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L'Italia è pronta per un'agenda digitale?

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Nel 2012 il governo Monti ha varato un’agenda digitale per l’Italia. Un passo importante, ma che si scontra con due problemi radicali: …

Nel 2012 il governo Monti ha varato un’agenda digitale per l’Italia. Un passo importante, ma che si scontra con due problemi radicali:
l’arretratezza delle infrastrutture e un forte analfabetismo digitale, ben oltre la media europea; una mancanza di diritti fondamentali come il diritto all’informazione che possano dare sostanza all’agenda digitale.
Questa presentazione offre una breve panoramica dello stato dell’informatizzazione in Italia, dei cambiamenti che l’agenda digitale cerca di introdurre e degli strumenti che possono aiutarla a produrre risultati più radicali.
Nelle ultime slide ci soffermeremo infine sulle proposte dei partiti.

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  • 1. LItalia è pronta per l’Agenda Digitale? di Iginio Gagliardone e Gianluca MartellianoOpen data, accesso allinformazione e proposteper lo sviluppo dei servizi digitali 1 febbraio 2013
  • 2. IntroduzioneNel 2012 il governo Monti ha varato un’agenda digitale per l’Italia. Un passoimportante, ma che si scontra con due problemi radicali:- L’arretratezza delle infrastrutture e un forte analfabetismo digitale, ben oltre la media europea.- Una mancanza di diritti fondamentali come il diritto all’informazione che possano dare sostanza all’agenda digitale.Questa presentazione offre una breve panoramica dello stato dell’informatiz-zazione in Italia, dei cambiamenti che l’agenda digitale cerca di introdurre e deglistrumenti che possono aiutarla a produrre risultati più radicali.Nelle ultime slide ci soffermeremo infine sulle proposte dei partiti. 2
  • 3. Internet in Italia Il 63 per cento delle famiglie italiane dispone di una connessione, ma solamente il 55 per cento a banda larga, dato che ci vede al quart’ultimo posto in Europa (Eurostat 2012). A questa cifra si aggiungono gli analfabeti digitali (ovvero le persone che non hanno mai usato e non sanno usare Internet): in Italia sono quasi 4 su 10, ancora una volta un dato fra i più alti in Europa come mostra il grafico.504540 Persone che non hanno mai usato internet nel 2012 (%) 37% Fonte: Eurostat - * Il dato del Regno Unito è del 2011353025 23%20 15 10 5 0 Il divario nord-sud è ancora marcato, con una differenza di 10 punti fra il centro-nord (con il 58% di famiglie connesse alla rete) e il sud (48%). Il 43% delle famiglie 3 inoltre dichiara di non avere le competenze per utilizzare Internet (Istat 2012)
  • 4. Agenda digitale: cos’èL’Agenda digitale è un’iniziativa dell’Unione europea per sviluppare letecnologie e i servizi digitali. Presentata nel 2010, prevede una serie di obiettivida realizzare entro il 2020:• mercato digitale unico: abbattere le barriere che bloccano il libero scambio diservizi online tra una nazione e l’altra;• interoperabilità: software e apparecchi compatibili tra loro;• sicurezza per pagamenti e dati personali;• accesso a Internet veloce e ultraveloce;• alfabetizzazione digitale e accesso a Internet per i disabili;• migliorare i servizi pubblici attraverso le tecnologie digitali.Nel 2011 la Commissione europea ha inserito anche il capitolo open data, perpermettere a cittadini e aziende di accedere a queste informazioni per finicommerciali e non. 4
