«Starei in un guscio di noce
e mi reputerei re dello
spazio infinito, se non fosse
che ho cattivi sogni»”
Amleto
QUAL E’ IL SENSO DEL NOSTRO ESISTERE
DI ESSERI UMANI NELL’UNIVERSO?
CHE POSTO ABBIAMO IN QUESTO MONDO
NOI CHE CI EMOZIONIAMO, PERCEPIAMO,
PENSIAMO, RIDIAMO, PIANGIAMO, SIAMO
PIENI DI GIOIA O DI SOFFERENZA?
DA CHE PARTE STA LA VERITA’?
LABORATORIO DI
FILOSOFIA
FILOSOFIA E SCIENZA IN GIOCO
FILOSOFIA = SCIENZA = VERITA’
ESSERE – DIVENIRE
Parmenide : L’essere rappresenta la dimensione dell’eternità, ciò che è.
Eraclito: Il divenire è la dimensione in cui “tutto scorre” e si determina il passaggio continuo da uno status all’altro. Il
divenire comporta l’ingresso nella dimensione del tempo, in cui tutte le cose nascono, si trasformano, muoiono,
secondo la condizione che appartiene agli enti finiti.
Parmenide: L’uomo può avere un’esperienza fondata e non illusoria di sé e della realtà e può imparare a distinguere
in modo certo ciò che è vero da ciò che è falso solo attraverso il pensiero che si riferisce alle cose in quanto enti. Gli
enti sono tutto ciò di cui possiamo dire: che è, di cui cioè affermiamo l’essere. L’acqua è, l’aria è, il fuoco è. Il pensiero,
dunque, è in grado di cogliere l’essere, in modo stabile e certo, che esclude qualsiasi mutamento.
Eraclito: Il divenire delle cose è il loro continuo trasformarsi. “Tutto scorre” e ogni realtà passa da un opposto
all’altro, secondo la legge dei contrari. Ogni cosa trae significato dal suo contrario. I contrari, infatti, non sono che due
aspetti indissolubili della stessa realtà.
Filosofia Classica: la Verità, dunque, è solo nell’Essere! E’ immanente, se per ricercarla scaviamo nel divenire fino a
trovare ciò che non muta. E’ trascendente se è al di là dell’esperienza sensibile e della percezione umana.
DEMOCRITO – PLATONE – ARISTOTELE
Democrito: se il mondo è un pullulare di atomi intesi come enti, noi siamo
materia, spazio, agglomerati contraddistinti dalla necessità di vivere e morire
disgregandosi
Platone: se il mondo è un pullulare di fenomeni che derivano dalle idee, noi
siamo copie che tendono a ricercare la perfezione attraverso il pensiero
Aristotele: se il mondo è un pullulare di fenomeni che nascono e si modificano
passando dalla potenza all’atto, noi siamo sinoli in cui la sostanza non muta nel
cambiamento implicato dal divenire. I nostri valori, i nostri sogni, le nostre
emozioni, il nostro stesso sapere derivano dalla ricerca del bene supremo che è
la felicità, “l’attività dell’anima secondo virtù”.
DETERMINISMO
Il pensiero greco ammise l’idea di una Natura conforme a leggi. Le spiegazioni
dei fenomeni si fondano oltre che sulla causalità meccanica sulla causa finale.
Questo mondo classico svanisce
superato dalla rivoluzione scientifica
«Questa è la somma stoltezza del
mondo: che quando la fortuna ci
vacilla, diamo al Sole, alla Luna ed alle
stelle la colpa della nostra malasorte»
Re Lear
SCIENZA = VERITA’
LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA
- lo studio scientifico della natura viene indirizzato non più
alla conoscenza della sostanza, ma a quella del meccanismo
sotteso ai fenomeni
- Le conoscenze scientifiche si basano sulle “sensate
esperienze”, esperienze prodotte grazie ai sensi in risposta
alla interrogazione della natura, e sulle “necessarie
dimostrazioni”, ragionamenti matematici certi nel loro
rigore deduttivo.
