E.O.I La Equidad de Alcázar de San
               Juan
      Dipartimento di italiano.
         Corso 2010-2011.

 “Un giorno all’opera”




  Nabucco di Giuseppe Verdi
Teatro Auditorio di Alcázar de San
              Juan.
         Mercoledi 13 aprile 2011
                Prima di andare all’opera un po’ di informazione
                sul linguaggio riferito a questo tipo di
                spettacolo.
                   Opera: l’opera lirica è un genere teatrale
                     e musicale in cui l’azione scenica è
                     sottolineata ed espressa attraverso, appunto,
                     la musica ed il canto.
                     Melodramma: sinonimo di opera lirica.
                     Libretto d’opera: testo utilizzato in
un’opera lirica, oltre alle parole che sono destinate ad essere
cantate, include anche i brani del recitativo.
Numeri musicali: l’opera lirica si articola in vari numeri musicali,
che includono sia momenti d’assieme (concertati, cori) che assoli (arie,
ariosi, romanze, cavatine).
Aria: l'aria è normalmente un episodio vocale solistico di forma
strofica nel corso del quale l'azione e il dialogo lasciano il posto
all'enunciazione dell'affetto o del pensiero di un personaggio (in origine
anche più di uno).
Ariosi: Parentesi melodica posta all'interno o alla fine di una
sezione in recitativo o in parlante.
Romanza: composizione musicale per voce e accompagnamento di
struttura variabile ma di carattere per lo più sentimentale.
Cavatina: L'aria con cui il personaggio (e quindi l'interprete) si
presenta la prima volta al pubblico, nota anche come “aria di
sortita”.
Concertato: Episodio musicale per voci soliste e coro. Si colloca
quasi sempre alla fine di un atto intermedio (più raramente alla fine
dell'opera), durante i cosiddetti Finali.
Atto: la suddivisione di un’opera teatrale.
Voci femminili: queste sono classificate dalla più grave alla pià
acuta: contralto, mezzosoprano e soprano.
Voci maschili: queste sono denominate dalla più grave alla più
acuta: basso, baritono e tenore. Ad queste si possono aggiungere le
voci di contratenore, sopranista o contraltista, che utilizzano
un’impostazione in falsetto o falsettone, cioè senza appoggiatura
(queste eseguono ruoli un tempo affidati ai castrati).
L’autore: Giuseppe Verdi.
  Nacque da povera famiglia a Roncole di Busseto il 10 Ottobre 1813.
Sviluppatasi in lui molto presto una vigorosa inclinazione musicale, egli
ebbe come primo maestro l' organista delle Roncole Pietro Baistrocchi; si
                              esercitava su una modesta spinetta e aiutava i
                              genitori nella bottega, una modesta osteria di
                              paese.
                              A dodici anni si recò a Busseto per aiutare
                              negli affari il suo futuro protettore Barezzi,
                              e fu a Busseto che studiò musica con il maestro
                              di banda Provesi e latino con il canonico
                              Seletti.
                              Fu in seguito a Milano con una borsa di studio
                              del Monte di Pietà e con un sussidio del Barezzi:
                              a diciannove anni tentò di entrare in
                              Conservatorio, ma non vi fu ammesso (!!!) e
                              decise di proseguire gli studi con il maestro
                              Lavigna.
                              Tornato a Busseto, venne nominato maestro di
                              musica del comune e direttore della banda.
                              Nel 1835 sposò la figlia del suo protettore
                              Margherita Barezzi, da cui ebbe due figli che
                              perirono con la madre a Milano negli anni
                              1838-1840, dove la famiglia Verdi si era nel
                              frattempo                             trasferita.
                              La sua prima opera fu "Oberto Conte di San
                              Bonifacio"(1839) rappresentata con successo
al Teatro La Scala di Milano. La seconda opera "Un giorno di
regno"(1840), a soggetto comico, cadde rovinosamente e aggiunse così
nuovo            dolore           alle           sciagure             familiari.