  • 5. Agenda Digitale in ItaliaNel 2012 (Governo Monti) è stato approvato ildecreto sviluppo 2.0, all’interno del quale ècontenuta L’Agenda Digitale Italiana (ADI).Ora servono i decreti attuativi, ma di questose ne occuperà il prossimo esecutivo.La Cabina di regia dell’ADI, composta da Il primo marzo 2012 nascediversi Ministeri e da due referenti per gli l’Agenda Digitale ItalianaEnti locali, vuole investire per il primo annocirca 2,5 miliardi di euro.Secondo il Governo, questo investimento dovrebbe avere unimpatto di 4,3 miliardi di euro e dovrebbe produrrefino a 54mila occupati. 5
  • 6. Italia: l’agenda che verràPrincipali interventi previsti:• identità digitale: documento digitaleunificato, anagrafe unificata, posta elettronicacertificata• pubblica amministrazione digitale:pubblicazione di dati in formato aperto (opendata), trasmissione obbligatoria di documenti per viatelematica• istruzione digitale: semplificazioni procedureuniversità e libri digitali Fonte: agenda-digitale.it• sanità digitale: cartella e prescrizione medicadigitali• banda larga: nelle zone non coperte• moneta elettronica: obbligo pagamenti elettronici per le pubbliche amministrazioni.Dal 2014 obbligo bancomat per chi vende prodotti e servizi• giustizia digitale: comunicazioni e notificazioni via Internet 6
  • 7. Rafforzare l’agenda:open data e accesso all’informazionePer fare dell’agenda digitale una reale opportunità per migliorare il rapportostato-cittadini sono necessari due passaggi:A. Stimolare un uso degli open data che sia accessibile a tutti e non solo agli addetti ai lavori.B. Stabilire per legge un reale Diritto all’accesso all’informazione (attraverso un Freedom of Information Act – FOIA) che aumenti i poteri dei cittadini nei confronti dello lo Stato e non lasci solo nelle mani dello Stato il diritto di decidere cosa va rivelato e cosa no. 7
  • 8. A. Open Data: trasparenza e innovazioneGli Open Data, ovvero dati liberamente accessibili atutti, sono uno dei punti chiave dell’agenda digitale erappresentano la base per una pubblica Nell’ottobre 2011 nasceamministrazione (PA) trasparente e aperta alla il portale dati.gov.itpartecipazione dei cittadini nei processi decisionali.Secondo la Commissione europea, la quantità di dati a disposizione della PA rappresentauna miniera d’oro. Si tratta anche di mappe, archivi e informazioni per cui qualcunopotrebbe essere disposto a pagare. Nel 2010, nell’Europa a 27 paesi, il valore economicodei dati nel settore pubblico era stimato in 32 miliardi 1.A ottobre 2012, i dataset (insiemi di dati) consultabili liberamente da tutti in Italia erano3647, in forte crescita rispetto ai mesi precedenti (Censis 2012). Insomma, il materiale c’è.Ora bisogna solo saperlo usare. E avere gli strumenti per farlo.1 Fonte: Graham Vickery, Information Economics Paris (studio realizzato per la Commissione Europea). Vedi ancheil progetto Mepsir che nel 2006 aveva quantificato in 27 miliardi di euro il valore economico dei dati prodotti dalleamministrazioni pubbliche nell’Europa a 25, più la Norvegia. 8
  • 9. A. Oltre gli Open DataGli open data non sono solo un’opportunitàeconomica. Possono aiutare i processidemocratici, ma ad alcune condizioni:• I dati in forma grezza sono poco utili aicittadini che vogliono tenere lo Stato sottocontrollo. Vanno analizzati, spiegati etrasformati, cosicché anche i non esperti Fonte: datajournalismhandbook.orgpossano usarli.• Senza competenze o senza istituzioni che interpretano questi dati (come nelcaso del data journalism) si rischia di cadere nel compiacimento digitale: leamministrazioni dichiarano di aver fatto passi avanti per accrescere latrasparenza, ma in forme che danno poco potere effettivo ai cittadini.• Anche se esistono degli standard, il potere di decidere quali dati liberarerimane nelle mani dell’amministrazione e i cittadini in Italia hanno pochistrumenti per chiedere attivamente il rilascio dei dati. 9
