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Baby sitter 2017 malattie 3

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Corso baby sitter 2017 primo intervento pediatrico Malattie.
Patologie frequenti in età pediatrica e sapere cosa fare e cosa non fare.

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Baby sitter 2017 malattie 3

  1. 1. Dott. Alberto Ferrando Prof. a contratto in Pediatria ambulatoriale PEDIATRA Coordinatore Garanti dell’Infanzia UNICEF Pres. Ass. pediatri Extraospedalieri liguri (APEL) -www.apel-pediatri.org -www.ferrandoalberto.blogspot.it -aferrand@fastwebnet.it -3388687583
  2. 2. Macchie sul corpo 1. Sudamina 2. Dermatite seborroica 3. Dermatite atopica 4. Dermatite da pannolino 5. Esantemi da farmaci 6. Fitodermatiti 7. Allergie alimentari 8. Punture di insetto 9. Impetigine 10.Orticaria 11. Pitiriasi rosea di Gibert 12.Malattia di Lyme 13.Malattia di Schonlein – Henoch 14.Malattia di Kawasaki 15.SEGUONO….
  3. 3. Sudamina Nel periodo estivo una delle patologie cutanee più diffuse è la sudamina (o miliaria): eruzione cutanea infiammatoria e pruriginosa: • in alcune zone del corpo compaiono più puntini rossi; • il bimbo tende a grattarsi; • l’area interessata si arrossa diffusamente.
  4. 4. Cosa fare • bagnetto rinfrescante anche più volte al giorno crema idratante; • vestirlo nel modo più leggero possibile (cotone o lino) • se possibile utilizzare un condizionatore o un deumidificatore
  5. 5. La dermatite seborroica colpisce più spesso i bambini, in genere entro i 3 mesi di vita. La dermatite seborroica del lattante, meglio nota come crosta lattea, inizia a manifestarsi con squame di color giallastro che si formano nella zona dei capelli, dietro le orecchie, sulla fronte, sulle sopracciglia, sotto le ascelle e nella zona del pannolino.
  6. 6. DERMATITE ATOPICA: COSA SAPERE • Interessa dal 10 al 30% dei bambini. • lesioni cutanee eczematose ad andamento. cronico-recidivante, pruriginose. • nel lattante a livello del volto con risparmio della zona periorale (intorno alla bocca). • nei bambini più grandi alle pieghe flessorie del corpo (ma anche su altre parti del corpo).
  7. 7. Cosa fare • corretta detersione. • detergenti oleosi, privi di profumazione. • creme emollienti per ridurre la secchezza. • Indossare tessuti delicati come il cotone e lino. • Utilizzare senza timore, ma su indicazione del medico, pomate cortisoniche con effetto antinfiammatorio e, in alcuni casi, antistaminici per bocca per ridurre il prurito.
  8. 8. Cosa non fare • Bagni lunghi che seccano la pelle. • Detergenti a pH troppo basso oppure molto schiumosi, (attaccano il film idrolipidico) Mettere a contatto della pelle del bambino lana o tessuti sintetici perché hanno un effetto irritante. • Cortisonofobia
  9. 9. DERMATITI DA PANNOLINO: COSA SAPERE Frequente e quasi costante la sovrapposizione di infezioni da germi e da funghi (candida albicans). Tra le più frequenti dermatiti riscontriamo: la semplice dermatite irritativa dovuta al contatto con feci e urina; • la dermatite seborroica (crosta lattea); • le infezioni da candida • la psoriasi; • la dermatite da contatto
  10. 10. ESANTEMA DA FARMACI: Cosa sapere - Lesioni maculari e/o papulose, di dimensioni variabili. - Possono essere accompagnate da prurito. - Frequentemente esantemi maculo-papulosi aspetto talora polimorfo. - Alcune eruzioni appaiono più gravi per l'intensità dei sintomi soggettivi (bruciore o prurito), l'estensione delle lesioni cutanee, l'edema associato (spesso al volto) la presenza di scollamenti dell'epidermide o di erosioni, la compromissione delle condizioni generali.
  11. 11. - Compaiono entro 2 settimane dalla somministrazione del farmaco; - Nel caso di una precedente somministrazione, l'esantema può comparire precocemente (entro 2- 3 giorni dall’inizio del trattamento). - Evoluzione in genere favorevole, la durata spesso inferiore o pari ad una settimana. - I farmaci più frequentemente coinvolti sono gli antibiotici (aminopenicilline, cefalosporine, antitubercolari), gli antinfiammatori non steroidei. Altri sono poco usati in età pediatrica quali: sulfamidici, gli antiepilettici, l'allopurinolo, i sali d'oro, i mezzi di contrasto iodati, il captopril.
