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Scuola di politica – lezione xi

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Scuola di politica – lezione xi

  1. 1. SCUOLA DI POLITICA – LEZIONE XICorporazioni e Cooperative
  2. 2. COOPERATIVE E CORPORAZIONI –PARALLELISMO ED EVOLUZIONE?Se tralasciamo temporaneamente i preconcetti che evocano queste due parole possiamo notare che: Sia Cooperative che Corporazioni rappresentano aggregazioni trasversali del mondo del lavoro. La cooperativa infatti è l’aggregazione di più persone di varia estradizione e cultura finalizzata alla realizzazione di un prodotto. La corporazione è l’unione di tutti i settori sociali e di tutte le figure professionali impegnate in un determinato settore (es. Tessile, Ceramico, ecc.). Le Corporazioni possono quindi essere viste come l’evoluzione naturale della cooperativa su scala nazionale che limita le spinte di prevaricazione di una cooperativa sull’altra.
  3. 3. DIFFERENZE SOSTANZIALINon ci dobbiamo nascondere l’esistenza delle differenze: La cooperativa agisce in un sistema aziendale (costi-ricavi) agendo:  Sulla concorrenzialità dei prezzi;  Sul soddisfacimento dei requisiti minimi del prodotto;  Sulla ripartizione di utili e perdite. La Corporazione difende i diritti degli associati con lo scopo di garantire il minimo reddito a tutti agendo:  Sul prezzo in relazione al mercato;  Sull’innovazione tecnologica in relazione alla concorrenza di altre produzioni equipollenti;  Sulla formazione per garantire gli standards qualitativi.
  4. 4. UTILITÀ DELLE COOPERATIVE - PREMESSEIn un sistema di tipo industrializzato, sia il settore primario che secondario hanno bisogno di investimenti economici rilevanti.La forza lavoro deve rispondere immediatamente alla elasticità del mercato.Abbiamo visto che la riduzione dei grandi possedimenti agricoli, per esempio, ha indotto a una riduzione delle produzioni estensive di prodotti primari.
  5. 5. UTILITÀ DELLE COOPERATIVECooperative e consorzi uniscono le forze dei “piccoli” per la realizzazione di una “idea”.Laddove il singolo non può arrivare, l’unione di più persone può raggiungere uno scopo.La cooperativa può fungere da elemento aggregante in piccoli centri.La cooperativa, se ben gestita, dovrebbe attenuare le tensioni sociali.
  6. 6. DANNOSITÀ DELLE COOPERATIVE -LAVORATORIUno dei principali danni della cooperativa è l’assenza di tutele economiche dei lavoratori.Il lavoratore riceve in funzione del lavoro svolto e non in funzione di un minimo garantito.Mentre in una normale azienda il titolare può chiedere finanziamenti per pagare gli stipendi in base alla lavorazione programmata nel medio-lungo periodo, il socio della cooperativa (legalmente paragonato a un padroncino) può chiedere solo in funzione della propria capacità finanziaria.Si può dire in breve che:” se il mercato tira il socio della cooperativa va benissimo, se il mercato è in recessione il socio della cooperativa è il primo ad accorgrsene”
  7. 7. DANNOSITÀ DELLE COOPERATIVE - MERCATOLa Cooperativa tende ad un mercato marginalistico in cui la conquista di quote di mercato può indurre ad una politica dei prezzi al ribasso forte del fatto che non necessita di accantonamenti.Un crollo dei mercati infatti viene assorbito dalla mancata retribuzione dei “soci”.
  8. 8. PERICOLI DELLE CORPORAZIONI -PROTEZIONISMOGli errori che in passato hanno interessato le corporazioni sono soprattutto riguardanti le barriere all’ingresso. La presenza in una corporazione dava dei diritti che corrispondevano a delle garanzie di perizia e capacità che si fornivano ai clienti. In alcuni casi i priori di determinate corporazioni impedivano ai concorrenti di raggiungere una posizione di predominio nella corporazione stessa.La presenza di prodotti più importanti di altri o a più alto valore aggiunto, provocarono spesso uno status sociale molto diverso, anche a parità di capacità professionale, tra componenti di diverse corporazioni.
  9. 9. LE CORPORAZIONI FASCISTE IL PRINCIPIO CORPORATIVOCOME PRINCIPIO DI RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI COLLETTIVI Si concepisce il diritto corporativo come Iordinamento giuridico della produzione, i cui elementi costitutivi - Iuno relativo allo scopo, Ialtro relativo ai mezzi idonei ad attuare lo scopo - sono : a) Iassunzione di finalità sociali tendenti a tutelare giuridicamente gli interessi collettivi che si formano nel campo dei rapporti economici e del lavoro; b) la immissione, nellordinamento giuridico, di una nuova forma di organizzazione sociale capace di attuare, direttamente o indirettamente, queste nuove finalità statuali.
