La "questione" del Limite

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Congresso Nazionale AISLeC 2011: relazione di Favero

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La "questione" del Limite

  1. 1. Nel futuro da protagonisti: la ricerca, la clinica e l’organizzazione del wound care di domani<br />VII CONGRESSO NAZIONALE<br />La “questione” del LimiteGianluca FAVERO<br />“Reperire nel limite della validità la validità del limite“ <br />(Paolo Chiodi, riflettendo su Kant )<br />
  2. 2. Perché pre – occuparsi del “Limite”<br />La parola bioetica nasce dalla fusione dei termini greci dell’éthos(costume, consuetudine, abitudine, comportamento) e del bíos (vita), quindi possiamo dire che la bioetica non è un altro che un’ etica applicata alla vita dell’uomo. <br />
  3. 3. Il Tempo:κρόνος<br />“Il tempo come successione di istanti, di ore, di giorni, tempo che rovina e distrugge …”<br />
  4. 4. Il Tempo:καιρός<br />Il "tempo, occasione": tempo come attimo, istantaneo e balenante, che si dà nella pienezza aoristica, "infinita" dell'attimo … un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale "qualcosa" di speciale accade. Ciò che è la cosa speciale dipende da chi usa la parola. Chi usa la parola definisce la cosa, l'essere della cosa. Chi definisce la cosa speciale definisce l'essere speciale della cosa. È quindi proprio la parola, la parola stessa, quella che definisce l'essere speciale. <br />
  5. 5. Ecclesiaste <br />3:1 Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.<br />3:2 C'è un tempo per nascere e un tempo per morire …<br />
  6. 6. Il Tempo oggi:forse un “nontempo”?<br />“Oggi c’è una sorta di ideologia del presente, si parla molto meno del Tempo. Siamo accerchiati da strumenti di comunicazione che ci bombardano di messaggi e immagini. C’è una istantaneità che, combinata alla sovrabbondanza visiva, dà l’impressione di essere rinchiusi dentro una specie di presente artificiale eterno” ( M. Augè )<br />
  7. 7. Il Limite come “esperienza”<br />“L'esperienza del limite è forse molto più forte oggi che in altri tempi. I continui progressi nei diversi campi della tecnica e soprattutto in quello della medicina e della genetica rendono più acuta la percezione della necessità di superarlo. Essi, infatti, fanno intravvedere grandi possibilità di sempre nuove conquiste ed alimentano sogni di un sempre più sicuro e perfetto futuro dell'umanità … L'avanzamento della tecnica non ha diminuito, bensì acuito le incertezze, non ha eliminato, ma moltiplicato le ragioni dell'angoscia esistenziale”.<br />( tratto da “Antropologia del limite ed etica dell’infinito” , Ignazio Sanna)<br />
  8. 8. “Si ha il desiderio di volare e la paura di cadere, il desiderio di vivere e la paura di morire, il desiderio di amare e di essere amati e la paura di tradire e di essere traditi …”<br />( tratto da “Antropologia del limite ed etica dell’infinito” , Ignazio Sanna)<br />Angosce …<br />
  9. 9. “Dimenticare” il Limite<br />Dimenticare il “limite” significa tentare di ignorare la naturale finitezza della condizione umana …<br />
  10. 10. Icaro<br />
  11. 11. La tecnica come illusione di immortalità<br />“Scienza e tecnica hanno portato la potenza dell’uomo ai limiti dell’impensabile. Ma per quanto lo si sposti in la il limite rimane …<br />a fronte di un’evidente dimenticanza della morte, scacciata dalla vita corrente quasi come un cattivo pensiero, alcuni scienziati abbozzano l’ipotesi che attraverso la tecnica si possa guadagnare una sorta di immortalità, o quantomeno una durata della vita a tempo indeterminato ”<br />(S. Natoli “Il buon uso del mondo”)<br />
  12. 12. Ulisse<br />
  13. 13. Frankenstein<br />“Una volta superata la misura, non c'è più alcun limite”<br />( Epitteto )<br />
  14. 14. Andare “oltre il limite” ovvero espropriare la morte<br />“Quando il compito di assistere o di guarire passa alle organizzazioni o alle macchine, è inevitabile che la terapia diventi un rituale incentrato sulla morte. Ma la nemesi trascende anche il sacrificio umano. La conseguenza estrema della nemesi medica è l'espropriazione della morte” (Ivan Illich)<br />
  15. 15. Jean-Luc Nancy<br />“ … io sono i pezzi di filo di ferro che tengono insieme il mio sterno e io sono questo sito di iniezione cucito sotto la clavicola, così com’ero già queste viti nell’anca e questa placca nell’inguine. Divento come un androide della fantascienza o piuttosto come un morto-vivente ... <br />Noi, io e tutti i miei simili sempre più numerosi, siamo in effetti l’inizio di una mutazione: l’uomo comincia a superare infinitamente l’uomo … <br />Egli diviene ciò che è: il tecnico più terribile e inquietante, come Sofocle aveva previsto venticinque secoli fa, colui che snatura e rifà la natura, colui che ricrea la creazione, che la fa uscire dal niente e che, forse, la riconduce a niente. Colui che è capace dell’origine e della fine”<br />
  16. 16. Le parole di Tiziano Terzani per riappropriarci del “senso del limite”<br />

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