Proprio allora iniziò la straordinaria produzione di opere. La sua
instancabile e prodigiosa attività non cedette nemmeno alla vecchiaia che
trascorse prevalentemente nella villa di Sant'Agata a pochi chilometri
da Busseto, insieme alla inseparabile, fedelissima Giuseppina Strepponi,
vissuta con lui dal 1849.
Giuseppe Verdi morì a Milano il 27 gennaio 1901 ed è oggi sepolto nella
Casa di Riposo dei Musicisti da lui fondata.
L’OPERA: NABUCCO.
                                   "Nabucco nacque sotto una stella favorevole,
                                   giacché anche tutto ciò che poteva riuscire a
                                   male contribuì invece in senso favorevole". Così
                                   Giuseppe Verdi parlava della sua terza opera, vero
                                   e proprio trampolino di lancio per la sua carriera
                                   che da allora in poi conobbe i noti successi.
                                   Opera in quattro atti, Musica di Giuseppe Verdi,
                                   Libretto di Temistocle Solera.
                                   Tra il 1838 e il 1840 la vita privata di Verdi era
                                   stata straziata dalla morte dei suoi due figli e di sua
                                   moglie. L'insuccesso della sua ultima opera e il dolore
                                   per la perdita delle persone care spinsero il musicista
                                   a decidere di non scrivere mai più per la lirica.
                                   Fu proprio grazie all'impresario del Teatro Milanese
                                   Bartolomeo Merelli che il compositore tornò a
                                   creare. Una sera d'inverno i due s'incontrarono per
                                   strada e l'impresario affidò al giovane musicista il
                                   manoscritto di un nuovo libretto di Temistocle Solera,
                                   rifiutato dal compositore tedesco Nicolai. Così Verdi
                                   si ritrovò in possesso di un libretto che non aveva
                                   intenzione di leggere e appena giunse a casa lo gettò
                                   sul tavolo. In seguito a questo gesto il fascicolo si
                                   aprì e il compositore vi lesse un verso che lo incuriosì:
                                   "Va' Pensiero sull'ali dorate". Cominciò a leggere i
                                   versi seguenti e ne fu talmente affascinato che passò
                                   la notte a leggere il libretto, tanto da impararlo
                                   quasi a memoria. Il 9 marzo 1842, dopo soli dodici
                                   giorni di prove, il pubblico milanese assistette alla
                                   prima dell'opera e ne fu ammaliato.
Con il passare del tempo Va' Pensiero divenne l'aria più famosa di Nabucco. Il popolo
ebreo infatti era così simile a quello del Lombardo-Veneto, costretto a sopportare la
dominazione austriaca, e il canto per la libertà dalla schiavitù in Babilonia era il
canto degli italiani oppressi. Verdi era un vero e proprio punto di riferimento per i
patrioti italiani che suggerirono che Va' Pensiero avrebbe potuto diventare l'inno
nazionale. Questa proposta non fu mai realizzata, ma la fama di Nabucco rimane
legata all'aria del terzo atto, che vede il coro grande protagonista.
Da Nabucco in poi il giovane di Busseto si avviò verso la carriera che lo avrebbe fatto
diventare uno dei più ammirati e amati musicisti della sua epoca.

