News 06/SA/2017
Lunedì, 06 Febbraio 2017
Sistema di Allerta Rapido europeo per Alimenti e Mangimi Pesticidi
Nella settimana n.05 del 2017 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta
europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 61 (12 quelle inviate dal Ministero
della salute italiano).
Tra i lotti respinti alla frontiera si segnalano: notificato dall’Italia per aflatossine in
pistacchi sgusciati provenienti dall’ Iran, via Turchia, per aflatossine in arachidi in
guscio provenienti dall’Egitto e per migrazione di nickel da pentole a pressione in
acciaio provenienti dalla Cina; per aflatossine in nocciole provenienti dalla Turchia e
per aflatossine in pistacchi provenienti dagli Usa. Notificato dalla Bulgaria per
propiconazolo in limoni provenienti dalla Turchia; dal Regno Unito per Salmonella in
semi di sesamo provenienti dall’India; dalla Polonia per mandarino fresco dal
Marocco infestato da muffe; dalla Germania per aflatossine in pistacchi tostati in
guscio provenienti dalla Turchia; dalla Finlandia per Salmonella Stanley in fiore
mimosa (Azadirachta indica) proveniente dalla Tailandia;
Allerta notificati dall’ Italia: per soia non dichiarata in prosciutto cotto refrigerato
proveniente dall’Italia; per aflatossine in arachidi in guscio provenienti dall’Egitto e
per corpo estraneo in bastoncini di pesce surgelati provenienti dalla Germania.
Allerta notificati: dalla Danimarca per frammento di metallo in salsicce provenienti
dalla Germania; dal Belgio per Listeria monocytogenes in carne cotta refrigerata
proveniente dal Belgio; dall’Olanda per mercurio in tranci di pesce spada congelati
(Xiphias gladius) provenienti dal Vietnam, via Belgio e per Salmonella in cannolicchi
dal vivo (Ensis directus) provenienti dall’Olanda; dal Portogallo per aflatossine in fichi
secchi provenienti dalla Spagna; dall’Estonia per corpo estraneo (frammenti di
metallo e di plastica) in panini di segale sandwich e parte di pane di segale
proveniente dall’ Estonia; dalla Francia per Listeria monocytogenes in rillettes di
maiale provenienti dalla Francia; dalla Danimarca per norovirus in fragole
congelate provenienti dalla Polonia; dalla Germania per Salmonella in semi di
canapa organici provenienti dalla Germania.
Nella lista delle informative troviamo notificate: dall’Italia per Escherichia coli shiga
produttrici in tagli di carne refrigerati disossati (Bos taurus) provenienti dall’ Uruguay
e per clorpirifos in carciofi provenienti dalla Tunisia nonché per norovirus in ostriche
vive (Crassostrea gigas) provenienti dall’ Irlanda, via Olanda; dall’Irlanda per
Salmonella gruppo B in pollo salato proveniente dal Brasile; dal Belgio per
Salmonella infantis e Salmonella Ohio e conta troppo alta di Enterobacteriaceae in
farina di pollame proveniente dalla Spagna; dalla Danimarca per norovirus in
spinaci piccoli provenienti dall’Italia, confezionati in Danimarca; da Latvia per
sospetto di adulterazione dei foraggi lievito provenienti dalla Russia.
Fonte: rasff.eu
Nutrition & health claims, Dario Dongo illustra il decreto sanzioni.
Dopo ‘soli’ quattro anni di gestazione, a dieci anni di distanza dall’entrata in vigore
del regolamento CE 1924/06 sui ‘nutrition & health claims’ riferiti agli alimenti, il
governo italiano è finalmente riuscito ad approvare il relativo ‘decreto sanzioni’.
Il decreto legislativo risulta essere stato approvato il 21.1.17 dal Consiglio dei Ministri,
secondo comunicato dell’ufficio stampa della Presidenza che ci ha tuttavia
comunicato di non disporre del testo. Abbiamo quindi provato a chiederne copia al
Ministero per lo Sviluppo Economico, altresì invano. Preso atto di cotanta efficienza
degli uffici (sigh!), non ci stupiremo se la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avverrà
con qualche giorno di ritardo.
