Introduzione
Data una funzione f che dipende da una o più variabili, si
vogliono trovare i valori delle variabili in corrispondenza dei
quali f assume valore massimo o minimo, e calcolare tale valore
i due problemi sono equivalenti:
 il massimo (minimo) di f è il minimo (massimo) di –f
Classificazione degli estremi:
estremo globale: è il punto in cui la funzione assume il valore più
alto (o più basso) in assoluto
estremo locale: è il punto in cui la funzione assume il valore più
alto (o più basso) limitatamente ad un intorno dell’estremo
(massimi e minimi relativi)
In genere si vogliono ricercare gli estremi locali di una funzione
Ci sono due tipi di metodi di ricerca di massimi e minimi:
metodi che non richiedono il calcolo delle derivate
metodi che richiedono il calcolo delle derivate
 nel caso multidimensionale la derivata è un gradiente
 in genere questi metodi richiedono un numero maggiore di calcoli, ma
sono più efficaci
Intrappolamento (“bracketing”)
Un minimo di una funzione f(x) si dice intrappolato se
esistono tre punti a,b,c con a<b<c tali che f(b)<f(a) e f(b)<f(c)
in questo caso, se f(x) è continua, il minimo si troverà in un
punto dell’intervallo [a,c]
nel caso di un massimo, devono esistere tre punti a,b,c con
a<b<c tali che f(b)>f(a) e f(b)>f(c)
x
y
a b c
f(c)
f(b)
f(a)
Metodo della sezione aurea (1)
Si parte da un minimo inizialmente intrappolato
Detti a,b,c i punti che intrappolano il minimo si ha:
Analogamente a quanto viene fatto nel metodo di bisezione, si cerca un
nuovo punto x, compreso tra a e b oppure tra b e c, che restringa
l’intervallo
Supponiamo di scegliere x tra b e c:
 se f(x)>f(b) il nuovo tripletto di punti sarà a,b,x
 se f(x)<f(b) il nuovo tripletto di punti sarà b,x,c
)()()()( cfbfafbf
cba
<∧<
<<
x
y
a b cx x
y
a b cx
Metodo della sezione aurea (2)
Il processo di intrappolamento viene arrestato quando la distanza c-
a è sufficientemente piccola
se ε è la precisione della macchina, si potrebbe pensare di fermare il
processo quando a=b(1- ε) e c=b(1+ ε)
in realtà conviene fermarsi prima per evitare troppi calcoli
Se x=b è la posizione del minimo, in un intorno di x si ha:
Il secondo termine della somma deve essere trascurabile rispetto al
primo (di un fattore ε):
Poiché il termine sotto radice è in genere dell’ordine dell’unità, è
sufficiente che la larghezza frazionaria dell’intervallo |x-b|/b sia
dell’ordine di ε1/2
in questo modo si evita di effettuare troppe bisezioni
( )2
)(
2
1
)()( bxbfbfxf −′′+≈
( )
)(
)(2
)(
)(2
)()(
2
1
2
2
bfb
bf
bbx
bf
bf
bxbfbxbf
′′
<−⇒
′′
<−⇒<−′′ ε
ε
ε
Metodo della sezione aurea (3)
Quale è la strategia migliore per scegliere il nuovo punto x
in ogni iterazione?
Poniamo:
Supponiamo che il punto x successivo si trovi tra b e c e
poniamo:
Se x si trova tra a e b si ragiona analogamente (in questo
caso sarà Z<0)
ac
bc
W
ac
ab
W
−
−
=−⇒
−
−
= 1
ac
bx
Z
−
−
=
a b cx
W(c-a) (1-W)(c-a)
Z(c-a)
Metodo della sezione aurea (4)