TRAMA:
   Parte I Gerusalemme. All`interno del tempio di Gerusalemme, i Leviti e il popolo
lamentano la triste sorte degli Ebrei, sconfitti dal re di Babilonia Nabucco, che ora è alle
porte della città. Il gran pontefice Zaccaria rincuora la sua gente. In mano ebrea è
tenuta come ostaggio, infatti, la figlia di Nabucco, Fenena, la cui custodia Zaccaria affida
a Ismaele, nipote del re di Gerusalemme. Questi, tuttavia, promette alla giovane di
restituirle la libertà, perché un giorno a Babilonia egli stesso, prigioniero, era stato
liberato proprio da Fenena, di lui innamorata. I due stanno organizzando la fuga, quando
giunge nel tempio Abigaille, supposta figlia di Nabucco, a comando di una schiera di
Babilonesi. Anch`essa è innamorata di Ismaele e minaccia Fenena di riferire al padre che
ella ha tentato di fuggire con uno straniero; infine si dichiara disposta a tacere a patto
che Ismaele rinunci a Fenena. Ma egli si rifiuta di soggiacere al ricatto. A capo del suo
esercito irrompe Nabucco, deciso a saccheggiare la città. Invano Zaccaria, brandendo un
pugnale sopra il capo di Fenena, tenta di fermarlo, poiché Ismaele si oppone e consegna
Fenena salva nelle mani del padre.

   Parte II. L`empio. Nella reggia di Babilonia. Abigaille è venuta a conoscenza di un
documento che rivela la sua identità di schiava: dunque erroneamente i Babilonesi la
ritengono erede al trono. Nabucco, in guerra, ha nominato Fenena reggente della città e
ciò non fa che accrescere l`odio di Abigaille verso di lei. Il gran sacerdote di Belo alleato
di Abigaille, riferisce che Fenena sta liberando tutti gli schiavi Ebrei. Abigaille coglie
l`occasione e medita di salire sul trono di Nabucco. Zaccaria, intanto, annuncia festante al
popolo che Fenena, grazie all`amore di Ismaele, si è convertita alla religione ebraica.
Essa viene raggiunta da Abdallo, vecchio ufficiale del re, che svelate le ambizioni di
Abigaille, le consiglia di fuggire per non incorrere nella sua ira. Ma non c`è tempo, poiché
irrompe Abigaille che ha con sé i Magi, il gran Sacerdote e una folla di Babilonesi. Giunge
però, inaspettato, anche Nabucco che si ripone la corona sul capo, maledicendo il dio degli
Ebrei. Quindi minaccia di morte Zaccaria. Alla dichiarazione di Fenena che rivela la propria
conversione, egli replica imponendole di inginocchiarsi e di adorarlo non più come re, ma
come dio. Il dio degli Ebrei lancia un fulmine. Nabucco, atterrito, cade agonizzante, mentre
Abigaille si pone sul capo l`agognata corona.

   Parte III. La profezia. Orti pensili nella reggia di Babilonia. Abigaille sul trono riceve
gli onori di tutte l`autorità del regno. Nabucco tenta invano di riappropiarsi della corona,
ma viene fermato dalle guardie. Nel successivo dialogo fra i due, Abigaille ottiene,
sfruttando le instabili condizioni mentali di Nabucco, di fargli apporre il sigillo reale
convalidante il documento di condanna a morte per gli Ebrei. In un momento di lucidità,
Nabucco si rende conto di avere condannato anche la figlia Fenena e inutilmente implora la
sua salvezza. Anzi, Abigaille straccia il documento che attesta il suo stato di schiava,
dichiarandosi unica figlia ed erede. Ordina infine alle guardie di imprigionere Nabucco. Sulle
sponde dell`Eufrate, gli Ebrei invocano la patria lontana e tocca ancora a Zaccaria
consolare il suo popolo con una profezia che li esorta ad avere fede.

   Parte IV. L`idolo infranto. Dalla propria prigione Nabucco vede tra gli Ebrei condotti a
morte anche Fenena. Disperato si rivolge, convertendosi al Dio degli Ebrei. Abdallo e un
manipolo di guerrieri rimasti fedeli al re, vedendo Nabucco rinsavire e rinvigorire, decidono
di insorgere guidati dal vecchio re. Negli orti pensili risuona una marcia funebre: stanno
giungendo gli Ebrei condannati a morte. Zaccaria benedice Fenena martire. Ma
all`irrompere di Nabucco, cade l`idolo di Belo e i prigionieri vengono liberati. Nabucco torna
sul trono. Abigaille, avvelenatasi, chiede perdono, morente, a Fenena e auspica il
matrimonio di lei con Ismaele. Zaccaria predice a Nabucco il dominio su tutti i popoli della
terra.
