Motivazione e
apprendimento
Rossana De Beni
Università di Padova
Bibliografia essenziale
• De Beni R., Pazzaglia F., Molin A., Zamperlin C.,
Psicologia Cognitiva dell’Apprendimento, Erickson
• De Beni R. e Moe’ A., Motivazione e Apprendimento, Il
Mulino
• De Beni R, Carretti B., Moe’ A.,Pazzaglia F., Psicologia
della Personalita’ e delle differenze individuali, Il Mulino
• De Beni R., Cornoldi C., Moe’ A., AMOS, Abilita’ e
motivazione allo studio, Erickson.
La classificazione dei termini
motivazionali di Murphy e Alexander
(2000)
Il modello aspettative-valori
di Eccles e coll 2000
AspettativeAspettative
Degli altriDegli altri
Obiettivi eObiettivi e
Percezioni diPercezioni di ssèè
Valore delValore del
compitocompito
AttribuzioniAttribuzioni
Credenze sulCredenze sul
compito:compito:
•• abilitabilitàà
•• facilitfacilitàà
AspettativeAspettative
MotivazioneMotivazione
•• persistenzapersistenza
•• scelta del compitoscelta del compito
Modello di Borkowski e Muthukrishna (1994)
Componenti cognitive,motivazionali e di autostima della
metacognizione
Il feedback
tra convinzioni e autostima
Compito Strategie Prestazione Feedback
Emotivo
Informativo
Attributivo
Teorie ingenue
Sé
Autostima
Convinzioni
Autoefficacia
Stile attributivo
Motivazione
Cognizioni
Incrementale Dell’entità
Cos’ è il successo ?
Opzione A. E’ fare tutto bene e presto,
consegnare i compiti senza errori, essere
preparati nelle interrogazioni
Opzione B. E’ cimentarsi in compiti nuovi, diversi,
in cose che ancora non si sanno o non si sanno
fare. Il successo non è il risultato
Chi fa presto, bene e senza fatica non ha
imparato: gli è stato assegnato un compito
troppo facile per lui (Dweck, 2000)
Quanto può la motivazione spiegare le
difficoltà d’apprendimento ?
Ricerca su 1165 partecipanti di cui 216 con LD
le componenti motivazionali predicono fino
al 96% la diagnosi di LD
Sideris e coll. (2006, Journal of Learning Disabilities)
I deficit neuropsicologici spiegano dal 55% al
64% delle LD
I punteggi di intelligenza spiegano il 54% delle
LD
Quale motivazione ?
La più predittiva è l’autoefficacia:
‘Quanto bene sai ‘leggere’ ‘eseguire le
moltiplicazioni’ ?
Seguono gli obiettivi di apprendimento, in
particolare quello all’evitamento
Una ulteriore componente importante è data dalla
somma della determinazione e dell’importanza data
(alla lettura, al riuscire bene in matematica…)
Tanti tipi di obiettivi alla
prestazione
Gli obiettivi alla padronanza sono funzionali
all’apprendimento sia per LD che non-LD
Gli obiettivi alla prestazione di tipo ‘approach’
(‘affronto il compito per essere giudicato bravo/a,
per fare meglio di xy’) sono poco efficaci
Gli obiettivi alla prestazione di tipo ‘avoidance’
(‘evito il compito per non essere giudicato/a
incapace’) non sono deleteri
Sideris (2005)
- COMPETENZA STRATEGICA
- ABILITA’ DI AUTOCONTROLLO
- OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
- AUTOEFFICACIA PERCEPITA
- FIDUCIA NELLA PROPRIA ABILITA’
- PERSISTENZA IN CASO DI DIFFICOLTA’
Successo nellSuccesso nell’’apprendimentoapprendimento
quali sono i possibiliquali sono i possibili predittoripredittori??
Kennett (1994); Rosenbaum (1990); Kennet e Keefer (2006)
Il feedback
tra convinzioni e autostima
Compito Strategie Prestazione Feedback
Emotivo
Informativo
Attributivo
Teorie ingenue
Sé
Autostima
Convinzioni
Autoefficacia
Stile attributivo
Motivazione
Cognizioni
Incrementale Dell’entità
Attribuzione e sviluppo
0
5
10
15
20
25
30
Materna I Ciclo II Ciclo Medie Superiori Università
Impegno Abilità Aiuto
LL’’intelligenza comeintelligenza come predittorepredittore deldel
rendimento scolasticorendimento scolastico
I tradizionali test per l’intelligenza (Sternberg, 1999) hanno
una correlazione compresa tra 0.4 e 0.6 (su una scala da 0 a 1)
con le valutazioni scolastiche; si tratta, da un punto di vista
statistico, di un considerevole livello di correlazione.
