Tutto quello che avreste voluto sapere sullo screening mammografico: risultati attesi, mammografi vecchi e nuovi, età delle partecipanti, falsi positivi e negativi, sovradiagnosi. Discussione Livia Giordano – GISMa
Lo screening per il tumore alla mammella: incidenza e mortalità
 
Tumore della mammella Grande variabilità di incidenza
Si stima che nel nostro paese siano diagnosticati ogni anno oltre 47.000 casi di tumore alla mammella.  L’esame dei tassi di incidenza per età mostra come il tumore della mammella sia molto raro nelle prime due decadi della vita, ma già nella terza si misura in decine di casi per 100.000 donne-anno: nelle 40enni: 100-200 casi / 100.00 donne-anno nelle 50enni: 200-250 casi / donne-anno nelle 60enni: circa 300 casi / donne-anno - stabile nelle età successive.
 
L’incidenza presenta alcune differenze tra aree geografiche con livelli maggiori nelle aree centro-settentrionali e inferiori nel meridione.
Tumore della mammella Sopravvivenza a 5 anni – Europa 1995-1999 Fonte: EUROCARE 4 - The Lancet Oncology, 2007
Tumore della mammella Sopravvivenza a 5 anni – Italia 1995-1999 Fonte: E&P, 2007 Screening
Definizione di screening Identificazione presuntiva di malattie o difetti non riconosciuti, attraverso l’applicazione di test, esami ed altre procedure che possono essere applicate rapidamente.  I test di screening selezionano persone, che probabilmente hanno una malattia da quelle che probabilmente non hanno una malattia.  Non è da considerarsi diagnostico .  Le persone con risultati positivi o sospetti devono essere inviate dal loro medico per la diagnosi ed il necessario trattamento.
Presupposti per l’attuazione di un programma di screening di popolazione EVIDENZA DI EFFICACIA :  deve esistere una evidenza di efficacia del programma di screening per la specifica patologia tumorale considerata in termine di riduzione della mortalità (ed eventualmente della incidenza delle forme invasive). RILEVANZA SOCIALE :  la malattia tumorale oggetto del programma deve costituire un serio problema sanitario, deve cioè essere abbastanza comune e rappresentare una importante causa di morte e morbosità. Deve essere identificabile uno stadio di latenza o uno stadio precoce asintomatico
POPOLAZIONE :  l a popolazione bersaglio deve essere chiaramente definita ed identificabile. Tutta la popolazione deve essere monitorata per quanto riguarda la mortalità, ed eventualmente l’incidenza specifica per la neoplasia considerata. INVITO E PROMOZIONE ALLA PARTECIPAZIONE :   i l livello di partecipazione della popolazione invitata deve essere il più possibile elevato. Devono essere programmate specifiche iniziative di incentivazione della risposta. Presupposti per l’attuazione di un programma di screening di popolazione
TEST DI SCREENING :   i l test di screening deve essere accettabile per la popolazione invitata, accurato, innocuo ed efficiente. PERIODICITA’ :   deve esistere un protocollo convalidato di richiamo per i soggetti negativi al test. PROTOCOLLO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO :   deve essere disponibile un protocollo diagnostico-terapeutico per i soggetti risultati positivi al test ed un protocollo di trattamento efficace per i casi diagnosticati nel corso del programma di screening .  Devono essere disponibili strutture per la diagnosi e il tratta mento Presupposti per l’attuazione di un programma di screening di popolazione
FOLLOW-UP ATTIVO:   devono esistere le condizioni per cui i soggetti positivi al test di screening seguano le indicazioni del protocollo diagnostico e i soggetti risultati affetti dalla malattia seguano, in accordo con i propri medici curanti, le indicazioni del protocollo e del follow-up. RISORSE:   devono essere disponibili sufficienti risorse in termini di personale e di strutture sia per l’attuazione del programma che per gli approfondimenti diagnostici dei soggetti positivi e per il trattamento ed il follow-up dei casi diagnosticati. Tale disponibilità deve essere prevista anche per gli anni successivi all’avvio del programma.  Il IL costo dei casi identificati dallo screening (inclusi la diagnosi ed il trattamento dei casi diagnosticati) deve essere economicamente valutato in relazione alla spesa sanitaria possibile nel suo complesso Identificare i casi di malattia deve essere un processo continuo e non un progetto una tantum Presupposti per l’attuazione di un programma di screening di popolazione
Negli SCREENING  si passa dal concetto di  Medicina clinica Medicina preventiva  Cura sintomi NON  cura sintomi È evidente la frattura fra esperienza di malattia e malattia biologica
Si distingue: SCREENING OPPORTUNISTICO TEST SPONTANEO SCREENING DI POPOLAZIONE INVITO ATTIVO ORGANIZZAZIONE
Specificità etica dello screening (Mc Keown, 1968) “ cambia la relazione tra medico e paziente: non è il paziente che ricerca l’assistenza del medico, ma è il medico che ricerca chi ha bisogno della sua assistenza”
Il medico che si “lancia” in uno screening ha una responsabilità accresciuta verso i suoi “pazienti”: deve (Cochrane e Holland, 1971) disporre di  PROVE CONCLUSIVE  che lo screening può alterare il corso naturale della malattia in una proporzione significativa delle persone sottoposte
Paradigma di Georgetown NON MALEFICITÀ BENEFICITÀ RISPETTO DELL’AUTONOMIA DECISIONALE DEL PAZIENTE EQUITÀ O GIUSTIZIA ENTITÀ NON INDIPENDENTI
ETICAMENTE ,  è da tenere presente il concetto bene illustrato da  Geoffrey Rose   IL PARADOSSO DELLA PREVENZIONE (primaria o secondaria): Il beneficio dell’intervento è per la  COLLETTIVITÀ  e non necessariamente per l’individuo. Un soggetto prevenuto può ammalarsi e morire lo stesso, laddove un soggetto non prevenuto può non ammalarsi. La rilevanza etica di questa constatazione è importante, perché mette a fuoco  IL CONTRASTO CHE PUÒ AVVENIRE TRA DIRITTI INDIVIDUALI E INTERESSI DELLA SOCIETÀ.
