Il documento descrive l'evoluzione dello sport in Italia durante il periodo fascista, evidenziando l'emanazione della Carta dello Sport nel 1928 e il potenziamento delle colonie estive, che miravano a formare una gioventù sana e forte. Si trattano anche dei littoriali, eventi culturali e sportivi promossi dal regime, volti a rafforzare l'immagine del fascismo e promuovere l'unità tra classi sociali. Infine, viene discusso lo scontro tra la politica sportiva fascista e la Chiesa, che criticava la sua visione materialistica e il coinvolgimento delle donne nello sport.