Scuola di politica

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Scuola di politica

  1. 1. Lezione I: Idea di Stato e Idea di Nazione Relatore: ing. Dario de Siena"Il principio di ogni sovranità risiedeessenzialmente nella nazione“ (art.3 Dichiarazionedei diritti dell’uomo – 1789)
  2. 2.  Lo Stato è un ordinamento giuridico-politico che, a fini generali, esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti. Comanda anche mediante luso della forza armata, della quale detiene il monopolio legale.Con la parola Stato si intendono due concetti distinti: Stato-comunità: Stato-apparato (o Stato-organizzazione): potere centrale sovrano, stabile nel popolo, stanziato su un tempo ed impersonale (poiché esiste territorio definito, che è indipendentemente dalle singole persone organizzato attorno ad un che lo fanno funzionare), può essere organizzato in differenti modi, detiene il potere centrale monopolio della forza e impone il (comunemente chiamato rispetto di determinate norme "Stato-nazione") nellambito di un territorio ben definito.
  3. 3. dal latino superanus (colui che sta al di sopra), è quello Stato che superiore ad ogni altro soggetto presente entro i suoi confini.Per essere tale deve essere "indipendente" nei rapporti con gli altri stati;per tale ragione lo Stato è indipendente e sovrano; sovrano al suo interno, indipendente nei confronti degli altri.
  4. 4. Lo Stato si definisce originario se i suoi poteri derivano solo da sé stesso e non per investitura. Con ciò si sostiene che esso non è subordinato ad altri soggetti e quindi è indipendente in un ambito definito. Esso si organizza e si gerarchizza per il miglior esercizio del potere.Solitamente uno Stato è regolato da una Costituzione, o da unoStatuto, e da un ordinamento giuridico che definiscono i limiti dello Stato e dei suoi cittadini.
  5. 5. La moderna concezione di Stato vuole lo Stato garante del diritto e delle libertà delluomo e per questo detto Stato di diritto. Nello Stato di Diritto ogni singolo cittadino è uguale di fronte allo Stato ed ha gli stessi diritti, senza privilegi. Attraverso le leggi lo Stato democratico istituisce norme che tendono ad equilibrare eventuali posizioni di privilegio o di disagio al fine di ristabilire leguaglianza dei cittadini. Le norme inoltre regolano la convivenza in modo da renderla pacifica, nel rispetto della libertà dei singoli.
  6. 6. Idea di Stato
  7. 7. «Lo Stato rappresenta listanzaunitaria e sovrana di neutralizzazionedei conflitti sociali e religiosiattraverso lesercizio di una summapotestas, espressa attraverso laforma astratta e universale dellalegge che si legittima in base almandato di autorizzazione degliindividui, in cui si realizza ilmeccanismo della rappresentanzapolitica; i cittadini si trovano infattiin quella fase pre-politica che èdefinita come stato di natura ed ilsovrano svolge un ruolo"rappresentativo" unificando in sé la"moltitudine dispersa"»
  8. 8. Secondo Max Weber si intende per Stato «unimpresa istituzionale dicarattere politico in cui l‟apparatoamministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio dellacoercizione della forza legittima in vista dell‟attuazione degli ordinamenti».
  9. 9. «Un‟organizzazione che controlla lapopolazione occupante un determinatoterritorio costituisce uno Stato se e inquanto:1. si differenzia rispetto ad altre organizzazioni che operino sul medesimo territorio;2. è autonoma;3. è centralizzata;4. le sue parti componenti sono formalmente coordinate le une con le altre».
  10. 10. Lo Stato moderno è una forma di organizzazione del potere affermatasi storicamente in Europa agli inizi del XIII, XIV secolo. I tratti dello Stato moderno sono: sovranità: Concentrazione di tutti i rapporti politici in ununica istanza indipendente e sovrana su un determinato territorio; spersonalizzazione del comando politico.
  11. 11. Lo Stato moderno è il processo storico di accentramento del potere a partire da quella dispersione territoriale dei differenti centri di potere indipendenti che rappresentavano le signorie dellEuropa medievale.Questo processo si sviluppa a supporto della Borghesia per le sue esigenze di sicurezza moderna.Una delle dinamiche fondamentali che portarono alla formazione dei moderni stati è certamente quella delle «guerre civili di religione» prodotte dalla perdita di universalità della repubblica cristiana medievale, operata dalla riforma protestante.