  • 10. B. Il Freedom of Information Act (FOIA)Un vero open government deve affiancare alla liberazione dei dati degli strumentiche permettano ai cittadini di accedere a ciò che loro stessi ritengono importante.Questo può essere ottenuto attraverso unFreedom of Information Act (o Right toInformation Act), che offre strumentilegali ai cittadini per aver accesso ad Fonte : cfoi.org.ukinformazioni in mano alla pubblicaamministrazione.In materia di accesso all’informazione, l’Italia ha una legge molto debole(241/90, 150/2009 e 196/2003) che riconosce solo ai cittadini con un“interesse concreto e personale” il potere di richiedere informazioni,e rende difficile fare una richiesta a chi, cittadino o giornalista, vuolecontrollare il funzionamento dello Stato. 10
  • 11. B. Sembra FOIA ma non è!Il 22 gennaio 2013 viene approvato un decreto ispirato, secondo il Consiglio deiMinistri, al FOIA americano e definito dalla stampa come il “Freedom Act italiano”.In realtà il decreto non è un FOIA.Vengono introdotte alcune normeimportanti in fatto di trasparenza esi dà più poteri ai cittadini, ma quelloche manca (ed è centrale nel FOIA americano e inglese) è il potere del cittadino diagire attivamente e chiedere informazioni anche senza un interesse concreto epersonale.Finora la legge italiana non dà la possibilità a cittadini e giornalisti di entrare inpossesso di informazioni utili semplicemente per controllare l’operato delloStato. Questo ha impedito per esempio ad importantiinchieste giornalistiche di avere accesso a prove essenziali. 11
  • 12. B. USA e UE: un vero diritto all’accessoFreedom of Information Act – Stati Uniti• Negli Stati Uniti il FOIA permette a ogni cittadino di richiededere in modo semplice informazioni in possesso della pubblica amministrazione.• Il FOIA è stato esteso per offrire accesso anche a documenti classificati, dopo 25 anni. Accesso all’informazione nell’Unione Europea • I documenti del Parlamento, della Commissione e della Consulta sono accessibili da ogni cittadino. • La UE incoraggia gli Stati membri a rendere i dati della PA i più accessibili e ri-usabili possibile. 12
  • 13. B. Il FOIA in India: tra i più avanzati al mondo L’India è uno dei Paesi che meglio garantisce il diritto di accesso all’informazione. Il Right to Information Act (RTI) approvato nel 2005 ha trasfomato il rapporto tra Stato e cittadini, obbligando i funzionari a rispondere a richieste entro 30 giorni e imponendo pene severe per ogni inadempienza.Il Right to Information Act è stato il risultato di una campagna di massacondotta dalla società civile e durata dieci anni, che ha costretto lo Stato afornire informazioni in formati che tutti i cittadini potessero capire e usare.Oggi il RTI è usato ogni giorno da comuni cittadini in India per risolvere moltiproblemi con la PA, dalla corruzione, all’assenteismo. Fare una richiesta èfacilissimo e non è necessario spiegare perché si richiede quell’informazione. 13
  • 14. B. E in Italia? Finora un’esperienza deludenteNel 2012 è stata avviata una campagna per l’adozione di un vero FOIA in Italia edi recente è nata l’associazione Diritto di sapere, il cui scopo è “la difesa el’espansione del diritto umano di accesso all’informazione”.Come indicato da una recente ricercacondotta da Forum PA sull’adozionedi un FOIA in Italia, i tentativi diaccesso all’informazione sono tuttoradifficoltosi e spesso deludenti, a causadi ostacoli di tipo culturale,tecnologico e normativo. 14
  • 15. B. Cosa serve all’Italia per un vero FOIA?In sintesi, due punti sono centrali per l’introduzione e il successo di un verodiritto di accesso all’informazione in Italia:Il FOIA, come in USA e in India deve rendere semplice la richiesta diinformazioni e obbligare i funzionari a rispondere in tempi brevi.Deve crescere una cultura civica che spinga i cittadini ad aver menodiffidenza dello Stato e a richiedere le informazioni di cui hanno diritto. 15