Galileo Galilei
“La filosofia è scritta in quel grandissimo libro che
continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico
l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a
intender la lingua, e conoscer i caratteri, né quali è scritto. Egli
è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli,
cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è
impossibile a intender umanamente parola; senza questi è un
aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto” (Il Saggiatore)
Che cosa aveva permesso di scoprire le verità scientifiche, a
differenza del passato?
Come la conoscenza poteva affermare il valore oggettivo delle sue
scoperte?
IDENTITA’ TRA MATEMATICA E NATURA
- La natura è una perfettissima macchina,
strutturata secondo rapporti determinati che
trovano la loro espressione nella matematica
DETERMINISMO
- la matematica porta alla luce l’ordine del
mondo.
Se il mondo è un pullulare di meccanismi che rispondono alle leggi
matematiche della fisica,
noi siamo corpi che funzionano secondo tali leggi ed esseri pensanti
che interrogano la natura con metodi induttivi, deduttivi,
sperimentali, al fine di progredire nella conoscenza della struttura di
quel grande meccanismo-orologio che è l’universo.
I nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso
sapere sono spiegabili attraverso la ricerca scientifica.
Hume: “Noi siamo determinati soltanto dall’abitudine a
supporre che il futuro sia conforme al passato.
Quando vedo una palla da biliardo che si muove verso un’altra, la mia mente è
immediatamente spinta dall’abitudine verso il consueto effetto ed anticipa la mia vista
concependo la seconda palla in movimento ….. Non è dunque la ragione la guida della
vita, ma l’abitudine. Essa soltanto muove la mente, in tutti i casi, a supporre il futuro
conforme al passato” (Trattato sulla natura umana)
La crisi dei fondamenti della scienza
Geometrie non
euclidee
La fisica quantistica
La teoria della relatività
DIALOGO
da “La ragazza e il professore”
Jean-Claude Carrière
“Contare gli atomi è facile quanto
rispondere alle domande degli
innamorati”
La dodicesima notte
La realtà non è come ci appare.
Lo spazio non è qualcosa di diverso dalla materia, è una delle componenti materiali del mondo.
Un’entità che ondula, si flette, s’incurva, si torce. Siamo immersi in un gigantesco mollusco
flessibile.
Il sole piega lo spazio intorno a sé , la Terra corre diritta in uno spazio che si inclina, così i pianeti
e le cose cadono perché lo spazio si incurva. Infatti, lo spazio si incurva là dove c’è materia.
INDETERMINISMO
Il termine “indeterminismo” si afferma negli anni ’20 e ’30 del Novecento con l’avvento
della meccanica quantistica, preceduta dalla teoria della relatività ristretta e della
relatività generale di Einstein.
A scardinare il modello meccanicistico- positivistico della meccanica classica è il
principio di indeterminazione di Heisemberg nel 1927.
Esso afferma che nella fisica subatomica è impossibile calcolare, nello stesso tempo, la
posizione di una particella e la sua velocità; tutto ciò che si può fare è determinare la
probabilità che la particella si trovi in un punto anziché in un altro, oppure abbia una
velocità invece che un’altra. Sul comportamento della particella si possono cioè fare
solo previsioni probabili e calcoli statistici. Il principio di indeterminazione, figlio della
fisica quantistica, è all’origine di una ridefinizione del rapporto tra soggetto e oggetto,
della concezione probabilistica della realtà. Di qui, l’indeterminismo non attiene
solamente all’indagine scientifica, ma apre questioni e suscita domande che
attraversano tutti i campi del sapere.
Che posto abbiamo noi esseri umani che percepiscono,
decidono, ridono, piangono?
Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e
materia, in un immenso gioco a incastri di spazio e particelle
elementari, noi cosa siamo? Ma allora da dove viene quella
sensazione di esistere individualmente, singolarmente?
