LA DEPRESSIONE come reagire all’immobilità della mente e del corpo Gabriele Caselli Studi Cognitivi, Modena, Italy Daniela Rebecchi Servizio Psicologia Clinica, Ausl Modena
Associazione Cognitivismo Clinico Ricerca nelle aree della psicopatologia e psicoterapia cognitiva Promozione di eventi di sensibilizzazione nel territorio Psicoterapia individuale Psicoterapia di gruppo Viale Giardini 472/L Modena Web: www.cognitivismoclinico.mo.it Tel: 059359365 E-mail: info@cognitivismoclinico.mo.it
Ringraziamenti Paola Boldrini Susanna Lissandron Alessandra Chiappelli Nicoletta Nigro Morena Gianotti Patrizia Intravaia Paola Fanti Matteo Giovini Simona Giuri Mara Fantinati Alessandra Brugnoni Gaspare Palmieri
Depressione ed emozioni La depressione come la maggior parte dei disturbi psicologici nasce da un emozione di base che in qualche modo diventa persistente. L’emozione da cui si origina la depressione è la  tristezza
Cos’è un emozione? Un’emozione è una reazione dell’organismo che coinvolge pensieri, sensazioni corporee e guida il nostro comportamento verso il raggiungimento dei nostri scopi. Le emozioni di per sé non sono patologiche
Come si producono le emozioni? Le emozioni nascono dal tipo di valutazione che diamo agli eventi. Non tutti diamo le stesse valutazioni di un evento, non tutti proviamo le stesse emozioni Temperamento (innato) Esperienza di vita Educazione Contesto culturale Valutazione Situazione Emozione Reazione
La fermata dell’autobus Arriverò in ritardo, è una tragedia Non è giusto! Mi ha visto, doveva fermarsi Non riesco a combinare nulla di buono
Tristezza voglia di piangere, sentirsi stanchi e privi di energia, sentirsi privi di motivazione senso di vuoto voglia di chiudersi e isolarsi sentire che niente può dare piacere
Le valutazioni che portano tristezza Proviamo tristezza quando percepiamo che un nostro scopo è stato compromesso, quando perdiamo qualcosa o non riusciamo a raggiungere ciò che desideriamo. Perdita/lutto/separazione Una morte La rottura di una storia Un cambiamento di vita Mancanza/Fallimento personale Errore personale Mancato raggiungimento di un obiettivo
La funzione della tristezza Tutte le emozioni hanno una funzione evolutiva, in qualche modo ci sono perché servono a qualcosa. L’utilità della tristezza: Non sprecare risorse ed energie quando ci sono cose che non si possono cambiare (vincoli), fermati e attendi che passi Consentire all’individuo di adattarsi a una situazione nuova e difficile, fare un passo indietro prima del balzo, riconoscere e accettare lo stato delle cose, riorganizzare i propri scopi.
La tristezza nella società moderna (perché la depressione si sta espandendo?) Fino a quasi un secolo fa la cultura e la società imponevano all’uomo un conflitto tra lo stato reale e quello normativo, peraltro ancora presente. Attualmente il conflitto più frequente è quello tra lo stato reale e lo stato ideale e vago promosso da educazione e cultura. Tutti vogliono essere assolutamente famosi, ricchi, potenti e ciò espone a frustrazioni e frequenti vissuti di mancanza, frustrazione e quindi  tristezza Sia in termini di sensibilità al fallimento Sia in termini di assenza di emozioni negative
Dalla tristezza alla depressione Valutazioni estreme (in senso catastrofico o autosvalutativo) e reazioni controproducenti (come la ruminazione mentale e il ritiro sociale) rendono il vissuto di tristezza intenso e duraturo nel tempo…  si fanno passi indietro, si osserva, ma non si salta mai.