La competenza ricade in via esclusiva sull’amministrazione sanitaria (art. 2.2) che
tuttavia – su questo tema come su quello più generale dell’informazione al
consumatore – meriterebbe appositi stanziamenti per le attività formative essenziali
all’esercizio dei compiti assegnati. A maggior ragione su temi delicati come le
indicazioni sulla salute, laddove l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato
(AGCM) – frattanto spodestata – aveva sviluppato criteri interpretativi puntuali e
coerenti a quelli delle Autorità di altri Stati membri.
L’impiego di ‘nutrition & health claims’ non consentiti dai regolamenti europei (1) è
punito con sanzioni amministrative pecuniarie che variano:
- dai 3 mila ai 12 mila € per le indicazioni nutrizionali non previste in Allegato al
regolamento CE 1924/06, o al di fuori delle condizioni ivi previste (art. 8),
- idem c.s. per le indicazioni nutrizionali comparative (art. 9),
- da 6 mila a 24 mila € per le indicazioni sulla salute non autorizzate (art. 10.1),
- da 3 mila a 12 mila € per il mancato rispetto delle condizioni previste su ‘health
claims’ autorizzati (art. 10.2),
- 3-10 mila e 5-20 mila €, rispettivamente, per indicazioni nutrizionali e salutistiche su
bevande alcoliche (al di fuori di quelle sole autorizzate, su basso tenore alcolico
ovvero sua riduzione, e riduzione valore energetico, art. 4).
La comunicazione può venire altresì censurata e punita laddove:
- venga messa in dubbio la sicurezza nutrizionale di una dieta priva del prodotto
pubblicizzato, ovvero se ne tolleri o incoraggi il consumo eccessivo (pene da 2 mila
a 20 mila € sui claim nutrizionali, da 3 mila a 30 mila su quelli salutistici, art. 3),
- i ‘claim’ nutrizionali e salutistici non siano riferiti agli alimenti ‘pronti per essere
consumati secondo le istruzioni del fabbricante‘ (sanzione da 2 mila a 10 mila €, art.
5),
- manchi la dichiarazione nutrizionale in etichetta di alimenti che riportino ‘claim’
nutrizionali e salutistici (pena da 2 mila a 16 mila €, art. 7),
- indicazioni generiche sulla salute, espresse in etichetta o pubblicità, non siano
supportate da ‘claim’ autorizzati ai sensi del regolamento (da 5 mila a 10 mila €, art.
10.4),
- gli ‘health claims’ non siano accompagnati dalle notizie supplementari prescritte
(2) sull’importanza di una dieta equilibrata, quantità e modalità d’impiego,
avvertenze particolari (da 5 mila a 20 mila €, art. 10.3),
- i ‘claim’ sulla riduzione dei rischi di malattia non siano accompagnati da ‘una
dicitura indicante che la malattia cui l’indicazione fa riferimento è dovuta a
molteplici fattori di rischio e che l’intervento su uno di questi fattori può anche non
avere un effetto benefico’ (idem c.s.)
Le sanzioni più gravi, da 5 mila a 40 mila euro, sono previste allorché, nell’impiego di
‘health claim’,
- si suggerisca che ‘la salute potrebbe risultare compromessa dal mancato
consumo dell’alimento’,
- si faccia ‘riferimento alla percentuale o all’entità della perdita di peso’,
- si citi il ‘parere di un singolo medico o altro operatore sanitario e altre associazioni’
mediche nazionali o di volontariato, a meno che queste ultime non siano autorizzate
da apposite norme in Italia (art. 11).
In caso di reiterazione specifica delle violazioni, ‘tenuto conto della natura e della
gravità dei fatti’, potrà venire sospesa per un periodo da 10 a 20 giorni
l’autorizzazione allo svolgimento delle attività nel quale ambito gli illeciti sono stati
commessi (art. 12).
Il governo si mostra forte coi deboli e debole coi forti, avendo sottratto l’impianto
sanzionatorio a quei criteri di proporzionalità finora applicati dall’Antitrust nella
vigilanza sulle norme in esame. Venuta meno l’ipotesi di multe dissuasive e
deterrenti, i colossi industriali potranno decidere di forzare le regole in nome del
marketing più selvaggio e cavarsela al più con un paio di decine di migliaia di euro.
Viceversa, la miriade di micro-imprese sul territorio rischierà sanzioni non dissimili a
quelle applicate ai colossi anche a causa di ingenue sviste.