  12. 12. Il risultato è la visione tecnica e mondana del potere del principe, che si serve di un apparato amministrativo: per lesercizio concreto del potere secondo procedure sempre più precise.Questa concezione del potere, come sintesi politica di tutti i rapporti sociali rappresenta la garanzia di sicurezza della pace interna tra i sudditi, sempre più svincolata dalla religione (processo di secolarizzazione).
  13. 13. Lo Stato moderno si afferma in Europa tra il XV e il XVII secolo. Si forma mediante un accentramento del potere e della territorialità. Scompaiono le frammentazioni feudali in favore di un potere centrale, e anche la Chiesa viene subordinata allo Stato.Avviene una concentrazione del potere su uno specifico territorio.Lo Stato acquisisce il monopolio legittimo delluso della forza, tramite la burocrazia e la polizia; la forza è necessaria per mantenere lordine interno e difendere la comunità da attacchi esterni.Infine lo Stato moderno si basa sullimpersonalità del comando politico: la legittimazione proviene da regole, da unobbedienza dettata dal riconoscimento da parte dei soggetti della legittimità del potere esercitato.
  14. 14. Per la nascita dello Stato moderno fu fondamentale l’affermarsi di un’economia monetaria: i salari erano più alti e non più in Stato natura, come nel sistema feudale. Nasce una burocrazia assoluto legata allo Stato. Attraverso la tassazione, lo Stato può mantenere la sua burocrazia. La prima forma di Stato è loStato assoluto.Nasce dai conflitti militari. Lesigenza della guerra porta al prelievo fiscale per pagare le spese belliche, porta alla crescita dell’amministrazione statale per lo sforzo bellico, Stato porta allaccumulo di debiti per cui è necessario aumentare l’intervento statale nell’economia. Tuttavia al termine del democratico conflitto è necessario assicurare ai cittadini dei diritti che erano stati loro promessi per ottenere consenso. Di qui si passa dunque, per sviluppi successivi, alloStato democratico,poiché il bisogno di legittimazione del potere centrale necessita lo sviluppo di un consenso trasformando i sudditi in cittadini. Stato sociale Lulteriore evoluzione vede lo Stato Democratico diventare.Stato sociale,che interviene come attore nella vita economica del paese programmando lo sviluppo industriale ed economico.
  15. 15. In quanto promotore di servizi pubblici lo Stato moderno sociale ha necessità di far quadrare il proprio bilancio attraverso la contabilità nazionale ovvero attraverso manovre economiche o leggi finanziarie per definire lagire dello Stato per le entrate che compensino le uscite (spesa pubblica), ad esempio attraverso un adeguato ricorso alla tassazione sui contribuenti definito a sua volta dalla politica fiscale, limitando così il deficit pubblico e conseguente debito.
  16. 16. Per la Dottrina sociale della Chiesa cattolica, lasciati ai cittadini la responsabilità ed il compito di determinare, a seconda delle mutevoli esigenze, lorganizzazione politica, tecnica ed istituzionale dello Stato, questo deve rispondere, sempre e comunque, ad alcuni requisiti:1. Favorire la convivenza civile;2. Garantire la giustizia;3. Perseguire il bene comune, dellintera comunità e non di un gruppo a detrimento delle legittime esigenze degli altri;4. Garantire ed assicurare le giuste libertà individuali e sociali;5. Rispettare la libertà religiosa ed i diritti della Chiesa.