Un test che predica una prestazione con una correlazione pari
a 0.5, però, dà conto solo di circa il 25 % della variazione
nelle prestazioni individuali, lasciando senza spiegazione il
restante 75%.
Se ne deduce che la prestazione scolastica non si spiega solo
in termini di QI.
• Esiste una relazione significativa fra
- ABILITA’ DI AUTOREGOLAZIONE
- TEORIE DELL’INTELLIGENZA,
- OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli studenti sostenuti da una teoria di tipo incrementale possiedono
maggiori risorse accademiche rispetto agli studenti che possiedono
una teoria entitaria
Una forte relazione lega teorie ingenue dell’intelligenza e obiettivi di
apprendimento
Apprendimento con successo:Apprendimento con successo:
quali i possibiliquali i possibili predittoripredittori??
Dweck (1999)
Mueller e Dweck
(1998)
Un centinaio di
bambini è invitato
a compilare
individualmente
un comune test di
intelligenza: le
matrici
progressive di
Raven
Prestazione intellettiva ePrestazione intellettiva e
Teorie dellTeorie dell’’intelligenzaintelligenza
È utile dire “bravo” per motivare le persone?
Mueller e Dweck hanno somministrato a dei bambini di quinta elementare le
matrici di Raven. Alla fine della prova hanno detto a tuttiAlla fine della prova hanno detto a tutti
“Hai fatto molto bene. Hai risposto correttamente a 8 problemi su
10. E’ un punteggio davvero alto”.
Hanno diviso in tre gruppi i bambini, dicendo:
“Sei proprio bravo nel Si vede che hai niente commenti
fare questi problemi” lavorato molto per
risolverli”
abilità impegno controllo
peggioramento miglioramento mantenimento
della prestazione
iniziale
1.1. Alla fine della prova si dice a tuttiAlla fine della prova si dice a tutti
• “Hai fatto molto bene. Hai risposto correttamente a 8 problemi
su 10. E’ un punteggio davvero alto”.
Inoltre al GRUPPO ABILITAGRUPPO ABILITA’’
• “Sei proprio bravo/a nel fare questi problemi”
al GRUPPO IMPEGNO
• “Si vede che hai lavorato molto per risolvere questi problemi!”
al GRUPPO NEUTRO
• nient’altro
2. Si invita a compilare altre matrici PIU’ DIFFICILI e si
commenta la prova dicendo:
- “E’ andata peggio di prima ! Hai risolto correttamente meno
della metà dei problemi”.
i bambini sono invitati a compilare ulteriori matrici della stessa
difficoltà di quelle inizialmente proposte
….dopo l’insuccesso
Punteggio medio dei tre gruppi
3,00
3,50
4,00
4,50
5,00
5,50
6,00
6,50
prima dell'insuccesso dopo l'insuccesso
Sei bravo/a !
Ti sei impegnato/a !
Controllo
Essere creduti bravi e poi non
riuscire porta a….
• Peggiorare la prestazione
• Sviluppare obiettivi di prestazione
• Attribuire il fallimento alla mancanza di abilità
• Essere meno persistenti
• Trovare il compito meno divertente
• Sottostimare la bontà della propria prestazione
• Sviluppare una teoria entitaria delle proprie
abilità
Modello empirico della relazione traModello empirico della relazione tra
componenti strategiche e motivazionalicomponenti strategiche e motivazionali
Campione: 375 studenti dell’Ateneo di Padova
Cornoldi, De Beni, Fabris,Fioritto (2003)
0.43
0.30
0.19
AUTOEFFICACIAAUTOEFFICACIA
STRATEGIESTRATEGIE
SUCCESSO
accademico
SUCCESSO
accademico
0.19
0.12
ATTRIBUZIONE
IMPEGNO
ATTRIBUZIONE
IMPEGNO
AUTOREGOLAZIONEAUTOREGOLAZIONE
TEORIE
IMPLICITE E
OBIETTIVI
TEORIE
IMPLICITE E
OBIETTIVI
Le componenti strategiche eLe componenti strategiche e
emotivoemotivo--motivazionalimotivazionali
Campione: 672 studenti del SAP dell’Ateneo di Padova
De Beni, Moè, Rizzato, (2003)
Strategie di
Studio
Motivazione
Emozioni
Positive verso
lo Studio
Successo
accademico
.253
.377
.923
Chi quadro (15)=166.43, p<.001 RMR=.02 RMSEA=.027 GFI=.99 AGFI=.97)
Conclusioni:Conclusioni:
• L’intelligenza spiega il 25% del successo nell’apprendimento.
• Il rendimento accademico è spiegato per ¼ dall’intelligenza
oggettiva e per ¾ da molte altre variabili che interagiscono in una
relazione sfaccettata e complessa:
- le risorse strategiche
- l’autoregolazione
- le componenti emotivo-motivazionali
- la concezione di sé
- le idee sul compito

Debeni

  • 1.