La bilancia tra vantaggi e svantaggi dello screening ha un equilibrio delicato
La bilancia tra vantaggi e svantaggi dello screening ha un equilibrio delicato Migliore prognosi Trattamenti conservativi Rassicurazione casi negativi Riduzione dei costi per la terapia delle forme avanzate Prolungata coscienza di malattia Sovradiagnosi e sovratrattamento Falsa rassicurazione nei casi “falsi negativi ” Induzione di ansia nei casi “falsi positivi” Interventi non necessari nei casi falsi positivi Fastidio e dolore per l’esame mammografico Possibile rischio da radiazioni Costi del programma di screening
VERI POSITIVI RIDUZIONE DELLA MORTALITÀ  cioè aumento delle guarigioni RIDUZIONE STADI AVANZATI Interventi meno invalidanti Migliore qualità di vita
VERI POSITIVI Più lunga consapevolezza della malattia in coloro che  non guariscono Sovradiagnosi  e sovratrattamento
Angoscia in attesa della diagnosi Danni fisici da esami invasivi  Rischio di stigma  “anormale”  Adesione ai successivi screening? FALSI POSITIVI
Falsa rassicurazione Possibile ritardo diagnostico   Problemi medico-legali FALSI NEGATIVI
VERI NEGATIVI Rassicurazione temporanea   definitiva
Evidenze scientifiche Tra la metà degli anni ’60 e gli anni ‘90 sono stati condotti ben 8 studi randomizzati, con oltre 650.000 donne arruolate. Questi studi sono caratterizzati da molte differenze relativamente al test di screening offerto : (mammografia in 1 o 2 proiezioni, singola o doppia lettura, qualità del test, associazione dell’esame clinico), le fasce di età coinvolte e la frequenza dell’intervallo di screening.
Screening mammografico   Evidenze da studi randomizzati con end-point  la mortalità per carcinoma mammario Ciatto-2001
“ Swedish meta-analysis of five screening trials….showed that screening lowered mortality from breast cancer by 29% in women aged 50-69 years” P. C. G ǿtzsche, O. Olsen: The Lancet, January 2000
Swedish meta-analysis “… three important sources of bias: suboptimal randomization methods lack of masking in outcome assessment exclusion after randomization “… the observed decrease in number of deaths from breast cancer was 0.8% (not significant), whereas the expected decrease was 11%...” P. C. G ǿtzsche, O. Olsen: The Lancet, January 2000 “… we conclude that screening for breast cancer with mammography is unjustified....”
Evidenze scientifiche A seguito della metanalisi che metteva in discussione l’efficacia dello screening (Goetsche ed Olsen), l’Agenzia Internazionale contro il Cancro (IARC) di Lione ha rivalutato le evidenze disponibili sulla efficacia dello screening mammografico e, in conclusione, ha stimato che la partecipazione allo screening organizzato su invito attivo, secondo quanto indicato dalle linee guida internazionali (50-69 anni con mammografia biennale) riduce la probabilità di morire per cancro della mammella del 35%. Gotzsche PC, Olsen O. Is screening for breast cancer with mammografy justifiable? Lancet 2000;355:129-33 IARC Handbooks of Cancer Prevention. Volume 7: Breast Cancer Screening. IARC Press. 2002 Lyon
Raggiungere conclusioni affidabili è un processo lungo, costoso e non privo di controversie screening
PRESUPPOSTI DI BASE PER UNO SCREENING ORGANIZZAZIONE ATTIVA CENTRALIZAZZIONE CONTROLLO COSTANTE DELLA QUALITA’ (QUALITY ASSURANCE) FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE COMUNICAZIONE ADEGUATA MULTIDISCIPLINARIETA’
Lo screening mammografico in Italia: l’organizzazione
Obiettivo dello screening: diminuire la mortalità e/o l’incidenza di una neoplasia identificandola con un test in fase asintomatica e attivando percorsi diagnostico-terapeutici capaci di modificarne la storia naturale.
Raggiungere con l’invito allo screening tutta la popolazione. EQUITA’ Gli obiettivi
Fasi dello screening selezione popolazione inviti (appuntamento) esame primo livello (esecuzione test, refertazione) Verifica di qualità esame secondo livello trattamento e follow-up
Programmi organizzati di screening Invito attivo Protocollo di gestione delle positive  “ fail safe system”, monitoraggio e controllo di qualità di tutte le fasi
I PROGRAMMI DI SCREENING IN ITALIA ►  Invito attivo della popolazione bersaglio   ( donne tra i  50 e i 69 anni )  tramite lettera personalizzata  (firmata in molti casi dal medico di famiglia della donna) ►  Periodismo del test :   ogni 2 anni ►  I livello : mammografia  a  doppia proiezione   ► II livello: Le donne con un test sospetto vengono richiamate ad effettuare una sessione di approfondimento durante la quale si effettuano test aggiuntivi ( mammografia in altre proiezioni, ecografia, agobiopsia , ecc…) a seconda del dubbio evidenziato con l’esame precedente.
invito firmato dal medico di famiglia appuntamento prefissato modificabile contattando gli appositi numeri verdi Risposte all’utenza e informazione al medico esame gratuito (primo e secondo livello) non e’ necessaria l’impegnativa del medico L’invito al programma di screening  Prevenzione Serena
ACCORDO REGIONALE FIRMA DELLA LETTERA DI INVITO CORREZIONE DELLA LISTA  ASSISTITE  eventuali  esclusioni dagli elenchi delle invitabili  COUNSELLING ALLE DONNE mirato per:  donne non aderenti  le donne sottoposte ad approfondimenti e/o terapie le donne in follow-up SEGNALAZIONI DI CANCRI INTERVALLO CONTRIBUTO AL CONTROLLO DI QUALITA’ DEL PROGRAMMA segnalazione di problemi al centro di coordinamento MEDICO DI MEDICINA GENERALE  E SCREENING
AD OGNI ROUND DI SCREENING IL MEDICO RICEVE LA LISTA DELLE ASSISTITE INSERITE NEL PROGRAMMA (UNA VOLTA ALL’ANNO); NESSUNA ESCLUSIONE E’ PERMANENTE A MENO DI UNA RICHIESTA ESPLICITA DELLA DONNA
Screening mammografico Motivi di esclusione delle donne dall’esecuzione del test: 1. assistita in terapia o in follow up clinico (ad intervallo ravvicinati) per carcinoma della mammella 2. assistita che ha avuto una mastectomia bilaterale 3. assistita malata in fase terminale (per tutte le patologie) 4. assistita con gravi problemi psichiatrici, tali da non ritenere opportuno questo invito 5. casi particolari che il MMG preferisce non invitare personalmente 6. deceduta
Modalità organizzative di un programma di screening mammografico ►  Si raccomanda l’impiego della doppia lettura dell’esame mammografico, con eventuale discussione tra i radiologi o il giudizio da parte di un terzo radiologo nei casi discordanti. ►  I radiologi che operano nel programma di screening devono: - essere dedicati all’attività senologica per almeno il 50% del loro  tempo - leggere almeno 5000 esami di screening ogni anno - partecipare a riunioni periodiche multidisciplinari su casi clinici,  insieme alle altre figure professionali coinvolte (patologi, chirurghi,  oncologi, radioterapisti, personale tecnico e infermieristico) - partecipare alla revisione periodica della propria attività. ►  Per ogni programma di screening va individuata un’unità di riabilitazione, dotata di un servizio di counselling psicologico. Ogni programma dovrebbe avere una o più unità chirurgiche di riferimento (almeno 100 casi di tumore mammario trattati ogni anno) a cui indirizzare i casi selezionati.
