2 Modelli Di Business, Catena Del Valore E Concorrenza Nel Settore Televisivo

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  • i segmenti di clientela, che nel settore televisivo sono gli individui, le famiglie, le aziende e lo Stato Funzioni d’uso, la motivazione che induce a fruire del servizio: entertainment, informazione le tecnologie (analogica, digitale terrestre, satellitare, iptv ecc.) con cui l’azienda ha costruito la propria offerta.
  • il pubblico (telespettatori), cioè i fruitori finali del prodotto televisivo attraverso la modalità dell’abbonamento o della pay-per-view; gli investitori pubblicitari, ossia le aziende che acquistano spazi e visibilità all’interno dell’offerta televisiva; lo Stato, che attraverso il canone (tassa che deve essere pagata dai cittadini in possesso di un apparecchio atto alla ricezione televisiva) o altre modalità di finanziamento sostiene l’azienda per garantirne le finalità sociali; le altre aziende o organizzazioni pubbliche che acquistano servizi televisivi in forme diverse dalla pubblicità (es. piattaforma di trasmissione, produzione di contenuti ecc.).
  • free-to-air : ossia trasmessa in forma non criptata e quindi disponibile per chiunque abbia uno strumento di ricezione adeguato; • free-to-view : in questo caso, il segnale emesso è criptato e l’accesso a quel canale, pur essendo formalmente gratuito, è vincolato da alcune condizioni. È il caso, per esempio, dei canali offerti gratis a chi è già titolare di un abbonamento a un pacchetto (es. mtv per chi è abbonato a Sky); o il caso di canali ad accesso gratuito trasmessi in forma criptata e per la ricezione dei quali l’utente deve acquistare un’apposita carta da inserire nel decoder sostenendo, una tantum , un costo limitato. dall’ impresa televisiva commerciale , che vive esclusivamente o prevalentemente degli introiti pubblicitari. I suoi clienti di riferimento sono le aziende inserzioniste. Nel modello di business commerciale il telespettatore viene implicitamente considerato come “prodotto” da vendere: le entrate dell’azienda sono dunque direttamente commisurate alla quantità e alla qualità (caratteristiche socio-demografiche, potere d’acquisto, stili di consumo ecc.) dell’audience raggiunta dai programmi, moltiplicata per il relativo “costo contatto”. l ’impresa televisiva di servizio pubblico , quella cioè finanziata esclusivamente o prevalentemente dallo Stato. In questo modello di business l’offerta televisiva deve comprendere (almeno in parte) ciò che il cliente-collettività considera servizio di pubblica utilità. Questa esigenza condiziona in qualche modo la scelta dei programmi, la qualità dei contenuti, la completezza dell’informazione, l’accessibilità del servizio anche da parte di minoranze. Televisione di servizio . È il business delle aziende che si limitano a fornire a terzi (siano essi pay o free ) servizi televisivi su una piattaforma tecnologica e trasmissiva. Tale modello di business ha come clienti di riferimento le aziende o le organizzazioni pubbliche interessate a veicolare propri contenuti verso un pubblico più o meno ampio di stakeholder (clienti, dipendenti, intermediari ecc.).
  • 2 Modelli Di Business, Catena Del Valore E Concorrenza Nel Settore Televisivo