    Motivazione e apprendimento Rossana DeBeni Università di Padova
  • 2.
    Bibliografia essenziale • DeBeni R., Pazzaglia F., Molin A., Zamperlin C., Psicologia Cognitiva dell’Apprendimento, Erickson • De Beni R. e Moe’ A., Motivazione e Apprendimento, Il Mulino • De Beni R, Carretti B., Moe’ A.,Pazzaglia F., Psicologia della Personalita’ e delle differenze individuali, Il Mulino • De Beni R., Cornoldi C., Moe’ A., AMOS, Abilita’ e motivazione allo studio, Erickson.
  • 3.
    La classificazione deitermini motivazionali di Murphy e Alexander (2000)
  • 4.
    Il modello aspettative-valori diEccles e coll 2000 AspettativeAspettative Degli altriDegli altri Obiettivi eObiettivi e Percezioni diPercezioni di ssèè Valore delValore del compitocompito AttribuzioniAttribuzioni Credenze sulCredenze sul compito:compito: •• abilitabilitàà •• facilitfacilitàà AspettativeAspettative MotivazioneMotivazione •• persistenzapersistenza •• scelta del compitoscelta del compito
  • 5.
    Modello di Borkowskie Muthukrishna (1994) Componenti cognitive,motivazionali e di autostima della metacognizione
  • 6.
    Il feedback tra convinzionie autostima Compito Strategie Prestazione Feedback Emotivo Informativo Attributivo Teorie ingenue Sé Autostima Convinzioni Autoefficacia Stile attributivo Motivazione Cognizioni Incrementale Dell’entità
  • 7.
    Cos’ è ilsuccesso ? Opzione A. E’ fare tutto bene e presto, consegnare i compiti senza errori, essere preparati nelle interrogazioni Opzione B. E’ cimentarsi in compiti nuovi, diversi, in cose che ancora non si sanno o non si sanno fare. Il successo non è il risultato Chi fa presto, bene e senza fatica non ha imparato: gli è stato assegnato un compito troppo facile per lui (Dweck, 2000)
  • 8.
    Quanto può lamotivazione spiegare le difficoltà d’apprendimento ? Ricerca su 1165 partecipanti di cui 216 con LD le componenti motivazionali predicono fino al 96% la diagnosi di LD Sideris e coll. (2006, Journal of Learning Disabilities) I deficit neuropsicologici spiegano dal 55% al 64% delle LD I punteggi di intelligenza spiegano il 54% delle LD
  • 9.
    Quale motivazione ? Lapiù predittiva è l’autoefficacia: ‘Quanto bene sai ‘leggere’ ‘eseguire le moltiplicazioni’ ? Seguono gli obiettivi di apprendimento, in particolare quello all’evitamento Una ulteriore componente importante è data dalla somma della determinazione e dell’importanza data (alla lettura, al riuscire bene in matematica…)
  • 10.
    Tanti tipi diobiettivi alla prestazione Gli obiettivi alla padronanza sono funzionali all’apprendimento sia per LD che non-LD Gli obiettivi alla prestazione di tipo ‘approach’ (‘affronto il compito per essere giudicato bravo/a, per fare meglio di xy’) sono poco efficaci Gli obiettivi alla prestazione di tipo ‘avoidance’ (‘evito il compito per non essere giudicato/a incapace’) non sono deleteri Sideris (2005)
  • 11.
    - COMPETENZA STRATEGICA -ABILITA’ DI AUTOCONTROLLO - OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO - AUTOEFFICACIA PERCEPITA - FIDUCIA NELLA PROPRIA ABILITA’ - PERSISTENZA IN CASO DI DIFFICOLTA’ Successo nellSuccesso nell’’apprendimentoapprendimento quali sono i possibiliquali sono i possibili predittoripredittori?? Kennett (1994); Rosenbaum (1990); Kennet e Keefer (2006)
  • 12.
    Il feedback tra convinzionie autostima Compito Strategie Prestazione Feedback Emotivo Informativo Attributivo Teorie ingenue Sé Autostima Convinzioni Autoefficacia Stile attributivo Motivazione Cognizioni Incrementale Dell’entità
  • 13.
    Attribuzione e sviluppo 0 5 10 15 20 25 30 MaternaI Ciclo II Ciclo Medie Superiori Università Impegno Abilità Aiuto
  • 14.
    LL’’intelligenza comeintelligenza comepredittorepredittore deldel rendimento scolasticorendimento scolastico I tradizionali test per l’intelligenza (Sternberg, 1999) hanno una correlazione compresa tra 0.4 e 0.6 (su una scala da 0 a 1) con le valutazioni scolastiche; si tratta, da un punto di vista statistico, di un considerevole livello di correlazione. Un test che predica una prestazione con una correlazione pari a 0.5, però, dà conto solo di circa il 25 % della variazione nelle prestazioni individuali, lasciando senza spiegazione il restante 75%. Se ne deduce che la prestazione scolastica non si spiega solo in termini di QI.
