Il documento analizza la figura di Bernard Berenson, la sua influenza sulla critica d'arte e il mercato, e il suo confronto con il critico Roberto Longhi. Berenson ha sviluppato una visione assistematica dell'arte, apprezzata per la sua unicità ma soggetta a critiche, come nel caso della sua tesi sull'anonimo artista noto come 'amico di sandro'. Le sue valutazioni, sebbene innovative, si basano esclusivamente sulle opere, trascurando il contesto storico e documentale.