LE BUFALE SUL WEB
La scoperta dei vaccini si deve al medico e naturalista inglese
Edward Jenner, che intorno al 1780, mentre l’Europa era
devastata da un’epidemia di vaiolo, notò che stranamente gli
allevatori di mucche e cavalli non prendevano la malattia.
Secondo lui la strana circostanza era dovuta al fatto che quegli
allevatori avevano contratto la forma bovina del vaiolo (il cui
nome scientifico è Variolae vaccinae), non grave per gli umani, e
quindi avessero sviluppato una difesa anche contro il vaiolo
umano.
Per dimostrare la sua ipotesi, Jenner prelevò del materiale
organico da una contadina malata della versione bovina del
vaiolo e lo iniettò in un bambino. Dopo un mese gli iniettò il virus
del vaiolo umano e il bambino non si ammalò. Jenner aveva
ragione!
Gli studi di Jenner furono continuati circa un secolo
dopo dal biologo francese Louis Pasteur, intorno al
1880, non era più necessario introdurre nel corpo
della persona da vaccinare i microbi della malattia, ma
questi potevano essere alterati e resi innocui in modo
da ridurre al minimo i rischi. Fu Pasteur a chiamare
“vaccino” questi trattamenti, proprio in onore di
Jenner che era stato il primo a scoprirli partendo da
uno studio sulle vacche. Ed è per questo motivo che
in molti Paesi i vaccini sono obbligatori e gratuiti. In
Italia sono disponibili gratuitamente i vaccini per
i dieci gruppi di infezioni considerate di rilevante
interesse pubblico.
VACCINI E BUFALE SUL WEB, BURIONI: “PER UN MEDICO
NON HA SENSO DISCUTERE CON CHI HA LA TERZA MEDIA”
Tratto da
IlFattoQuotidiano.it
• I vaccini causano l’autismo. Non è vero.
• I vaccini indeboliscono le difese dei bambini. Non è vero.
• Dieci vaccini sono troppi e vengono fatti solo in Italia. Non è vero.
• I vaccini vengono somministrati troppo presto. Non è vero.
• I vaccini hanno gravi effetti collaterali. Non è vero.
• Vaccini obbligatori, tutto quello che c’è da sapere per l’iscrizione a scuola
• I vaccini sono un grande affare per le case farmaceutiche. Non è vero.
• I vaccini sovraccaricano il sistema immunitario. Non è vero.
• Chi è vaccinato diventa infettivo. Non è vero.
Secondo Twing i favorevoli al decreto citano delle ragioni scientifiche. I vaccini, per
i favorevoli, costituiscono una soluzione razione contro il rischio di epidemie e
giustificano la necessità dell’obbligo come unica misura in grado di proteggere la
salute pubblica di ogni singola persona e pericolosa ignoranza degli anti-vaccinisti. Il
decreto sull’obbligo introdotto dal governo e il timore di alcune fasce della
popolazione sono stati temi centrali della giornata di lavoro. Un tema centrale e
importante in cui conta tantissimo la comunicazione (ed è qui che entrano in gioco i
social network)
PRO-VACCINO
Gli anti-vaccinisti online sono
l’8%, molto attivi ma positivi solo
nel 20% dei casi. Molto chiusi e
autoreferenziali che comunicano
molto tra di loro ma non postano
opinioni di chi non è schierato.
ANTI-VACCINO
I pro-vaccino hanno delle comunità
più attive sul fronte e raccolgono
molti consensi al di fuori della loro
cerchia e raggiungono casi positivi
fino all’80%. I pensieri positivi sono
costituiti dall’80% da commenti su
Twitter e dal 72% dai comenti su
Facebook e confermano il forte
sostegno della rete dei vaccini;
I picchi di interventi in favore dei vaccini si osservano
dopo di personaggi pubblici, come Bebe Vio che posò per
diverse campagne contro la meningite, che è stato
cruciale per molti giovani perché rispetto agli anni
precedenti le posizioni ai vaccini sono aumentate.

