La Preistoria

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La Preistoria

  1. 1. Studiando a scuola la preistoria, siamo rimaste particolarmente affascinate dalle grotte di Altamira, spagna, e le grotte di Lascoux, in francia, ed è per questo motivo che abbiamo deciso di realizzare questo lavoro multimediale. Non ci soffermeremo su cose che gia sappiamo, bensì cercheremo di esprimere e trasmettere le nostre esperienze estetiche. È impossibile parlare dell’arte in sé, però possiamo sicuramente cercare di comunicare che cosa essa ci provoca interiormente. Perché è sicuramente più vera, perché è sicuramente piùconnessa con le emozioni, perché è sacrosanta nel momento in cui ci succede qualcosa di importante e profondo.
  2. 2. • Ma come tutte le cose, esite un motivo per cui siamo rimaste affascinate da queste forme d’arte presenti nelle grotte, e cercheremo di spiegarvelo. • immaginando gli uomini e le donne preistorici vediamo questi esseri rozzi, incapaci di avere un senso estetico, figuriamoci se potevano creare delle opere d’arte di alto livello... queste cose le sanno tutti. Anche noi le abbiamo sempre sapute fin da bambini. Ma le nostre idee sono cambiate quando ci siamo trovate davanti un’immagine, piùo meno, come questa:
  3. 3. ...una delle cose più belle che avessimo mai visto...
  4. 4. Le veneriTra i soggetti delle statuette del paleolitico assumono interesse pparticolare lee immagini femminili, le veneri, note anche come Veneri steatopigie. Esse appartengono a un repertorio datato fra il 30.00 e il 15.000 a.. Caratteristica comune è l’esagerata accentuazione delle forme anatomiche, in particolare dei seni, del ventre e delle natiche, mentre il capo, il cui volte è assente o appena accennato, compare talvolta sotto una folta capigliatura, come nella venere di Willendorf. Le ipotesi relative al significato, una delle più accreditate e ricorrenti vede nelle veneri un simboli propiziatori di fecondità e maternità. Non dimentichiamo che interesse primario dell’uomo primitivo era quello di favorire la conservazione della specie. Queste statuette non tentavano di ricreare forme aderenti al vero, bensì deformavano simbolicamente la realtà con lo scopo di attribuire alle statuette un significto magico-propiziatorio.
  5. 5. Avdejevo (B), Ucraina (URSS) - Gravettiano h. = cm. 16 avorio di mammuth Willendorf (A) - circa 23.000 ac. Aurignaciano Museo di Storia Naturale di Vienna h. 11cm in roccia calcarea ricoperta d'ocra ross
  6. 6. Venere di Dolnì-Vestonice 1 Cecoslovacchia, Moravia - Gravettiano Argilla bruciata. Venere di Lespugue Francia, Haute-Garonne - Gravettiano h.= cm. 14,7 Musée de l'Homme, Paris
  7. 7. Laussel; Aquitania. Francia 43 cm Incisione su pietra calcarea Venere dei Balzi Rossi (I) Ventimiglia. cm. 4,7 - Gravettiano Caratteristica la posizione della testa a portamento da insetto e inclinata in avanti.