Stato depressivo Tristezza e vuoto intense e persistenti Diminuzione di interesse e piacere per tutto  Perdita o aumento di peso significativi Insonnia o ipersonnia Agitazione o rallentamento motorio Faticabilità o mancanza di energie Autosvalutazione, Autocritica o colpa eccessiva Difficoltà a concentrarsi e a pensare Pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidiaria
Caratteristiche della depressione La sintomatologia tipicamente è più intensa al mattino e migliora nel corso della giornata, ma vi sono delle eccezioni La depressione può manifestarsi con diversi gradi di gravità e può essere acuta o cronica In italia colpisce oltre 3 milioni di persone con la fascia d’età più colpita tra 30 e 49 anni e due volte più diffusa nelle donne Nel corso degli ultimi anni la tendenza è in aumento e l’esordio sempre più precoce, tanto da considerarla come la seconda causa di danno alla qualità della vita dopo l’infarto  (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1996)
Cause e Conseguenze della depressione Cause: Fattori biologici Fattori psicologici    comportamenti appresi Conseguenze: Problemi sul lavoro e/o a scuola Problemi nelle relazioni Problemi con sé stesso e con il proprio corpo
La gabbia della depressione Non trovo nulla che abbia senso Non sono capace, sono sbagliato Il futuro sarà nero Tristezza Depressione Ruminazione mentale Autocritica e Autosvalutazione Ritiro Sociale Lamentele
Il fiore grigio della depressione Depressione Ruminazione Lamentele Isolamento Autocritica Demotivazione Prob. Concentrazione Tristezza
La depressione si mantiene… La persona non si rende conto che non è solo un problema di eventi ma di come li affronta Pensa che debba tornare il piacere, la motivazione, l’energia prima di riuscire a rimettersi in moto Le aspettative diventano solo negative, ci sentiamo impotenti, tutto è fuori dal nostro controllo Si fanno solo passi indietro ma non si salta mai
Esempio: il petalo della ruminazione Ruminazione:  rimanere continuamente a pensare al proprio malessere, ai problemi, alle loro cause e alle loro conseguenze  Cosa penseranno gli altri di me? Perché mi sento così male? Perché reagisco sempre in questo modo? Perché non riesco a fare di meglio? Cosa ho fatto per meritare questo?
Esempio: il petalo della ruminazione Se sono abituato a rispondere alla tristezza con la ruminazione allora: Tengo la testa su pensieri negativi Non trovo soluzioni Non mi attivo per fare qualcosa o per distrarmi Non ho risorse mentali per occuparmi di altro Non guardo le cose belle Mi isolo Pensare a perché stiamo male non aiuta a capire come uscirne… La ruminazione è un segnale che ci dice che dobbiamo agire…
Sto male… che fare?
Che cos’è la psicoterapia? La psicoterapia  è un branca della psicologia che si occupa della cura dei disturbi psicologici che causano sofferenza alla persona fino ad ostacolarne anche in modo grave l’adattamento all’ambiente. Lo psicoterapeuta : è uno psicologo o un medico specializzato in psicoterapia, ha quindi frequentato una scuola di 700 ore all'anno per 4 anni con esame finale. Le scuole riconosciute dal MURST (Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca) sono caratterizzate dai diversi orientamenti di terapia.
È efficace la psicoterapia? Esistono molti approcci psicoterapeutici riconosciuti per quanto solo alcuni hanno verificato scientificamente la loro validità, quelli per i quali la ricerca scientifica ha misurato l’effettiva efficacia nel ridurre i sintomi e la sofferenza psicologica dei pazienti. Tra gli approcci psicoterapeutici la terapia cognitiva è quella che ha affrontato più verifiche scientifiche e che ha mostrato un alto livello di efficacia nel trattamento delle persone con depressione (75% in 20 sedute).  La ricerca di efficacia è garante del servizio fornito, per questo è utile in caso di bisogno non affidarsi a un nome senza sapere la sua formazione o affidandosi a discipline che possono giovare solo se non ci troviamo entro una vera diagnosi
Cosa fa la psicoterapia cognitiva della depressione? Allenarsi a comprendere e riconoscere gli stati mentali e i meccanismi appresi solitamente vissuti come automatici che possono sostenere la depressione. Provare strategie mentali e azioni diverse e allenarsi a praticarle finché non divengono un abitudine. Accettare la tristezza e i fallimenti come qualcosa che fa male ma non uccide    ritornare piuttosto a fare qualcosa di potenzialmente positivo per noi, per adattarci anche attraverso il cambiamento dei nostri scopi.
Psicoterapia e Psicofarmaci Lo psichiatra e lo psicoterapeuta Le pillole della felicità Quando usarli? Ne rimarrò schiavo? Quanto sono utili e perchè?