    1. 1. Modelli di business, catena delvalore e concorrenza Prof. Carlo Nardello
    2. 2. Premessa Concorrenza diretta: all’interno di una stessa tipologia di business (quindi tra aziende simili in termini di approccio al mercato) Concorrenza indiretta: tra modelli di business diversi e tra fornitori o clienti all’interno di una stessa filiera. Prof. Carlo Nardello
    3. 3. I diversi modelli di businessBusiness - la combinazione tra: i segmenti di clientela le funzioni d’uso le tecnologieGestione possibilmente sinergica di una pluralità di SBU – strategic business units Prof. Carlo Nardello
    4. 4. I segmenti di clientelaIl soggetto che di fatto “finanzia” la produzione e l’erogazione del servizio: il pubblico (telespettatori) gli investitori pubblicitari lo Stato le altre aziende o organizzazioni pubbliche che acquistano servizi televisivi in forme diverse dalla pubblicità CRITERIO DELLA PREVALENZA Prof. Carlo Nardello
    5. 5. Criterio della prevalenza Televisione ad accesso gratuito (free to air, free to view) - Impresa televisiva commerciale - Impresa televisiva di servizio pubblico Televisione a pagamento (abbonamento, pacchetto, pay per view) Televisione di servizio Prof. Carlo Nardello
    6. 6. La funzione d’uso e la tecnologiaFunzione d’uso Tecnologia Intrattenimento  Personal video recorder Spettacolo  On demand News  Desk tv, on the move tv Educazione E-commerce Comunicazione interna Prof. Carlo Nardello
    7. 7. La catena del valore Prof. Carlo Nardello
    8. 8. (1) Terminale - televisoreIl primo anello è il televisore, ossia il terminale (sempre più evoluto) che consente la visione dei programmi. Internet Protagonismo produttori di hardware Consolle per videogiochi Prof. Carlo Nardello
    9. 9. (2) Piattaforma di fruizione - decoderUn dispositivo hardware e software che può essere situato all’interno del televisore, come nella tv analogica e oggi (nei modelli più recenti) nel digitale terrestre, o esterno (decoder o set-top box). Due tipologie Proprietaria (Sky, Fastweb) – LCN logical channel numbering, EPG electronic program guide Aperta (smart card) Prof. Carlo Nardello
    10. 10. (3) Sistema di erogazione - reteLa rete utilizzata dagli operatori televisivi per la diffusione (con tecnologia analogica o digitale) dei canali/servizi. Satellitare Terrestre Connessione ADSL Prof. Carlo Nardello
    11. 11. (4) Aggregatore canali - bouquetSvolge il ruolo cruciale nella definizione del servizio televisivo offerto all’utente finale. Operatore della tv a pagamento Consorzio di operatori televisivi Internet Negozi digitali Prof. Carlo Nardello
    12. 12. (5) Aggregatore contenuti - palinsestoRappresentata da chi assembla i palinsesti, ossia i singoli elementi di un servizio televisivo. Due forme: Forma tradizionale Forma innovativa on demand Prof. Carlo Nardello
    13. 13. (6) Produzione - programmaNon è necessariamente realizzata dall’impresa televisiva, ma da essa viene inserita nel proprio palinsesto. Prof. Carlo Nardello
    14. 14. (7) Ideazione - formatL’elemento logico iniziale della catena del valore. Ottica cross-mediale Prof. Carlo Nardello
    15. 15. Make or buy Prof. Carlo Nardello
    16. 16. La concorrenza tra diversi modelli dibusiness e i suoi effetti sul mercato Audience Pubblicità Contenuti Prof. Carlo Nardello
    17. 17. La concorrenza tra diversi modelli dibusiness e i suoi effetti sul mercato Focus sui contenuti Prof. Carlo Nardello
    18. 18. Competizione e collaborazioneall’interno della catenaTra aziende che condividono, su livelli diversi, la presenza all’interno di una stessa filiera si possono determinare rapporti mutevoli, che possono di volta in volta caratterizzarsi in forma di cooperazione o di competizione Co-opetition Prof. Carlo Nardello
    19. 19. ConclusioniTre principali strategie realizzabili grazie a una crescita interna, esterna (fusioni e acquisizioni) o a partnership, perseguibili anche attraverso un’espansione sui mercati internazionali:1. Diversificazione2. Espansione del perimetro d’offerta in continuità con i modelli di business praticati3. Maggiore integrazione con altri anelli della catena del valoreHanno un maggiore vantaggio competitivo quelle aziende che vantano almeno uno dei seguenti asset:1. Titolarità di diritti per contenuti di grande qualità2. Un brand forte3. La presenza fisica nelle case dei telespettatori Prof. Carlo Nardello

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