  8. 8. Costruzioni megalitiche Le costruzioni megalitiche sono imponenti strutture realizzate mediante imponenti blocchi di pietra di grandi dimensioni, che risalgono introno al V millennio a.C. I monumenti più diffusi e significativi delle costruzioni megalitiche sono i dolmen e i menhir. Il dolmen (dal bretone tol, tavola e men, pietra), opera con probabile funzione sepolcrale, è una struttra semplice basata sul principio del trilite, costituisto da un lastrone di pietra poggiante su due o più monoliti infissi verticalmente nel terreno. La ristrettezza dello spazio coperto esclude l'uso del dolmen come abitazione, probabilmente era la tomba di un uomo valoroso. Ancora più elementare è il menhir (dal bretone men, pietra, e hir, lungo), ha un froma approssimativa di parallelepipedo infissa nel suolo. costituivano probabilmente dei monumenti funebri e rappresentano il bisogno umano di lasciare nel tempo un segno della propria esistenza. Da questi elementi basilari derivano altre cosruzioni più complesse, come gli allineamenti di menhir, che sono costituiti appunto da piì menhir allineati; I Cromlech. dal bretone/gallese crom significa curvata e llech significa pietra piatta che sono costituiti di pietre di grandezza variabile conficcate nel terreno a forma circolare, disposti in cerchi concentrici. Uno degli esempi più famosi si trova a Stonehenge, in Inghilterra. Probabilmente usata per osservare le diverse posizioni del sole durante l'anno, questa costruzione consentiva di stabilire l'alternarsi delle stagioni. All'interno si celebravano riti propiziatori per il buon esito dei raccolti. Nel dolmen e nel cromlech viene utilizzato per la prima volta il sistema costruttivo trilitico (dal greco treis = tre e litos = pietra): due grandi pietre verticali ne sostengono una orizzontale.; E il portal dolmen invece, è formato da quattro o più blocchi che sorreggono una lastra di copertura. La grandiosità è data dalle dimensioni degli elementi che lo compongono.
  9. 9. Cromlech di Stonehenge, Inghilterra Dolmen di Pentre Ifan, Dyfed, Galles Monumento di Callanish, isola Lewis, Scozia
  10. 10. I nuraghi • I nuraghi sono delle torri in pietra di forma tronco conica risalenti al II millennio a.C. ed ampiamente diffusi in tutto il territorio della Sardegna. Furono il centro della vita sociale degli antichi sardi e diedero il nome alla loro civiltà, la civiltà nuragica, una delle più misteriose e meno conosciute del Mediterraneo. • Unici nel loro genere, costituiscono i monumenti megalitici più grandi e meglio conservati che si possano trovare oggi in Europa e sono unanimemente considerati come il simbolo più noto della Sardegna. • Circa la loro funzione archeologi e storici sono più o meno concordi nel ritenere che i nuraghi fossero degli edifici a carattere civile-militare, destinati in particolare al controllo e alla difesa del territorio e delle risorse in esso presenti, ma molti dubbi non sono stati ancora chiariti infatti nuovi archeologi e studiosi hanno trovato reperti e testimonianze comparati che fanno pensare al nuraghe come edificio costruito unicamente per il culto religioso e dei morti. Le torri sono alte spesso fino a 20 metri • La particolare forma è dovuta alla tecnica di costruzione che prevedeva solide fondamenta con grossi blocchi di pietra squadrati e sovraposti a secco, in maniera circolare, senza utilizzo di leganti. • Alcuni nuraghi sorgono isolati, altri sono invece circondati o collegati tra di loro da un sistema di muri di cinta che racchiudono i resti di capanne, tanto da assumere l'aspetto di un villaggio vero e proprio. • Infatti le popolazioni nuragiche, oltre che negli stessi nuraghi, risiedevano in questi villaggi addossati al castello
  11. 11. Il complesso di Su Nuraxi a Barumini Il Nuraghe Losa di Abbasanta Nuraghe Arrubiu, interno Silanus, Nuraghe Corbos
  12. 12. Sezione del nuraghe Santu Antine. Nuraghe Losa - Ingresso Nuraghe Orolio.
  13. 13. LASCAUX
  14. 14. GROTTE DI LASCAUX Collocazione: Dordogna (Francia centr -occidentale) Scoperta nel 1940 Iconografia:Sulle pareti e sul soffitto sono rappresentati centinaia di animali Tecnica: pittura parietale preistorica Data di esecuzione:15.000,20.000 a.C. importanza artistica: grande abilità nel rendere la descrizione naturalistica degli animali raffigurati
  15. 15. Le grotte di lascaux L’arte rupestre è vista come l’intenzione dell’uomo di lasciare un segno. Scendere nelle grotte della Dordogna - in senso fisico ed intellettuale - ci permette di osservare in uno specchio di roccia vecchio di 20.000 anni i lineamenti dei nostri antenati. L’esplorazione delle grotte inizia verso il 1863. Nelle scene di caccia ai mammut rappresentate nella grotta L’animale dipinto non rappresenta più se stesso, ma concetti come il futuro, il coraggio, la morte, ecc. Le pitture rupestri quindi non furono mai un fenomeno di “arte per l’arte”, sempre espressero invece determinati atteggiamenti dello spirito.