Le Regioni ,devono:: pianificare l’attivazione di programmi di screening di alta qualità sul territorio regionale valutare i programmi di screening sulla base delle informazioni epidemiologiche rilevate attuare programmi di formazione degli operatori, secondo i criteri stabiliti in sede nazionale e regionale fare controlli di qualità per le procedure a cui devono attenersi i programmi di screening definire le modalità di controllo (assicurazione di qualità) consultare i rappresentanti dei cittadini. Le Asl  devono: promuovere i programmi di screening assicurare le risorse necessarie per la loro attuazione assicurare il coinvolgimento dei medici di medicina generale assicurare l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione assicurare la gestione e la valutazione dei programmi programmare l’attività formativa degli operatori.
Fa parte del Sistema Informativo Sanitario e comprende: un aspetto gestionale ed organizzativo, dedicato al  linkage con l’anagrafe , all’invio delle lettere di invito, di sollecito, di esito, all’accettazione nei centri di screening, alla saturazione delle agende dei centri stessi; un aspetto valutativo per le analisi sull’attività, la qualità e la rendicontazione degli screening,  DATA WAREHOUSE:  un “magazzino di dati che fotografa” periodicamente l’archivio gestionale ed elabora le informazioni sulla base della richiesta dell’utente e le restituisce in forma di tabella; un aspetto accessorio di valorizzazione economica dell’attività svolta, ai fini della compensazione in regime di mobilità sanitaria. Il sistema informativo
La formazione
La formazione rappresenta un elemento strategico per la diffusione degli screening in Italia.  Le  Raccomandazioni sugli screening oncologici , pubblicate nel 2006, sottolineano che la formazione:  deve riguardare tutti gli aspetti della qualità, inclusa la comunicazione deve coinvolgere tutte le categorie professionali  deve privilegiare modalità didattiche di tipo “esperienziale”  deve prevedere percorsi formativi per i Medici di medicina generale  deve prevedere indicatori di efficacia. Formazione e screening
Nel nostro Paese i programmi di screening prevedono che la  formazione  sia effettuata dalle Regioni, tuttavia l’Osservatorio Nazionale Screening svolge un ruolo importante in due settori:  ☺ l’organizzazione di convegni congiunti degli screening citologico, mammografico e colorettale e i seminari sulla comunicazione  ☺ la promozione degli interventi formativi in collaborazione con Regioni, società scientifiche e altri soggetti. Per lo svolgimento di queste attività, nel 2007, è stato costituito un comitato di coordinamento che ha individuato alcune linee di sviluppo:  segnalare ogni anno i corsi regionali accessibili anche a operatori extra-regionali  promuovere l’allestimento di stage pratici presso centri di eccellenza  organizzare o patrocinare corsi nazionali su tematiche di particolare interesse  supportare le diverse Regioni per la creazione di moduli formativi tipo.
Esempi dei corsi fatti dal programma di screening regionale piemontese Corsi teorici e pratici per tecnici sanitari di radiologia medica e radiologi Corsi di aggiornamento SQTM Corsi sulla mammografia digitale Workshop annuali di presentazione dei dati dell’attività di screening regionale Corsi di aggiornamento/formazione sulla comunicazione nello screening, sia al primo che al secondo livello dedicati a tutto il personale coinvolto nel programma
 
In alcuni programmi si sta allargando la fascia di invito, includendo sia le donne al di sotto dei 50 anni (tra 45 e 49, come in Piemonte ed in Emilia Romagna), sia quelle sopra dei 69 (generalmente fino a  74 anni).
 
Raccomandazioni condivise: Prioritaria la copertura nazionale,  il consolidamento e la promozione e verifica continua  della qualità  del programma  fra i 50 ed i 69 anni (come da documenti e normative citate) 2) Iniziative attive per governare, monitorare  e controllare  attivamente la domanda spontanea delle donne di età diverse  garantendo accesso agevolato, ottimizzazione ed integrazione  dei percorsi diagnostico-terapeutici.  3) Si ritiene che i programmi di screening si debbano fare  attivamente carico della richiesta spontanea in queste  fasce di età al fine di monitorare, ottimizzare e qualificare  i percorsi diagnostico-terapeutici
4) Lavorare sull’appropriatezza mediante l’elaborazione di protocolli diagnostico-terapeutici ed organizzativi  (percorso integrato) condivisi con i MMG per il governo  della domanda 5) L’estensione del programma di screening alle donne  sotto i 50 anni potrà essere preso in considerazione nelle Regioni che abbiano già regolarmente consolidato l’intervento  fra i 50 ed i 69 anni e dove sia verificata la presenza di risorse  sufficienti (costi stimati 2-3 volte superiori) 6) Lavorare molto sulla comunicazione, corretta e dettagliata informazione alle donne sui rischi e benefici per partecipazione  consapevole con il coinvolgimento dei MMG 7) proporre intervallo annuale con doppia proiezione e doppia lettura
8) Accurato monitoraggio della performance diagnostica  e terapeutica con indicatori e standard adeguati 9)  Partecipazione a studi multicentrici collaborativi finalizzati
USPSTF Recommendation Screening for Breast Cancer 2009 The USPSTF recommends against routine screening mammography in women aged 40-49 years.  “C” recommendation The decision to start regular biennial screening mammography before the age of 50 should be an individual one and take patient context into account….
USPSTF Recommendation Screening for Breast Cancer 2009 The USPSTF recommends biennial mammography for women aged 50-74 years.  “B” recommendation The evidence is insufficient to assess the benefits and harms of mammography in women 75 and older.  “I” recommendation “ D” recommendation for BSE “ I” recommendation for CBE
VALUTAZIONE della QUALITA’ (QUALITY ASSURANCE) EFFICACIA EFFICIENZA EQUITA’ SODDISFAZIONE UTENZA
L’impatto dello screening mammografico L’efficacia di un programma di screening dipende da alcuni parametri che devono essere considerati in fase di pianificazione e monitorati in itinere.
Perché Valutare ? Per verificare se (e quanto) il risultato è stato raggiunto, rispetto all’atteso (indicatori di risultato) Per individuare punti critici nel processo organizzativo (e porvi rimedio).