  17. 17. Per la teoria marxista lo Stato è destinato a scomparire al completamento del passaggio al nuovo modo di produzione. Intanto, lo Stato è unorganizzazione che non degenera garantendo i privilegi di pochi e, per la sua natura, non può perseguire il bene comune. Lo Stato, cioè, è, per il comunismo, sempre classista e si fonda, per sua natura, sulla costrizione e l’esercizio della forza. Diceva Lenin: «Lo Stato è il prodotto e la manifestazione dellantagonismo inconciliabile delle classi...»Per Engels inoltre: «Lo Stato è, per principio, lo stato della classe più potente, della classe economicamente e politicamente dominante...»Da ciò deriva, secondo il comunismo, la necessità inevitabile di annientare e conquistare lo Stato borghese con la violenza (sempre Lenin affermava: «Lo Stato borghese non muore, ma è annientato dal proletariato nel corso della rivoluzione...») e la necessità della dittatura del proletariato e di uno Stato ancora più forte per annientare la borghesia («...tra la società capitalistica e la società comunista, si pone il periodo rivoluzionario di trasformazione dalla prima nella seconda, cui Friedrich Engels (1838 -1895) corrisponde un periodo di transizione nel quale lo Stato non potrebbe essere altro se non la dittatura rivoluzionaria del proletariato» secondo Karl Marx).Circa la natura del nuovo Stato proletario, socialista, ecco cosa ha scritto Lenin: ...«In realtà, questo periodo è inevitabilmente un periodo di lotta di classe di unasprezza inaudita, un periodo in cui le forme di questa lotta diventano quanto mai acute, e quindi anche lo Stato di questo periodo deve essere uno Stato democratico in modo nuovo (per i proletari e i non possidenti in generale), e dittatoriale in modo nuovo (contro la borghesia).
  18. 18. Per il Fascismo lo Stato non deve subordinarsi agl’individui, ma gli individui devono vivere ed agire per lo Stato e nello Stato. Questo ha per se un valore ed una dignità che deve essere affermata e difesa di fronte agli altri Stati. Il fascismo vuole l’instaurazione di un Governo forte che affermi la potenza della Nazione italiana all’estero e all’interno. Quindi rafforzando il potere centrale e i suoi organi, la disciplina e l’autorità dello Stato.“Nell‟attuale momento storico italiano”, ha scritto Mussolini, “Il potere esecutivo non è più considerato dipendente dal legislativo come uno strumento privo di valore proprio: la degradazione del Governo alla mera funzione esecutiva,………,è definitivamente scomparsa dal Diritto Pubblico Fascista … Fu un errore del liberalismo il ritenere che l‟unico possessore del diritto di rappresentanza dello Stato, cioè della sovranità, fosse la massa degli elettori, il collegio elettorale, nelle sue varie forme di costituzione. La sovranità dello Stato veniva così frazionata e polverizzata, e la pretesa sovranità reale di Rousseau, irrealizzabile per la mancata unanimità di concorso dei cittadini elettori, andò a finire nella sovranità dei capi partito e anche dei gregari localmente influenti dei vari partiti, i quali presero il posto delle vecchie baronie feudali accampate contro lo Stato con la pretesa assurda di essere svincolate da ogni soggezione al Governo dello Stato. Il Foscolo aveva detto che per rifare l‟Italia bisognava disfare le sette. La necessità storica italiana ha voluto che per rifare lo Stato si dovessero disfare le baronie medievali dei partiti. Questo compito fu assunto e risolto dal Fascismo, ed in questo momento della vita storica nazionale, il Governo Fascista rappresenta proprio la personalità dello Stato costituito dalla preminenza degli interessi generali sui particolari interessi di categorie o di classi economiche” (B. Mussolini – Gerarchia 1928 – n°8)
  19. 19. Nonostante la sua importanza la nazione rimane un oggetto estremamente complesso: “unidea chiara in apparenza, ma facile a essere gravemente fraintesa" come scrisse Ernest Renan (1823 -1892).Le ragioni di questa complessità meritano di essere indicate fin dal principio. In questa prospettiva risultano decisive tre differenti classi di problemi:1. lestrema varietà dei fattori che possono di volta in volta determinare le strutture concrete delle nazioni e delle forme della coscienza nazionale;2. i mutamenti che vengono a prodursi nella storia di tali strutture tra il XVIII e il XIX secolo;3. il rapporto che lega la nazione all”idea di nazione”.
  20. 20. Nelle riflessioni di carattere più generale sul tema della nazione ricorrono con una certa frequenza due argomenti strettamente correlati.1. La fisionomia delle nazioni viene di regola determinata dallinterazione di fattori eterogenei quali la razza, letnia, il territorio, la lingua, le tradizioni, la cultura, uneredità di memorie condivise, un sistema di istituzioni politiche comuni.2. Ogni singola nazione costituisce sempre il prodotto di circostanze uniche e irripetibili, di uno sviluppo storico specifico in cui i diversi elementi sopra indicati - o solo alcuni di essi - operano in modi e con esiti di volta in volta differenti.