  16. 16. Le origini della civiltà dei cacciatori e quindi le origini delle grotte risalgono alla fine dell’età glaciale,circa 50 mila anni fa. La caccia occupa tutta l’esistenza delcacciatore, la sua economia, la sua strutturasociale e la vita spirituale. La natura delle rocce delle pitture rupestri è prevalentemente calcarea. Spesso l’acqua di infiltrazione scorre lungo le pareti della grotta creando drappeggiature e infiorescenze e anche una sottile pellicola calcarea che viene considerata come una delle principali prove di autenticità e antichità delle opere. A Lascaux, per esempio, le pareti sono coperte da uno strato sottile e chiaro di concrezioni su cui le immagini sono state dipinte. Inoltre le pareti delle grotte sono sottoposte a processi biologici come i licheni (su roccia asciutta) oppure muschi e alghe su superfici umide; inoltre agenti chimici avvengono in continuazione rendendo più scuri i colori.
  17. 17. Quella della datazione è una delle questioni più discusse, infatti molti sono stati i dubbi e le perplessità che addussero diversi esperti a dubitare dell’autenticità e dell’età. A favore sono certamente le concrezioni sulla superficie delle opere, ma un aiuto è fornito anche dalla rappresentazione degli animali raffigurati per la maggior parte oggi estinti. Mammut – renne – alci –buoi muschiati – bisonti,testimoniano l’età dell’arte che li raffigura: cioè l’ultimo periodo dell’età glaciale.
  18. 18. l’uomo in queste grotte padroneggiava l’arte del fuoco, sapeva quindi con facilità accendere la fiamma ed usava torce che non affumicassero o danneggiassero i dipinti. Per quanto riguarda strumenti e materiali, le pitture venivano eseguite normalmente con paste colorate diluite. Il materiale più usato era l’ocra che forniva il giallo, il rosso; inoltre ossidi di manganese e carbone di legna. Il bianco non era utilizzato, neppure il verde o l’azzurro. Il viola è probabilmente dovuto all’ossidazione nel tempo. In genere i colori venivano polverizzati con pestelli e mescolati con sostanze oleose o grasse. Sicuramente usati come leganti sangue e albume. Questa sostanza veniva quindi spalmata sulla parete con le dita oppure con delle piume. Altra tecnica utilizzava vesciche di animali come tamponatura del colore sulle pareti porose. Infine altra tecnica consisteva nello spruzzare direttamente con la bocca il colore.
  19. 19. Probabilmente l’impulso più forte alla creazione artistica proveniva dalla caccia. Quotidianamente l’uomo incontrava le orme della selvaggina sul suolo; queste potevano essere riprodotte e imitate. Ciò spinse l’uomo a riprodurre la propria mano, ed in seguito, tracciare linee con le dita sporche. Dall’inizio casuale, questo atto diverrà poi intenzionale, sorgerà così un intrico di linee meandriformi da cui, a poco a poco, nascerà il contorno degli animali. Quasi sicuramente furono le popolazioni dell’Asia Minore che si spostarono in Europa durante il periodo interglaciale a portare con sé le doti che rappresentano la premessa per una creazione artistica..
