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L'allerta meteo e normativa volontariato, Regione Toscana. Riparbella 2008

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Slide del corso tenuto presso il centro intercomunale della Alta val di cecina nel 2008.
N:B.
la normativa sul decreto 81 è obsoleta alla luce del decreto del 13 luglio 2011 pubblicato in GU n. 159 dell'11 luglio che disciplina le modalità di applicazione delle disposizioni in materia di sicurezza contenute nel decreto legislativo n. 81/2008 ai volontari di protezione civile, della Croce Rossa Italiana, del CNSAS - Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico - e dei Vigili del Fuoco Volontari delle Province Autonome di Trento e Bolzano e della Regione Valle d'Aosta. Decreto che diventerà operativo l' 8 gennaio 2012.

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L'allerta meteo e normativa volontariato, Regione Toscana. Riparbella 2008

  1. 1. L’ allerta meteo e La normativa sul volontariato05/08/2008 B.Barsanti 1
  2. 2. Firenze 196605/08/2008 B.Barsanti 2
  3. 3. i cittadini non furono avvertitidellimminente fuoriuscita delfiume, tranne alcuni orafi diPonte Vecchio che ricevetterouna telefonata di una guardianotturna che li invitava avuotare le loro botteghe; lenotizie furono date in granderitardo e i Media tentarono disottacere lentità del disastro;per i primi giorni gli aiutiprovennero quasi esclusivamentedal volontariato, o dalle truppedi stanza in città: per vedereuno sforzo organizzato dalgoverno bisognò attendere seigiorni dopo la catastrofe. 05/08/2008 B.Barsanti 3
  4. 4. …..Una volta organizzata la macchina degli interventi, che si moltiplicarono in modo notevole, tanto che la città dovette essere divisa in settori per le operazioni. Furono infatti creati anche per ogni zona punti di raccolta segnalazioni per gli interventi necessari: salvataggi, recupero Salme, assistenza alla popolazione con rifornimento viveri ed acqua potabile, rifornimento medicinali indumenti e coperte, ripristino funzionalità acquedotto cittadino , rifornimento mangimi e foraggio per il bestiame, reperimento alloggi per i senza tetto, recupero recipienti di gpl e di altri infiammabili, per sicurezza e igiene distruzione di alimenti deteriorati, carogne di animali, disinfezione ambienti , collaborazione nella verifica di stabilità dei fabbricati, piloni di ponti, controllo movimenti franosi, e nel ripristino e rifacimento degli argini dei corsi d’acqua. In più e in modo massiccio i VV.F furono impiegati nell’ aggottamento dei locali invasi dalle acque , nella rimozione dei detriti e del fango per il ripristino della viabilità, per il la riattivazione della vita cittadina collaborarono attivamente nella protezione e nel recupero delle opere d’arte, e per il ripristino delle fognature. Ing. G.V. Marano VV.F. Firenze05/08/2008 B.Barsanti 4
  5. 5. Normativa• Direttiva Pres. Cons. dei Ministri del 27 febbraio 2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile”• Decreto R.T. N. 6884 del 13 Dicembre 2005 Monitoraggio in caso di allerta e segnalazione di evento calamitoso, censimento danni da parte degli enti competenti: modulistica e disposizioni per il relativo utilizzo.• Delibera R.T. N. 611 del 04 Settembre 2006 Approvazione nuove disposizioni e procedure operative per lattuazione della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile".05/08/2008 B.Barsanti 5
  6. 6. Delibera N. 611 del 04 Settembre 2006 Procedure OperativeLa Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27/02/2004 definisce come rischio, in una data zona, la probabilità che un evento prefigurato, atteso e/o in atto, determini un certo grado di effetti gerarchicamente e quantitativamente stimati sugli elementi esposti in tale zona alla pericolosità dell’evento stesso. Gli eventi causa di rischio potenziale per la popolazione si distinguono in eventi prevedibili ed eventi non prevedibili. Oggetto delle presenti procedure è la definizione delle modalità operative per la gestione del sistema di allertamento regionale per gli eventi potenzialmente prevedibili, tipicamente di natura idrogeologica. In particolare, sono specificate le relazioni tra i livelli di criticità e gli stati di allerta e le procedure e le azioni di protezione civile da attivare progressivamente al crescere della criticità.05/08/2008 B.Barsanti 6