http://carabelta.free.fr/musica/opere/nabucco_trama.html




Va’’
pensiero…(Parte III, scena III)

"Va' pensiero sull'ali dorate" lo canta il popolo ebreo che, nel "Nabucco", è
stato sconfitto dagli Assiri, deportato in Babilonia e ridotto in schiavitù. Il
dolore dell'esilio, dell'allontanamento è un tema molto ricorrente nell'opera
lirica.
Va, pensiero, sull’ali dorate;              Che ne infonda al patire virtù.
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L’aure dolci del suolo natal!               *Gerussalemme
Del Giordano le rive saluta,
Di Sïone le torri atterrate…
Oh mia patria sì bella e perduta!           Ve, pensamiento, sobre alas doradas;
Oh membranza sì cara e fatal!               ¡ve, pósate en las praderas, en las colinas,
Arpa d’ôr dei fatidici vati                 donde exhalan su fragancia tibios y suaves
Perchè muta dal salice pendi?               los aires dulces de la tierra natal!
Le memorie nel petto raccendi
Ci favella del tempo che fu!                Del Jordán las orillas saluda,
O simile di Solima* ai fati                 de Sión las torres derruídas...
Traggi un suono di crudo lamento,           ¡Oh, patria mía, tan hermosa y perdida!
O t’ispiri il Signore un concento
¡Oh, recuerdo tan grato y fatal!                     traes un sonido de crudo lamento,
Arpa de oro de los fatídicos hados,                  ojalá te inspire el Señor una melodía
¿por qué muda del sauce cuelgas?                     que infunda al padecer virtud,
Los recuerdos en el pecho reenciendes,               que infunda al padecer virtud,
¡háblanos del tiempo que fue!                        que infunda al padecer virtud,
Oh semejante a los hados de Solima                   ¡al padecer virtud!

  Nel 1814, quando Verdi aveva appena un anno, Napoleone fu sconfitto ed esiliato all’isola
d’Elba. Durante la sua brillante carriera politica e militare, egli conquistò una grossa parte
dell’Europa, inclusa l’Italia.
Prima della conquista dell’imperatore, l’Italia era completamente frammentata, un paese
formato da Città-Stati. Sotto l’impero di Napoleone, l’Italia prese le forme di un paese unito,
cosa non successa dai tempi dell’Impero romano. Gli Italiani apprezzarono le idee di
Napoleone, il suo disprezzo dei nemici austriaci, ed il suo messaggio d’unità e di repubblica.
Dopo la sconfitta di Napoleone, la geo-politica europea tornò di nuovo in mano ai paesi
sovrani del periodo pre-napoleonico. L’Italia fu ridivisa in piccole repubbliche, alcune sotto
potere austriaco, altre sotto controllo papale ed altre ancora regnate da piccoli Re e Duchi.
Molti Italiani, stufi di essere sottomessi a poteri stranieri, erano ormai determinati a creare
una repubblica italiana unita.
Fu così che iniziò il famoso Risorgimento e si concluse con l'unità dell’Italia. Il movimento
cominciò con società segrete, scrittori politici audaci e piccoli scontri civili spontanei per poi
diventare una causa militare e diplomatica che infine unificò il paese sotto una singola
monarchia costituzionale.
Verdi ebbe un grosso ruolo durante il Risorgimento. Le sue prime opere, inclusa quella di
Nabucco, ispirarono il pubblico generale a prendere parte nel movimento. È ben vero che
Nabucco racconta la storia della lotta del popolo ebraico contro il tiranno Nebachadnezzar,
ma il pubblico vi riconobbe la lotta del popolo italiano contro l’oppressore austriaco. Come
prima cosa, Verdi scrisse il coro di Va, pensiero, un’aria che tratta del desiderio del popolo
ebraico di rimpossessarsi della patria. Quest’aria così malinconica fu subito adottata dagli
Italiani come un inno patriottico. Spesso cantata per le strade d’Italia, la musica di Va,
pensiero portò l’opera di Nabucco ad uno stato quasi mitico ed ispirò Verdi ad includere versi
patriottici nelle sue opere seguenti.