Colorare il fiore della depressione Depressione Benessere
Conclusioni Accettare la tristezza come un emozione che fa parte della vita Abbandonare la ruminazione quando ci accorgiamo che stiamo troppo chiusi in essa Agire contro la voglia di isolarsi, attivarsi anche quando non si prova piacere o interesse Chiedere aiuto
Grazie dell’attenzione!!! Dr. Gabriele Caselli Studi Cognitivi Via Giardini 472/L Modena Tel: 3491637782 E-mail: gabriele.caselli@gmail.com

Gabriele Caselli: Depressione

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    LA DEPRESSIONE comereagire all’immobilità della mente e del corpo Gabriele Caselli Studi Cognitivi, Modena, Italy Daniela Rebecchi Servizio Psicologia Clinica, Ausl Modena
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    Associazione Cognitivismo ClinicoRicerca nelle aree della psicopatologia e psicoterapia cognitiva Promozione di eventi di sensibilizzazione nel territorio Psicoterapia individuale Psicoterapia di gruppo Viale Giardini 472/L Modena Web: www.cognitivismoclinico.mo.it Tel: 059359365 E-mail: info@cognitivismoclinico.mo.it
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    Ringraziamenti Paola BoldriniSusanna Lissandron Alessandra Chiappelli Nicoletta Nigro Morena Gianotti Patrizia Intravaia Paola Fanti Matteo Giovini Simona Giuri Mara Fantinati Alessandra Brugnoni Gaspare Palmieri
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    Depressione ed emozioniLa depressione come la maggior parte dei disturbi psicologici nasce da un emozione di base che in qualche modo diventa persistente. L’emozione da cui si origina la depressione è la tristezza
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    Cos’è un emozione?Un’emozione è una reazione dell’organismo che coinvolge pensieri, sensazioni corporee e guida il nostro comportamento verso il raggiungimento dei nostri scopi. Le emozioni di per sé non sono patologiche
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    Come si produconole emozioni? Le emozioni nascono dal tipo di valutazione che diamo agli eventi. Non tutti diamo le stesse valutazioni di un evento, non tutti proviamo le stesse emozioni Temperamento (innato) Esperienza di vita Educazione Contesto culturale Valutazione Situazione Emozione Reazione
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    La fermata dell’autobusArriverò in ritardo, è una tragedia Non è giusto! Mi ha visto, doveva fermarsi Non riesco a combinare nulla di buono
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    Tristezza voglia dipiangere, sentirsi stanchi e privi di energia, sentirsi privi di motivazione senso di vuoto voglia di chiudersi e isolarsi sentire che niente può dare piacere
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    Le valutazioni cheportano tristezza Proviamo tristezza quando percepiamo che un nostro scopo è stato compromesso, quando perdiamo qualcosa o non riusciamo a raggiungere ciò che desideriamo. Perdita/lutto/separazione Una morte La rottura di una storia Un cambiamento di vita Mancanza/Fallimento personale Errore personale Mancato raggiungimento di un obiettivo
  • 10.
    La funzione dellatristezza Tutte le emozioni hanno una funzione evolutiva, in qualche modo ci sono perché servono a qualcosa. L’utilità della tristezza: Non sprecare risorse ed energie quando ci sono cose che non si possono cambiare (vincoli), fermati e attendi che passi Consentire all’individuo di adattarsi a una situazione nuova e difficile, fare un passo indietro prima del balzo, riconoscere e accettare lo stato delle cose, riorganizzare i propri scopi.
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    La tristezza nellasocietà moderna (perché la depressione si sta espandendo?) Fino a quasi un secolo fa la cultura e la società imponevano all’uomo un conflitto tra lo stato reale e quello normativo, peraltro ancora presente. Attualmente il conflitto più frequente è quello tra lo stato reale e lo stato ideale e vago promosso da educazione e cultura. Tutti vogliono essere assolutamente famosi, ricchi, potenti e ciò espone a frustrazioni e frequenti vissuti di mancanza, frustrazione e quindi tristezza Sia in termini di sensibilità al fallimento Sia in termini di assenza di emozioni negative
  • 12.
    Dalla tristezza alladepressione Valutazioni estreme (in senso catastrofico o autosvalutativo) e reazioni controproducenti (come la ruminazione mentale e il ritiro sociale) rendono il vissuto di tristezza intenso e duraturo nel tempo… si fanno passi indietro, si osserva, ma non si salta mai.
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    Stato depressivo Tristezzae vuoto intense e persistenti Diminuzione di interesse e piacere per tutto Perdita o aumento di peso significativi Insonnia o ipersonnia Agitazione o rallentamento motorio Faticabilità o mancanza di energie Autosvalutazione, Autocritica o colpa eccessiva Difficoltà a concentrarsi e a pensare Pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidiaria
  • 14.
    Caratteristiche della depressioneLa sintomatologia tipicamente è più intensa al mattino e migliora nel corso della giornata, ma vi sono delle eccezioni La depressione può manifestarsi con diversi gradi di gravità e può essere acuta o cronica In italia colpisce oltre 3 milioni di persone con la fascia d’età più colpita tra 30 e 49 anni e due volte più diffusa nelle donne Nel corso degli ultimi anni la tendenza è in aumento e l’esordio sempre più precoce, tanto da considerarla come la seconda causa di danno alla qualità della vita dopo l’infarto (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1996)
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    Cause e Conseguenzedella depressione Cause: Fattori biologici Fattori psicologici  comportamenti appresi Conseguenze: Problemi sul lavoro e/o a scuola Problemi nelle relazioni Problemi con sé stesso e con il proprio corpo
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    La gabbia delladepressione Non trovo nulla che abbia senso Non sono capace, sono sbagliato Il futuro sarà nero Tristezza Depressione Ruminazione mentale Autocritica e Autosvalutazione Ritiro Sociale Lamentele
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    Il fiore grigiodella depressione Depressione Ruminazione Lamentele Isolamento Autocritica Demotivazione Prob. Concentrazione Tristezza
  • 18.