A seconda del valore di f(x) si sceglierà il nuovo tripletto di punti:
se f(x)>f(b) i nuovi 3 punti da usare sono a,b,x
 il nuovo intervallo [a,x] ha lunghezza (W+Z)(c-a)
se f(x)<f(b) i nuovi 3 punti da usare sono b,x,c
 il nuovo intervallo [b,c] ha lunghezza (1-W)(c-a)
Conviene scegliere Z in maniera tale che, qualunque condizione si
verifichi, l’intervallo finale abbia sempre la stessa lunghezza:
Con questa scelta |b-a|=|x-c|:
WZWZW 211 −=⇒−=+
)())(1(
))(1()()()(
)(
acWacWZ
acWacZbcbxcx
acWab
−−=−+−
=−−−−=−−−=−
−=−
a b cx
W(c-a) (1-W)(c-a)
Z(c-a) W(c-a)
Metodo della sezione aurea (5)
Il punto x è il simmetrico di b nell’intervallo [a,c]
 il punto x si trova sempre all’interno del più lungo tra i segmenti [a,b] (se
Z<0) e [b,c] (se Z>0)
Consideriamo i tripletti di punti a,b,c e b,x,c:
Se gli intervalli vengono divisi sempre allo stesso modo, allora i due
rapporti devono essere uguali e quindi deve aversi:
a b cx
W(c-a) (1-W)(c-a)
Z(c-a) W(c-a)
( )
( )( ) W
Z
acW
acZ
bc
bx
W
ac
ab
−
=
−−
−
=
−
−
=
−
−
11
( )
38197.0
2
53
01321
1
1
22
≈
−
=⇒=+−⇒−=−
−=⇒=
−
WWWWWW
WWZW
W
Z
Metodo della sezione aurea (6)
L’intrappolamento ottimale porta a tripletti di punti in cui il
punto centrale si trova ad una distanza frazionaria W=0,38197
da uno dei due estremi e ad una distanza frazionaria 1-
W=0,61803 dall’altro estremo (sezioni auree)
Dato un tripletto di punti a,b,c, il punto successivo x in cui
calcolare il valore della funzione si trova alla distanza
frazionaria W=0.38197 dal punto di mezzo del tripletto, nel più
lungo dei due intervalli [a,b] o [b,c]
Se gli intervalli del tripletto di partenza non rispettano i
rapporti aurei non è un problema
la procedura iterativa converge rapidamente verso intervalli
ottimali
La dimensione dell’intervallo ottenuto alla n-esima iterazione è
pari a 0,61803 volte la dimensione dell’intervallo ottenuto alla
(n-1)-esima iterazione
questo valore va confrontato con il valore di 0,5 del metodo di
bisezione per la ricerca degli zeri
Interpolazione parabolica (1)
Se la funzione f(x) è abbastanza regolare, in un intorno del minimo
si può approssimare il suo grafico con quello di una parabola
Sia x0 l’ascissa del minimo e sviluppiamo f(x) in serie di Taylor in
un intorno di x0:
avendo sfruttato il fatto che f’(x0)=0
In prossimità del minimo ha dunque senso approssimare il grafico
della funzione con quello di una parabola
Una volta individuati 3 punti a,b,c che intrappolano il minimo di
f(x) consideriamo la parabola per i tre punti [a,f(a)], [b,f(b)] e
[c,f(c)]
il minimo della parabola (che ne è anche il vertice) sarà usato come
approssimazione del minimo della funzione
( ) ( ) ( )( ) +−′′+=
2
000
2
1
xxxfxfxf
Interpolazione parabolica (2)
Scriviamo l’equazione della parabola che passa per i
tre punti [a,f(a)], [b,f(b)] e [c,f(c)] nella forma:
e determiniamo i parametri A, B e C:
Restano da risolvere la prima e la terza equazione per
trovare i valori di A e B
( ) ( ) CbxBbxAy +−+−=
2
( ) ( ) ( )
( )
( ) ( ) ( )