Dario Dongo
Note
(1) regolamenti (CE) n. 1924/06, (UE) n. 432/12 e successive modifiche
(2) ai sensi del reg. (CE) n. 1924/06, art. 10.2, le indicazioni relative alla salute devono
venire accompagnate da:
a) una dicitura relativa all’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile
di vita sano;
b) la quantità dell’alimento e le modalità di consumo necessarie per ottenere
l’effetto benefico indicato;
c) se del caso, una dicitura rivolta alle persone che dovrebbero evitare di
consumare l’alimento, e
d) un’appropriata avvertenza per i prodotti che potrebbero presentare un rischio
per la salute se consumati in quantità eccessive.’
Fonte: http://www.foodagriculturerequirements.com e greatitalianfoodtrade.com
Legumi, cibi integrali e olio di noci: le nuove raccomandazioni dell’Anses per
l’alimentazione degli adulti. Grandi cambiamenti rispetto alle precedenti versioni.
L’Agenzia francese per la sicurezza alimentare (Anses) ha pubblicato le nuove
raccomandazioni per la dieta dei francesi adulti, evidenziando grandi cambiamenti
rispetto alle precedenti versioni. Le novità riguardano il consumo regolare di legumi
(come lenticchie, fave o ceci), la necessità di dare la preferenza a prodotti a base
di cereali meno raffinati (come pane, pasta e riso integrali o semi-integrali), così
come la promozione del consumo di oli vegetali ricchi di acido alfa-linolenico
(come gli oli di colza e di noci). L’Anses ribadisce il ruolo cruciale di frutta e verdura
e consiglia di rafforzare questa tendenza, dando la preferenza alle verdure. Gli
affezionati bevitori di boibite zuccherate dovrebbero limitarsi a meno di un bicchiere
al giorno.
Nella corretta alimentazione degli adulti, secondo l’Agenzia c’è la necessità di
ridurre notevolmente i salumi, in modo da non superare 25 g al giorno, mentre la
carne, esclusi i volatili, dovrebbe attestarsi sui 500 g a settimana. Vengono ribaditi i
benefici del pesce, compreso quello più grasso come sardine e sgombri.
Più in generale, l’Anses evidenza la difficoltà di individuare combinazioni alimentari
che permettano di coprire le esigenze nutrizionali della popolazione, limitando
l’esposizione ai contaminanti. Per alcuni come:arsenico inorganico, acrilammide e
piombo – l’Agenzia sottolinea un livello preoccupante e ritiene necessaria la
riduzione. (Articolo di Beniamino Bonardi)
Fonte: www.ilfattoalimentare.it
Contaminanti degli oli vegetali: anche per Fao e Oms esteri del glicidolo e 3-MCPD
sono cancerogeni da limitare. Sotto accusa l’olio di palma.
I contaminanti che si formano durante il processo di raffinazione degli oli di
semi continuano a destare preoccupazione tra i consumatori e a catturare
l’attenzione degli esperti. Questa volta è il turno del Jecfa, il comitato congiunto
Fao/Oms sugli additivi alimentari, che nel mese di novembre, durante la sua 83°
sessione tenutasi a Roma, ha rivalutato la tossicità e gli effetti per la salute del 3-
MCPD e dei suoi esteri e, per la prima volta, ha emesso un parere sui glicidil esteri
(GE).
Secondo gli esperti del Jecfa, sostanzialmente in accordo con Efsa, i GE sono
sostanze genotossiche e cancerogene, di conseguenza non è possibile stabilire un
livello di assunzione tollerabile. Per quanto riguarda, invece, il 3-MCPD, sulla base
degli ultimi studi a disposizione il Jecfa lo considera cancerogeno e ha stabilito un
livello provvisorio di assunzione quotidiana tollerabile pari a 4 µg/kg. Si tratta di un
valore doppio rispetto a quello proposto in precedenza (2 µg/kg) e oltre quattro
volte superiore rispetto a quello stimato dall’Efsa (0,8 µg/kg).
Pur proponendo valori soglia differenti per il 3-Mcpd, entrambe le istituzioni lanciano
l’allarme per i livelli di esposizione dei neonati nutriti esclusivamente con latte in
polvere, la cui formulazione, per replicare quello materno, include spesso olio di
palma. Il grasso tropicale, infatti è l’olio vegetale con i livelli più alti di contaminanti –
fino a 10/12 volte gli altri oli -, a causa dei processi di raffinazione ad alte
temperature a cui è sottoposto nella maggior parte dei casi.