  • 16. Le proposte dei partiti - 1 Agenda digitale e Agenda MontiIl premier Monti intende continuare il lavoro avviato erafforzarlo lungo i 4 assi della connessione a bandalarga, delle smart communities, degli open data edell’e-government. Partito DemocraticoPer il Pd le priorità della rivoluzione digitale sono:• scuola, cittadini e piccole imprese• ambiente, mobilità e turismo culturale•l’adozione di un provvedimento analogo al FOIA cheassicuri ai cittadini il pieno diritto alla consultazione onlinedei documenti pubblici, anche come arma percombattere la corruzione.Il 26 gennaio 2013 il PD ha pubblicato in modalità open ecommentabile le sue proposte per l’agenda digitale. 16
  • 17. Le proposte dei partiti - 2 Popolo della libertàIl 28 marzo 2012 il Pdl ha presentato una proposta di leggeper la la realizzazione dell’agenda digitale nazionale.L’obiettivo è facilitare l’avvio di start up innovative, colmareil divario culturale e quello nei confronti dei disabili e dellecategorie svantaggiate, oltre a coinvolgere la Rai nelprocesso di alfabetizzazione e la digitalizzazione diPA, sanità e giustizia. Lega NordLe priorità sono l’agenda digitale a scuola e nella pubblicaamministrazione, le start up innovative, la promozionedell’utilizzo del cloud computing nella PA, la diffusione dellabanda larga e la fatturazione elettronica. 17
  • 18. Le proposte di movimenti e associazioni Movimento 5 StelleNel suo Non-Statuto, il M5S propone:• cittadinanza digitale per nascita e accesso alla rete gratuito per icittadini italiani;• banda larga per tutti e a costi competitivi• abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi-fi. Rivoluzione CivileIl movimento chiede il libero accesso a Internet, gratuito pergiovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese. Altre proposteGli Stati generali dell’innovazione, nati per iniziativa diassociazioni, movimenti, aziende e cittadini, hanno proposto unaCarta di intenti, in cui spicca il riferimento all’Economia dellaConoscenza e il relativo mercato del lavoro. Numerosi i politici che 18
  • 19. ConclusioniLa stampa ha lamentato riferimenti generici nei programmi deipartiti per un’agenda digitale italiana che rischia di rimaneresulla carta: 32 decreti attuativi per mettere in pratica quantopromesso finora sono slittati a data da definirsi .Ma è importante non confondere la lotta per una maggioredigitalizzazione con una lotta per una maggiore trasparenza edemocrazia.Il digitale, in sé, è uno strumento: da solo non porta maggioridiritti e per un cambiamento reale è importante battersi pertutti gli strumenti, compresi quelli legali e civili. 19
  • 20. Link utiliAccesso a internet in Europa• Dati Eurostat 2012 Agenda digitale• Agenda digitale europea• Agenda digitale italianaOpen data• Portale europeo degli open data• Portale italiano degli open data• Graham Vickery, Information Economics Paris (2010)• MEPSIR - Measuring European Public Sector Information Resources (2006)• EU’s Recognition of Open Data’s Economic Value is Good Start – LSE Media Policy Blog (2011)• Open Data Day italianoFreedom of information act• Foia.it• Diritto di sapere.it• Forum PA: analisi per un freedom of information act in Italia (2013) 20
  • 21. Grazie! Se hai apprezzato la presentazione, inoltra il link ai tuoi amici e sostieni il nostro progetto! Ringraziamo Paolo Cavaliere, Flavia Marzano e Dimitri Tartari per i commenti ricevuti Contatti:quattrogatti@quattrogatti.info | @_quattrogatti | facebook.com/quattrogatti.info

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