=+−+−
=
=+−+−
cfCbcBbcA
bfC
afCbaBbaA
2
2
( ) ( ) ( ) ( )
( )
( ) ( ) ( ) ( )




−=−+−
=
−=−+−
bfcfbcBbcA
bfC
bfafbaBbaA
2
2
Interpolazione parabolica (3)
Riscrivendo in maniera opportuna le due equazioni e
sottraendo membro a membro si ha:
( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( )






−
−
=+−
−
−
=+−
bc
bfcf
BbcA
ba
bfaf
BbaA ( ) ( ) ( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( ) ( )




−
−
−
−
−
−
=
⇒
−
−
−
−
−
=−
ab
afbf
bc
bfcf
ac
A
ba
bfaf
bc
bfcf
acA
1
( ) ( )
( )
( ) ( )
( )






−
−
=
−
+
−
−
=
−
+
2
2
bc
bfcf
bc
B
A
ba
bfaf
ba
B
A ( ) ( )
( )
( ) ( )
( )
( )( )
( ) ( )
( )
( ) ( )
( )
( ) ( ) ( )( )
( )
( ) ( ) ( )( )
( ) 





−
−−
+
−
−−
−
=
⇒
−
−
+
−
−
=
−−
−
⇒
−
−
−
−
−
=





−
−
−
ab
afbfbc
bc
bfcfab
ac
B
ab
afbf
bc
bfcf
abbc
ac
B
ba
bfaf
bc
bfcf
babc
B
1
11
22
22
Interpolazione parabolica (4)
Cerchiamo adesso l’ascissa del minimo della parabola:
Sostituendo i valori di A e B determinati prima si ha:
L’interpolazione parabolica viene usata nel metodo di
Brent, in combinazione con la regola aurea
( )
A
B
bxBbxA
dx
dy
2
020 −=⇒=+−⇒=
( ) ( ) ( )( )
( )
( ) ( ) ( )( )
( )
( ) ( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( )( )
( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( )( )afbfbcbfcfab
afbfbcbfcfab
bx
ab
afbf
bc
bfcf
ac
ab
afbfbc
bc
bfcfab
ac
b
A
B
bx
−−−−−
−−+−−
−=
⇒




−
−
−
−
−
−






−
−−
+
−
−−
−
−=−=
22
2
1
2
1
2
Metodo di Nelder e Mead (1)
Il metodo di Nelder e Mead, noto come “downhill simplex method” o
“metodo dell’ameba”, permette di ricercare massimi e minimi di funzioni
di più variabili
In tale metodo si utilizzano soltanto i valori della funzione, senza
calcolarne le derivate
Definizione: si chiama “simplex” in uno spazio a N dimensioni la figura
geometrica definita da N+1 vertici e da tutte le linee che connettono tali
vertici
 nello spazio a 2 dimensioni un simplex è un triangolo
 nello spazio a 3 dimensioni un simplex è un tetraedro
In generale ci interessano i simplex non degeneri, ossia i simplex che
racchiudono un volume N-dimensionale
 nello spazio a 2 dimensioni un triangolo è degenere se i suoi 3 vertici sono
collineari
 in tal caso il triangolo degenera in un segmento e la sua superficie è nulla
 nello spazio a 3 dimensioni un tetraedro è degenere se i suoi 4 vertici sono
complanari
 in tal caso il tetraedro degenera in un triangolo ed il suo volume è nullo
 in generale, nello spazio a N dimensioni un simplex è degenere se i suoi
N+1 vertici sono contenuti in un iperpiano di dimensione N-1
Metodo di Nelder e Mead (2)
Si sceglie un simplex di partenza individuato dagli N+1
punti P0,P1,...,PN
in genere conviene fissare P0 e scegliere gli altri N punti in
modo che sia:
dove gli ei sono N vettori unitari linearmente indipendenti
e λ è una costante che può rappresentare una costante di
scala del problema in esame
in principio si possono scegliere N valori di λi diversi
Si procede in maniera iterativa:
in ogni iterazione il simplex ottenuto nell’iterazione
precedente viene opportunamente modificato
NiePP ii ...10 =+= λ
Metodo di Nelder e Mead (3)
Possibili operazioni:
riflessione: il punto in cui f(x) ha il valore più alto viene
sostituito con il suo simmetrico rispetto alla faccia opposta
del simplex
riflessione con espansione: il punto in cui f(x) ha il valore più
alto è sostituito con un punto simmetrico rispetto alla faccia
opposta del simplex, a distanza maggiore
contrazione lungo una dimensione: il punto in cui f(x) ha il
valore più alto è sostituito con un punto lungo la
perpendicolare alla faccia opposta, a distanza minore
contrazione lungo tutte le dimensioni verso il punto in cui
f(x) ha il valore più basso: gli altri N punti del simplex dove
f(x) ha il valore maggiore vengono spostati lungo la
congiungente con il punto in cui f(x) ha il valore più basso in
direzione di tale punto
Metodo di Nelder e Mead (4)
A
B
C
A’
A
B
C
A’
f(A)>f(B)>f(C)
A
B
C
A’
C
A’
A
B’
B
riflessione riflessione con
espansione
contrazione
in una
dimensione
contrazione
lungo più
dimensioni
Metodo di Nelder e Mead (5)
Metodo di Nelder e Mead (6)
La procedura iterativa sceglie di volta in volta quale è
l’operazione più opportuna da compiere sul simplex
di partenza
La procedura termina quando la distanza percorsa in
una iterazione è più piccola di un valore di tolleranza
prefissato dall’utente
tipicamente si sceglie una tolleranza pari alla precisione
della macchina
A volte la procedura iterativa può essere terminata
erroneamente
è sempre bene far ripartire l’algoritmo dal punto in cui
è stato individuato il minimo
 se effettivamente il punto di partenza è un minimo, allora la
procedura iterativa restituirà ancora una volta tale punto
Esempio
Consideriamo la funzione f(x,y)=(1-x)2
+100(y-x2
)2
+1
Tale funzione ha un minimo in (1,1) e f(1,1)=1