Secondo Efsa, non sono solo i lattanti a rischiare un’esposizione eccessiva a GE e 3-
Mcpd, ma anche bambini e adolescenti consumatori di grandi quantità di dolci
confezionati, snack e biscotti, cibi che contribuiscono anche ad un’assunzione
troppo elevata di grassi e zuccheri. (Articolo di Giulia Crepaldi)
Fonte: www.ilfattoalimentare.it
Open Food Tox, Efsa lancia database armonizzato su sostanze tossiche.
Dal 2002 Efsa ha valutato oltre 4000 sostanze con oltre 1600 pareri scientifici di vario
tipo. Oggi Efsa ha raccolto la complessità dei dati in un unico database di facile
accesso, per rendere immediatamente apprezzabile come le sostanze chimiche
possano avere un impatto sulla salute umana, ambientale o di animali; nonché le
dosi considerate sicure.
Il nuovo strumento – OpenFoodTox, si avvale quindi di un formato open source per
caratterizzare la sostanza, ponendo enfasi sul legame tra valutazione Efsa e
normativa europea, oltre che sui parametri quantitativi che ne determinano la
sicurezza.
Sin dalla sua creazione nel 2002, l'EFSA ha prodotto valutazioni del rischio su oltre
4000 sostanze in oltre 1600 pareri scientifici, dichiarazioni e conclusioni, grazie
all’operato dei suoi scienziati. Per le singole sostanze, una sintesi delle valutazioni dei
pericoli per la salute umana, la salute animale e l’ambiente è stata raccolta e
strutturata in base alla pertinente legislazione e agli usi previsti nella banca dati EFSA
dei rischi chimici: OpenFoodTox. È possibile scaricare le schede tecniche di sintesi
per ogni singola sostanza in formato PDF o XLS aprendo il dashboard qui di seguito.
Openfoodtox fa parte dell'EFSA Data Warehouse (DWH), varato dall'EFSA per
migliorare l'accesso del pubblico ai dati. EFSA aggiornerà Openfoodtox
periodicamente ma non garantisce che la banca dati sia esente da errori.
Fonte: sicurezzaalimentare.it
Secondo Efsa, non sono solo i lattanti a rischiare un’esposizione eccessiva a GE e 3-
Mcpd, ma anche bambini e adolescenti consumatori di grandi quantità di dolci
confezionati, snack e biscotti, cibi che contribuiscono anche ad un’assunzione
troppo elevata di grassi e zuccheri. (Articolo di Giulia Crepaldi)
Fonte: www.ilfattoalimentare.it
Open Food Tox, Efsa lancia database armonizzato su sostanze tossiche.
Dal 2002 Efsa ha valutato oltre 4000 sostanze con oltre 1600 pareri scientifici di vario
tipo. Oggi Efsa ha raccolto la complessità dei dati in un unico database di facile
accesso, per rendere immediatamente apprezzabile come le sostanze chimiche
possano avere un impatto sulla salute umana, ambientale o di animali; nonché le
dosi considerate sicure.
Il nuovo strumento – OpenFoodTox, si avvale quindi di un formato open source per
caratterizzare la sostanza, ponendo enfasi sul legame tra valutazione Efsa e
normativa europea, oltre che sui parametri quantitativi che ne determinano la
sicurezza.
Sin dalla sua creazione nel 2002, l'EFSA ha prodotto valutazioni del rischio su oltre
4000 sostanze in oltre 1600 pareri scientifici, dichiarazioni e conclusioni, grazie
all’operato dei suoi scienziati. Per le singole sostanze, una sintesi delle valutazioni dei
pericoli per la salute umana, la salute animale e l’ambiente è stata raccolta e
strutturata in base alla pertinente legislazione e agli usi previsti nella banca dati EFSA
dei rischi chimici: OpenFoodTox. È possibile scaricare le schede tecniche di sintesi
per ogni singola sostanza in formato PDF o XLS aprendo il dashboard qui di seguito.
