Your SlideShare is downloading. ×
Commento alla normativa sul rischio alluvioni
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×

Saving this for later?

Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime - even offline.

Text the download link to your phone

Standard text messaging rates apply

Commento alla normativa sul rischio alluvioni

738
views

Published on


0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total Views
738
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
19
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ COMMENTO AL DECRETO LEGISLATIVO CHE ATTUA LA DIRETTIVA ALLUVIONIDecreto Legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 Attuazione della direttiva2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni.(10G0071) (GU n. 77 del 2-4-2010 )TESTO DEL DLGS 49/2010http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-04-02&task=dettaglio&numgu=77&redaz=010G0071&tmstp=1270416175717DIRETTIVA 2007/60Per un commento:http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=839&categoria=Difesa%20del%20SuoloLA NORMATIVA CHE RESTA IN VIGORE DOPO IL DLGS 49/2010Con il presente dlgs restano comunque in vigore le disposizioni della parte terza del dlgs152/2006 (TU ambiente); nonché la pertinente normativa di protezione civile anche in relazionealla materia del sistema di allertamento nazionale.Per un commento alla parte III di detto dlgs 152/2006:http://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=956&categoria=Difesa%20del%20SuoloPer il testo del dlgs 152/2006: http://www.ambientediritto.it/Legislazione/VARIE/2006/dlgs_2006_n.152.htmDEFINIZIONILa definizione di alluvione viene leggermente modificata e ampliata rispetto a quelle dellaDirettiva. Secondo il presente dlgs per alluvione si intende: lallagamento temporaneo, anche contrasporto ovvero mobilitazione di sedimenti anche ad alta densità, di aree che abitualmente nonsono coperte dacqua. Ciò include le inondazioni causate da laghi, fiumi, torrenti, eventualmentereti di drenaggio artificiale, ogni altro corpo idrico superficiale anche a regime temporaneo,naturale o artificiale, le inondazioni marine delle zone costiere ed esclude gli allagamenti nondirettamente imputabili ad eventi meteorologici.Stesso discorso per la definizione di rischio alluvioni, secondo il presente dlgs per rischio alluvionisi intende la combinazione della probabilità di accadimento di un evento alluvionale e dellepotenziali conseguenze negative per la salute umana, il territorio, i beni, lambiente, il patrimonioculturale e le attività economiche e sociali derivanti da tale evento.Viene introdotta una definizione non prevista dalla Direttiva quella di pericolosità da alluvione, conla quale si intende la probabilità di accadimento di un evento alluvionale in un intervallo temporaleprefissato e in una certa area. 1
  • 2. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/I SOGGETTI ISTITUZIONALE CENTRALI NELLA POLITICA DI DIFESA DAL RISCHIOALLUVIONI.Il primo soggetto centrale per l’attuazione degli obiettivi del presente dlgs sono le Autorità dibacino distrettuali. Secondo l’articolo 63 del dlgs 152/2006 tali Autorità sono istituite presso ognidistretto idrografico e andranno a sostituire le Autorità di bacino. Il distretto idrografico è infattidefinito (sempre dal dlgs 152/2006) come un’area di terra e di mare, costituita da uno o più baciniidrografici limitrofi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere che costituisce la principale unitàper la gestione dei bacini idrografici.Sul regime transitorio dalle Autorità di bacino a quelle di Distretto vedi:http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1234&categoria=Difesa%20del%20SuoloIn particolare atto fondamentale di competenza di dette Autorità di Distretto Idrografico sono i pianistralcio di distretto per lassetto idrogeologico (Pai), che contengano in particolare lindividuazionedelle aree a rischio idrogeologico, la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure disalvaguardia e la determinazione delle misure medesime.Il secondo soggetto istituzionale centrale sono le Regioni. Secondo il comma 2 articolo 3 delpresente dlgs le regioni, in coordinamento tra loro e con il Dipartimento nazionale dellaprotezione civile, provvedono, ai