    La depressione simantiene… La persona non si rende conto che non è solo un problema di eventi ma di come li affronta Pensa che debba tornare il piacere, la motivazione, l’energia prima di riuscire a rimettersi in moto Le aspettative diventano solo negative, ci sentiamo impotenti, tutto è fuori dal nostro controllo Si fanno solo passi indietro ma non si salta mai
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    Esempio: il petalodella ruminazione Ruminazione: rimanere continuamente a pensare al proprio malessere, ai problemi, alle loro cause e alle loro conseguenze Cosa penseranno gli altri di me? Perché mi sento così male? Perché reagisco sempre in questo modo? Perché non riesco a fare di meglio? Cosa ho fatto per meritare questo?
  • 20.
    Esempio: il petalodella ruminazione Se sono abituato a rispondere alla tristezza con la ruminazione allora: Tengo la testa su pensieri negativi Non trovo soluzioni Non mi attivo per fare qualcosa o per distrarmi Non ho risorse mentali per occuparmi di altro Non guardo le cose belle Mi isolo Pensare a perché stiamo male non aiuta a capire come uscirne… La ruminazione è un segnale che ci dice che dobbiamo agire…
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    Che cos’è lapsicoterapia? La psicoterapia è un branca della psicologia che si occupa della cura dei disturbi psicologici che causano sofferenza alla persona fino ad ostacolarne anche in modo grave l’adattamento all’ambiente. Lo psicoterapeuta : è uno psicologo o un medico specializzato in psicoterapia, ha quindi frequentato una scuola di 700 ore all'anno per 4 anni con esame finale. Le scuole riconosciute dal MURST (Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca) sono caratterizzate dai diversi orientamenti di terapia.
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    È efficace lapsicoterapia? Esistono molti approcci psicoterapeutici riconosciuti per quanto solo alcuni hanno verificato scientificamente la loro validità, quelli per i quali la ricerca scientifica ha misurato l’effettiva efficacia nel ridurre i sintomi e la sofferenza psicologica dei pazienti. Tra gli approcci psicoterapeutici la terapia cognitiva è quella che ha affrontato più verifiche scientifiche e che ha mostrato un alto livello di efficacia nel trattamento delle persone con depressione (75% in 20 sedute). La ricerca di efficacia è garante del servizio fornito, per questo è utile in caso di bisogno non affidarsi a un nome senza sapere la sua formazione o affidandosi a discipline che possono giovare solo se non ci troviamo entro una vera diagnosi
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    Cosa fa lapsicoterapia cognitiva della depressione? Allenarsi a comprendere e riconoscere gli stati mentali e i meccanismi appresi solitamente vissuti come automatici che possono sostenere la depressione. Provare strategie mentali e azioni diverse e allenarsi a praticarle finché non divengono un abitudine. Accettare la tristezza e i fallimenti come qualcosa che fa male ma non uccide  ritornare piuttosto a fare qualcosa di potenzialmente positivo per noi, per adattarci anche attraverso il cambiamento dei nostri scopi.
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    Psicoterapia e PsicofarmaciLo psichiatra e lo psicoterapeuta Le pillole della felicità Quando usarli? Ne rimarrò schiavo? Quanto sono utili e perchè?
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    Colorare il fioredella depressione Depressione Benessere
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    Conclusioni Accettare latristezza come un emozione che fa parte della vita Abbandonare la ruminazione quando ci accorgiamo che stiamo troppo chiusi in essa Agire contro la voglia di isolarsi, attivarsi anche quando non si prova piacere o interesse Chiedere aiuto
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    Grazie dell’attenzione!!! Dr.Gabriele Caselli Studi Cognitivi Via Giardini 472/L Modena Tel: 3491637782 E-mail: gabriele.caselli@gmail.com

Editor's Notes

  • #7 Esistono però situazioni per cui l’essere umano è portato naturalmente a fare delle valutazioni che producono tristezza.
  • #11 La reazione opposta e controproducente potrebbe essere insistere in modo sovracompensativo per combattere contro dei vincoli.
  • #14 5 o più sintomi presenti per almeno due settimane per la maggior parte del giorno, deve essere presente almeno uno dei primi due