Openfoodtox fa parte dell'EFSA Data Warehouse (DWH), varato dall'EFSA per
migliorare l'accesso del pubblico ai dati. EFSA aggiornerà Openfoodtox
periodicamente ma non garantisce che la banca dati sia esente da errori.
Fonte: sicurezzaalimentare.it

News SA 06 2017

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    News 06/SA/2017 Lunedì, 06Febbraio 2017 Sistema di Allerta Rapido europeo per Alimenti e Mangimi Pesticidi Nella settimana n.05 del 2017 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 61 (12 quelle inviate dal Ministero della salute italiano). Tra i lotti respinti alla frontiera si segnalano: notificato dall’Italia per aflatossine in pistacchi sgusciati provenienti dall’ Iran, via Turchia, per aflatossine in arachidi in guscio provenienti dall’Egitto e per migrazione di nickel da pentole a pressione in acciaio provenienti dalla Cina; per aflatossine in nocciole provenienti dalla Turchia e per aflatossine in pistacchi provenienti dagli Usa. Notificato dalla Bulgaria per propiconazolo in limoni provenienti dalla Turchia; dal Regno Unito per Salmonella in semi di sesamo provenienti dall’India; dalla Polonia per mandarino fresco dal Marocco infestato da muffe; dalla Germania per aflatossine in pistacchi tostati in guscio provenienti dalla Turchia; dalla Finlandia per Salmonella Stanley in fiore mimosa (Azadirachta indica) proveniente dalla Tailandia; Allerta notificati dall’ Italia: per soia non dichiarata in prosciutto cotto refrigerato proveniente dall’Italia; per aflatossine in arachidi in guscio provenienti dall’Egitto e per corpo estraneo in bastoncini di pesce surgelati provenienti dalla Germania. Allerta notificati: dalla Danimarca per frammento di metallo in salsicce provenienti dalla Germania; dal Belgio per Listeria monocytogenes in carne cotta refrigerata proveniente dal Belgio; dall’Olanda per mercurio in tranci di pesce spada congelati (Xiphias gladius) provenienti dal Vietnam, via Belgio e per Salmonella in cannolicchi dal vivo (Ensis directus) provenienti dall’Olanda; dal Portogallo per aflatossine in fichi secchi provenienti dalla Spagna; dall’Estonia per corpo estraneo (frammenti di metallo e di plastica) in panini di segale sandwich e parte di pane di segale proveniente dall’ Estonia; dalla Francia per Listeria monocytogenes in rillettes di maiale provenienti dalla Francia; dalla Danimarca per norovirus in fragole congelate provenienti dalla Polonia; dalla Germania per Salmonella in semi di canapa organici provenienti dalla Germania.
  • 2.
    Nella lista delleinformative troviamo notificate: dall’Italia per Escherichia coli shiga produttrici in tagli di carne refrigerati disossati (Bos taurus) provenienti dall’ Uruguay e per clorpirifos in carciofi provenienti dalla Tunisia nonché per norovirus in ostriche vive (Crassostrea gigas) provenienti dall’ Irlanda, via Olanda; dall’Irlanda per Salmonella gruppo B in pollo salato proveniente dal Brasile; dal Belgio per Salmonella infantis e Salmonella Ohio e conta troppo alta di Enterobacteriaceae in farina di pollame proveniente dalla Spagna; dalla Danimarca per norovirus in spinaci piccoli provenienti dall’Italia, confezionati in Danimarca; da Latvia per sospetto di adulterazione dei foraggi lievito provenienti dalla Russia. Fonte: rasff.eu Nutrition & health claims, Dario Dongo illustra il decreto sanzioni. Dopo ‘soli’ quattro anni di gestazione, a dieci anni di distanza dall’entrata in vigore del regolamento CE 1924/06 sui ‘nutrition & health claims’ riferiti agli alimenti, il governo italiano è finalmente riuscito ad approvare il relativo ‘decreto sanzioni’. Il decreto legislativo risulta essere stato approvato il 21.1.17 dal Consiglio dei Ministri, secondo comunicato dell’ufficio stampa della Presidenza che ci ha tuttavia comunicato di non disporre del testo. Abbiamo quindi provato a chiederne copia al Ministero per lo Sviluppo Economico, altresì invano. Preso atto di cotanta efficienza degli uffici (sigh!), non ci stupiremo se la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avverrà con qualche giorno di ritardo. La competenza ricade in via esclusiva sull’amministrazione sanitaria (art. 2.2) che tuttavia – su questo tema come su quello più generale dell’informazione al consumatore – meriterebbe appositi stanziamenti per le attività formative essenziali all’esercizio dei compiti assegnati. A maggior ragione su temi delicati come le indicazioni sulla salute, laddove l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) – frattanto spodestata – aveva sviluppato criteri interpretativi puntuali e coerenti a quelli delle Autorità di altri Stati membri. L’impiego di ‘nutrition & health claims’ non consentiti dai regolamenti europei (1) è punito con sanzioni amministrative pecuniarie che variano: - dai 3 mila ai 12 mila € per le indicazioni nutrizionali non previste in Allegato al regolamento CE 1924/06, o al di fuori delle condizioni ivi previste (art. 8), - idem c.s. per le indicazioni nutrizionali comparative (art. 9),
  • 3.