Quaderno

  • 1.
    E.O.I La Equidadde Alcázar de San Juan Dipartimento di italiano. Corso 2010-2011. “Un giorno all’opera” Nabucco di Giuseppe Verdi
  • 2.
    Teatro Auditorio diAlcázar de San Juan. Mercoledi 13 aprile 2011 Prima di andare all’opera un po’ di informazione sul linguaggio riferito a questo tipo di spettacolo. Opera: l’opera lirica è un genere teatrale e musicale in cui l’azione scenica è sottolineata ed espressa attraverso, appunto, la musica ed il canto. Melodramma: sinonimo di opera lirica. Libretto d’opera: testo utilizzato in un’opera lirica, oltre alle parole che sono destinate ad essere cantate, include anche i brani del recitativo. Numeri musicali: l’opera lirica si articola in vari numeri musicali, che includono sia momenti d’assieme (concertati, cori) che assoli (arie, ariosi, romanze, cavatine). Aria: l'aria è normalmente un episodio vocale solistico di forma strofica nel corso del quale l'azione e il dialogo lasciano il posto all'enunciazione dell'affetto o del pensiero di un personaggio (in origine anche più di uno). Ariosi: Parentesi melodica posta all'interno o alla fine di una sezione in recitativo o in parlante. Romanza: composizione musicale per voce e accompagnamento di struttura variabile ma di carattere per lo più sentimentale. Cavatina: L'aria con cui il personaggio (e quindi l'interprete) si presenta la prima volta al pubblico, nota anche come “aria di sortita”. Concertato: Episodio musicale per voci soliste e coro. Si colloca quasi sempre alla fine di un atto intermedio (più raramente alla fine dell'opera), durante i cosiddetti Finali. Atto: la suddivisione di un’opera teatrale. Voci femminili: queste sono classificate dalla più grave alla pià acuta: contralto, mezzosoprano e soprano. Voci maschili: queste sono denominate dalla più grave alla più acuta: basso, baritono e tenore. Ad queste si possono aggiungere le voci di contratenore, sopranista o contraltista, che utilizzano un’impostazione in falsetto o falsettone, cioè senza appoggiatura (queste eseguono ruoli un tempo affidati ai castrati).
  • 3.
    L’autore: Giuseppe Verdi. Nacque da povera famiglia a Roncole di Busseto il 10 Ottobre 1813. Sviluppatasi in lui molto presto una vigorosa inclinazione musicale, egli ebbe come primo maestro l' organista delle Roncole Pietro Baistrocchi; si esercitava su una modesta spinetta e aiutava i genitori nella bottega, una modesta osteria di paese. A dodici anni si recò a Busseto per aiutare negli affari il suo futuro protettore Barezzi, e fu a Busseto che studiò musica con il maestro di banda Provesi e latino con il canonico Seletti. Fu in seguito a Milano con una borsa di studio del Monte di Pietà e con un sussidio del Barezzi: a diciannove anni tentò di entrare in Conservatorio, ma non vi fu ammesso (!!!) e decise di proseguire gli studi con il maestro Lavigna. Tornato a Busseto, venne nominato maestro di musica del comune e direttore della banda. Nel 1835 sposò la figlia del suo protettore Margherita Barezzi, da cui ebbe due figli che perirono con la madre a Milano negli anni 1838-1840, dove la famiglia Verdi si era nel frattempo trasferita. La sua prima opera fu "Oberto Conte di San Bonifacio"(1839) rappresentata con successo al Teatro La Scala di Milano. La seconda opera "Un giorno di regno"(1840), a soggetto comico, cadde rovinosamente e aggiunse così nuovo dolore alle sciagure familiari. Proprio allora iniziò la straordinaria produzione di opere. La sua instancabile e prodigiosa attività non cedette nemmeno alla vecchiaia che trascorse prevalentemente nella villa di Sant'Agata a pochi chilometri da Busseto, insieme alla inseparabile, fedelissima Giuseppina Strepponi, vissuta con lui dal 1849. Giuseppe Verdi morì a Milano il 27 gennaio 1901 ed è oggi sepolto nella Casa di Riposo dei Musicisti da lui fondata.