  12. 12. Cosa fare • La somministrazione di tutti i medicinali sospetti deve essere interrotta. • Se il prurito è intenso, possono giovare antistaminici ed emollienti.
  13. 13. Cosa sapere • la pelle, venuta a contatto con alcune erbe e piante, viene esposta ai raggi solari. • L’interazione tra piante e sole dà luogo a una dermatite. FITODERMATITE
  14. 14. IMPETIGINE: Cosa sapere Infezione della pelle favorita dal caldo. 70% dei casi si presenta in forma “non bollosa”. 30% dei casi in forma bollosa: bolle con liquido sieroso a livello della pelle, associate a eritema e a vescicole che si diffondono sul volto (in primis naso e mento) e su tutte le zone del corpo: le bolle scoppiano ed evolvono in vere e proprie abrasioni e croste gialle simili alle ustioni da sigarette. Altamente contagiosa per gli altri e anche per lo stesso bambino. Pruriginose e il bambino tende a grattarsi peggiorando la situazione preesistente:
  15. 15. Cosa fare • Infezione in uno stadio iniziale e superficiale pomate antibiotiche e/o anche impacchi con antisettici. • Se lesioni diffuse su tutto il corpo e in sedi distanti tra loro, su indicazione del pediatra, è necessario ricorrere alla terapia antibiotica per bocca. • Per il prurito antistaminico per bocca su indicazione del pediatra.
  16. 16. ORTICARIA: Cosa sapere - prurito diffuso - ponfi (lesioni della pelle arrossate, rilevate, di colore rosso vivo, a volte con al centro un macchia bianca) circoscritti, di varie dimensioni (la grandezza può andare da 1 a 2 mm, sino a qualche centimetro. - A volte interessa grandi parti del corpo e viene chiamata “orticaria gigante”. - variabilità delle lesioni cutanee che cambiano di dimensioni e scompaiono da una parte per ricomparire su altre parti del corpo. - A volte possono comparire e scomparire in breve tempo.
  17. 17. In oltre il 90% non si riesce ad identificare la causa CAUSE POSSIBILI: - Alimenti (pesce, uovo, nocciole e noccioline, arance, pesche, latte o altro), - Farmaci - Infezioni virali Altre cause irritanti sono il freddo, lo sforzo fisico, oppure punture d’insetti, contatti con sostanze irritanti. ORTICARIA: Cosa sapere
  18. 18. In caso di orticaria, anche se non causata da allergie alimentari, bisogna fare molta attenzione ai cibi ricchi di istamina: fragole, pomodori, spinaci, formaggi fermentati e stagionati, cacao e cioccolato, pesce conservato, anche congelato, frutti esotici e frutta secca, salumi,. Bisogna fare attenzione anche al latte vaccino, alle uova, alla soia, a pesci e crostacei, a frutta come arancia, pesca e kiwi, oltre che a coloranti e conservanti.
  19. 19. Cosa fare • Se si tratta di manifestazioni isolate, si può curare con antistaminici o, nei casi più gravi, con cortisonici sempre su indicazione medica. • Se la causa è secondaria ad un farmaco o ad un alimento, va assolutamente vietata l’assunzione della sostanza. • Se si tratta di casi più importanti, sarà il medico ad indicare il comportamento migliore da tenere per allontanarla. Cosa non fare Esami di laboratorio (nel 90% dei casi non si riesce a identificare la causa del disturbo che si autolimita in breve periodo).
  20. 20. • Pitiriasi Rosea di Gibert. • Malattia di Lyme. • Malattia di Scholein-Henoch. • Malattia di Kawasaki
  21. 21. PITIRIASI ROSEA DI GIBERT - Malattia della pelle, innocua, autorisolventesi - macchie di colore rosso, con desquamazione, di dimensioni variabili che si sviluppa, gradualmente, solitamente su tutto il corpo. - Scompare in qualche settimana anche se sono descritte forme di durata maggiore. - inizia come un’unica grande macchia chiamata “chiazza madre”. - Prima della comparsa della chiazza madre alcuni soggetti possono avvertire stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza. Tra i più comuni sono cefalea (mal di testa), nausea, mal di gola e perdita di appetito. - Malattia benigna che non richiede né esami né ricovero.