  • 15.
    • Esiste unarelazione significativa fra - ABILITA’ DI AUTOREGOLAZIONE - TEORIE DELL’INTELLIGENZA, - OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO Gli studenti sostenuti da una teoria di tipo incrementale possiedono maggiori risorse accademiche rispetto agli studenti che possiedono una teoria entitaria Una forte relazione lega teorie ingenue dell’intelligenza e obiettivi di apprendimento Apprendimento con successo:Apprendimento con successo: quali i possibiliquali i possibili predittoripredittori?? Dweck (1999)
  • 16.
    Mueller e Dweck (1998) Uncentinaio di bambini è invitato a compilare individualmente un comune test di intelligenza: le matrici progressive di Raven Prestazione intellettiva ePrestazione intellettiva e Teorie dellTeorie dell’’intelligenzaintelligenza
  • 17.
    È utile dire“bravo” per motivare le persone? Mueller e Dweck hanno somministrato a dei bambini di quinta elementare le matrici di Raven. Alla fine della prova hanno detto a tuttiAlla fine della prova hanno detto a tutti “Hai fatto molto bene. Hai risposto correttamente a 8 problemi su 10. E’ un punteggio davvero alto”. Hanno diviso in tre gruppi i bambini, dicendo: “Sei proprio bravo nel Si vede che hai niente commenti fare questi problemi” lavorato molto per risolverli” abilità impegno controllo peggioramento miglioramento mantenimento della prestazione iniziale
  • 18.
    1.1. Alla finedella prova si dice a tuttiAlla fine della prova si dice a tutti • “Hai fatto molto bene. Hai risposto correttamente a 8 problemi su 10. E’ un punteggio davvero alto”. Inoltre al GRUPPO ABILITAGRUPPO ABILITA’’ • “Sei proprio bravo/a nel fare questi problemi” al GRUPPO IMPEGNO • “Si vede che hai lavorato molto per risolvere questi problemi!” al GRUPPO NEUTRO • nient’altro 2. Si invita a compilare altre matrici PIU’ DIFFICILI e si commenta la prova dicendo: - “E’ andata peggio di prima ! Hai risolto correttamente meno della metà dei problemi”. i bambini sono invitati a compilare ulteriori matrici della stessa difficoltà di quelle inizialmente proposte
  • 19.
    ….dopo l’insuccesso Punteggio mediodei tre gruppi 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 5,50 6,00 6,50 prima dell'insuccesso dopo l'insuccesso Sei bravo/a ! Ti sei impegnato/a ! Controllo
  • 20.
    Essere creduti bravie poi non riuscire porta a…. • Peggiorare la prestazione • Sviluppare obiettivi di prestazione • Attribuire il fallimento alla mancanza di abilità • Essere meno persistenti • Trovare il compito meno divertente • Sottostimare la bontà della propria prestazione • Sviluppare una teoria entitaria delle proprie abilità
  • 21.
    Modello empirico dellarelazione traModello empirico della relazione tra componenti strategiche e motivazionalicomponenti strategiche e motivazionali Campione: 375 studenti dell’Ateneo di Padova Cornoldi, De Beni, Fabris,Fioritto (2003) 0.43 0.30 0.19 AUTOEFFICACIAAUTOEFFICACIA STRATEGIESTRATEGIE SUCCESSO accademico SUCCESSO accademico 0.19 0.12 ATTRIBUZIONE IMPEGNO ATTRIBUZIONE IMPEGNO AUTOREGOLAZIONEAUTOREGOLAZIONE TEORIE IMPLICITE E OBIETTIVI TEORIE IMPLICITE E OBIETTIVI
  • 22.
    Le componenti strategicheeLe componenti strategiche e emotivoemotivo--motivazionalimotivazionali Campione: 672 studenti del SAP dell’Ateneo di Padova De Beni, Moè, Rizzato, (2003) Strategie di Studio Motivazione Emozioni Positive verso lo Studio Successo accademico .253 .377 .923 Chi quadro (15)=166.43, p<.001 RMR=.02 RMSEA=.027 GFI=.99 AGFI=.97)
  • 23.
    Conclusioni:Conclusioni: • L’intelligenza spiegail 25% del successo nell’apprendimento. • Il rendimento accademico è spiegato per ¼ dall’intelligenza oggettiva e per ¾ da molte altre variabili che interagiscono in una relazione sfaccettata e complessa: - le risorse strategiche - l’autoregolazione - le componenti emotivo-motivazionali - la concezione di sé - le idee sul compito