  7. 7. Zone di Allerta05/08/2008 B.Barsanti 7
  8. 8. Procedure di attivazione dei livelli di allertamento del sistema di protezione civile05/08/2008 B.Barsanti 8
  9. 9. Livelli di criticitàPer ciascuna zona e per le varie tipologie di rischio, sono state individuate delle opportune grandezze meteo- idrologiche, quali indicatori del probabile manifestarsi di prefigurati scenari d’evento. È stato quindi definito un sistema di soglie articolato su due livelli di criticità (moderata ed elevata) per tutte le tipologie di rischio in esame: idraulico-idrogeologico, neve, vento, mareggiate, ghiaccio.Alla previsione del superamento di tali soglie viene emesso Avviso di Criticità e vengono adottati opportuni stati di allerta del sistema di protezione civile.05/08/2008 B.Barsanti 9
  10. 10. b) Criticità moderata: : condizioni corrispondenti al raggiungimento moderata: della stima del tempo di ritorno quinquennale per almeno uno dei valori di precipitazione cumulata a 1-3-6-12-24 ore. Indica il manifestarsi di piogge non ordinarie, con una situazione da monitorare focalizzando l’attenzione nei punti critici in cui si sta sviluppando il fenomeno, con possibili conseguenze di: • per il raggiungimento della soglia per durate brevi (1-3-6 ore): probabili frane in zone ad elevata pericolosità idrogeologica, aggravamento delle condizioni di smaltimento dei sistemi fognari nei centri urbani, sollecitazione del reticolo idrografico minore; •per il raggiungimento della soglia per durate lunghe (6-12-24 ore): saturazione del suolo con aumento della pericolosità da frana (soprattutto se si manifestano successivi scrosci di breve durata ed alta intensità); aggravamento delle condizioni di reticoli principali dei bacini di medie-grandi dimensioni (500 – 5000 kmq), con diminuzione del volume invasabile in alveo e probabile innalzamento dei livelli sulle aste principali05/08/2008 B.Barsanti 10
  11. 11. Criticità elevata: condizioni corrispondenti al raggiungimento della stima del tempo elevata: di ritorno decennale per almeno uno dei valori di precipitazione cumulata a 1-3-6- 12-24 ore. Indica il manifestarsi di piogge rilevanti, quasi eccezionali, con possibili conseguenze di:• per il raggiungimento della soglia per durate brevi (1-3-6 ore): probabili frane in zone ad elevata e media pericolosità idrogeologica, forte aggravamento delle condizioni di smaltimento dei sistemi fognari nei centri urbani con eventuali allagamenti locali, forte sollecitazione del reticolo minore con possibili allagamenti in zone ad elevata pericolosità idraulica, probabile formazione di onde di piena su bacini di piccole-medie dimensioni (100-1000 kmq);• per il raggiungimento della soglia per durate lunghe (6-12-24 ore): saturazione del suolo con forte aumento della pericolosità da frana (soprattutto se si manifestano successivi scrosci di breve durata ed alta intensità); formazione di piena sui reticoli idrografici principali dei bacini di medie-grandi dimensioni (500 – 5000 kmq), con probabile repentino innalzamento dei livelli sulle aste principali05/08/2008 B.Barsanti 11
  12. 12. Criticità OrdinariaÈ inserito inoltre un livello di ordinaria criticità, intermedio tra la criticità nulla e la criticità moderata o elevata, che di regola non prevede danni diffusi a scala comunale e può essere affrontato con mezzi ordinari. Tale livello di criticità può però comportare anche effetti significativi, con una possibile ed occasionale pericolosità per l’incolumità delle persone, ove si manifestino eventi intensi, quali temporali accompagnati da fulmini, rovesci di pioggia e grandinate nonché colpi di vento e trombe d’aria, d’incerta previsione sia spaziale che temporale temporale.05/08/2008 B.Barsanti 12
  13. 13. Bollettino Meteo05/08/2008 B.Barsanti 13
  14. 14. Bollettino di Vigilanza Meteorologica Regionale Il Bollettino di Vigilanza Meteorologica regionale, emesso quotidianamente entro le ore 11:00 e pubblicato sul sito web del CF, segnala la presenza di fenomeni meteorologici (pioggia, neve, ghiaccio, vento, mare) che si prevede possano superare una determinata soglia di intensità05/08/2008 B.Barsanti 14
  15. 15. 05/08/2008 B.Barsanti 15