  22. 22. MALATTIA DI LYME - trasmessa da un vettore (zecca). - causata da un battere “Borrelia” (Burgdoferi), - interessa prevalentemente la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. - I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati da animali selvatici. - inizia tipicamente con una macchia rossa (eritema migrante) che si espande lentamente a distanza da 3 a 30 giorni dalla puntura della zecca. Entro qualche settimana (che in qualche caso possono diventare mesi), si possono sviluppare disturbi neurologici precoci caratterizzati da artralgie migranti, mialgie, meningiti, polineuriti, miocardite.
  23. 23. Malattia di Schönlein-Henoch: - Non si conosce la causa. - Si manifesta con un tipico rash o esantema localizzato agli arti inferiori (in particolare glutei, polpacci e le zone periarticolari), ma che può estendersi anche in altre regioni cutanee - Le lesioni cutanee sono associate a prurito e dolore. - Nel 70 % dei casi è presente dolore addominale, nausea, vomito, diarrea o stipsi ad insorgenza acuta. - Nel 50% dei casi si ha un interessamento renale - Frequente dolori articolari fino all’artrite. Richiede esami del sangue e, se presenti alterazioni degli esami della funzionalità renale, ricovero.
  24. 24. MALATTIA DI KAWASAKI - La causa è sconosciuta, - lattanti (sotto ai 12 mesi) e bambini nella prima infanzia. È caratterizzata da : febbre da più di 5 giorni associata a ≥ 4 dei seguenti segni o criteri clinici: - Anomalie alle estremità: arrossamento del palmo delle mani e delle piante dei piedi, edema; - iperemia congiuntivale bilaterale; - esantema polimorfo; - eritema delle labbra e della mucosa orale; - linfoadenopatia cervicale. Richiede sempre ricovero per terapia specialistica.
  25. 25. Malattie esantematiche e infettive 1. Morbillo 2. Scarlattina 3. Rosolia 4. Quarta malattia (scarlattinetta) 5. Quinta malattia o megaloeritema epidemico. 6. Sesta malattia o exanthema subitum (esantema improvviso) 7. Esantemi atipici 8. Varicella 9. Malattia mano bocca piedi (hand foot and mouth disease). 10. Meningite 11. Mononucleosi infettiva 12. Pertosse 13. Parotite (Orecchioni) 14. Influenza
  26. 26. Un tempo le malattie esantematiche erano chiamate con un numero: 1) scarlattina (prima malattia), 2) morbillo (seconda malattia), 3) rosolia (terza malattia), 4) quarta malattia o scarlattinetta (forma lieve di scarlattina), 5) megaloeritema infettivo o quinta malattia, 6) sesta malattia o exanthema subitum o febbre dei tre giorni.
  27. 27. • Tutte le malattie infettive sono contagiose: alcune molto (ad es. varicella e morbillo), altre poco (ad. es. mononucleosi). • Il contatto con una persona affetta da varicella, ad es., nella maggior parte dei contatti suscettibili, determina la malattia in coloro che non hanno fatto la malattia o il vaccino. Non altrettanto avviene per la mononucleosi.
  28. 28. MORBILLO
  29. 29. • Infezione virale molto contagiosa • Inizia con un’infiammazione delle alte vie respiratorie (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) con una febbre di entità variabile che aumenta nell’arco dei giorni. • Spesso la febbre scompare, per poi ricomparire associata a puntini bianchi all’interno della bocca (dette macchie di Koplik) • segue dopo alcuni giorni l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), con una disposizione, nell’arco dei giorni, “cranio caudale” (dall’alto al basso). • Le complicazioni sono relativamente rare, anche se il morbillo è la malattia infettiva che causa il maggior numero di complicazioni.
  30. 30. www.immunize.org/photos/measles-photos.asp
  31. 31. www.immunize.org/photos/measles-photos.asp
  32. 32. Cosa fare - antipiretici e rimedi per la tosse. - Vaccinazione nei contatti suscettibili entro 72 ore dal contagio. - Idratazione abbondante. - Vaccino a bambini dal 13° mese di vita e agli adulti suscettibili. Cosa non fare - Somministrare antibiotico se non su indicazione del medico.
  33. 33. Scarlattina - causata batteri (streptococcus pyogenes) - mal di gola o infezione cutanea - rara sotto i 2-3 anni di vita e dopo i 14 anni - febbre variabile da poche linee a temperature sui 39-40 °C. o recidivare.