Allora che cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre
emozioni, il nostro stesso sapere? Che cosa siamo noi in
questo mondo sterminato e rutilante? (C. Rovelli)
FALSIFICAZIONISMO
La scienza non è il mondo delle verità certe e definitivamente
verificate, ma l’universo delle ipotesi che per il momento non sono
ancora falsificate. La storia della scienza è una serie ininterrotta di
congetture e di falsificazioni, in quanto non vi è la possibilità di
dimostrare vera un’ipotesi. La verità della scienza consiste in un
insieme di teorie che in un dato momento storico sono accolte
dalla comunità scientifica perché hanno resistito ai controlli
effettuati. Di conseguenza, alla tradizionale immagine della scienza
come edificio stabile basato su una solida roccia bisogna
contrapporre l’immagine della scienza come costruzione precaria
eretta su fragili palafitte.
(Popper)
Popper: La scienza presenta come tratto costitutivo la fallibilità e
l’autocorreggibilità.
All’uomo non compete il possesso della verità; essa non è mai conclusa (socratismo)
Thomas Kuhn
Siamo “costretti ad abbandonare la
convinzione esplicita o implicita che
mutamenti di paradigmi portino gli
scienziati, e coloro che ne seguono gli
ammaestramenti, sempre più vicini
alla verità”.
Imre Lakatos
Lo scopo della scienza è
quello di aumentare il grado
di verosimilitudine, ma
questo non vuol dire migliore
approssimazione alla verità
oggettiva.
Fayerabend: “Per coloro che non vogliono ignorare il ricco
materiale fornito dalla storia, e che non si propongono di
impoverirlo per compiacere ai loro istinti più bassi, alla loro
brama di ricchezza intellettuale nella forma della chiarezza,
della precisione, dell’obiettività, della verità, diventerà chiaro che
c’è un solo principio che possa essere difeso in tutte le
circostanze e in tutte le fasi dello sviluppo umano. E’ il principio:
qualunque cosa può andar bene”
DAL FALSIFICAZIONISMO ALL’ANARCHIA
Il Relativismo è fondato sul riconoscimento del valore soltanto relativo, e non
oggettivo o necessario, sia della conoscenza, dei suoi metodi e criteri (relativismo
gnoseologico), sia dei principi e dei giudizi etici (relativismo etico), variando tutti da
individuo a individuo, da cultura a cultura, da epoca ad epoca.
Il giusto e l’ingiusto, il bene e il male si declinano secondo diverse prospettive e
contesti storico - culturali.
Anche nel campo della scienza si è passati dalla ricerca della Verità sul piano
ontologico, attraverso i procedimenti e le categorie della filosofia, ad una indagine
condotta con il metodo sperimentale in ambito scientifico, al fallibilismo, ad una
visione disincantata (se non anarchica) della scienza.
RELATIVISMO
LA RESPONSABILITA’ DELLE SCELTE
Il relativismo si afferma nella condizione post-moderna e
richiama gli uomini alla responsabilità delle scelte.
I CORSISTI
• Maria Carmen Amoruso • Santina Eramo
• Cataldo Cappelluti • Edmea Fantazzini
• Maria Castoro • Sara Fiorese
• Chiara Cicco • Antonia Florio
• Angela Maria d’Addosio • Carme Fortunato
• Caterina D’antoni • Vito Mangialardo
• Anna D’Errico • Betty Mintrone
• Giuseppina De Mastro • Grazia Misceo
• Rosalba Di Lorenzo • Angela Ostuni
• Anna Divella • Mafalda Trivisani
1 d’Addosio
2 Eramo
3-4 Docente Enrica Tulli
5 D’Aantoni- Eramo Castoro
6 Trivisani Mangialardo Eramo e Castoro
7 d’ Addosio
8 Castoro
9 Fantazzini
10 d’Addosio
11 Divella
12 Ostuni
13 Mintrone
14 Castoro
15 Fantazzini D’Antoni Mintrone (dialogo)
16 d’Addosio
17 Misceo
18 De Mastro
19 Di Lorenzo
20 Florio
21 Fiorese
22 Cicco
SEQUENZA DEGLI INTERVENTI

Filosofia

  • 1.
