Il documento esplora il concetto di 'terzo paesaggio', rappresentato da aree abbandonate e incolte che favoriscono la biodiversità e contrastano l'urbanizzazione e la standardizzazione. Sottolinea l'importanza di riconoscere il paesaggio come componente essenziale della vita culturale e naturale, con valore giuridico in Italia, e promuove una gestione che rispetti la diversità biologica. Infine, si discute l'estetica del disordine e della non organizzazione come elementi vitali per nuove forme di progettazione e interazione con il paesaggio.