  34. 34. SCARLATTINA - Periodo di incubazione: 2-5 giorni - Isolamento per 48 ore dall’inizio di adeguata terapia antibiotica. - Esantema: Collo, radice arti, tronco e volto lasciando libero il naso e la zona circumorale - Lingua con patina biancastra e poi “a fragola”. - Macchie: piccoli elementi rossi, confluenti rilevati. La pelle al tatto appare ruvida (tipo pollo spennato). - Può essere contratta più di una volta
  35. 35. Se non riconosciuta e trattata con antibiotico c’è la possibilità dell’insorgenza del reumatismo articolare acuto o febbre reumatica
  36. 36. Cosa fare • Terapia antibiotica. • Terapia antipiretica. • Idratazione.
  37. 37. Cosa non fare • Tenere il bambino a casa in quarantena come avveniva nell’era pre-antibiotica. • Non dare antibiotico o somministrarlo per un periodo adeguato.
  38. 38. Rosolia - causata da un virus - La malattia è di solito benigna per i bambini. - Durante la gravidanza può causare danni soprattutto se la madre la contrae nel primo trimestre della gravidanza - Le manifestazioni più comuni e gravi della rosolia congenita sono i difetti della vista, la sordità, le malformazioni cardiache e il ritardo mentale.
  39. 39. La signorina Marple si voltò verso di lui. ….....Heather Badcock aveva detto a Marina Gregg, che quando si era alzata dal letto per andare a vedere l'attrice, aveva... la rosolia.» «La rosolia? Che cosa diavolo c'entra questo?»
  40. 40. La signorina Marple spiegò: «In realtà è una malattia esantematica molto lieve. Non dà quasi nessun malessere e soltanto poche linee di febbre. Produce un'eruzione cutanea molto leggera che si può facilmente coprire con un po' di trucco. …......, perché questo morbo è molto contagioso. E c'è un altro particolare importantissimo. Se una donna lo contrae durante i primi quattro mesi di gravidanza, le conseguenze possono essere gravissime. Può capitare che il bambino nasca cieco o deficiente». Lei si voltò verso Jason Rudd. «So che vostra moglie ebbe un bambino che nacque deficiente e lei non si riebbe mai dal dolore. …....» «È vero» ammise Jason Rudd. «Marina era stata colpita dalla rosolia durante i primi mesi di gravidanza …..
  41. 41. Periodo di incubazione: 13-24 giorni Contagiosità: Da 2 a 13 giorni prima dell’eruzione fino a 2 e piùgiorni dopo la scomparsa Distribuzione: Volto e collo si diffonde a tronco e arti. Piccole macchie puntiformi non rilevate della durata di circa 3 giorni. • Nel 25-40% dei bambini non compaiono macchie. • Spesso presenti linfonodi retronucali,
  42. 42. Cosa fare - Paracetamolo se febbre. - Vaccinazione nei contatti suscettibili entro 72 ore dal contagio. In un numero elevato di casi i sintomi della rosolia possono passare inosservati. Fondamentale la vaccinazione preventiva.
  43. 43. Quinta malattia (eritema infettivo o megaloeritema) - causato dal parvovirus B19 (PV-B19). - Colpisce prevalentemente i bambini in età scolare tra i 5 e i 10 anni, ma può manifestarsi anche nei bambini più piccoli e in età adulta.
  44. 44. • Periodo di incubazione: 4-28 giorni • Contagiosità: da 7 giorni prima dei sintomi fino alla comparsa delle macchie • Distribuzione: guance, arti, glutei, tronco: aree rosse e piatte con aspetto “a ghirlanda”. • Durata di circa 10 giorni. Possibile riacutizzazione in caso di attività fisica, caldo e stress
  45. 45. Riammissione a scuola - mancanza di pericolosità nei bambini sani - il contagio è massimo prima che la malattia si manifesta, non è necessaria la sospensione della frequenza scolastica quando la compare l’esantema.
  46. 46. Quinta malattia e gravidanza - Può comportare un rischio di aborto che va dal 3 al 9% nelle prime 20 settimane di gestazione e scende allo 0,5% dopo la 22a settimana. C’è da dire però che il 60% delle donne in età fertile sviluppa degli anticorpi contro la quinta malattia e può succedere anche che molte l’abbiano avuta senza accorgersene perché può decorrere senza che si manifesti alcun sintomo. - Nel secondo trimestre rischio di idrope fetale.
  47. 47. Cosa fare • Idratazione abbondante. • Paracetamolo qualora la febbre dovesse elevarsi o comparisse dolore alle articolazioni. Cosa non fare • Esporre il bambino al sole. • Tenere isolato il bambino.
