina e Psicologia Università Sapienza di Roma