    - da 6mila a 24 mila € per le indicazioni sulla salute non autorizzate (art. 10.1), - da 3 mila a 12 mila € per il mancato rispetto delle condizioni previste su ‘health claims’ autorizzati (art. 10.2), - 3-10 mila e 5-20 mila €, rispettivamente, per indicazioni nutrizionali e salutistiche su bevande alcoliche (al di fuori di quelle sole autorizzate, su basso tenore alcolico ovvero sua riduzione, e riduzione valore energetico, art. 4). La comunicazione può venire altresì censurata e punita laddove: - venga messa in dubbio la sicurezza nutrizionale di una dieta priva del prodotto pubblicizzato, ovvero se ne tolleri o incoraggi il consumo eccessivo (pene da 2 mila a 20 mila € sui claim nutrizionali, da 3 mila a 30 mila su quelli salutistici, art. 3), - i ‘claim’ nutrizionali e salutistici non siano riferiti agli alimenti ‘pronti per essere consumati secondo le istruzioni del fabbricante‘ (sanzione da 2 mila a 10 mila €, art. 5), - manchi la dichiarazione nutrizionale in etichetta di alimenti che riportino ‘claim’ nutrizionali e salutistici (pena da 2 mila a 16 mila €, art. 7), - indicazioni generiche sulla salute, espresse in etichetta o pubblicità, non siano supportate da ‘claim’ autorizzati ai sensi del regolamento (da 5 mila a 10 mila €, art. 10.4), - gli ‘health claims’ non siano accompagnati dalle notizie supplementari prescritte (2) sull’importanza di una dieta equilibrata, quantità e modalità d’impiego, avvertenze particolari (da 5 mila a 20 mila €, art. 10.3), - i ‘claim’ sulla riduzione dei rischi di malattia non siano accompagnati da ‘una dicitura indicante che la malattia cui l’indicazione fa riferimento è dovuta a molteplici fattori di rischio e che l’intervento su uno di questi fattori può anche non avere un effetto benefico’ (idem c.s.) Le sanzioni più gravi, da 5 mila a 40 mila euro, sono previste allorché, nell’impiego di ‘health claim’, - si suggerisca che ‘la salute potrebbe risultare compromessa dal mancato consumo dell’alimento’, - si faccia ‘riferimento alla percentuale o all’entità della perdita di peso’, - si citi il ‘parere di un singolo medico o altro operatore sanitario e altre associazioni’ mediche nazionali o di volontariato, a meno che queste ultime non siano autorizzate da apposite norme in Italia (art. 11). In caso di reiterazione specifica delle violazioni, ‘tenuto conto della natura e della gravità dei fatti’, potrà venire sospesa per un periodo da 10 a 20 giorni l’autorizzazione allo svolgimento delle attività nel quale ambito gli illeciti sono stati commessi (art. 12).
  • 4.