Indicatori nello screening mammografico (1) Indicatori di processo tasso di partecipazione tasso di richiami tasso di identificazione tempi di attesa specificità (capacità di individuare i veri negativi tra i “sani”)) valore predittivo positivo Indicatori precoci di esito tasso biopsie benigne rapporto B/M tumori invasivi <= 10mm stadio alla diagnosi accertamento Ca intervallo sensibilità (capacità di individuare i veri positivi tra i “malati”)
Indicatori tardivi mortalità Indicatori di impatto del programma morti prevenute anni/vita guadagnati qualità della vita effetti collaterali costo efficacia Indicatori nello screening mammografico (2)
Le linee guida Internazionali...
...  E Nazionali...
I report annuali dell’ONS www.osservatorionazionalescreening.it
Giordano L, Giorgi D, Frigerio A, Bravetti P, Paci E, Petrella M, Ponti A, de' Bianchi PS; Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico. Indicatori  e standard per la  valutazione   di   processo   dei   programmi   di  screening del  cancro   della   mammella .  Manuale operativo Epidemiol Prev. 2006 Mar-Apr;30(2 Suppl 1):5-9, 11-47. (  442 Kb)
GISMA ONS Survey annuale Ministero della salute italiano Monitoraggio e sistema di accreditamento
www.osservatorionazionalescreening.it www.gisma.it
Livello: 0-2  = inviti, adesione, richiami 3  = livello 2 + casi 4  = livello 3 + TNM (parziale) 5  = complete * Fornito dato regionale (nel 2008 erano 4 programmi) Livello 5  = 48.4%   Livello 4  = 32.8%   122 59 40 10 13 Totale  4   1   3 Sardegna 3 1 1 1 Sicilia 6   2 1 3 Calabria 1   1     Basilicata 1     1   Puglia 3     2 1 Campania 1 1       Molise 1 1       Abruzzo 12 2 6 2 2 Lazio 13 2 6 3 2 Marche 1 1     Umbria * 12 9 3     Toscana 11 9 2     Emilia Romagna 1 1       Friuli V. Giulia 21 14 7     Veneto 1       1 Alto Adige 1 1       Trentino 15 8 7     Lombardia 4 2 2     Liguria 9 7 2     Piemonte 1 1     Valle d'Aosta Totale Programmi Completi Come 3  + TNM (parziale) Come 2  + casi Invitate, adesione, richiami     5 4 3 0 - 2 Regione Livello completezza delle informazioni Anno 2009
Livello di completezza delle informazioni – 2005-2009  Livello:  0-3  = inviti, adesione, richiami, num. casi B e M 4  = livello 3 + TNM (parziale) 5  = complete (> 90% dei casi) Num. programmi
Estensione scr mammografico – attività 2009 Est. teorica Italia  93,8%   Est. corretta Italia  69,5%     > 94%   75 - 94%   50 - 74%   < 50%
Estensione (%) dei programmi di screening mammografico per Area. Periodo 2003-2009 ITALIA NORD CENTRO SUD
Adesione grezza 2009 Italia  55,3%     70% e +   50-69%   25-49%
Anno 2009 – adesione grezza e corretta (%) per  regione 10° percentile:  39,1% e  43,0%  90° percentile:  74,4% e 79,3%
Adesione grezza per singolo programma: attività anno 2008
Nord Centro Sud e Isole Esaminate 2009 Invitate 2009
RR (%), DR totale stand. (x 1000), DR tumori ≤ 10 mm (x 1000) – Esami successivi - 2009 4,6 4,4 1.51
RR (%), DR totale stand. (x 1000), DR tumori  ≤  10 mm (x 1000) – Primi esami - 2009 8,0 6.2 1.35
Tumori duttali in situ (%)  Primi esami e successivi - 2009 %
Rapporto B/M – Primi esami e successivi – 2009
Richiami per approfondimenti (%) -- 2004-2009
Adesione agli approfondimenti (%) per tipo di esame –  2009 Adesione agli approfondimenti   primi esami    95,5%   esami successivi   97,4% 88,8% 95.1%
 
 
 
 
 

5 1 giordano

  • 1.
    Tutto quello cheavreste voluto sapere sullo screening mammografico: risultati attesi, mammografi vecchi e nuovi, età delle partecipanti, falsi positivi e negativi, sovradiagnosi. Discussione Livia Giordano – GISMa
  • 2.
    Lo screening peril tumore alla mammella: incidenza e mortalità
  • 3.
  • 4.
    Tumore della mammellaGrande variabilità di incidenza
  • 5.
    Si stima chenel nostro paese siano diagnosticati ogni anno oltre 47.000 casi di tumore alla mammella. L’esame dei tassi di incidenza per età mostra come il tumore della mammella sia molto raro nelle prime due decadi della vita, ma già nella terza si misura in decine di casi per 100.000 donne-anno: nelle 40enni: 100-200 casi / 100.00 donne-anno nelle 50enni: 200-250 casi / donne-anno nelle 60enni: circa 300 casi / donne-anno - stabile nelle età successive.
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    L’incidenza presenta alcunedifferenze tra aree geografiche con livelli maggiori nelle aree centro-settentrionali e inferiori nel meridione.
  • 8.
    Tumore della mammellaSopravvivenza a 5 anni – Europa 1995-1999 Fonte: EUROCARE 4 - The Lancet Oncology, 2007
  • 9.
    Tumore della mammellaSopravvivenza a 5 anni – Italia 1995-1999 Fonte: E&P, 2007 Screening
  • 10.
    Definizione di screeningIdentificazione presuntiva di malattie o difetti non riconosciuti, attraverso l’applicazione di test, esami ed altre procedure che possono essere applicate rapidamente. I test di screening selezionano persone, che probabilmente hanno una malattia da quelle che probabilmente non hanno una malattia. Non è da considerarsi diagnostico . Le persone con risultati positivi o sospetti devono essere inviate dal loro medico per la diagnosi ed il necessario trattamento.
  • 11.
    Presupposti per l’attuazionedi un programma di screening di popolazione EVIDENZA DI EFFICACIA : deve esistere una evidenza di efficacia del programma di screening per la specifica patologia tumorale considerata in termine di riduzione della mortalità (ed eventualmente della incidenza delle forme invasive). RILEVANZA SOCIALE : la malattia tumorale oggetto del programma deve costituire un serio problema sanitario, deve cioè essere abbastanza comune e rappresentare una importante causa di morte e morbosità. Deve essere identificabile uno stadio di latenza o uno stadio precoce asintomatico
  • 12.