  16. 16. Bollettino di Vigilanza Meteorologica regionaleIl Bollettino di Vigilanza Meteorologica regionale ha i seguenti contenutia) data e ora di emissione;b) tabella con indicazione qualitativa-quantitativa dell’intensità dei fenomeni meteorologici significativi previsti su ciascuna delle 6 aree di Vigilanza meteo fino alle 24:00 del giorno successivo alla data di emissione del Bollettino;c) descrizione testuale dei fenomeni indicati nella tabella di cui alla lett. b);d) descrizione testuale dei fenomeni previsti per il secondo giorno successivo alla data di emissione del Bollettino (dopodomani) con indicazione della possibilità di occorrenza di fenomeni significativi (in caso positivo viene riportato il/i fenomeno/i previsto/i);e) descrizione testuale dei fenomeni previsti per i giorni seguenti (tendenza).05/08/2008 B.Barsanti 16
  17. 17. Bollettino di sintesi delle criticità regionali05/08/2008 B.Barsanti 17
  18. 18. Bollettino di sintesi delle criticità regionali regionali• Il Bollettino di Sintesi delle Criticità Regionali ha i seguenti contenuti :a) data e ora di emissione;b) emissione o meno di Avviso di criticità; nel caso di emissione di Avviso, ne viene indicato il periodo di validità e viene attivato un link per la consultazione dello stesso;c) tabelle riepilogative con indicazione delle zone di allerta interessate da criticità (ordinaria, moderata o elevata) per le diverse tipologie di rischio (idraulico-idrogeologico, neve, vento, mareggiate, ghiaccio), per il giorno stesso e il successivo; mappe di sintesi dei livelli di criticità previsti per le 25 zone di allerta;d) approfondimento in forma di descrizione testuale degli scenari di evento previsti relativi alla criticità ordinaria;e) link alla Legenda criticità.05/08/2008 B.Barsanti 18
  19. 19. 05/08/2008 B.Barsanti 19
  20. 20. Avviso di criticità regionaleQualora la data di inizio dellavalidità dell’Avviso, questa noncoincida con la data di emissione Qualora la data di inizio della(ovvero l’inizio della criticità validità coincida con la data disia previsto per il giorno seguente emissione (ovvero l’inizio della- preavviso superiore alle 12 ore) ore), criticità sia previsto per il giornola SOUP provvede all’adozione stesso - preavviso inferiore alle 12del: ore), ore), la SOUP provvede aLivello di allertamento: “allerta 1” 1” ll’adozione del: Livello di allertamento: “allerta 2” 05/08/2008 B.Barsanti 20
  21. 21. 05/08/2008 B.Barsanti 21
  22. 22. Avviso di criticità regionaleOve a seguito delle previsioni dei fenomeni meteorologici e dei relativi effetti al suolo si evidenzi, inrapporto al superamento di soglie prefissate e alle diverse zone di allerta, che gli effetti sulla popolazione e sui beni possono raggiungere e superare livelli di criticità almeno moderata, il CF regionale provvede a predisporre ed adottare l’Avviso di criticità regionaleL’Avviso di criticità ha il seguente contenuto:a) data e ora di adozione;b) periodo di validità;c) elenco delle zone d’allerta e delle Province destinatarie dell’Avviso con mappa di sintesi riportante illivello di criticità (moderato o elevato) atteso in ogni zona;d) descrizione quali-quantitativa dei fenomeni meteorologici previsti e della relativa tempistica;e) tabella di sintesi di tutte le criticità previste, composta dalle seguenti voci: · zone di allerta interessate; · tipologia di rischio; · orario atteso di inizio e fine della criticità; · livello di criticità previsto (moderato o elevato);f) descrizione testuale degli scenari di evento previsti per ciascuna tipologia di rischio;g) data e ora del primo aggiornamento meteo-idro (situazione in atto e prevista) pubblicato sul sito webdel CF regionale nella sezione Monitoraggio Evento.05/08/2008 B.Barsanti 22
  23. 23. Monitoraggio meteo via web Strumenti a disposizione05/08/2008 B.Barsanti 23
  24. 24. Monitoraggio meteo via web CENTRO FUNZIONALE REGIONE TOSCANA www.cfr.rete.toscana.itPluviometriAnemometriIdrometriMETEOSATFULMINAZIONIRADARPer i più audaci ………modelli Meteo www.westwind.ch www.lamma.rete.toscana.it05/08/2008 B.Barsanti 24
  25. 25. Monitoraggio meteo via web METEOSAT05/08/2008 B.Barsanti 25
  26. 26. Monitoraggio meteo via web METEOSAT IR05/08/2008 B.Barsanti 26
  27. 27. Monitoraggio meteo via web NEFODINA www.meteoam.it/05/08/2008 B.Barsanti 27
  28. 28. Monitoraggio meteo via web Fulminazioni Area Intero dominio Eventi nel 08/08/2007 05:10 ~ 08/08/2007 17:10 periodo Numero 12765 eventi Primo 08/08/2007 05:10:00 evento Ultimo 08/08/2007 17:03:0805/08/2008 evento B.Barsanti 28