    «Starei in unguscio di noce e mi reputerei re dello spazio infinito, se non fosse che ho cattivi sogni»” Amleto
  • 2.
    QUAL E’ ILSENSO DEL NOSTRO ESISTERE DI ESSERI UMANI NELL’UNIVERSO? CHE POSTO ABBIAMO IN QUESTO MONDO NOI CHE CI EMOZIONIAMO, PERCEPIAMO, PENSIAMO, RIDIAMO, PIANGIAMO, SIAMO PIENI DI GIOIA O DI SOFFERENZA? DA CHE PARTE STA LA VERITA’?
  • 3.
  • 5.
    FILOSOFIA = SCIENZA= VERITA’ ESSERE – DIVENIRE Parmenide : L’essere rappresenta la dimensione dell’eternità, ciò che è. Eraclito: Il divenire è la dimensione in cui “tutto scorre” e si determina il passaggio continuo da uno status all’altro. Il divenire comporta l’ingresso nella dimensione del tempo, in cui tutte le cose nascono, si trasformano, muoiono, secondo la condizione che appartiene agli enti finiti. Parmenide: L’uomo può avere un’esperienza fondata e non illusoria di sé e della realtà e può imparare a distinguere in modo certo ciò che è vero da ciò che è falso solo attraverso il pensiero che si riferisce alle cose in quanto enti. Gli enti sono tutto ciò di cui possiamo dire: che è, di cui cioè affermiamo l’essere. L’acqua è, l’aria è, il fuoco è. Il pensiero, dunque, è in grado di cogliere l’essere, in modo stabile e certo, che esclude qualsiasi mutamento. Eraclito: Il divenire delle cose è il loro continuo trasformarsi. “Tutto scorre” e ogni realtà passa da un opposto all’altro, secondo la legge dei contrari. Ogni cosa trae significato dal suo contrario. I contrari, infatti, non sono che due aspetti indissolubili della stessa realtà. Filosofia Classica: la Verità, dunque, è solo nell’Essere! E’ immanente, se per ricercarla scaviamo nel divenire fino a trovare ciò che non muta. E’ trascendente se è al di là dell’esperienza sensibile e della percezione umana.
  • 7.
    DEMOCRITO – PLATONE– ARISTOTELE Democrito: se il mondo è un pullulare di atomi intesi come enti, noi siamo materia, spazio, agglomerati contraddistinti dalla necessità di vivere e morire disgregandosi Platone: se il mondo è un pullulare di fenomeni che derivano dalle idee, noi siamo copie che tendono a ricercare la perfezione attraverso il pensiero Aristotele: se il mondo è un pullulare di fenomeni che nascono e si modificano passando dalla potenza all’atto, noi siamo sinoli in cui la sostanza non muta nel cambiamento implicato dal divenire. I nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere derivano dalla ricerca del bene supremo che è la felicità, “l’attività dell’anima secondo virtù”. DETERMINISMO Il pensiero greco ammise l’idea di una Natura conforme a leggi. Le spiegazioni dei fenomeni si fondano oltre che sulla causalità meccanica sulla causa finale.
  • 8.
    Questo mondo classicosvanisce superato dalla rivoluzione scientifica
  • 9.
    «Questa è lasomma stoltezza del mondo: che quando la fortuna ci vacilla, diamo al Sole, alla Luna ed alle stelle la colpa della nostra malasorte» Re Lear
  • 10.
    SCIENZA = VERITA’ LARIVOLUZIONE SCIENTIFICA - lo studio scientifico della natura viene indirizzato non più alla conoscenza della sostanza, ma a quella del meccanismo sotteso ai fenomeni - Le conoscenze scientifiche si basano sulle “sensate esperienze”, esperienze prodotte grazie ai sensi in risposta alla interrogazione della natura, e sulle “necessarie dimostrazioni”, ragionamenti matematici certi nel loro rigore deduttivo.