Scienze

  • 1.
  • 2.
    La scoperta deivaccini si deve al medico e naturalista inglese Edward Jenner, che intorno al 1780, mentre l’Europa era devastata da un’epidemia di vaiolo, notò che stranamente gli allevatori di mucche e cavalli non prendevano la malattia. Secondo lui la strana circostanza era dovuta al fatto che quegli allevatori avevano contratto la forma bovina del vaiolo (il cui nome scientifico è Variolae vaccinae), non grave per gli umani, e quindi avessero sviluppato una difesa anche contro il vaiolo umano. Per dimostrare la sua ipotesi, Jenner prelevò del materiale organico da una contadina malata della versione bovina del vaiolo e lo iniettò in un bambino. Dopo un mese gli iniettò il virus del vaiolo umano e il bambino non si ammalò. Jenner aveva ragione!
  • 3.
    Gli studi diJenner furono continuati circa un secolo dopo dal biologo francese Louis Pasteur, intorno al 1880, non era più necessario introdurre nel corpo della persona da vaccinare i microbi della malattia, ma questi potevano essere alterati e resi innocui in modo da ridurre al minimo i rischi. Fu Pasteur a chiamare “vaccino” questi trattamenti, proprio in onore di Jenner che era stato il primo a scoprirli partendo da uno studio sulle vacche. Ed è per questo motivo che in molti Paesi i vaccini sono obbligatori e gratuiti. In Italia sono disponibili gratuitamente i vaccini per i dieci gruppi di infezioni considerate di rilevante interesse pubblico.
  • 4.
    VACCINI E BUFALESUL WEB, BURIONI: “PER UN MEDICO NON HA SENSO DISCUTERE CON CHI HA LA TERZA MEDIA” Tratto da IlFattoQuotidiano.it
  • 6.
    • I vaccinicausano l’autismo. Non è vero. • I vaccini indeboliscono le difese dei bambini. Non è vero. • Dieci vaccini sono troppi e vengono fatti solo in Italia. Non è vero. • I vaccini vengono somministrati troppo presto. Non è vero. • I vaccini hanno gravi effetti collaterali. Non è vero. • Vaccini obbligatori, tutto quello che c’è da sapere per l’iscrizione a scuola • I vaccini sono un grande affare per le case farmaceutiche. Non è vero. • I vaccini sovraccaricano il sistema immunitario. Non è vero. • Chi è vaccinato diventa infettivo. Non è vero.
  • 7.
    Secondo Twing ifavorevoli al decreto citano delle ragioni scientifiche. I vaccini, per i favorevoli, costituiscono una soluzione razione contro il rischio di epidemie e giustificano la necessità dell’obbligo come unica misura in grado di proteggere la salute pubblica di ogni singola persona e pericolosa ignoranza degli anti-vaccinisti. Il decreto sull’obbligo introdotto dal governo e il timore di alcune fasce della popolazione sono stati temi centrali della giornata di lavoro. Un tema centrale e importante in cui conta tantissimo la comunicazione (ed è qui che entrano in gioco i social network)
  • 8.
    PRO-VACCINO Gli anti-vaccinisti onlinesono l’8%, molto attivi ma positivi solo nel 20% dei casi. Molto chiusi e autoreferenziali che comunicano molto tra di loro ma non postano opinioni di chi non è schierato. ANTI-VACCINO I pro-vaccino hanno delle comunità più attive sul fronte e raccolgono molti consensi al di fuori della loro cerchia e raggiungono casi positivi fino all’80%. I pensieri positivi sono costituiti dall’80% da commenti su Twitter e dal 72% dai comenti su Facebook e confermano il forte sostegno della rete dei vaccini;
  • 9.
    I picchi diinterventi in favore dei vaccini si osservano dopo di personaggi pubblici, come Bebe Vio che posò per diverse campagne contro la meningite, che è stato cruciale per molti giovani perché rispetto agli anni precedenti le posizioni ai vaccini sono aumentate.