  29. 29. Monitoraggio meteo via web RADAR05/08/2008 B.Barsanti 29
  30. 30. Pluviometria05/08/2008 B.Barsanti 30
  31. 31. 05/08/2008 B.Barsanti 31
  32. 32. Idrometri05/08/2008 B.Barsanti 32
  33. 33. Normativa regionale 33
  34. 34. L. RT 67/2003Ordinamento del sistema regionale della protezione civile e disciplina della relativa attività 34
  35. 35. 35
  36. 36. Reg. 7/R 3 marzo 2006Regolamento sulle organizzazioni di volontariato che svolgono attività di protezione civile inattuazione deli artt. 13 e 15 della Lrt 67/2003 36
  37. 37. Capo I Disposizioni generali e censimento delle organizzazioni Art. 1 Oggetto1. In attuazione degli articoli 13 e 15 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 67 (Ordinamento del sistema regionale della protezione civile e disciplina della relativa attività), il presente regolamento disciplina:a) il censimento delle organizzazioni di volontariato che svolgono attività di protezione civile, di seguito denominate “organizzazioni”, l’iscrizione nell’elenco regionale di cui all’ articolo 13 della l.r. 67/2003 , nonché le ipotesi di cancellazione dall’elenco medesimo;b) le modalità di collaborazione tra le istituzioni del sistema regionale di protezione civile e le organizzazioni;c) il procedimento per l’applicazione dei benefi ci conseguenti all’impiego dei volontari delle organizzazioni;d) le modalità di partecipazione dell’Associazione della Croce Rossa Italiana (CRI) e di altri soggetti diversi dalle organizzazioni alle attività di protezione civile nell’ambito del territorio regionale. 37
  38. 38. Esercitano ORDINARIAMENTEattività di protezione civile 38
  39. 39. Benefici riconosciuti alle organizzazioni e ai DATORI di lavoro 39
  40. 40. Elenco regionale del volontariato di Protezione Civile ex artt. 21,22DPGR 7/R 200605/08/2008 B.Barsanti 40
  41. 41. 41
  42. 42. 42
  43. 43. 43
  44. 44. 44
  45. 45. Num. Sez Nome Sezione Comune281/01 C.R.I. COMITATO PROVINCIALE DI LIVORNO (Assicurazione Scaduta) CASTAGNETO CARDUCCI275/01 C.R.I. DONORATICO (Assicurazione Scaduta) CASTAGNETO CARDUCCI211/01 MISERICORDIA DI CASTAGNETO CARDUCCI (Assicurazione Scaduta) CASTAGNETO CARDUCCI100/02 MISERICORDIA DI ORCIANO - SANTA LUCE SANTA LUCE 72/01 MISERICORDIA DI RIPARBELLA (Assicurazione Scaduta) RIPARBELLA 5/01 ALTA MAREMMA CB CECINA279/01 C.R.I. ROSIGNANO (Assicurazione Scaduta) ROSIGNANO MARITTIMO301/01 GIUBBE VERDI COMPAGNIA ALTA MAREMMA ROSIGNANO MARITTIMO225/01 GIUBBE VERDI - DISTACCAMENTO ROSIGNANO MARITTIMO215/01 MISERICORDIA DI GABBRO ROSIGNANO MARITTIMO 43/01 P.A. CENTRO ASSISTENZA E SOCCORSO IN MARE ROSIGNANO MARITTIMO216/01 P.A. E MUTUO SOCCORSO ROSIGNANO M. (Assicurazione Scaduta) ROSIGNANO MARITTIMO Parte provinciale 45
  46. 46. 46
  47. 47. 47
  48. 48. 48
  49. 49. 49
  50. 50. 50
  51. 51. 51
  52. 52. 52
  53. 53. DPGR 24/R 2008 53
  54. 54. DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro 54
  55. 55. DECRETO LEGISLATIVO9 aprile 2008, n. 81Attuazione dellarticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi dilavoro. (GU n. 101 del 30-4-2008 - Suppl. Ordinario n.108) Articolo 2 Definizioni1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per:a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato-------I volontari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e della protezione civile il volontario che civile; effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468 e al decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81; 55
  56. 56. Art. 3. Campo di applicazione1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e atutte le tipologie di rischio.2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, delsoccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonché nellambitodelle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attivitàdegli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istitutidi istruzione universitaria, delle istituzioni dellalta formazione artistica e coreutica, degli istitutidi istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, delle organizzazioni di volontariato dicui alla legge 1 agosto 1991, n. 266 [omissis…] 56
  57. 57. Grazie per l’attenzione05/08/2008 B.Barsanti 57

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