sensi delle direttive del Presidente del Consiglio dei Ministriin data 27 febbraio 2004 e 25 febbraio 2005, per il distretto idrografico di riferimento, allapredisposizione ed allattuazione del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale, peril rischio idraulico ai fini di protezione civile secondo quanto previsto dal presente dlgs (vedipresente commento paragrafo: ).Per il testo della Direttiva 27/2/2004: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2004/59/6.htmPer il testo della Direttiva 25/2/2005: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/55/2.htmGLI STRUMENTI PER LE POLITICHE DI PREVENZIONE DEL RISCHIO ALLUVIONI a) Sulla base della VALUTAZIONE PRELIMINARE DEL RISCHIO DI ALLUVIONI , predisposta dalle Autorità di bacino distrettuali (entro il 22 settembre 2011 ) vengono individuate le zone ove possa sussistere un rischio potenziale significativo di alluvioni o si ritenga che questo si possa generare in futuro. La Valutazione è riesaminata entro entro il 22 settembre 2018 e, successivamente, ogni sei anni. 1. Per le zone di rischio le Autorità di bacino distrettuale individuano (entro il 22 giugno 2013), a livello di distretto idrografico, MAPPE DELLA PERICOLOSITÀ DA ALLUVIONE E MAPPE DEL RISCHIO DI ALLUVIONI con i relativi scenari di potenziali alluvioni. Le mappe sono riesaminate entro il 22 settembre 2019 e, successivamente, ogni sei anni. 2. I PIANI DI GESTIONE DEL RISCHIO ALLUVIONI predisposti dalle Autorità di bacino distrettuali (entro il 22 giugno 2015) con i quali sono definiti gli obiettivi della gestione del rischio di alluvioni per 1e zone di rischio alluvioni come sopra individuate (vedi punto 1). I piani sono riesaminati entro il 22 settembre 2021 e, successivamente, ogni sei anni. 2
  • 3. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/VALUTAZIONE PRELIMINARE DEL RISCHIO (articolo 4)La Valutazione comprende almeno i seguenti elementi: a) cartografie tematiche del distretto idrografico in scala appropriata comprendenti i limiti amministrativi, i confini dei bacini idrografici, dei sottobacini e delle zone costiere, dalle quali risulti la topografia e luso del territorio; b) descrizione delle alluvioni avvenute in passato che hanno avuto notevoli conseguenze negative per la salute umana, il territorio, i beni, lambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche e sociali e che, con elevata probabilità, possono ancora verificarsi in futuro in maniera simile, compresa lestensione dellarea inondabile e, ove noti, le modalità di deflusso delle acque, gli effetti al suolo e una valutazione delle conseguenze negative che hanno avuto; c) descrizione delle alluvioni significative avvenute in passato che pur non avendo avuto notevoli conseguenze negative ne potrebbero avere in futuro; d) valutazione delle potenziali conseguenze negative di future alluvioni per la salute umana, il territorio, i beni, lambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche e sociali, tenendo conto di elementi quali la topografia, la localizzazione dei corpi idrici superficiali e le loro caratteristiche idrologiche e geomorfologiche generali, le aree di espansione naturale delle piene, lefficacia delle infrastrutture artificiali esistenti per la difesa dalle alluvioni, la localizzazione delle aree popolate, di quelle ove esistono attività economiche e sociali e gli scenari a lungo termine, quali quelli socio-economici e ambientali, determinati anche dagli effetti dei cambiamenti climatici.La valutazione suddetta non deve essere effettuata se le Autorità di bacino distrettuale hannostabilito, prima del 22 dicembre 2010, di elaborare mappe della pericolosità e mappe del rischio dialluvioni e di predisporre piani di gestione del rischio di alluvioni nel rispetto delle indicazioni delpresente dlgs.MAPPE DI PERICOLOSITÀ DA ALLUVIONE (articolo 6)Le mappe della pericolosità da alluvione contengono, evidenziando le aree in cui possonoverificarsi fenomeni alluvionali con elevato volume di sedimenti trasportati e colate detritiche, laperimetrazione delle aree geografiche che potrebbero essere interessate da alluvioni secondo iseguenti scenari:a) alluvioni rare di estrema intensità: tempo di ritorno fino a 500 anni dallevento (bassaprobabilità);b) alluvioni