    POPOLAZIONE : l a popolazione bersaglio deve essere chiaramente definita ed identificabile. Tutta la popolazione deve essere monitorata per quanto riguarda la mortalità, ed eventualmente l’incidenza specifica per la neoplasia considerata. INVITO E PROMOZIONE ALLA PARTECIPAZIONE : i l livello di partecipazione della popolazione invitata deve essere il più possibile elevato. Devono essere programmate specifiche iniziative di incentivazione della risposta. Presupposti per l’attuazione di un programma di screening di popolazione
  • 13.
    TEST DI SCREENING: i l test di screening deve essere accettabile per la popolazione invitata, accurato, innocuo ed efficiente. PERIODICITA’ : deve esistere un protocollo convalidato di richiamo per i soggetti negativi al test. PROTOCOLLO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO : deve essere disponibile un protocollo diagnostico-terapeutico per i soggetti risultati positivi al test ed un protocollo di trattamento efficace per i casi diagnosticati nel corso del programma di screening . Devono essere disponibili strutture per la diagnosi e il tratta mento Presupposti per l’attuazione di un programma di screening di popolazione
  • 14.
    FOLLOW-UP ATTIVO: devono esistere le condizioni per cui i soggetti positivi al test di screening seguano le indicazioni del protocollo diagnostico e i soggetti risultati affetti dalla malattia seguano, in accordo con i propri medici curanti, le indicazioni del protocollo e del follow-up. RISORSE: devono essere disponibili sufficienti risorse in termini di personale e di strutture sia per l’attuazione del programma che per gli approfondimenti diagnostici dei soggetti positivi e per il trattamento ed il follow-up dei casi diagnosticati. Tale disponibilità deve essere prevista anche per gli anni successivi all’avvio del programma. Il IL costo dei casi identificati dallo screening (inclusi la diagnosi ed il trattamento dei casi diagnosticati) deve essere economicamente valutato in relazione alla spesa sanitaria possibile nel suo complesso Identificare i casi di malattia deve essere un processo continuo e non un progetto una tantum Presupposti per l’attuazione di un programma di screening di popolazione
  • 15.
    Negli SCREENING si passa dal concetto di Medicina clinica Medicina preventiva Cura sintomi NON cura sintomi È evidente la frattura fra esperienza di malattia e malattia biologica
  • 16.
    Si distingue: SCREENINGOPPORTUNISTICO TEST SPONTANEO SCREENING DI POPOLAZIONE INVITO ATTIVO ORGANIZZAZIONE
  • 17.
    Specificità etica delloscreening (Mc Keown, 1968) “ cambia la relazione tra medico e paziente: non è il paziente che ricerca l’assistenza del medico, ma è il medico che ricerca chi ha bisogno della sua assistenza”
  • 18.
    Il medico chesi “lancia” in uno screening ha una responsabilità accresciuta verso i suoi “pazienti”: deve (Cochrane e Holland, 1971) disporre di PROVE CONCLUSIVE che lo screening può alterare il corso naturale della malattia in una proporzione significativa delle persone sottoposte
  • 19.
    Paradigma di GeorgetownNON MALEFICITÀ BENEFICITÀ RISPETTO DELL’AUTONOMIA DECISIONALE DEL PAZIENTE EQUITÀ O GIUSTIZIA ENTITÀ NON INDIPENDENTI
  • 20.
    ETICAMENTE , è da tenere presente il concetto bene illustrato da Geoffrey Rose IL PARADOSSO DELLA PREVENZIONE (primaria o secondaria): Il beneficio dell’intervento è per la COLLETTIVITÀ e non necessariamente per l’individuo. Un soggetto prevenuto può ammalarsi e morire lo stesso, laddove un soggetto non prevenuto può non ammalarsi. La rilevanza etica di questa constatazione è importante, perché mette a fuoco IL CONTRASTO CHE PUÒ AVVENIRE TRA DIRITTI INDIVIDUALI E INTERESSI DELLA SOCIETÀ.
  • 21.
    La bilancia travantaggi e svantaggi dello screening ha un equilibrio delicato
  • 22.
    La bilancia travantaggi e svantaggi dello screening ha un equilibrio delicato Migliore prognosi Trattamenti conservativi Rassicurazione casi negativi Riduzione dei costi per la terapia delle forme avanzate Prolungata coscienza di malattia Sovradiagnosi e sovratrattamento Falsa rassicurazione nei casi “falsi negativi ” Induzione di ansia nei casi “falsi positivi” Interventi non necessari nei casi falsi positivi Fastidio e dolore per l’esame mammografico Possibile rischio da radiazioni Costi del programma di screening
  • 23.
    VERI POSITIVI RIDUZIONEDELLA MORTALITÀ cioè aumento delle guarigioni RIDUZIONE STADI AVANZATI Interventi meno invalidanti Migliore qualità di vita
  • 24.
    VERI POSITIVI Piùlunga consapevolezza della malattia in coloro che non guariscono Sovradiagnosi e sovratrattamento
  • 25.
    Angoscia in attesadella diagnosi Danni fisici da esami invasivi Rischio di stigma “anormale” Adesione ai successivi screening? FALSI POSITIVI
  • 26.
    Falsa rassicurazione Possibileritardo diagnostico Problemi medico-legali FALSI NEGATIVI
  • 27.
    VERI NEGATIVI Rassicurazionetemporanea definitiva
  • 28.
    Evidenze scientifiche Trala metà degli anni ’60 e gli anni ‘90 sono stati condotti ben 8 studi randomizzati, con oltre 650.000 donne arruolate. Questi studi sono caratterizzati da molte differenze relativamente al test di screening offerto : (mammografia in 1 o 2 proiezioni, singola o doppia lettura, qualità del test, associazione dell’esame clinico), le fasce di età coinvolte e la frequenza dell’intervallo di screening.
  • 29.
    Screening mammografico Evidenze da studi randomizzati con end-point la mortalità per carcinoma mammario Ciatto-2001
  • 30.
    “ Swedish meta-analysisof five screening trials….showed that screening lowered mortality from breast cancer by 29% in women aged 50-69 years” P. C. G ǿtzsche, O. Olsen: The Lancet, January 2000
  • 31.
    Swedish meta-analysis “…three important sources of bias: suboptimal randomization methods lack of masking in outcome assessment exclusion after randomization “… the observed decrease in number of deaths from breast cancer was 0.8% (not significant), whereas the expected decrease was 11%...” P. C. G ǿtzsche, O. Olsen: The Lancet, January 2000 “… we conclude that screening for breast cancer with mammography is unjustified....”
  • 32.