  48. 48. - Bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni. - Il contagio avviene soprattutto, attraverso un adulto portatore asintomatico del virus. - La diagnosi si fa solo… quando è passata. - È provocata dall’herpes virus 6 e dall’herpes virus 7. - Si manifesta con una febbre che dura da 2 a 4 giorni (3 in media da qui il nome “febbre dei tre giorni”). La febbre può essere elevata sui 39-41°C e si abbassa molto poco con l’antipiretico. Il bambino, a volte, non appare particolarmente abbattuto o mogio. - Talora sono presenti raffreddore, arrossamento della faringe con mal di gola o infiammazione delle congiuntive o qualche scarica di diarrea o vomito. SESTA MALATTIA (o febbre dei 3 giorni)
  49. 49. SESTA MALATTIA (o febbre dei 3 giorni) Periodo di incubazione: 5-15 giorni Contagiosità: Nel periodo di incubazione e fino alla comparsa dell’eruzione cutanea (dopo lo sfebbramento) Distribuzione: Tronco, viso ed estremità. Compare, in genere, dopo 3 giorni di febbre in concomitanza dello sfebbramento (la durata della febbre, però, può variare da 2 a 5 giorni) Piccole macchie di 2-3 mm, rosa, senza prurito della durata da 1 a 3 giorni. In alcuni casi sono visibili per poche ore
  50. 50. Cosa fare • Terapia antipiretica. • Idratare abbondantemente. • Non coprire troppo il bambino. Cosa non fare • Forzare il bambino a mangiare. • Terapia antibiotica. In ogni caso consultare sempre il pediatra e considerare, come diagnosi differenziale, un’infezione delle vie urinarie o una infezione delle alte vie respiratorie.
  51. 51. Varicella - estremamente contagiosa (contagiosità di oltre 90%) - febbre (variabile) - lesioni cutanee, a gittate subentranti: a) macchiette i piane che si trasformano b) vescichette, di dimensioni variabili ripiene di liquido inizialmente chiare che diventa poi giallastro, infine c) si rompono e si formano delle croste. Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi fino a da avere una estensione su tutto il corpo, i. Le lesioni si manifestano su tutto il corpo,
  52. 52. Periodo di incubazione: 11-20 giorni Contagiosità: da 24-48 ore prima dei sintomi fino a quando divengono croste (fino a 7 giorni dalla comparsa dell’esantema) Distribuzione: Cuoio capelluto, volto, tronco e poi su tutto il corpo compreso la mucosa della bocca e i genitali Evoluzione da macchie rosse, rotonde a papule a vescicole con liquido chiaro all’interno e, talora, bordi arrossati, a croste. Aspetto “a cielo stellato”, cioè le lesioni sono in diverse fasi di evoluzione
  53. 53. COMPLICAZIONI: - sovrapposizioni cutanee batteriche - respiratorie tra cui la polmonite, che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto, mentre è poco frequente in età pediatrica. L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti. Da qui la raccomandazione di vaccinare tutti i bambini che a 11 anni non hanno avuto la malattia. E GLI ADULTI SUSCETTIBILI
  54. 54. Cosa fare • Isolamento sino a quando le lesioni sono in fase crostosa. • Terapia antipiretica, se febbre, con paracetamolo (non consigliato ibuprofene). • Per il prurito fare bagni tiepidi con amido e, su indicazione del pediatra, antistaminico per bocca.
  55. 55. Cosa non fare • Farmaci antivirali (si usano in situazioni particolari solo su indicazione del pediatra). • Isolare il bambino per periodi prolungati. • Grattare o togliere le croste (pericolo d’infezioni sovrapposte). • Farmaci antibiotici: si usano solo se sovrapposizioni infettive batteriche su indicazione del pediatra.
  56. 56. Uso di farmaci antivirali (aciclovir) - situazioni particolari (età, Immunodefic.). - per via orale riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente. - non è raccomandata nei bambini con varicella altrimenti sani. - Nei pazienti immunodepressi è raccomandata la terapia antivirale per via venosa. L’aciclovir trova una indicazione nei soggetti a rischio (neonato e primo anno di vita, soggetti immunocompromessi, sogg. di età superiore ai 13 anni).
  57. 57. VACCINAZIONE: Il vaccino è estremamente sicuro; il più comune effetto collaterale è rappresentato da rossore o dolore in sede d’iniezione. Il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio. È raccomandata la vaccinazione alle donne in età fertile che non hanno contratto la malattia.