poco frequenti: tempo di ritorno fra 100 e 200 anni (media probabilità);c) alluvioni frequenti: tempo di ritorno fra 20 e 50 anni (elevata probabilità).Per ogni scenario di cui sopra vanno indicati almeno i seguenti elementi:a) estensione dellinondazione;b) altezza idrica o livello;c) caratteristiche del deflusso (velocità e portata).MAPPE DEL RISCHIO DI ALLUVIONI (articolo 6)Le mappe del rischio di alluvioni indicano le potenziali conseguenze negative derivanti dallealluvioni, nellambito degli scenari elencati nel paragrafo precedente ( del presente commento) eprevedono le 4 classi di rischio di cui al DPCM 29/9/1998(http://www.autorita.bacinoserchio.it/normative/difesa_suolo_assetto_idrogeologico/dpcm_29091998)Le 4 classi di rischio sono: • moderato R1: per il quale i danni sociali, economici e al patrimonio ambientale sono marginali; 3
  • 4. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ • medio R2: per il quale sono possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale che non pregiudicano lincolumità del personale, lagibilità degli edifici e la funzionalità delle attività economiche; • elevato R3: per il quale sono possibili problemi per lincolumità delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, la interruzione di funzionalità delle attività socioeconomiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale; • molto elevato R4: per il quale sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socioeconomiche.Le suddette classi di rischio sono espresse in termini di:a) numero indicativo degli abitanti potenzialmente interessati;b) infrastrutture e strutture strategiche (autostrade, ferrovie, ospedali, scuole, etc);c) beni ambientali, storici e culturali di rilevante interesse presenti nellarea potenzialmenteinteressata;d) distribuzione e tipologia delle attività economiche insistenti sullarea potenzialmente interessata;e) impianti soggetti ad autorizzazione integrata(http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=357&categoria=Autorizzazione%20Integrata ) che potrebbero provocare inquinamento accidentale in caso di alluvionee aree protette potenzialmente interessate;f) altre informazioni considerate utili dalle autorità di bacino distrettuali, come le aree soggette adalluvioni con elevato volume di trasporto solido e colate detritiche o informazioni su fonti rilevantidi inquinamento.PIANI DI GESTIONE DEL RISCHIO ALLUVIONI: CONTENUTI E FINALITÀ GENERALI(articolo 7)I piani di gestione del rischio di alluvioni, riguardano tutti gli aspetti della gestione del rischio dialluvioni, in particolare la prevenzione, la protezione e la preparazione, comprese le previsioni dìalluvione e il sistema di allertamento nazionale e tengono conto delle caratteristiche del bacinoidrografico o del sottobacino interessato. I piani di gestione possono anche comprendere lapromozione di pratiche sostenibili di uso del suolo, il miglioramento delle azioni di ritenzionedelle acque, nonché linondazione controllata di certe aree in caso di fenomeno alluvionale. Neipiani di gestione, sono definiti gli obiettivi della gestione del rischio di alluvioni per 1e zone dirischio alluvioni e per quelle transitorie (che rendono non necessaria la Valutazione preliminare delrischio), evidenziando, in particolare, la riduzione delle potenziali conseguenze negative per lasalute umana, il territorio, i beni, lambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche esociali, attraverso lattuazione prioritaria di interventi non strutturali e di azioni per la riduzionedella pericolositàI piani di gestione del rischio di alluvioni comprendono misure per raggiungere gli obiettivi di cuisopra, nonché gli elementi indicati allallegato I, parte A al presente dlgs . I piani di gestionetengono conto di aspetti quali:a) la portata della piena e lestensione dellinondazione;b) le vie di deflusso delle acque e le zone con capacità di espansione naturale delle piene;c) gli obiettivi ambientali di cui alla parte terza, titolo II, del decreto legislativo n.152 del 2006;d) la gestione del suolo e delle acque;e) la pianificazione e le previsioni di sviluppo del territorio;f) luso del territorio;g) la conservazione della natura;h) la navigazione e le infrastrutture portuali;i) i costi e i benefici; 4