Minimiemassimi

  • 2.
    Introduzione Data una funzionef che dipende da una o più variabili, si vogliono trovare i valori delle variabili in corrispondenza dei quali f assume valore massimo o minimo, e calcolare tale valore i due problemi sono equivalenti:  il massimo (minimo) di f è il minimo (massimo) di –f Classificazione degli estremi: estremo globale: è il punto in cui la funzione assume il valore più alto (o più basso) in assoluto estremo locale: è il punto in cui la funzione assume il valore più alto (o più basso) limitatamente ad un intorno dell’estremo (massimi e minimi relativi) In genere si vogliono ricercare gli estremi locali di una funzione Ci sono due tipi di metodi di ricerca di massimi e minimi: metodi che non richiedono il calcolo delle derivate metodi che richiedono il calcolo delle derivate  nel caso multidimensionale la derivata è un gradiente  in genere questi metodi richiedono un numero maggiore di calcoli, ma sono più efficaci
  • 3.
    Intrappolamento (“bracketing”) Un minimodi una funzione f(x) si dice intrappolato se esistono tre punti a,b,c con a<b<c tali che f(b)<f(a) e f(b)<f(c) in questo caso, se f(x) è continua, il minimo si troverà in un punto dell’intervallo [a,c] nel caso di un massimo, devono esistere tre punti a,b,c con a<b<c tali che f(b)>f(a) e f(b)>f(c) x y a b c f(c) f(b) f(a)
  • 4.
    Metodo della sezioneaurea (1) Si parte da un minimo inizialmente intrappolato Detti a,b,c i punti che intrappolano il minimo si ha: Analogamente a quanto viene fatto nel metodo di bisezione, si cerca un nuovo punto x, compreso tra a e b oppure tra b e c, che restringa l’intervallo Supponiamo di scegliere x tra b e c:  se f(x)>f(b) il nuovo tripletto di punti sarà a,b,x  se f(x)<f(b) il nuovo tripletto di punti sarà b,x,c )()()()( cfbfafbf cba <∧< << x y a b cx x y a b cx
  • 5.
    Metodo della sezioneaurea (2) Il processo di intrappolamento viene arrestato quando la distanza c- a è sufficientemente piccola se ε è la precisione della macchina, si potrebbe pensare di fermare il processo quando a=b(1- ε) e c=b(1+ ε) in realtà conviene fermarsi prima per evitare troppi calcoli Se x=b è la posizione del minimo, in un intorno di x si ha: Il secondo termine della somma deve essere trascurabile rispetto al primo (di un fattore ε): Poiché il termine sotto radice è in genere dell’ordine dell’unità, è sufficiente che la larghezza frazionaria dell’intervallo |x-b|/b sia dell’ordine di ε1/2 in questo modo si evita di effettuare troppe bisezioni ( )2 )( 2 1 )()( bxbfbfxf −′′+≈ ( ) )( )(2 )( )(2 )()( 2 1 2 2 bfb bf bbx bf bf bxbfbxbf ′′ <−⇒ ′′ <−⇒<−′′ ε ε ε
  • 6.
    Metodo della sezioneaurea (3) Quale è la strategia migliore per scegliere il nuovo punto x in ogni iterazione? Poniamo: Supponiamo che il punto x successivo si trovi tra b e c e poniamo: Se x si trova tra a e b si ragiona analogamente (in questo caso sarà Z<0) ac bc W ac ab W − − =−⇒ − − = 1 ac bx Z − − = a b cx W(c-a) (1-W)(c-a) Z(c-a)
  • 7.
    Metodo della sezioneaurea (4) A seconda del valore di f(x) si sceglierà il nuovo tripletto di punti: se f(x)>f(b) i nuovi 3 punti da usare sono a,b,x  il nuovo intervallo [a,x] ha lunghezza (W+Z)(c-a) se f(x)<f(b) i nuovi 3 punti da usare sono b,x,c  il nuovo intervallo [b,c] ha lunghezza (1-W)(c-a) Conviene scegliere Z in maniera tale che, qualunque condizione si verifichi, l’intervallo finale abbia sempre la stessa lunghezza: Con questa scelta |b-a|=|x-c|: WZWZW 211 −=⇒−=+ )())(1( ))(1()()()( )( acWacWZ acWacZbcbxcx acWab −−=−+− =−−−−=−−−=− −=− a b cx W(c-a) (1-W)(c-a) Z(c-a) W(c-a)
  • 8.