  21. 21. Idea di nazione
  22. 22. la nazione è "un corpo di associati che vivono sotto una legge comune, rappresentati dalla stessa legislatura"
  23. 23. a proposito delle "fonti del sentimento nazionale": "Qualche volta tale sentimento è leffetto di identità di razza e di spirito; sovente comunità di linguaggio e di religione contribuiscono a farlo nascere. I limiti geografici sono pure una delle sue fonti; ma la sorgente più viva è lidentità del progresso politico, il possesso di una storia nazionale e di conseguenza di una comunità di ricordi” .La storia delle singole nazionalità e delle singole forme del sentimento nazionale dimostra tuttavia che "nessuna di queste circostanze è indispensabile o sufficiente per se stessa in senso assoluto"
  24. 24. "Le Nazioni sono grandi e possenti comunità di vita sorte attraverso un lungo processo storico e sottoposte a movimenti e mutamenti ininterrotti; e perciò appunto cè nella natura della Nazione qualche cosa di fluido. Sedi comuni, comune discendenza o, più esattamente, [...] uguale o simile mescolanza di sangue, lingua comune, vita spirituale comune, lega o federazione di parecchi Stati dugual natura: tutte queste possono essere caratteristiche importanti, essenziali, duna Nazione; ma con ciò non è detto che una Nazione, per esser tale, debba possederle tutte insieme".Alla radice delle molteplici forme storiche dellesistenza nazionale vi è sempre "un intimo nocciolo naturale nato dalla consanguineità" su cui vengono poi a svilupparsi "quella peculiare, profonda comunanza spirituale, quella più o meno chiara coscienza di essa, che elevano le varie stirpi riunite a dignità di Nazione".
  25. 25. "la nazione, o più precisamente la razza, non consiste nella lingua, ma soltanto nel sangue"
  26. 26. Idea di nazione
  27. 27. Identificazioni deboli, intermittenti e di regola limitate ai ceti colti e/o politicamente attivi.da un punto di vista politico o furono del tutto inerti o esercitarono una qualche funzione ma solo come “nazioni aristocratiche”
  28. 28. Nazioni popolari, in grado cioè di generare identitàforti e tendenzialmente esclusive in un pubblico dimassa dai caratteri sempre più omogenei.Le nazioni dei moderni, in ragione del lorocarattere popolare e della fortuna teorica epratica delle dottrine democratiche, furono nelnazioni sovrane o potenzialmente tali, cheiniziarono a intrattenere rapporti la sfera dellapolitica e dello Stato nei due significati definiti daiprincipî dellautogoverno popolare edellautodeterminazione nazionale.In quanto nazioni popolari e sovrane e in virtùdella definizione di una compiuta idea di nazionele nazioni dei moderni furono nazionicoscienti, dotate cioè di una “volontà di esserenazione”
  29. 29. Il suo successo iniziò quando riuscì, con pochi uomini, a prendere prigioniero il pretore GaioVetilio, impresa che gli diede la fiducia del suo popolo che lo scelse come capo della rivolta. Da alloraraccolse una serie di successi sgominando ogni pretore che Roma gli mandò contro, fino al 143 a.c., data incui riuscì a strappare gran parte del territorio lusitano a Roma. La reppubblica gli mandò quindi contro il proconsoleQuinto Paolo Serviliano che dopo una serie di successi contro gli hispanici, cadde nella trappola tesagli dal capo dei ribelli lusitani durante un assedio. In cambio della salvezza del generale romano e del suo esercito, Viriato chiese e ottenne dal senato romanoil riconoscimento dellindipendenza dallo Stato romano delle regioni da lui occupate in quegli anni. Rappresenta il primo caso storicamente attestato di una rivolta nazionale
  30. 30. Nel 1866 Napoleone III fece realizzare, ad Aime Millet, una statua di Vercingetorige alta sette metri; fu eretta sul sito presunto di Alesia. Sul piedistallo si può leggere: « La Gaule unie Formant une seule nation Animée dun même esprit Peut défier lUnivers. » (Vercingetorige ai Galli in assemblea - Cesare. De Bello Gallico, vii, 29.)La Terza Repubblica strumentalizzò Vercingetorige insistendo sul suo ruolo eroicodi resistente allinvasore. Questa propaganda era destinata ad esaltare ilsentimento di rivincita dopo la sconfitta nella guerra contro la Germania, appenaunificata nella Prussia. Limmagine del patriota gallico contro linvasore èmagnificata dai manuali scolastici: « La Gallia fu conquistata daiRomani, malgrado la valida difesa del Gallo Vercingetorige che è il primo eroedella nostra storia. »(Ernest Lavisse. Histoire de France, cours moyen, 1884.)