  10. 10. LE CORPORAZIONI FASCISTE IL PRINCIPIO CORPORATIVOCOME PRINCIPIO DI RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI COLLETTIVILa soddisfazione di questi fini dello stato, è resa giuridicamente possibile attraverso I’organizzazione corporativa, che si concreta in una serie di organi e di soggetti che hanno per caratteristica fondamentale una struttura corporativa, vale a dire sono costituiti da elementi che rappresentano, facendone parte come esponenti di esse, quelle stesse categorie di produttori che sono considerate destinatarie dellazione collettiva, corporativa.Destinatari del diritto corporativo sono i produttori: datori di lavoro, lavoratori, professionisti e artisti; di queste categorie lo Stato regola :  i rapporti interni alla impresa economica (cioè i rapporti di lavoro tra imprenditori e lavoratori);  i rapporti esterni alla impresa (cioè i rapporti tra imprenditori e imprenditori, tra imprenditori e consumatori, ecc.) Ciò non significa che lo Stato e i suoi enti ausiliari si trasformino in produttori, ma, piuttosto, che i produttori e le loro associazioni sono indirizzati dallo Stato al conseguimento di quei fini voluti dallo Stato stesso, attraverso i suoi ,organi corporativi
  11. 11. LE CORPORAZIONI FASCISTE IL PRINCIPIO CORPORATIVOCOME PRINCIPIO DI RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI COLLETTIVI Il principio corporativo subordina gli interessidellindividuo produttore agli interessi collettivi dicategoria, rappresentati dal sindacato, e la STATOsubordinazione degli interessi collettivi dicategoria agli interessi della Nazione, Interesse della Nazionerappresentati dallo Stato. Questo concetto siesprime affermando come gli interessi delloStato trascendano quelli delle varie categorie di SINDACATOproduttori sebbene gli interessi di queste ultimepossano essere considerati come interessi Interesse di categoriasuperiori ed autonomi in confronto conIinteresse particolare dei singoli. Questa graduazione di interessi –dall’interesse, individuale, a quello nazionale, Interesse del singoloattraverso quello del gruppo professionale,legalmente riconosciuto - porta su un nuovopiano i rapporti tra individui e individui, tracategorie e categorie, tra individui ,e Stato, tracategorie e Stato.
  12. 12. RAPPORTI FRA INDIVIDUI E INDIVIDUIil principio corporativo giustifica l’intervento che lo Stato, per mezzo della organizzazione corporativa, ha la possibilità di operare nei rapporti giuridici privati, riguardo le attività connesse alla produzione; intervento, che si presenta come una regolazione generale dei rapporti, in modo che la volontà dei singoli rappresenta solo la via necessaria a costituire o sciogliere il vincolo contrattuale, essendo il contenuto del rapporto sottratto in gran parte alla autonomia dei contraenti, e determinato da una volontà esterna e superiore.
  13. 13. RAPPORTI FRA CATEGORIE E CATEGORIEScopo dellordinamento corporativo, inteso come ordinamento giuridico della produzione, è quello di regolare Ieconomia attraverso la costituzione di rapporti collettivi; vale a dire, di costituire rapporti gìuridici fra le associazioni sindacali, rappresentanti le categorie, dai quali scaturiscano vincoli, e per le associazioni e per i singoli; che diano al contenuto di questi rapporti una particolare efficacia.
  14. 14. RAPPORTI FRA INDIVIDUI E STATO Fra individui e Stato: il principio corporativo si inserisce come mediatore e costituisce il mezzo per la partecipazione dellindividuo, attraverso la rappresentanza di categoria, alla vita stessa della comunità politica, cioè dello Stato.
  15. 15. RAPPORTI FRA CATEGORIE E STATOla rappresentanza degli interessi collettivi di categoria, non significa separazione degli interessi di categoria di fronte agli interessi dello Stato: ma, poiché sopra gli interessi collettivi si afferma un interesse dordine superiore, Iinteresse alla tutela della produzione nazionale, Iordinamento corporativo fa obbligo ai rappresentanti degli interessi collettivi, di subordinare gli interessi delle categorie agli interessi superiori, e quindi pubblici, della produzione, fatti propri dallo Stato.Sul piano di questi rapporti complessi, tra individui e associazioni, tra associazioni e Stato, opera dunque il principio corporativo. Esso si afferma come il principio dellorganizzazione delle categorie, attraverso la rappresentanza degli interessi collettivi, in organi corporativi o in soggetti autarchici, e dellazione di questi organi ed enti, in ordine alla protezione degli interessi rappresentati e al raggiungimento di quei fini pubblici di tutela della produzione che si identificano nel benessere dei singoli e nello sviluppo della potenza nazionale.

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