  • 4.
    L’OPERA: NABUCCO. "Nabucco nacque sotto una stella favorevole, giacché anche tutto ciò che poteva riuscire a male contribuì invece in senso favorevole". Così Giuseppe Verdi parlava della sua terza opera, vero e proprio trampolino di lancio per la sua carriera che da allora in poi conobbe i noti successi. Opera in quattro atti, Musica di Giuseppe Verdi, Libretto di Temistocle Solera. Tra il 1838 e il 1840 la vita privata di Verdi era stata straziata dalla morte dei suoi due figli e di sua moglie. L'insuccesso della sua ultima opera e il dolore per la perdita delle persone care spinsero il musicista a decidere di non scrivere mai più per la lirica. Fu proprio grazie all'impresario del Teatro Milanese Bartolomeo Merelli che il compositore tornò a creare. Una sera d'inverno i due s'incontrarono per strada e l'impresario affidò al giovane musicista il manoscritto di un nuovo libretto di Temistocle Solera, rifiutato dal compositore tedesco Nicolai. Così Verdi si ritrovò in possesso di un libretto che non aveva intenzione di leggere e appena giunse a casa lo gettò sul tavolo. In seguito a questo gesto il fascicolo si aprì e il compositore vi lesse un verso che lo incuriosì: "Va' Pensiero sull'ali dorate". Cominciò a leggere i versi seguenti e ne fu talmente affascinato che passò la notte a leggere il libretto, tanto da impararlo quasi a memoria. Il 9 marzo 1842, dopo soli dodici giorni di prove, il pubblico milanese assistette alla prima dell'opera e ne fu ammaliato. Con il passare del tempo Va' Pensiero divenne l'aria più famosa di Nabucco. Il popolo ebreo infatti era così simile a quello del Lombardo-Veneto, costretto a sopportare la dominazione austriaca, e il canto per la libertà dalla schiavitù in Babilonia era il canto degli italiani oppressi. Verdi era un vero e proprio punto di riferimento per i patrioti italiani che suggerirono che Va' Pensiero avrebbe potuto diventare l'inno nazionale. Questa proposta non fu mai realizzata, ma la fama di Nabucco rimane legata all'aria del terzo atto, che vede il coro grande protagonista. Da Nabucco in poi il giovane di Busseto si avviò verso la carriera che lo avrebbe fatto diventare uno dei più ammirati e amati musicisti della sua epoca. TRAMA: Parte I Gerusalemme. All`interno del tempio di Gerusalemme, i Leviti e il popolo lamentano la triste sorte degli Ebrei, sconfitti dal re di Babilonia Nabucco, che ora è alle porte della città. Il gran pontefice Zaccaria rincuora la sua gente. In mano ebrea è tenuta come ostaggio, infatti, la figlia di Nabucco, Fenena, la cui custodia Zaccaria affida a Ismaele, nipote del re di Gerusalemme. Questi, tuttavia, promette alla giovane di restituirle la libertà, perché un giorno a Babilonia egli stesso, prigioniero, era stato liberato proprio da Fenena, di lui innamorata. I due stanno organizzando la fuga, quando giunge nel tempio Abigaille, supposta figlia di Nabucco, a comando di una schiera di Babilonesi. Anch`essa è innamorata di Ismaele e minaccia Fenena di riferire al padre che ella ha tentato di fuggire con uno straniero; infine si dichiara disposta a tacere a patto che Ismaele rinunci a Fenena. Ma egli si rifiuta di soggiacere al ricatto. A capo del suo esercito irrompe Nabucco, deciso a saccheggiare la città. Invano Zaccaria, brandendo un pugnale sopra il capo di Fenena, tenta di