  58. 58. Malattia MANI BOCCA PIEDI, MALATTIA (hand foot and mouth disease) - afte nel cavo orale - lesioni intorno alla bocca e sulle mani e piedi: vescichette rotondeggianti o ellittiche. - lesioni cutanee anche in altre sedi: glutei, tronco e arti. - decorso benigno. - febbre variabile - talora dolori addominali. In alcuni casi le lesioni in bocca causano un dolore tale da limitare l’alimentazione. La guarigione avviene spontaneamente in una settimana o poco più, raramente si osserva febbre alta, malessere, diarrea.
  59. 59. Periodo di incubazione: 3-6 giorni Contagiosità: prima settimana di malattia e per molte settimane dopo l’infezione con le feci Distribuzione: bocca, mani, piedi, glutei, arti. Lesioni di 3-7 mm di diametro rotonde o ellittiche di 3-7 mm. Afte in bocca
  60. 60. lesioni intorno alla bocca in parte con infezione secondaria
  61. 61. - non è particolarmente contagiosa, anche se in particolari condizioni come gli asili può essere facilmente trasmessa ed essere causa di piccole epidemie; - i bimbi al di sotto dei 10 anni risultano i più colpiti. Importante il lavaggio accurato delle mani sia dei bambini sia del personale degli asili, scuole e dei familiari. Il virus può, seppur raramente, causare problemi al feto se la malattia è contratta in gravidanza.
  62. 62. Cosa fare • Terapia antipiretica se febbre • Offrire liquidi freddi • Distrarre e coccolare il bambino. • Lavaggio accurato delle mani. • Disinfezione dei bagni in considerazione della prolungata eliminazione e persistenza del virus per molte settimane dopo l’infezione.
  63. 63. Cosa non fare • Forzare il bambino a mangiare. • Isolare il bambino a casa. • Bevande e cibi caldi o “aciduli” (agrumi, pomodori ecc. )possono accentuare il dolore in bocca.
  64. 64. MENINGITE - può essere virale, batterica o causata da funghi. - La forma batterica, più rara di quella virale, è più seria e può avere conseguenze fatali. - Il periodo di incubazione della malattia può variare a seconda del microorganismo causale. Nel caso della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni, per la forma batterica dai 2 ai 10 giorni. La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio.
  65. 65. - anche quando la diagnosi e la terapia viene fatta tempestivamente resta la possibilità di esiti - Particolarmente importante appare pertanto la vaccinazione che è possibile per vari tipi di meningite. (Hemophilus influenzae, pneumococco, meningococco C, B, A, W- 135,Y, Z). Tanto più precoce è il trattamento, tanto maggiori sono le probabilità che il trattamento abbia successo e che la malattia guarisca senza esiti.
  66. 66. I sintomi i più frequenti sono: - febbre alta; - dolore al collo o rigidità del collo; - forte mal di testa; - vomito; - sonnolenza; - convulsioni; - fontanella ant. rigonfia e tesa nei lattanti. Nei lattanti e nei bambini piccoli, la meningite può manifestarsi, soprattutto nelle fasi iniziali, con sintomi più sfumati come inappetenza, irritabilità e febbricola.
  67. 67. In alcune meningiti molto invasive compare un’eruzione cutanea, con macchie rosse tipo capillari rotti (petecchie). Nelle altre forme di eruzioni se si preme un bicchiere contro la cute, il rossore schiarisce, se questo non avviene occorre chiamare il 118/112 per richiedere soccorso.
  68. 68. Bambina di 4 mesi con petecchie e gangrena delle mani e degli arti inferiori da meningite meningococcica Bambina di 4 mesi con petecchie e gangrena delle mani e degli arti inferiori da meningite meningococcica http://www.immunize.org/photos/meningococcal- photos.asp
  69. 69. MENINGITE: COSA SAPERE Purtroppo le meningiti sono malattie molto gravi e anche quando la diagnosi viene fatta tempestivamente, e la terapia antibiotica praticata subito e in maniera adeguata, la possibilità di guarire senza esiti è inferiore al 50% dei casi. Particolarmente importante appare pertanto la vaccinazione che è possibile per vari tipi di meningite. (Hemophilus influenzae, pneumococco, meningococco C, B, A, W-135,Y, Z).