    Il governo simostra forte coi deboli e debole coi forti, avendo sottratto l’impianto sanzionatorio a quei criteri di proporzionalità finora applicati dall’Antitrust nella vigilanza sulle norme in esame. Venuta meno l’ipotesi di multe dissuasive e deterrenti, i colossi industriali potranno decidere di forzare le regole in nome del marketing più selvaggio e cavarsela al più con un paio di decine di migliaia di euro. Viceversa, la miriade di micro-imprese sul territorio rischierà sanzioni non dissimili a quelle applicate ai colossi anche a causa di ingenue sviste. Dario Dongo Note (1) regolamenti (CE) n. 1924/06, (UE) n. 432/12 e successive modifiche (2) ai sensi del reg. (CE) n. 1924/06, art. 10.2, le indicazioni relative alla salute devono venire accompagnate da: a) una dicitura relativa all’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano; b) la quantità dell’alimento e le modalità di consumo necessarie per ottenere l’effetto benefico indicato; c) se del caso, una dicitura rivolta alle persone che dovrebbero evitare di consumare l’alimento, e d) un’appropriata avvertenza per i prodotti che potrebbero presentare un rischio per la salute se consumati in quantità eccessive.’ Fonte: http://www.foodagriculturerequirements.com e greatitalianfoodtrade.com Legumi, cibi integrali e olio di noci: le nuove raccomandazioni dell’Anses per l’alimentazione degli adulti. Grandi cambiamenti rispetto alle precedenti versioni. L’Agenzia francese per la sicurezza alimentare (Anses) ha pubblicato le nuove raccomandazioni per la dieta dei francesi adulti, evidenziando grandi cambiamenti rispetto alle precedenti versioni. Le novità riguardano il consumo regolare di legumi (come lenticchie, fave o ceci), la necessità di dare la preferenza a prodotti a base di cereali meno raffinati (come pane, pasta e riso integrali o semi-integrali), così come la promozione del consumo di oli vegetali ricchi di acido alfa-linolenico (come gli oli di colza e di noci). L’Anses ribadisce il ruolo cruciale di frutta e verdura e consiglia di rafforzare questa tendenza, dando la preferenza alle verdure. Gli affezionati bevitori di boibite zuccherate dovrebbero limitarsi a meno di un bicchiere al giorno. Nella corretta alimentazione degli adulti, secondo l’Agenzia c’è la necessità di
  • 5.
    ridurre notevolmente isalumi, in modo da non superare 25 g al giorno, mentre la carne, esclusi i volatili, dovrebbe attestarsi sui 500 g a settimana. Vengono ribaditi i benefici del pesce, compreso quello più grasso come sardine e sgombri. Più in generale, l’Anses evidenza la difficoltà di individuare combinazioni alimentari che permettano di coprire le esigenze nutrizionali della popolazione, limitando l’esposizione ai contaminanti. Per alcuni come:arsenico inorganico, acrilammide e piombo – l’Agenzia sottolinea un livello preoccupante e ritiene necessaria la riduzione. (Articolo di Beniamino Bonardi) Fonte: www.ilfattoalimentare.it Contaminanti degli oli vegetali: anche per Fao e Oms esteri del glicidolo e 3-MCPD sono cancerogeni da limitare. Sotto accusa l’olio di palma. I contaminanti che si formano durante il processo di raffinazione degli oli di semi continuano a destare preoccupazione tra i consumatori e a catturare l’attenzione degli esperti. Questa volta è il turno del Jecfa, il comitato congiunto Fao/Oms sugli additivi alimentari, che nel mese di novembre, durante la sua 83° sessione tenutasi a Roma, ha rivalutato la tossicità e gli effetti per la salute del 3- MCPD e dei suoi esteri e, per la prima volta, ha emesso un parere sui glicidil esteri (GE). Secondo gli esperti del Jecfa, sostanzialmente in accordo con Efsa, i GE sono sostanze genotossiche e cancerogene, di conseguenza non è possibile stabilire un livello di assunzione tollerabile. Per quanto riguarda, invece, il 3-MCPD, sulla base degli ultimi studi a disposizione il Jecfa lo considera cancerogeno e ha stabilito un livello provvisorio di assunzione quotidiana tollerabile pari a 4 µg/kg. Si tratta di un valore doppio rispetto a quello proposto in precedenza (2 µg/kg) e oltre quattro volte superiore rispetto a quello stimato dall’Efsa (0,8 µg/kg). Pur proponendo valori soglia differenti per il 3-Mcpd, entrambe le istituzioni lanciano l’allarme per i livelli di esposizione dei neonati nutriti esclusivamente con latte in polvere, la cui formulazione, per replicare quello materno, include spesso olio di palma. Il grasso tropicale, infatti è l’olio vegetale con i livelli più alti di contaminanti – fino a 10/12 volte gli altri oli -, a causa dei processi di raffinazione ad alte temperature a cui è sottoposto nella maggior parte dei casi.
