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SANDRO BOTTICELLI
(famoso pittore e ritrattista
italiano del Rinascimento)
LA VITA
• Sandro Botticelli nasce in una modesta famiglia di Firenze nel 1445.
• Dal 1464 al 1467 svolge un periodo di apprendistato presso Filippo Lippi.
• Viene considerato come uno dei migliori pittori in grado di interpretare gli ideali
neoplatonici del suo tempo ed era il pittore per eccellenza dei medici, in grado di
cimentarsi in qualsiasi opera (dal dipinto mitologico alla scena sacra, dalla grande pala
d’altare alla piccola tavola per la devozione privata, dal ritratto al tondo).
LA TECNICA
• Allievo di Filippo Lippi, Sandro Botticelli ne apprende la tecnica pittorica e il gusto per le
figure aggraziate e preziosamente ornate da lumeggiature dorate.
• L’artista dipinge sempre a tempera, scegliendo tavole in
legno di pioppo preparate con due stesure. Su di esse
traccia il disegno a carboncino, riprendendo poi il
soggetto a pennello utilizzando inchiostro a carbone. I
particolari appaiono abbozzati con tratti sottili e puntuali.
• Il pittore ricorre all’incisione per definire le linee architettoniche e procede poi con
campiture di imprimiture di colori diversi.
• La scelta dei colori dimostra la preferenza per le tinte brillanti, come il blu oltremare, il rosso
cinabro, il verderame, la lacca di carminio e la lacca di garanza.
Fondamentale per Botticelli è la linea, una linea flessuosa, agile, leggiadra,
elegante, che circonda morbidamente il soggetto e lo stacca dal fondo.
Fondamentali dello stile di Sandro Botticelli sono:
- la ricerca di un equilibrio compositivo armonioso, dove sceglie soprattutto
composizioni sciolte e ritmiche;
- un design leggero e molto dinamico, con una linea precisa e ondulata che
modula e alleggerisce i bordi della figura.
LA CALUNNIA (DI BOTTICELLI)
Opera risalente all’ultima fase
della produzione di Botticelli,
caratterizzata da una crisi
interiore che lo portò a
trasformare lo stile che aveva
impresso nei suoi capolavori
in uno stile dettato dal
plasticismo.
Importante anche la presenza
di un chiaroscuro più deciso e
una forte teatralità nei
movimenti dei protagonisti
delle sue opere.
Per comprendere «la Calunnia» bisogna interpretarla leggendola da destra verso sinistra.
Sul trono si trova Re Mida, riconoscibile per le
tradizionali orecchie d’asino, il quale
rappresenta il giudice cattivo. Le due donne
che gli stanno sussurrando all’orecchio
rappresentano Ignoranza e Sospetto.
Re Mida sta tendendo la mano ad un uomo con un
cappuccio nero davanti a lui, il quale cerca di avvicinarsi al
re: quest’ultimo rappresenta il livore. il livore nel
significato odierno simboleggia il rancore, e proprio
quest’uomo con il cappuccio ed i vestiti rovinati, sta
trattenendo per il braccio una ragazza, che rappresenta la
Calunnia.
Tra gli altri personaggi allegorici ci
sono poi le due ragazze che stanno
acconciando i capelli alla Calunnia, le
quali rappresentano Insidia e Frode.
La ragazza che rappresenta la
Calunnia sta trascinando per i capelli
il Calunniato, il quale, con le mani
giunte, sembra chiedere clemenza.
La Calunnia, nell’altra mano ha una
fiaccola, la quale però non fa luce:
questa, infatti rappresenta la finta
conoscenza, che è inutile.
Scorrendo ancora più a sinistra c’è una donna anziana, con il volto
coperto e rivolto verso una ragazza nuda: la vecchia rappresenta il
Rimorso, mentre la donna nuda più a sinistra, indicando il cielo, allude
alla Nuda Veritas, e con lo sguardo rivolto verso l’alto indica che è
proprio il cielo colui che può dare la vera giustizia.
Nella parte alta, a contornare tutta la scena, si trova un loggiato, composto da pilastri
ed archi a tutto sesto. A rendere più ricca tutta l’architettura, ci sono anche delle
nicchie, con all’interno delle grandi statue di protagonisti biblici e grandi personaggi
dell’antichità classica.
Spostando lo sguardo oltre gli archi, sullo sfondo non si nota alcun tipo di paesaggio,
ma solo un cielo sereno e privo di nuvole.
Botticelli, piuttosto che concentrarsi
sull’aspetto narrativo dell’opera, cerca
piuttosto di realizzare una sorta di tribunale,
dove l’imputato è il mondo antico, nel quale
sembra che la giustizia non esista.
Stilisticamente, il quadro non è molto reale:
Sandro Botticelli dipinge le figure composizione in
posizioni agitate, come se tutta la scena fosse
attraversata da una forte folata di vento, lasciando
però ferma e statuaria la figura della Nuda Veritas.