  • 11.
    Galileo Galilei “La filosofiaè scritta in quel grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intender umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto” (Il Saggiatore)
  • 12.
    Che cosa avevapermesso di scoprire le verità scientifiche, a differenza del passato? Come la conoscenza poteva affermare il valore oggettivo delle sue scoperte?
  • 13.
    IDENTITA’ TRA MATEMATICAE NATURA - La natura è una perfettissima macchina, strutturata secondo rapporti determinati che trovano la loro espressione nella matematica DETERMINISMO - la matematica porta alla luce l’ordine del mondo.
  • 14.
    Se il mondoè un pullulare di meccanismi che rispondono alle leggi matematiche della fisica, noi siamo corpi che funzionano secondo tali leggi ed esseri pensanti che interrogano la natura con metodi induttivi, deduttivi, sperimentali, al fine di progredire nella conoscenza della struttura di quel grande meccanismo-orologio che è l’universo. I nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere sono spiegabili attraverso la ricerca scientifica.
  • 15.
    Hume: “Noi siamodeterminati soltanto dall’abitudine a supporre che il futuro sia conforme al passato. Quando vedo una palla da biliardo che si muove verso un’altra, la mia mente è immediatamente spinta dall’abitudine verso il consueto effetto ed anticipa la mia vista concependo la seconda palla in movimento ….. Non è dunque la ragione la guida della vita, ma l’abitudine. Essa soltanto muove la mente, in tutti i casi, a supporre il futuro conforme al passato” (Trattato sulla natura umana)
  • 16.
    La crisi deifondamenti della scienza Geometrie non euclidee La fisica quantistica La teoria della relatività
  • 17.
    DIALOGO da “La ragazzae il professore” Jean-Claude Carrière
  • 18.
    “Contare gli atomiè facile quanto rispondere alle domande degli innamorati” La dodicesima notte
  • 19.
    La realtà nonè come ci appare. Lo spazio non è qualcosa di diverso dalla materia, è una delle componenti materiali del mondo. Un’entità che ondula, si flette, s’incurva, si torce. Siamo immersi in un gigantesco mollusco flessibile. Il sole piega lo spazio intorno a sé , la Terra corre diritta in uno spazio che si inclina, così i pianeti e le cose cadono perché lo spazio si incurva. Infatti, lo spazio si incurva là dove c’è materia.
  • 20.
    INDETERMINISMO Il termine “indeterminismo”si afferma negli anni ’20 e ’30 del Novecento con l’avvento della meccanica quantistica, preceduta dalla teoria della relatività ristretta e della relatività generale di Einstein. A scardinare il modello meccanicistico- positivistico della meccanica classica è il principio di indeterminazione di Heisemberg nel 1927. Esso afferma che nella fisica subatomica è impossibile calcolare, nello stesso tempo, la posizione di una particella e la sua velocità; tutto ciò che si può fare è determinare la probabilità che la particella si trovi in un punto anziché in un altro, oppure abbia una velocità invece che un’altra. Sul comportamento della particella si possono cioè fare solo previsioni probabili e calcoli statistici. Il principio di indeterminazione, figlio della fisica quantistica, è all’origine di una ridefinizione del rapporto tra soggetto e oggetto, della concezione probabilistica della realtà. Di qui, l’indeterminismo non attiene solamente all’indagine scientifica, ma apre questioni e suscita domande che attraversano tutti i campi del sapere.
  • 21.
    Che posto abbiamonoi esseri umani che percepiscono, decidono, ridono, piangono? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e materia, in un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere individualmente, singolarmente? Allora che cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Che cosa siamo noi in questo mondo sterminato e rutilante? (C. Rovelli)
  • 22.