    Evidenze scientifiche Aseguito della metanalisi che metteva in discussione l’efficacia dello screening (Goetsche ed Olsen), l’Agenzia Internazionale contro il Cancro (IARC) di Lione ha rivalutato le evidenze disponibili sulla efficacia dello screening mammografico e, in conclusione, ha stimato che la partecipazione allo screening organizzato su invito attivo, secondo quanto indicato dalle linee guida internazionali (50-69 anni con mammografia biennale) riduce la probabilità di morire per cancro della mammella del 35%. Gotzsche PC, Olsen O. Is screening for breast cancer with mammografy justifiable? Lancet 2000;355:129-33 IARC Handbooks of Cancer Prevention. Volume 7: Breast Cancer Screening. IARC Press. 2002 Lyon
  • 33.
    Raggiungere conclusioni affidabiliè un processo lungo, costoso e non privo di controversie screening
  • 34.
    PRESUPPOSTI DI BASEPER UNO SCREENING ORGANIZZAZIONE ATTIVA CENTRALIZAZZIONE CONTROLLO COSTANTE DELLA QUALITA’ (QUALITY ASSURANCE) FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE COMUNICAZIONE ADEGUATA MULTIDISCIPLINARIETA’
  • 35.
    Lo screening mammograficoin Italia: l’organizzazione
  • 36.
    Obiettivo dello screening:diminuire la mortalità e/o l’incidenza di una neoplasia identificandola con un test in fase asintomatica e attivando percorsi diagnostico-terapeutici capaci di modificarne la storia naturale.
  • 37.
    Raggiungere con l’invitoallo screening tutta la popolazione. EQUITA’ Gli obiettivi
  • 38.
    Fasi dello screeningselezione popolazione inviti (appuntamento) esame primo livello (esecuzione test, refertazione) Verifica di qualità esame secondo livello trattamento e follow-up
  • 39.
    Programmi organizzati discreening Invito attivo Protocollo di gestione delle positive “ fail safe system”, monitoraggio e controllo di qualità di tutte le fasi
  • 40.
    I PROGRAMMI DISCREENING IN ITALIA ► Invito attivo della popolazione bersaglio ( donne tra i 50 e i 69 anni ) tramite lettera personalizzata (firmata in molti casi dal medico di famiglia della donna) ► Periodismo del test : ogni 2 anni ► I livello : mammografia a doppia proiezione ► II livello: Le donne con un test sospetto vengono richiamate ad effettuare una sessione di approfondimento durante la quale si effettuano test aggiuntivi ( mammografia in altre proiezioni, ecografia, agobiopsia , ecc…) a seconda del dubbio evidenziato con l’esame precedente.
  • 41.
    invito firmato dalmedico di famiglia appuntamento prefissato modificabile contattando gli appositi numeri verdi Risposte all’utenza e informazione al medico esame gratuito (primo e secondo livello) non e’ necessaria l’impegnativa del medico L’invito al programma di screening Prevenzione Serena
  • 42.
    ACCORDO REGIONALE FIRMADELLA LETTERA DI INVITO CORREZIONE DELLA LISTA ASSISTITE eventuali esclusioni dagli elenchi delle invitabili COUNSELLING ALLE DONNE mirato per: donne non aderenti le donne sottoposte ad approfondimenti e/o terapie le donne in follow-up SEGNALAZIONI DI CANCRI INTERVALLO CONTRIBUTO AL CONTROLLO DI QUALITA’ DEL PROGRAMMA segnalazione di problemi al centro di coordinamento MEDICO DI MEDICINA GENERALE E SCREENING
  • 43.
    AD OGNI ROUNDDI SCREENING IL MEDICO RICEVE LA LISTA DELLE ASSISTITE INSERITE NEL PROGRAMMA (UNA VOLTA ALL’ANNO); NESSUNA ESCLUSIONE E’ PERMANENTE A MENO DI UNA RICHIESTA ESPLICITA DELLA DONNA
  • 44.
    Screening mammografico Motividi esclusione delle donne dall’esecuzione del test: 1. assistita in terapia o in follow up clinico (ad intervallo ravvicinati) per carcinoma della mammella 2. assistita che ha avuto una mastectomia bilaterale 3. assistita malata in fase terminale (per tutte le patologie) 4. assistita con gravi problemi psichiatrici, tali da non ritenere opportuno questo invito 5. casi particolari che il MMG preferisce non invitare personalmente 6. deceduta
  • 45.
    Modalità organizzative diun programma di screening mammografico ► Si raccomanda l’impiego della doppia lettura dell’esame mammografico, con eventuale discussione tra i radiologi o il giudizio da parte di un terzo radiologo nei casi discordanti. ► I radiologi che operano nel programma di screening devono: - essere dedicati all’attività senologica per almeno il 50% del loro tempo - leggere almeno 5000 esami di screening ogni anno - partecipare a riunioni periodiche multidisciplinari su casi clinici, insieme alle altre figure professionali coinvolte (patologi, chirurghi, oncologi, radioterapisti, personale tecnico e infermieristico) - partecipare alla revisione periodica della propria attività. ► Per ogni programma di screening va individuata un’unità di riabilitazione, dotata di un servizio di counselling psicologico. Ogni programma dovrebbe avere una o più unità chirurgiche di riferimento (almeno 100 casi di tumore mammario trattati ogni anno) a cui indirizzare i casi selezionati.
  • 46.
    Le Regioni ,devono::pianificare l’attivazione di programmi di screening di alta qualità sul territorio regionale valutare i programmi di screening sulla base delle informazioni epidemiologiche rilevate attuare programmi di formazione degli operatori, secondo i criteri stabiliti in sede nazionale e regionale fare controlli di qualità per le procedure a cui devono attenersi i programmi di screening definire le modalità di controllo (assicurazione di qualità) consultare i rappresentanti dei cittadini. Le Asl devono: promuovere i programmi di screening assicurare le risorse necessarie per la loro attuazione assicurare il coinvolgimento dei medici di medicina generale assicurare l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione assicurare la gestione e la valutazione dei programmi programmare l’attività formativa degli operatori.
  • 47.
    Fa parte delSistema Informativo Sanitario e comprende: un aspetto gestionale ed organizzativo, dedicato al linkage con l’anagrafe , all’invio delle lettere di invito, di sollecito, di esito, all’accettazione nei centri di screening, alla saturazione delle agende dei centri stessi; un aspetto valutativo per le analisi sull’attività, la qualità e la rendicontazione degli screening, DATA WAREHOUSE: un “magazzino di dati che fotografa” periodicamente l’archivio gestionale ed elabora le informazioni sulla base della richiesta dell’utente e le restituisce in forma di tabella; un aspetto accessorio di valorizzazione economica dell’attività svolta, ai fini della compensazione in regime di mobilità sanitaria. Il sistema informativo
  • 48.