fermarlo, poiché Ismaele si oppone e consegna Fenena salva nelle mani del padre. Parte II. L`empio. Nella reggia di Babilonia. Abigaille è venuta a conoscenza di un documento che rivela la sua identità di schiava: dunque erroneamente i Babilonesi la ritengono erede al trono. Nabucco, in guerra, ha nominato Fenena reggente della città e ciò non fa che accrescere l`odio di Abigaille verso di lei. Il gran sacerdote di Belo alleato di Abigaille, riferisce che Fenena sta liberando tutti gli schiavi Ebrei. Abigaille coglie l`occasione e medita di salire sul trono di Nabucco. Zaccaria, intanto, annuncia festante al popolo che Fenena, grazie all`amore di Ismaele, si è convertita alla religione ebraica. Essa viene raggiunta da Abdallo, vecchio ufficiale del re, che svelate le ambizioni di Abigaille, le consiglia di fuggire per non incorrere nella sua ira. Ma non c`è tempo, poiché
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    irrompe Abigaille cheha con sé i Magi, il gran Sacerdote e una folla di Babilonesi. Giunge però, inaspettato, anche Nabucco che si ripone la corona sul capo, maledicendo il dio degli Ebrei. Quindi minaccia di morte Zaccaria. Alla dichiarazione di Fenena che rivela la propria conversione, egli replica imponendole di inginocchiarsi e di adorarlo non più come re, ma come dio. Il dio degli Ebrei lancia un fulmine. Nabucco, atterrito, cade agonizzante, mentre Abigaille si pone sul capo l`agognata corona. Parte III. La profezia. Orti pensili nella reggia di Babilonia. Abigaille sul trono riceve gli onori di tutte l`autorità del regno. Nabucco tenta invano di riappropiarsi della corona, ma viene fermato dalle guardie. Nel successivo dialogo fra i due, Abigaille ottiene, sfruttando le instabili condizioni mentali di Nabucco, di fargli apporre il sigillo reale convalidante il documento di condanna a morte per gli Ebrei. In un momento di lucidità, Nabucco si rende conto di avere condannato anche la figlia Fenena e inutilmente implora la sua salvezza. Anzi, Abigaille straccia il documento che attesta il suo stato di schiava, dichiarandosi unica figlia ed erede. Ordina infine alle guardie di imprigionere Nabucco. Sulle sponde dell`Eufrate, gli Ebrei invocano la patria lontana e tocca ancora a Zaccaria consolare il suo popolo con una profezia che li esorta ad avere fede. Parte IV. L`idolo infranto. Dalla propria prigione Nabucco vede tra gli Ebrei condotti a morte anche Fenena. Disperato si rivolge, convertendosi al Dio degli Ebrei. Abdallo e un manipolo di guerrieri rimasti fedeli al re, vedendo Nabucco rinsavire e rinvigorire, decidono di insorgere guidati dal vecchio re. Negli orti pensili risuona una marcia funebre: stanno giungendo gli Ebrei condannati a morte. Zaccaria benedice Fenena martire. Ma all`irrompere di Nabucco, cade l`idolo di Belo e i prigionieri vengono liberati. Nabucco torna sul trono. Abigaille, avvelenatasi, chiede perdono, morente, a Fenena e auspica il matrimonio di lei con Ismaele. Zaccaria predice a Nabucco il dominio su tutti i popoli della terra. http://carabelta.free.fr/musica/opere/nabucco_trama.html Va’’ pensiero…(Parte III, scena III) "Va' pensiero sull'ali dorate" lo canta il popolo ebreo che, nel "Nabucco", è stato sconfitto dagli Assiri, deportato in Babilonia e ridotto in schiavitù. Il dolore dell'esilio, dell'allontanamento