  • 5. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/l) le condizioni morfologiche e meteomarine alla foce.I piani di gestione non sono predisposti se entro il 22/12/2010 le Autorità di bacino ha stabilito dipredisporre piani di gestione del rischio di alluvioni.PIANI DI GESTIONE DEL RISCHIO ALLUVIONI: PARTI DI COMPETENZA DELLEAUTORITÀ DI BACINO DI DISTRETTO (articolo 7)Le Autorità di bacino predispongono i piani di gestione per le zone a rischio potenziale di alluvionie per le zone comprese nelle mappe della pericolosità e mappe del rischio di alluvioni e nei piani digestione del rischio di alluvioni predisposte/i prima del 22/12/2010.Detti piani sono predisposti nellambito delle attività di pianificazione di bacino ex dlgs 152/2006)facendo salvi gli strumenti di pianificazione già predisposti nellambito della pianificazione dibacino in attuazione della normativa previgente.PIANI DI GESTIONE DEL RISCHIO ALLUVIONI: PARTI DI COMPETENZA DELLEREGIONI (articolo 7)Le regioni, in coordinamento tra loro, nonché con il Dipartimento nazionale della protezione civile,predispongono, ai sensi della normativa vigente, la parte dei piani di gestione per il distrettoidrografico di riferimento relativa al sistema di allertamento, nazionale, statale e regionale, per ilrischio idraulico ai fini di protezione civile, di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio deiMinistri in data 27 febbraio 2004 (http://gazzette.comune.jesi.an.it/2004/59/6.htm), con particolareriferimento al governo delle piene.Per questa parte i piani di gestione contengono una sintesi dei contenuti dei piani urgenti diemergenza contenenti le misure per la salvaguardia dellincolumità delle popolazioni interessate,compreso il preallertamento, lallarme e la messa in salvo preventiva (ex comma 5 articolo 67 dlgs152/2006 TU ambiente), nonché della normativa previgente e tengono conto degli aspetti relativialle attività di:a) previsione, monitoraggio, sorveglianza ed allertamento posti in essere attraverso la rete dei centrifunzionali;b) presidio territoriale idraulico posto in essere attraverso adeguate strutture e soggetti regionali eprovinciali;c) regolazione dei deflussi posta in essere anche attraverso i piani di laminazione;d) supporto allattivazione dei piani urgenti di emergenza predisposti dagli organi di protezionecivile ai sensi del sopra citato comma 5 articolo 67 dlgs 152/2006.COORDINAMENTO TERRITORIALE DEI PIANI DI GESTIONE DEL RISCHIO DIALLUVIONI (articolo 8)Per i distretti idrografici (elencati allarticolo 64 del dlgs 152/2006), che ricadono interamente nelterritorio nazionale Autorità di bacino e Regioni ciascuna per la parte di propria competenza,predispongono o un unico piano di gestione ovvero una serie di piani di gestione coordinati a livellodi distretto idrografico.CONFORMITÀ DEI PIANI URBANISTICI AI PIANI DI GESTIONE (ARTICOLO 7)Secondo il comma 6 articolo 7 del presente dlgs gli enti territorialmente interessati ( quindi in primoluogo comuni e province) si conformano alle disposizioni dei piani di gestione rispettandone leprescrizioni nel settore urbanistico. I piani di gestione hanno carattere immediatamente vincolanteper le amministrazioni ed Enti pubblici, nonchè per i soggetti privati, ove trattasi di prescrizionidichiarate di tale efficacia. Le Regioni, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del Piano digestione integrato all’interno della pianificazione generale di bacino sui rispettivi Bollettini ufficiali 5
  • 6. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/regionali, emanano ove necessario le disposizioni concernenti lattuazione del piano stesso nelsettore urbanistico. Decorso tale termine, gli Enti territorialmente interessati dal Piano di bacino(integrato con i Piani di gestione)sono comunque tenuti a rispettarne le prescrizioni nel settoreurbanistico. Qualora gli Enti predetti non provvedano ad adottare i necessari adempimenti relativi aipropri strumenti urbanistici entro sei mesi dalla data di comunicazione delle predette disposizioni, ecomunque entro nove mesi dalla pubblicazione dellapprovazione del Piano di bacino,alladeguamento provvedono dufficio le Regioni.COORDINAMENTO CON LE DISPOSIZIONI DELLA PARTE TERZA, SEZIONI I E II, DELDECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N.152 (articolo 9)Le mappe di pericolosità e del rischio di alluvioni devono essere predisposti in modo da coordinareil sistema di informazioni ivi previsto con quello (ex comma 7 articolo 63 del dlgs 152/2006)relativo alla analisi delle caratteristiche del distretto, di un esame sullimpatto delle attività umanesullo stato delle acque superficiali e sulle acque sotterranee, nonchè di unanalisi economicadellutilizzo idrico; ed affinchè siano utilizzabili nel riesame dei piani si gestione della tutela delleacque (articolo 117 dlgs 152/2006).Lelaborazione dei primi piani di gestione ed i successivi riesami devono essere effettuati incoordinamento con i riesami dei piani di gestione dei bacini idrografici di cui allarticolo 117 deldecreto legislativo n.152 del 2006 e possano essere integrati nei medesimi.INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEL PUBBLICO (articolo 10)Le autorità di bacino distrettuali e le regioni afferenti il bacino idrografico in coordinamento tra loroe con il Dipartimento nazionale della protezione civile, ciascuna per le proprie competenze, mettonoa disposizione del pubblico la valutazione preliminare del rischio di alluvioni, le mappe dellapericolosità e del rischio di alluvioni ed i piani di gestione del rischio di alluvioni previsti dalpresente dlgs.Le autorità di cui sopra promuovono la partecipazione attiva allelaborazione, al riesame eallaggiornamento dei piani di gestione del pubblico secondo le stesse modalità previste perl’adozione e l’approvazione dei piani di bacino (comma 7 articolo 66 del dlgs 152/2006) acominciare dalla presentazione di osservazioni nella fase istruttoria di detti piani di gestione. 6
  • 7. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Decreto Legislativo 10 dicembre 2010, n. 219 Attuazione della direttiva2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politicadelle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonchémodifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CEche stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche perlanalisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. (10G0244) (GU n. 296del 20-12-2010 )TESTO DEL DLGS 219/2010http://www.normattiva.it/dispatcher?service=213&fromurn=yes&datagu=2010-12-20&annoatto=2010&numeroatto=219&task=ricercaatti&elementiperpagina=50&redaz=010G0244&newsearch=1&classeprv=1&paginadamostrare=1&tmstp=1294240132767REGIME TRANSITORIO FINO ALLA ISTITUZIONE DELLE AUTORITÀ DI BACINODISTRETTUALILe Autorità di Bacino Distrettuali, previste dall’articolo 63 del dlgs 152/2006, derivano dallaistituzione dei Bacini distrettuali come previsti dalla Direttiva 2000/60/CE, vedi per un commentodi questa ultima Direttiva il seguente linkhttp://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1380&categoria=AcqueSecondo l’articolo 4 del presente dlgs nelle more della costituzione delle autorità di bacinodistrettuali:a) le autorità di bacino di rilievo nazionale, provvedono allaggiornamento dei piani di gestione dibacini idrografici. A tale fine dette autorità svolgono funzioni di coordinamento nei confronti delleregioni ricadenti nei rispettivi distretti idrografici;b) le autorità di bacino di rilievo nazionale, e le regioni, ciascuna per la parte di territorio di propriacompetenza, provvedono alladempimento degli obblighi previsti dal decreto legislativo 23 febbraio2010, n.49. Per un commento di questo ultimo decreto legislativo vedi il seguente linkhttp://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1504&categoria=Difesa%20del%20SuoloAi fini della predisposizione degli strumenti di pianificazione di cui al predetto decreto legislativon.49 del 2010, le autorità di bacino di rilievo nazionale svolgono la funzione di coordinamentonellambito del distretto idrografico di appartenenza.Ai suddetti adempimenti nel caso di distretti nei quali non é presente alcuna autorità di bacino dirilievo nazionale, provvedono le regioni.Lapprovazione di atti di rilevanza distrettuale é effettuata dai comitati istituzionali e tecnici delleautorità di bacino di rilievo nazionale, integrati da componenti designati dalle regioni il cuiterritorio ricade nel distretto idrografico a cui gli atti si riferiscono se non gia rappresentate neimedesimi comitati. 7