  • 49.
    La formazione rappresentaun elemento strategico per la diffusione degli screening in Italia. Le Raccomandazioni sugli screening oncologici , pubblicate nel 2006, sottolineano che la formazione: deve riguardare tutti gli aspetti della qualità, inclusa la comunicazione deve coinvolgere tutte le categorie professionali deve privilegiare modalità didattiche di tipo “esperienziale” deve prevedere percorsi formativi per i Medici di medicina generale deve prevedere indicatori di efficacia. Formazione e screening
  • 50.
    Nel nostro Paesei programmi di screening prevedono che la formazione sia effettuata dalle Regioni, tuttavia l’Osservatorio Nazionale Screening svolge un ruolo importante in due settori: ☺ l’organizzazione di convegni congiunti degli screening citologico, mammografico e colorettale e i seminari sulla comunicazione ☺ la promozione degli interventi formativi in collaborazione con Regioni, società scientifiche e altri soggetti. Per lo svolgimento di queste attività, nel 2007, è stato costituito un comitato di coordinamento che ha individuato alcune linee di sviluppo: segnalare ogni anno i corsi regionali accessibili anche a operatori extra-regionali promuovere l’allestimento di stage pratici presso centri di eccellenza organizzare o patrocinare corsi nazionali su tematiche di particolare interesse supportare le diverse Regioni per la creazione di moduli formativi tipo.
  • 51.
    Esempi dei corsifatti dal programma di screening regionale piemontese Corsi teorici e pratici per tecnici sanitari di radiologia medica e radiologi Corsi di aggiornamento SQTM Corsi sulla mammografia digitale Workshop annuali di presentazione dei dati dell’attività di screening regionale Corsi di aggiornamento/formazione sulla comunicazione nello screening, sia al primo che al secondo livello dedicati a tutto il personale coinvolto nel programma
  • 52.
  • 53.
    In alcuni programmisi sta allargando la fascia di invito, includendo sia le donne al di sotto dei 50 anni (tra 45 e 49, come in Piemonte ed in Emilia Romagna), sia quelle sopra dei 69 (generalmente fino a 74 anni).
  • 54.
  • 55.
    Raccomandazioni condivise: Prioritariala copertura nazionale, il consolidamento e la promozione e verifica continua della qualità del programma fra i 50 ed i 69 anni (come da documenti e normative citate) 2) Iniziative attive per governare, monitorare e controllare attivamente la domanda spontanea delle donne di età diverse garantendo accesso agevolato, ottimizzazione ed integrazione dei percorsi diagnostico-terapeutici. 3) Si ritiene che i programmi di screening si debbano fare attivamente carico della richiesta spontanea in queste fasce di età al fine di monitorare, ottimizzare e qualificare i percorsi diagnostico-terapeutici
  • 56.
    4) Lavorare sull’appropriatezzamediante l’elaborazione di protocolli diagnostico-terapeutici ed organizzativi (percorso integrato) condivisi con i MMG per il governo della domanda 5) L’estensione del programma di screening alle donne sotto i 50 anni potrà essere preso in considerazione nelle Regioni che abbiano già regolarmente consolidato l’intervento fra i 50 ed i 69 anni e dove sia verificata la presenza di risorse sufficienti (costi stimati 2-3 volte superiori) 6) Lavorare molto sulla comunicazione, corretta e dettagliata informazione alle donne sui rischi e benefici per partecipazione consapevole con il coinvolgimento dei MMG 7) proporre intervallo annuale con doppia proiezione e doppia lettura
  • 57.
    8) Accurato monitoraggiodella performance diagnostica e terapeutica con indicatori e standard adeguati 9) Partecipazione a studi multicentrici collaborativi finalizzati
  • 58.
    USPSTF Recommendation Screeningfor Breast Cancer 2009 The USPSTF recommends against routine screening mammography in women aged 40-49 years. “C” recommendation The decision to start regular biennial screening mammography before the age of 50 should be an individual one and take patient context into account….
  • 59.
    USPSTF Recommendation Screeningfor Breast Cancer 2009 The USPSTF recommends biennial mammography for women aged 50-74 years. “B” recommendation The evidence is insufficient to assess the benefits and harms of mammography in women 75 and older. “I” recommendation “ D” recommendation for BSE “ I” recommendation for CBE
  • 60.
    VALUTAZIONE della QUALITA’(QUALITY ASSURANCE) EFFICACIA EFFICIENZA EQUITA’ SODDISFAZIONE UTENZA
  • 61.
    L’impatto dello screeningmammografico L’efficacia di un programma di screening dipende da alcuni parametri che devono essere considerati in fase di pianificazione e monitorati in itinere.
  • 62.
    Perché Valutare ?Per verificare se (e quanto) il risultato è stato raggiunto, rispetto all’atteso (indicatori di risultato) Per individuare punti critici nel processo organizzativo (e porvi rimedio).
  • 63.
    Indicatori nello screeningmammografico (1) Indicatori di processo tasso di partecipazione tasso di richiami tasso di identificazione tempi di attesa specificità (capacità di individuare i veri negativi tra i “sani”)) valore predittivo positivo Indicatori precoci di esito tasso biopsie benigne rapporto B/M tumori invasivi <= 10mm stadio alla diagnosi accertamento Ca intervallo sensibilità (capacità di individuare i veri positivi tra i “malati”)
  • 64.
    Indicatori tardivi mortalitàIndicatori di impatto del programma morti prevenute anni/vita guadagnati qualità della vita effetti collaterali costo efficacia Indicatori nello screening mammografico (2)
  • 65.
    Le linee guidaInternazionali...
  • 66.
    ... ENazionali...
  • 67.
    I report annualidell’ONS www.osservatorionazionalescreening.it
  • 68.
    Giordano L, GiorgiD, Frigerio A, Bravetti P, Paci E, Petrella M, Ponti A, de' Bianchi PS; Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico. Indicatori e standard per la valutazione di processo dei programmi di screening del cancro della mammella . Manuale operativo Epidemiol Prev. 2006 Mar-Apr;30(2 Suppl 1):5-9, 11-47. ( 442 Kb)
  • 69.
    GISMA ONS Surveyannuale Ministero della salute italiano Monitoraggio e sistema di accreditamento
  • 70.
  • 71.