è un tema molto ricorrente nell'opera lirica. Va, pensiero, sull’ali dorate; Che ne infonda al patire virtù. Va, ti posa sui clivi, sui colli, Ove olezzano tepide e molli L’aure dolci del suolo natal! *Gerussalemme Del Giordano le rive saluta, Di Sïone le torri atterrate… Oh mia patria sì bella e perduta! Ve, pensamiento, sobre alas doradas; Oh membranza sì cara e fatal! ¡ve, pósate en las praderas, en las colinas, Arpa d’ôr dei fatidici vati donde exhalan su fragancia tibios y suaves Perchè muta dal salice pendi? los aires dulces de la tierra natal! Le memorie nel petto raccendi Ci favella del tempo che fu! Del Jordán las orillas saluda, O simile di Solima* ai fati de Sión las torres derruídas... Traggi un suono di crudo lamento, ¡Oh, patria mía, tan hermosa y perdida! O t’ispiri il Signore un concento
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    ¡Oh, recuerdo tangrato y fatal! traes un sonido de crudo lamento, Arpa de oro de los fatídicos hados, ojalá te inspire el Señor una melodía ¿por qué muda del sauce cuelgas? que infunda al padecer virtud, Los recuerdos en el pecho reenciendes, que infunda al padecer virtud, ¡háblanos del tiempo que fue! que infunda al padecer virtud, Oh semejante a los hados de Solima ¡al padecer virtud! Nel 1814, quando Verdi aveva appena un anno, Napoleone fu sconfitto ed esiliato all’isola d’Elba. Durante la sua brillante carriera politica e militare, egli conquistò una grossa parte dell’Europa, inclusa l’Italia. Prima della conquista dell’imperatore, l’Italia era completamente frammentata, un paese formato da Città-Stati. Sotto l’impero di Napoleone, l’Italia prese le forme di un paese unito, cosa non successa dai tempi dell’Impero romano. Gli Italiani apprezzarono le idee di Napoleone, il suo disprezzo dei nemici austriaci, ed il suo messaggio d’unità e di repubblica. Dopo la sconfitta di Napoleone, la geo-politica europea tornò di nuovo in mano ai paesi sovrani del periodo pre-napoleonico. L’Italia fu ridivisa in piccole repubbliche, alcune sotto potere austriaco, altre sotto controllo papale ed altre ancora regnate da piccoli Re e Duchi. Molti Italiani, stufi di essere sottomessi a poteri stranieri, erano ormai determinati a creare una repubblica italiana unita. Fu così che iniziò il famoso Risorgimento e si concluse con l'unità dell’Italia. Il movimento cominciò con società segrete, scrittori politici audaci e piccoli scontri civili spontanei per poi diventare una causa militare e diplomatica che infine unificò il paese sotto una singola monarchia costituzionale. Verdi ebbe un grosso ruolo durante il Risorgimento. Le sue prime opere, inclusa quella di Nabucco, ispirarono il pubblico generale a prendere parte nel movimento. È ben vero che Nabucco racconta la storia della lotta del popolo ebraico contro il tiranno Nebachadnezzar, ma il pubblico vi riconobbe la lotta del popolo italiano contro l’oppressore austriaco. Come prima cosa, Verdi scrisse il coro di Va, pensiero, un’aria che tratta del desiderio del popolo ebraico di rimpossessarsi della patria. Quest’aria così malinconica fu subito adottata dagli Italiani come un inno patriottico. Spesso cantata per le strade d’Italia, la musica di Va, pensiero portò l’opera di Nabucco ad uno stato quasi mitico ed ispirò Verdi ad includere versi patriottici nelle sue opere seguenti.