    FALSIFICAZIONISMO La scienza nonè il mondo delle verità certe e definitivamente verificate, ma l’universo delle ipotesi che per il momento non sono ancora falsificate. La storia della scienza è una serie ininterrotta di congetture e di falsificazioni, in quanto non vi è la possibilità di dimostrare vera un’ipotesi. La verità della scienza consiste in un insieme di teorie che in un dato momento storico sono accolte dalla comunità scientifica perché hanno resistito ai controlli effettuati. Di conseguenza, alla tradizionale immagine della scienza come edificio stabile basato su una solida roccia bisogna contrapporre l’immagine della scienza come costruzione precaria eretta su fragili palafitte. (Popper)
  • 23.
    Popper: La scienzapresenta come tratto costitutivo la fallibilità e l’autocorreggibilità. All’uomo non compete il possesso della verità; essa non è mai conclusa (socratismo) Thomas Kuhn Siamo “costretti ad abbandonare la convinzione esplicita o implicita che mutamenti di paradigmi portino gli scienziati, e coloro che ne seguono gli ammaestramenti, sempre più vicini alla verità”. Imre Lakatos Lo scopo della scienza è quello di aumentare il grado di verosimilitudine, ma questo non vuol dire migliore approssimazione alla verità oggettiva. Fayerabend: “Per coloro che non vogliono ignorare il ricco materiale fornito dalla storia, e che non si propongono di impoverirlo per compiacere ai loro istinti più bassi, alla loro brama di ricchezza intellettuale nella forma della chiarezza, della precisione, dell’obiettività, della verità, diventerà chiaro che c’è un solo principio che possa essere difeso in tutte le circostanze e in tutte le fasi dello sviluppo umano. E’ il principio: qualunque cosa può andar bene” DAL FALSIFICAZIONISMO ALL’ANARCHIA
  • 24.
    Il Relativismo èfondato sul riconoscimento del valore soltanto relativo, e non oggettivo o necessario, sia della conoscenza, dei suoi metodi e criteri (relativismo gnoseologico), sia dei principi e dei giudizi etici (relativismo etico), variando tutti da individuo a individuo, da cultura a cultura, da epoca ad epoca. Il giusto e l’ingiusto, il bene e il male si declinano secondo diverse prospettive e contesti storico - culturali. Anche nel campo della scienza si è passati dalla ricerca della Verità sul piano ontologico, attraverso i procedimenti e le categorie della filosofia, ad una indagine condotta con il metodo sperimentale in ambito scientifico, al fallibilismo, ad una visione disincantata (se non anarchica) della scienza. RELATIVISMO
  • 25.
    LA RESPONSABILITA’ DELLESCELTE Il relativismo si afferma nella condizione post-moderna e richiama gli uomini alla responsabilità delle scelte.
  • 26.
    I CORSISTI • MariaCarmen Amoruso • Santina Eramo • Cataldo Cappelluti • Edmea Fantazzini • Maria Castoro • Sara Fiorese • Chiara Cicco • Antonia Florio • Angela Maria d’Addosio • Carme Fortunato • Caterina D’antoni • Vito Mangialardo • Anna D’Errico • Betty Mintrone • Giuseppina De Mastro • Grazia Misceo • Rosalba Di Lorenzo • Angela Ostuni • Anna Divella • Mafalda Trivisani
  • 28.
    1 d’Addosio 2 Eramo 3-4Docente Enrica Tulli 5 D’Aantoni- Eramo Castoro 6 Trivisani Mangialardo Eramo e Castoro 7 d’ Addosio 8 Castoro 9 Fantazzini 10 d’Addosio 11 Divella 12 Ostuni 13 Mintrone 14 Castoro 15 Fantazzini D’Antoni Mintrone (dialogo) 16 d’Addosio 17 Misceo 18 De Mastro 19 Di Lorenzo 20 Florio 21 Fiorese 22 Cicco SEQUENZA DEGLI INTERVENTI