  31. 31. Arminio ,cittadino romano, riscuoteva la piena fiducia diVaro, che lo promosse suo consigliere militare.Nel 9, a capo di Cherusci, Marsi, Catti e Bructeri, Arminioannientò l’esercito di Varo (20.000 uomini) nella battagliadi Teutoburgo nei pressi di Kailkriese.Arminio condusse le tre legioni romane sotto la sua stessaguida dentro la trappola che egli stesso aveva preparato. Ilcomando tattico della battaglia viene esercitato per i dueschieramenti dallo stesso comandante.A Teutoburgo i legionari romani non furono neppureschierati in assetto di combattimento ma, contro tutte leregole, furono fatti proseguire dentro un territorio ostile insemplice assetto di marcia ed affardellati.La maggior parte fu uccisa senza potersi difendere, i germani si lasciarono andare adatrocità, e si parlò di torture e mutilazioni perpetrate sui legionari catturati.Varo si suicidò e i romani non tentarono più di conquistare le terre al di là del Reno, che segnòper secoli il confine tra l’impero e i barbari.Dopo questa vittoria, Arminio tentò inutilmente di creare unalleanza permanente dei popoligermanici con cui far fronte alla vendetta romana.Lo sconcerto che provocò il tradimento di un cittadino romano con molti privilegi perdifendere una cultura considerata come primitiva ed inferiore fece desistere dallaromanizzazione della Germania . Non si comprese come ciò che i romani consideravano unaemancipazione culturale potesse essere subita come una tirannia.
  32. 32. Giovanna d’Arco, a torto o aragione, è considerata comel’artefice dell’unità territorialefrancese avendo portato alla rivoltadei francesi contro gli inglesi, eredidei feudi normanni.Rappresenta la mutazione dellostato legato al diritto ereditario(transnazionale) in quello legatoall’unità territoriale.
  33. 33. Le Nazioni Territoriali sonoLe Nazioni Culturali sono quelle quelle nelle quali un territorio che pur avendo una raggruppa popolazioni coese caratteristica etnico culturale dal punto di vista storico comune non sono uno stato culturale unico "nazioni fondate prevalentemente sopra un qualche possesso culturale conquistato con comune sforzo e nazioni che si fondano innanzitutto sulla virtù unificatrice duna storia politica e duna legislazione comuni".(Meinecke)
  34. 34. Idea di nazione
  35. 35. "la Patria è prima di ogni altra cosa lacoscienza della patria" e senza una talecoscienza gli Italiani sarebbero "turbasenza nome, non Nazione; gente, nonpopolo".
  36. 36. la comunanza di territorio, di origine e dilingua può "costituire compiutamenteuna Nazionalità" soltanto se a essa si legauna matura "coscienza dellaNazionalità", che rappresenta "il Pensodunque esisto de filosofi applicato alleNazionalità".
  37. 37. “La nazione lungi dal fondarsi sulprincipio zoologico della razza, sullalingua, sulla religione, su unacomunanza di interessi o sullageografia, altro non sarebbe che "unplebiscito di tutti i giorni", il"desiderio di vivere insieme" basato sul"comune possesso di una ricca ereditàdi ricordi" e sulla "volontà dicontinuare a far valere lereditàricevuta indivisa".
  38. 38. “Le nazioni sono antiche come la storia”
  39. 39. "la nazionalità è uno stato spirituale" eche "lunico modo di decidere se unindividuo appartiene a una nazionepiuttosto che a unaltra è didomandarglielo".