    Metodo della sezioneaurea (5) Il punto x è il simmetrico di b nell’intervallo [a,c]  il punto x si trova sempre all’interno del più lungo tra i segmenti [a,b] (se Z<0) e [b,c] (se Z>0) Consideriamo i tripletti di punti a,b,c e b,x,c: Se gli intervalli vengono divisi sempre allo stesso modo, allora i due rapporti devono essere uguali e quindi deve aversi: a b cx W(c-a) (1-W)(c-a) Z(c-a) W(c-a) ( ) ( )( ) W Z acW acZ bc bx W ac ab − = −− − = − − = − − 11 ( ) 38197.0 2 53 01321 1 1 22 ≈ − =⇒=+−⇒−=− −=⇒= − WWWWWW WWZW W Z
  • 9.
    Metodo della sezioneaurea (6) L’intrappolamento ottimale porta a tripletti di punti in cui il punto centrale si trova ad una distanza frazionaria W=0,38197 da uno dei due estremi e ad una distanza frazionaria 1- W=0,61803 dall’altro estremo (sezioni auree) Dato un tripletto di punti a,b,c, il punto successivo x in cui calcolare il valore della funzione si trova alla distanza frazionaria W=0.38197 dal punto di mezzo del tripletto, nel più lungo dei due intervalli [a,b] o [b,c] Se gli intervalli del tripletto di partenza non rispettano i rapporti aurei non è un problema la procedura iterativa converge rapidamente verso intervalli ottimali La dimensione dell’intervallo ottenuto alla n-esima iterazione è pari a 0,61803 volte la dimensione dell’intervallo ottenuto alla (n-1)-esima iterazione questo valore va confrontato con il valore di 0,5 del metodo di bisezione per la ricerca degli zeri
  • 10.
    Interpolazione parabolica (1) Sela funzione f(x) è abbastanza regolare, in un intorno del minimo si può approssimare il suo grafico con quello di una parabola Sia x0 l’ascissa del minimo e sviluppiamo f(x) in serie di Taylor in un intorno di x0: avendo sfruttato il fatto che f’(x0)=0 In prossimità del minimo ha dunque senso approssimare il grafico della funzione con quello di una parabola Una volta individuati 3 punti a,b,c che intrappolano il minimo di f(x) consideriamo la parabola per i tre punti [a,f(a)], [b,f(b)] e [c,f(c)] il minimo della parabola (che ne è anche il vertice) sarà usato come approssimazione del minimo della funzione ( ) ( ) ( )( ) +−′′+= 2 000 2 1 xxxfxfxf
  • 11.
    Interpolazione parabolica (2) Scriviamol’equazione della parabola che passa per i tre punti [a,f(a)], [b,f(b)] e [c,f(c)] nella forma: e determiniamo i parametri A, B e C: Restano da risolvere la prima e la terza equazione per trovare i valori di A e B ( ) ( ) CbxBbxAy +−+−= 2 ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )     =+−+− = =+−+− cfCbcBbcA bfC afCbaBbaA 2 2 ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )     −=−+− = −=−+− bfcfbcBbcA bfC bfafbaBbaA 2 2
  • 12.
    Interpolazione parabolica (3) Riscrivendoin maniera opportuna le due equazioni e sottraendo membro a membro si ha: ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )       − − =+− − − =+− bc bfcf BbcA ba bfaf BbaA ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )     − − − − − − = ⇒ − − − − − =− ab afbf bc bfcf ac A ba bfaf bc bfcf acA 1 ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )       − − = − + − − = − + 2 2 bc bfcf bc B A ba bfaf ba B A ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( ) ( )( ) ( )       − −− + − −− − = ⇒ − − + − − = −− − ⇒ − − − − − =      − − − ab afbfbc bc bfcfab ac B ab afbf bc bfcf abbc ac B ba bfaf bc bfcf babc B 1 11 22 22
  • 13.
    Interpolazione parabolica (4) Cerchiamoadesso l’ascissa del minimo della parabola: Sostituendo i valori di A e B determinati prima si ha: L’interpolazione parabolica viene usata nel metodo di Brent, in combinazione con la regola aurea ( ) A B bxBbxA dx dy 2 020 −=⇒=+−⇒= ( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( )( ) ( ) ( ) ( )( )afbfbcbfcfab afbfbcbfcfab bx ab afbf bc bfcf ac ab afbfbc bc bfcfab ac b A B bx −−−−− −−+−− −= ⇒     − − − − − −       − −− + − −− − −=−= 22 2 1 2 1 2