  70. 70. L'importanza del vaccino La vaccinazione rappresenta l'unico modo al momento disponibile per prevenire le meningiti batteriche. - Haemophilus Influentiae di tipo B il vaccino è incluso nel vaccino esavalente la cui prima dose viene somministrata già a partire dal 61° giorno di vita (terzo mese). - Pneumococco è disponibile un vaccino che protegge, allo stato attuale, da 13 differenti ceppi di Pneumococco (anche questo praticabile dai primi mesi di vita). - Meningococco esistono diversi vaccini. Un vaccino contro il Meningococco C, uno contro il Meningococco B e un vaccino in grado di proteggere da 4 diversi ceppi (A, C, Y, W 135). ancora oggi, l'80% delle meningiti è dovuta a germi per i quali sono disponibili vaccini; questo significa che 800 dei 1.000 casi di meningite presenti in Italia potrebbero essere evitati.
  71. 71. In alcune meningiti molto invasive compare un’eruzione cutanea, con macchie rosse tipo capillari rotti (petecchie). Nelle altre forme di eruzioni se si preme un bicchiere contro la cute, il rossore schiarisce, se questo non avviene occorre chiamare il 118/112 per richiedere soccorso.
  72. 72. MENINGITE: Cosa fare Un bambino con sintomi sospetti di meningite deve essere visitato al più presto. L’inizio precoce di terapia antibiotica migliora la prognosi In caso di contatto stretto e prolungato con un soggetto affetto da alcuni tipi di meningite batterica, deve essere praticata una terapia antibiotica su prescrizione medica specifica per il tipo di germe responsabile. Sarà il servizio di igiene a segnalare la necessità o meno di praticare la terapia solo ai contatti stretti.
  73. 73. MONONUCLEOSI INFETTIVA: Cosa sapere • Causata da un virus chiamato di Epstein Barr. • E' scarsamente infettiva • Non è previsto l’isolamento e nella maggior parte delle persone non causa sintomi. • Non esiste vaccino
  74. 74. MONONUCLEOSI: sintomi: • da “nessun sintomo” a febbri di lunga durata o molto alte; • mal di gola con ipertrofia tonsillare e placche sulle tonsille; • aumento dei linfonodi del collo; • grande stanchezza; • macchie sul corpo nel 5-15% dei casi; • aumento del fegato e della milza. Il virus rimane latente nell'ospite anche dopo la guarigione. Nei soggetti infettati l'eliminazione del virus con la saliva continua per circa un anno; tuttavia, passato questo periodo, l'eliminazione del virus continua in maniera saltuaria per tutta la vita.
  75. 75. MONONUCLEOSI - PREVENZIONE: Unica misura di prevenzione: igiene e lavaggio delle mani. Quando la malattia si manifesta, il soggetto era contagioso da settimane
  76. 76. MONONUCLEOSI - Cosa fare: • Riposo e dieta equilibrata. • Antipiretici. • Idratazione. • Sospensione da attività sportiva (variabile da soggetto a soggetto in base alla gravità della malattia).
  77. 77. MONONUCLEOSI - Cosa non fare • Somministrare antibiotici senza il parere del medico. • Somministrare cortisone senza il parere del medico.
  78. 78. PERTOSSE: Cosa sapere • La pertosse è una malattia infettiva, batterica, molto contagiosa. • E’ molto grave se contratta da bambini nei primi mesi di vita/primo anno. • Può colpire anche i neonati di madre immune Il periodo di incubazione è di circa 10 giorni La pertosse è altamente contagiosa, soprattutto nel periodo iniziale. Dopo tre settimane dall’inizio della fase parossistica, nei pazienti non trattati, il contagio si considera trascurabile. Invece nei pazienti trattati con antibiotici il periodo di infettività è ridotto a circa 5 giorni dall’inizio della terapia.
  79. 79. SINTOMATOLOGIA - si manifesta all’inizio con una tosse lieve, accompagnata da qualche linea di febbre e copiose secrezioni nasali: è la fase catarrale, che dura da 1 a 2 settimane. - Progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie: è la fase convulsiva o parossistica, che può durare più di 2 mesi in assenza di trattamento. In seguito a parossismi, si possono verificare anche casi di apnea, cianosi e vomito.
  80. 80. La vaccinazione viene raccomandata nei bambini a partire dal 61 ° giorno di vita (insieme a tetano, difterite, poliomelite, epatite B, hemophilus influenzae nel vaccino “esavalente”). A causa della perdita di immunità nel tempo, sono necessari richiami
  81. 81. Cosa fare Un adeguato trattamento antibiotico del gruppo dei “macrolidi” (eritromicina, claritromicina, azitromicina) Cosa non fare • Tenere il bambino in casa. • Esporre il bambino a sostanze irritanti delle vie respiratorie (fumo di sigaretta). • Far frequentare al bambino ambienti con persone a rischio (bambini sotto l’anno di età).