  40. 40. "la nazionalità è formata dalla decisione diformare una nazionalità". "nei tempimoderni è stata la potenza di unidea, nonil richiamo del sangue, che ha costituito eplasmato le nazionalità";secondo lui fu il nazionalismo - in quantoideologia dello Stato nazionale - a farsistoricamente portatore di una tale idea.
  41. 41. "come in una comunità politica lidea di Statoè provocata da coloro che detengono lapotenza, così in una comunità culturale - nelsenso di un gruppo di uomini ai quali, in virtùdel loro carattere, sono in modo specificoaccessibili determinate prestazioniconsiderate come beni culturali - i soggettispecificamente predestinati a propagare lideanazionale [sono] quelli che usurpano lafunzione direttiva, cioè gli intellettuali"
  42. 42. ha sostenuto che le nazioni e i nazionalismi acquistano il proprio senso specifico in relazione alla formazione e al consolidamento di una "società industriale orientata alla crescita" e che rappresentano fenomeni tipici della modernità."le nazioni come maniera naturale, indicata da Dio, di classificare gli uomini, come destino politico intrinseco anche se di là da venire, sono un mito; il nazionalismo, che talvolta prende le culture preesistenti e le trasforma in nazioni, talvolta inventa queste culture e spesso le annulla: questa è una realtà, nel bene e nel male, e in genere una realtà inevitabile".
  43. 43. Il nazionalismo si basa sulla storia pre-esistente del "gruppo", un tipo dimoda questa storia in un senso di identità comune e storia comune.Questo non vuol dire che questa storia dovrebbe essereaccademicamente valida o convincente – anzi molti nazionalismi sibasano su interpretazioni storicamente errate degli eventi del passato etendono a mitizzare troppo piccole parti inesatte della loro storia.Nazionalismo non richiede che i membri di una "nazione" siano tuttiuguali, ma che sentano un intenso legame di solidarietà alla nazione egli altri membri che la costituiscono. Un senso di nazionalismo puòessere prodotto da qualunque ideologia dominante esistente in undeterminato luogo. Il nazionalismo si basa sulla parentela pre-esistente, sulla religione e sui sistemi di credenze. Smith descrive igruppi etnici che formano la base delle nazioni moderne come " etnie ".Quando si parla di stati nazione, "Potremmo definire uno Stato “stato-nazione” se, e solo se, una singola popolazioneetnica e culturale abita i suoi confini, e i confini di quello stato sono sovrapponibili con i confini di quellapopolazione etnica e culturale ".Una nazione, contemporaneamente, è "una popolazione che condivide un territorio storico, miti e memoriestoriche, una Cultura pubblica, uneconomia comune e comuni diritti e doveri per i suoi membri ". Etnie sono a lorovolta definite come ["unità denominata di popolazione con origini comuni miti e memorie storiche, elementi di culturacondivisa, qualche legame con un territorio storico e un certo grado di solidarietà, almeno tra loro elite.” I confini di unaetnia possono essere abbastanza riconoscibili anche quando non sussistono tutte le sue caratteristiche.
  44. 44. le nazioni e le prime rudimentali forme dellacoscienza nazionale iniziano per molti aspetti adapparire, se non già allepoca dellantico Israele edellantica Grecia, quantomeno nellEuropamedievale, in vari casi proprio attraverso unaproblematica relazione con la nascita e lo sviluppodegli Stati moderni. È innegabile, insomma, che lenazioni, le forme della coscienza nazionale e, inqualche misura, la stessa idea di nazione hanno unastoria che precede la vicenda delle nazioni e degliStati-nazione del XVIII-XIX secolo. Il puntoè, però, che tra quella storia e questa vicenda siviene comunque a produrre una frattura profonda eche le nazioni che si affermano e si consolidano apartire dallepoca della Rivoluzione francese sonoqualche cosa di diverso - perlopiù di radicalmentediverso - dalle nazioni esistenti prima di allora.
  45. 45. I Fase: la fase dei risvegliatori„ (es. Mazzini, Cattaneo, ecc,)II Fase: la fase dellagitazione patriottica(Pisacane, Manin, Garibaldi, ecc.) III Fase: consenso di massa(Dannunzio, Gentile, Mussolini, ec c.)

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