    Livello: 0-2 = inviti, adesione, richiami 3 = livello 2 + casi 4 = livello 3 + TNM (parziale) 5 = complete * Fornito dato regionale (nel 2008 erano 4 programmi) Livello 5 = 48.4% Livello 4 = 32.8% 122 59 40 10 13 Totale 4   1   3 Sardegna 3 1 1 1 Sicilia 6   2 1 3 Calabria 1   1     Basilicata 1     1   Puglia 3     2 1 Campania 1 1       Molise 1 1       Abruzzo 12 2 6 2 2 Lazio 13 2 6 3 2 Marche 1 1     Umbria * 12 9 3     Toscana 11 9 2     Emilia Romagna 1 1       Friuli V. Giulia 21 14 7     Veneto 1       1 Alto Adige 1 1       Trentino 15 8 7     Lombardia 4 2 2     Liguria 9 7 2     Piemonte 1 1     Valle d'Aosta Totale Programmi Completi Come 3 + TNM (parziale) Come 2 + casi Invitate, adesione, richiami     5 4 3 0 - 2 Regione Livello completezza delle informazioni Anno 2009
  • 72.
    Livello di completezzadelle informazioni – 2005-2009 Livello: 0-3 = inviti, adesione, richiami, num. casi B e M 4 = livello 3 + TNM (parziale) 5 = complete (> 90% dei casi) Num. programmi
  • 73.
    Estensione scr mammografico– attività 2009 Est. teorica Italia 93,8% Est. corretta Italia 69,5%   > 94%   75 - 94%   50 - 74%   < 50%
  • 74.
    Estensione (%) deiprogrammi di screening mammografico per Area. Periodo 2003-2009 ITALIA NORD CENTRO SUD
  • 75.
    Adesione grezza 2009Italia 55,3%   70% e +   50-69%   25-49%
  • 76.
    Anno 2009 –adesione grezza e corretta (%) per regione 10° percentile: 39,1% e 43,0% 90° percentile: 74,4% e 79,3%
  • 77.
    Adesione grezza persingolo programma: attività anno 2008
  • 78.
    Nord Centro Sude Isole Esaminate 2009 Invitate 2009
  • 79.
    RR (%), DRtotale stand. (x 1000), DR tumori ≤ 10 mm (x 1000) – Esami successivi - 2009 4,6 4,4 1.51
  • 80.
    RR (%), DRtotale stand. (x 1000), DR tumori ≤ 10 mm (x 1000) – Primi esami - 2009 8,0 6.2 1.35
  • 81.
    Tumori duttali insitu (%) Primi esami e successivi - 2009 %
  • 82.
    Rapporto B/M –Primi esami e successivi – 2009
  • 83.
  • 84.
    Adesione agli approfondimenti(%) per tipo di esame – 2009 Adesione agli approfondimenti primi esami 95,5% esami successivi 97,4% 88,8% 95.1%
  • 85.
  • 86.
  • 87.
  • 88.
  • 89.

Editor's Notes

  • #31 In un articolo comparso sul Lancet nel gennaio del 2000 una review effettuata su 5 trials clinici svedesi conferma la validità dello screening mammografico per le donne nella fascia d’età 50-69
  • #32 I risultati di uno studio epidemiologico del 1999 non hanno trovato una evidenza della riduzione di mortalità in Svezia dove lo screening è raccomandato dal 1985. Essi anno osservato una riduzione delle morti per tumore della mammella non significativa rispetto a quella attesa che era dell’11% Gli autori hanno fatto una rewiev sulla qualità metodologica dei trials e della meta-analisi svedese ed hanno effettuato una meta-analisi loro stessi individuando tre importati fonti di errore (bias)…………..
  • #34 Pertanto dopo tali evidenze scientifiche possiamo ragionevolmente affermare che
  • #35 Pertanto dopo tali evidenze scientifiche possiamo ragionevolmente affermare che
  • #66 … a livello internazionale (qui sono riportate le linee guida europee per la quality assurance nello screening citologico e mammografico e le linee guida dell’European Society of Mastology)…
  • #67 …e a livello nazionale, dove peraltro si può notare che nel corso del 2001 è stato pubblicato un accordo tra il Ministero della Sanità e le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano sulle linee guida in oncologia, contenenti specifici riferimenti agli screening.
  • #68 …e a livello nazionale, dove peraltro si può notare che nel corso del 2001 è stato pubblicato un accordo tra il Ministero della Sanità e le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano sulle linee guida in oncologia, contenenti specifici riferimenti agli screening.
  • #72 Scorso anno erano 135, contro 125 (se si considera l’Umbria con I 4 programmi vecchi) di questo anno Liguria erano 5 (Savona non è in grado di recuperare I dati). Lazio erano 10, ora completo, ma 2 usl non in grado di compilare la seconda parte. Campania erano 12, Calabria erano 9. Sicilia erano 2. Umbria ha fornito un dato regionale invece delle 4 ASL, è peggiorata la qualità perchè ha fornito I dati solo totali (non x età) e la casistica È relativa a 3 delle 4 asl.
  • #74 La discrepanza tra estensione teorica ed effettiva è presente in tutte le regioni (anche se non sempre dal colore si vede), maè maggiore nelle aree del Sud
  • #75 La differenza di estensione permane nel tempo e si accresce nelle regioni del Sud la differenza tra quella teorica (donne residenti in zone Dove sono attivi programmi di screening) e quella effettiva o corretta (donne realmente invitate a fare la mammografia)
  • #76 La maggior parte delle regioni con adesione inferiore al valore accettabile (50%) sta al Sud
  • #77 La liguria ha un livello così alto perchè una delle 4 ASL non ha fornito I dati in modo corretto: in pratica la somma tra rispondenti, escluse e inesitate fa il 100% delle invitate, ma non è possibile recuperare I dati. Quindi adesione g e cor è sovrastimata Estensione è 82.8% corretta e 64.7% grezza. Nel 2008 87,3 e 69.2
  • #79 A sinistra percentuale di donne realmente invitate (in rosso) per Area rispetto alla pop bersaglio ISTAT A destra la percentuale di donne esaminate (in giallo) per Area rispetto al bersaglio ISTAT
  • #80 Molise ha 4570 donne esaminate e 112 exeresi con 53 cancri diagnosticati, da considerare che ci sono 23 rifiuti di intervento.DR è standardizzato. I dati della Campania da prendere con le molle, sono solo 3 programmi, di cui per uno non è possibile avere il RR (Caserta1 che mette tutte richiamate), e gli altri due che hanno 937 esaminate e rr 12.7% e 278 esaminate e 23.7% richiami. Persistono programmi non in grado di fornire I dati separati fra primi e ripetuti, e programmi che non danno il dato per fasce di età RR del 2008 4.4%
  • #81 RR del 2008 7.6%. Quota 50-54enni 51.3%
  • #85 Adesione agli approfondimenti: in genere non è un problema molto forte per lo screening mammografico, Però nelle regioni del sud è più evidente (problema di non adesione oppure di non registrazione del dato ?)