  20. 20. La grotta di Lascaux fu scoperta tardi, nel settembre 1940.Quattro ragazzini di Montignac, inseguendo il loro cane smarrito nelbosco, trovarono l’ingresso della grotta. Penetrati all’interno per recuperare il cane, fu proprio grazie alla loro bassa statura che riuscirono facilmente a notare i dipinti. Aperta al pubblico attorno al 1950 fu subito battezzata giustamente la cappella Sistina della Preistoria. Nei primi anni ’60 ci si accorse che il calore e l’umidità portati dai visitatori avevano causato la comparsa di muffe e il deterioramento dei colori. La grotta si trova in un massiccio calcareo; subito dopo l’ingresso si trova la sala delle pitture che misura 30 metri di lunghezza. Le pareti sono ricoperte fino al soffitto di immagini. Al termine della sala si apre una galleria che si perde nella montagna. Ritornati alla sala centrale sulla destra si nota un’altra galleria che conduce ad una parte della grotta più elevata e tutta affrescata; più addentro si arriva all’abside, un allargamento a forma di sala.
  21. 21. • Da qui si giunge in un’altra sala dove è rappresentata una rarissima rappresentazione scenica dell’età glaciale: un bisonte gravemente ferito, col fianco lacerato da un colpo di lancia, ha abbassato le corna come per l’attacco; dinnanzi a lui giace una figura umana tracciata ommariamente come sempre. Citiamo alcune fra le pitture più belle della sala principale e della successiva. La prima è denominata sala dei “buoi primigeni”. Tre giganteschi buoi e parti di un quarto animale raggiungono i 5 metri e sono da considerarsi unici. I contorni sono dipinti in nero, la superficie interna è colorata di nero oppure con macchie nere. Interessante: le corna e gli zoccoli seguono la prospettiva tordue caratteristica dell’arte perigordiana. I tori si sovrappongono a buoi selvatici più antichi dipinti di rosso.
  22. 22. Grotte di Altamira Collocazione:Spagna settentrionale Scoperta nel 1879 Datazione:posteriore a quella di Lascaux alla fine del paleolitico Tecnica :pittura parietale Importanza artistica: naturalismo nel cogliere il movimento nelle caccia
  23. 23. • Le Grotte di Altamira sono delle caverne spagnole famose per le pitture rupestri del Paleolitico superiore raffiguranti mammiferi selvatici e mani umane. • Queste grotte sono state incluse tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1985.
  24. 24. • La grotta è lunga 270 metri, e consiste di una b serie di passaggi intrecciati e di camere. Il m cunicolo principale ha un'altezza variabile dai m due ai sei metri. La caverna si è formata m m grazie al crollo di precedenti fenomeni m m carsici nella roccia calcarea dei monti m m Vispieres. m Il sito si trova in un punto strategico per m m poter sfruttare la ricca fauna che abitava le m vallate delle montagne circostanti, fornendo n quindi cibo. Circa 13.000 anni fa una frana n n bloccò l'entrata della caverna preservandone il contenuto fino alla scoperta avvenuta a causa del crollo di un albero. L'occupazione umana è stata limitata all'entrata della grotta nonostante siano state trovate pitture per tutta la lunghezza del cunicolo. Gli artisti usarono carbone ed ocra o ematite per dipingere, spesso diluendo i colori per produrre totalità e creare così effetti di chiaroscuro. Sfruttarono i contorni naturali dei muri per dare un'impressione di tridimensionalità ai soggetti. Il Soffitto Multicolore è l'opera più appariscente e mostra un branco di bisonti in differenti posizioni, due cavalli, un grande cervo e quello che sembra essere un cinghiale. La datazione di quest'arte si può far risalire al Magdaleniano per quanto riguarda animali e forme astratte. Le immagini del Solutreano raffigurano invece cavalli, capre ed impronte di mani. Numerose altre caverne nel nord della Spagna contengono arte paleolitica, ma nessuna di loro è qualitativamente o quantitativamente paragonabile ad Altamira.
  25. 25. • Negli anni sessanta e settanta le pitture vennero danneggiate dal fiato umido di numerosi visitatori. Altamira venne completamente chiusa al pubblico nel 1971, per poi riaprire parzialmente nel 1982. Da quel momento sono stati accettati pochi visitatori, per vedere le opere è necessaria una lista d'attesa di tre anni. • Molti pittori sono stati influenzati dalle opere delle grotte di Altamira. Dopo una visita Picasso esclamò "dopo Altamira tutto è decadenza".

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