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  • 1. SANDRO BOTTICELLI (famoso pittore e ritrattista italiano del Rinascimento)
  • 2. LA VITA • Sandro Botticelli nasce in una modesta famiglia di Firenze nel 1445. • Dal 1464 al 1467 svolge un periodo di apprendistato presso Filippo Lippi. • Viene considerato come uno dei migliori pittori in grado di interpretare gli ideali neoplatonici del suo tempo ed era il pittore per eccellenza dei medici, in grado di cimentarsi in qualsiasi opera (dal dipinto mitologico alla scena sacra, dalla grande pala d’altare alla piccola tavola per la devozione privata, dal ritratto al tondo).
  • 3. LA TECNICA • Allievo di Filippo Lippi, Sandro Botticelli ne apprende la tecnica pittorica e il gusto per le figure aggraziate e preziosamente ornate da lumeggiature dorate. • L’artista dipinge sempre a tempera, scegliendo tavole in legno di pioppo preparate con due stesure. Su di esse traccia il disegno a carboncino, riprendendo poi il soggetto a pennello utilizzando inchiostro a carbone. I particolari appaiono abbozzati con tratti sottili e puntuali. • Il pittore ricorre all’incisione per definire le linee architettoniche e procede poi con campiture di imprimiture di colori diversi. • La scelta dei colori dimostra la preferenza per le tinte brillanti, come il blu oltremare, il rosso cinabro, il verderame, la lacca di carminio e la lacca di garanza.
  • 4. Fondamentale per Botticelli è la linea, una linea flessuosa, agile, leggiadra, elegante, che circonda morbidamente il soggetto e lo stacca dal fondo. Fondamentali dello stile di Sandro Botticelli sono: - la ricerca di un equilibrio compositivo armonioso, dove sceglie soprattutto composizioni sciolte e ritmiche; - un design leggero e molto dinamico, con una linea precisa e ondulata che modula e alleggerisce i bordi della figura.
  • 5. LA CALUNNIA (DI BOTTICELLI) Opera risalente all’ultima fase della produzione di Botticelli, caratterizzata da una crisi interiore che lo portò a trasformare lo stile che aveva impresso nei suoi capolavori in uno stile dettato dal plasticismo. Importante anche la presenza di un chiaroscuro più deciso e una forte teatralità nei movimenti dei protagonisti delle sue opere.
  • 6. Per comprendere «la Calunnia» bisogna interpretarla leggendola da destra verso sinistra. Sul trono si trova Re Mida, riconoscibile per le tradizionali orecchie d’asino, il quale rappresenta il giudice cattivo. Le due donne che gli stanno sussurrando all’orecchio rappresentano Ignoranza e Sospetto. Re Mida sta tendendo la mano ad un uomo con un cappuccio nero davanti a lui, il quale cerca di avvicinarsi al re: quest’ultimo rappresenta il livore. il livore nel significato odierno simboleggia il rancore, e proprio quest’uomo con il cappuccio ed i vestiti rovinati, sta trattenendo per il braccio una ragazza, che rappresenta la Calunnia.
  • 7. Tra gli altri personaggi allegorici ci sono poi le due ragazze che stanno acconciando i capelli alla Calunnia, le quali rappresentano Insidia e Frode. La ragazza che rappresenta la Calunnia sta trascinando per i capelli il Calunniato, il quale, con le mani giunte, sembra chiedere clemenza. La Calunnia, nell’altra mano ha una fiaccola, la quale però non fa luce: questa, infatti rappresenta la finta conoscenza, che è inutile. Scorrendo ancora più a sinistra c’è una donna anziana, con il volto coperto e rivolto verso una ragazza nuda: la vecchia rappresenta il Rimorso, mentre la donna nuda più a sinistra, indicando il cielo, allude alla Nuda Veritas, e con lo sguardo rivolto verso l’alto indica che è proprio il cielo colui che può dare la vera giustizia.
  • 8. Nella parte alta, a contornare tutta la scena, si trova un loggiato, composto da pilastri ed archi a tutto sesto. A rendere più ricca tutta l’architettura, ci sono anche delle nicchie, con all’interno delle grandi statue di protagonisti biblici e grandi personaggi dell’antichità classica. Spostando lo sguardo oltre gli archi, sullo sfondo non si nota alcun tipo di paesaggio, ma solo un cielo sereno e privo di nuvole. Botticelli, piuttosto che concentrarsi sull’aspetto narrativo dell’opera, cerca piuttosto di realizzare una sorta di tribunale, dove l’imputato è il mondo antico, nel quale sembra che la giustizia non esista. Stilisticamente, il quadro non è molto reale: Sandro Botticelli dipinge le figure composizione in posizioni agitate, come se tutta la scena fosse attraversata da una forte folata di vento, lasciando però ferma e statuaria la figura della Nuda Veritas.