Il documento analizza l'evoluzione dei media in Italia sotto il regime fascista, evidenziando il controllo statale su stampa, radio e cinema per la propagazione della cultura fascista. Nonostante gli sforzi del regime per incentivare l'ascolto della radio e il cinema come strumenti di consenso, l'efficacia di tali misure è stata limitata da costi elevati e da un pubblico resistente. L'analisi si sofferma anche sugli aspetti della propaganda bellica e sul contrasto con le emittenti antifasciste durante la Seconda Guerra Mondiale.