  82. 82. FILMATO pertosse
  83. 83. PAROTITE EPIDEMICA
  84. 84. PAROTITE EPIDEMICA: Cosa sapere I bambini s’infettano sia inalando goccioline di saliva emesse tramite colpi di tosse da una persona infetta sia con il contatto diretto con agenti contaminati. L’infezione si può manifestare a qualsiasi età, è più frequente nei bambini dai 5 ai 15 anni di età.
  85. 85. I sintomi iniziano 14-24 giorni dopo il contagio: • brividi; • cefalea; • nausea; • scarso appetito; • malessere generale; • febbre bassa o moderata. Di solito, dopo tre-quattro giorni, una delle ghiandole parotidi inizia a gonfiarsi e, nel giro di 1-2 giorni lo stesso avviene nell'altra ghiandola. Il gonfiore aumenta gradualmente fino a raggiungere l'apice il secondo o il terzo giorno, quindi comincia lentamente ad attenuarsi fino a scomparire in circa una settimana. PAROTITE EPIDEMICA: Cosa sapere
  86. 86. PAROTITE EPIDEMICA: Cosa sapere Complicazioni rare - meningite asettica, una meningite benigna che si presenta con intenso mal di testa, irrigidimento del collo e febbre alta e che guarisce da sola, - pancreatite, una dolorosa infiammazione del pancreas che provoca forte mal di pancia e vomito. - Negli adolescenti (e negli adulti) maschi possono presentarsi casi di orchite, un'infiammazione del testicolo che può portare anche a sterilità.
  87. 87. Cosa fare • Somministrare antipiretici/antidolorifici. • Alimentare il bambino con cibi liquidi o semiliquidi. • Riposo. • Fare impacchi freddi sulla zona gonfia. Cosa non fare Dare al bambino cibi aspri e agrumi che possono infiammare ulteriormente la parotide o alimenti che richiedono molta masticazione.
  88. 88. INFLUENZA
  89. 89. INFLUENZA: COSA SAPERE - Contagio esclusivamente dal malato al sano - Freddo o colpi d'aria non hanno un ruolo determinante (possono costituire una causa favorente). - Il malato è contagioso 24 prima dell'inizio dei sintomi e lo rimane per circa una settimana. - Il periodo di incubazione è di 1-3 giorni. La fase acuta dura 4-5 giorni e normalmente i sintomi scompaiono completamente nel giro di una o due settimane.
  90. 90. INFLUENZA: COSA SAPERE Si manifesta con - raffreddore e tosse all’inizio secca e persistente che può determinare anche vomito - malessere generale con uno stato di spossatezza, - dolori muscolari - mal di testa, - dolore alla deglutizione per mal di gola - congiuntivite, raffreddore con naso chiuso - qualche volta anche diarrea.
  91. 91. Cosa fare - Riposo. - Terapia sintomatica:pParacetamolo o ibuprofene per abbassare la febbre. - Dare molti liquidi. - Se diarrea, proseguire con molti liquidi e sali minerali e tenere un’alimentazione leggera per qualche giorno. - Se vomito mettere a riposo lo stomaco con qualche ora di digiuno, seguita poi da un’idratazione prudente (acqua o tè zuccherati in piccole quantità e di frequente (un cucchiaino ogni 5 minuti).
  92. 92. Cosa non fare - Somministrare antibiotici se non sorgono complicazioni quali broncopolmoniti, otiti e le sinusiti. Fra le possibili complicazioni legate alla terapia, si segnala la rara sindrome di Reye, causata da un’interferenza fra il virus e l'aspirina, che per questo non viene più utilizzata.
  93. 93. Il Pediatra va consultato se il bambino ha: - febbre e mal di gola, senza tosse (possibile faringite o una tonsillite); - secrezione nasale giallo-verdastra da parecchi giorni; - mal d’orecchio, (possibile presenza di una otite); - tosse secca e persistente, soprattutto se è presente affanno; - febbre persistente oltre 3-4 giorni oppure se, dopo un intervallo di qualche giorno senza febbre, la temperatura risale; - tosse prolungata o che si è modificata (secca, stizzosa e continua); - comportamento poco vigile o reattivo e non risponde ai farmaci antifebbrili, se continua a vomitare o se "ha una brutta cera" non giustificabile dal resto dei sintomi.

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