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    Secondo Efsa, nonsono solo i lattanti a rischiare un’esposizione eccessiva a GE e 3- Mcpd, ma anche bambini e adolescenti consumatori di grandi quantità di dolci confezionati, snack e biscotti, cibi che contribuiscono anche ad un’assunzione troppo elevata di grassi e zuccheri. (Articolo di Giulia Crepaldi) Fonte: www.ilfattoalimentare.it Open Food Tox, Efsa lancia database armonizzato su sostanze tossiche. Dal 2002 Efsa ha valutato oltre 4000 sostanze con oltre 1600 pareri scientifici di vario tipo. Oggi Efsa ha raccolto la complessità dei dati in un unico database di facile accesso, per rendere immediatamente apprezzabile come le sostanze chimiche possano avere un impatto sulla salute umana, ambientale o di animali; nonché le dosi considerate sicure. Il nuovo strumento – OpenFoodTox, si avvale quindi di un formato open source per caratterizzare la sostanza, ponendo enfasi sul legame tra valutazione Efsa e normativa europea, oltre che sui parametri quantitativi che ne determinano la sicurezza. Sin dalla sua creazione nel 2002, l'EFSA ha prodotto valutazioni del rischio su oltre 4000 sostanze in oltre 1600 pareri scientifici, dichiarazioni e conclusioni, grazie all’operato dei suoi scienziati. Per le singole sostanze, una sintesi delle valutazioni dei pericoli per la salute umana, la salute animale e l’ambiente è stata raccolta e strutturata in base alla pertinente legislazione e agli usi previsti nella banca dati EFSA dei rischi chimici: OpenFoodTox. È possibile scaricare le schede tecniche di sintesi per ogni singola sostanza in formato PDF o XLS aprendo il dashboard qui di seguito. Openfoodtox fa parte dell'EFSA Data Warehouse (DWH), varato dall'EFSA per migliorare l'accesso del pubblico ai dati. EFSA aggiornerà Openfoodtox periodicamente ma non garantisce che la banca dati sia esente da errori. Fonte: sicurezzaalimentare.it
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    Secondo Efsa, nonsono solo i lattanti a rischiare un’esposizione eccessiva a GE e 3- Mcpd, ma anche bambini e adolescenti consumatori di grandi quantità di dolci confezionati, snack e biscotti, cibi che contribuiscono anche ad un’assunzione troppo elevata di grassi e zuccheri. (Articolo di Giulia Crepaldi) Fonte: www.ilfattoalimentare.it Open Food Tox, Efsa lancia database armonizzato su sostanze tossiche. Dal 2002 Efsa ha valutato oltre 4000 sostanze con oltre 1600 pareri scientifici di vario tipo. Oggi Efsa ha raccolto la complessità dei dati in un unico database di facile accesso, per rendere immediatamente apprezzabile come le sostanze chimiche possano avere un impatto sulla salute umana, ambientale o di animali; nonché le dosi considerate sicure. Il nuovo strumento – OpenFoodTox, si avvale quindi di un formato open source per caratterizzare la sostanza, ponendo enfasi sul legame tra valutazione Efsa e normativa europea, oltre che sui parametri quantitativi che ne determinano la sicurezza. Sin dalla sua creazione nel 2002, l'EFSA ha prodotto valutazioni del rischio su oltre 4000 sostanze in oltre 1600 pareri scientifici, dichiarazioni e conclusioni, grazie all’operato dei suoi scienziati. Per le singole sostanze, una sintesi delle valutazioni dei pericoli per la salute umana, la salute animale e l’ambiente è stata raccolta e strutturata in base alla pertinente legislazione e agli usi previsti nella banca dati EFSA dei rischi chimici: OpenFoodTox. È possibile scaricare le schede tecniche di sintesi per ogni singola sostanza in formato PDF o XLS aprendo il dashboard qui di seguito. Openfoodtox fa parte dell'EFSA Data Warehouse (DWH), varato dall'EFSA per migliorare l'accesso del pubblico ai dati. EFSA aggiornerà Openfoodtox periodicamente ma non garantisce che la banca dati sia esente da errori. Fonte: sicurezzaalimentare.it