  • 15.
    Metodo di Neldere Mead (1) Il metodo di Nelder e Mead, noto come “downhill simplex method” o “metodo dell’ameba”, permette di ricercare massimi e minimi di funzioni di più variabili In tale metodo si utilizzano soltanto i valori della funzione, senza calcolarne le derivate Definizione: si chiama “simplex” in uno spazio a N dimensioni la figura geometrica definita da N+1 vertici e da tutte le linee che connettono tali vertici  nello spazio a 2 dimensioni un simplex è un triangolo  nello spazio a 3 dimensioni un simplex è un tetraedro In generale ci interessano i simplex non degeneri, ossia i simplex che racchiudono un volume N-dimensionale  nello spazio a 2 dimensioni un triangolo è degenere se i suoi 3 vertici sono collineari  in tal caso il triangolo degenera in un segmento e la sua superficie è nulla  nello spazio a 3 dimensioni un tetraedro è degenere se i suoi 4 vertici sono complanari  in tal caso il tetraedro degenera in un triangolo ed il suo volume è nullo  in generale, nello spazio a N dimensioni un simplex è degenere se i suoi N+1 vertici sono contenuti in un iperpiano di dimensione N-1
  • 16.
    Metodo di Neldere Mead (2) Si sceglie un simplex di partenza individuato dagli N+1 punti P0,P1,...,PN in genere conviene fissare P0 e scegliere gli altri N punti in modo che sia: dove gli ei sono N vettori unitari linearmente indipendenti e λ è una costante che può rappresentare una costante di scala del problema in esame in principio si possono scegliere N valori di λi diversi Si procede in maniera iterativa: in ogni iterazione il simplex ottenuto nell’iterazione precedente viene opportunamente modificato NiePP ii ...10 =+= λ
  • 17.
    Metodo di Neldere Mead (3) Possibili operazioni: riflessione: il punto in cui f(x) ha il valore più alto viene sostituito con il suo simmetrico rispetto alla faccia opposta del simplex riflessione con espansione: il punto in cui f(x) ha il valore più alto è sostituito con un punto simmetrico rispetto alla faccia opposta del simplex, a distanza maggiore contrazione lungo una dimensione: il punto in cui f(x) ha il valore più alto è sostituito con un punto lungo la perpendicolare alla faccia opposta, a distanza minore contrazione lungo tutte le dimensioni verso il punto in cui f(x) ha il valore più basso: gli altri N punti del simplex dove f(x) ha il valore maggiore vengono spostati lungo la congiungente con il punto in cui f(x) ha il valore più basso in direzione di tale punto
  • 18.
    Metodo di Neldere Mead (4) A B C A’ A B C A’ f(A)>f(B)>f(C) A B C A’ C A’ A B’ B riflessione riflessione con espansione contrazione in una dimensione contrazione lungo più dimensioni
  • 19.
    Metodo di Neldere Mead (5)
  • 20.
    Metodo di Neldere Mead (6) La procedura iterativa sceglie di volta in volta quale è l’operazione più opportuna da compiere sul simplex di partenza La procedura termina quando la distanza percorsa in una iterazione è più piccola di un valore di tolleranza prefissato dall’utente tipicamente si sceglie una tolleranza pari alla precisione della macchina A volte la procedura iterativa può essere terminata erroneamente è sempre bene far ripartire l’algoritmo dal punto in cui è stato individuato il minimo  se effettivamente il punto di partenza è un minimo, allora la procedura iterativa restituirà ancora una volta tale punto
  • 21.
    Esempio Consideriamo la funzionef(x,y)=(1-x)2 +100(y-x2 )2 +1 Tale funzione ha un minimo in (1,1) e f(1,1)=1