La Primavera araba
La Primavera araba è
un termine utilizzato
per le proteste di
agitazione cominciate
tra la fine del 2010 e
l’inizio del 2011.
I paesi maggiormente coinvolti sono:
Siria
Libia
EgittoTunisia
Yemen Algeria
Bahrein
Giordania
Gibuti
Storia
La rivolta cominciò il 17
dicembre 2010 in seguito
ad una protesta estrema
di un tunisino che si diede
fuoco in seguito ai
maltrattamenti della
polizia.
Questo gesto innescò
un intero moto di
rivolta tramutandosi
nella cosiddetta
Rivoluzione dei
Gelsomini.
Per le stesse ragioni, un
effetto domino si propagò
ad altri Paesi del mondo
arabo e della regione del
Nord Africa. In molti casi i
giorni più accesi sono stati
chiamati giorni della rabbia.
● I sommovimenti in Tunisia
portarono alla fuga del
presidente Ben Ali in Arabia
Saudita
● In Egitto ci furono le dimissioni
del presidente Mubarak
● Il re di Giordania nominò un
nuovo primo ministro con
l’incarico di preparare un piano di
vere riforme politiche
I fattori scatenanti
Corruzione Assenza di libertà
individuali
Violazione dei diritti
umani
Mancanza di
interesse per le
condizioni di vita
Povertà estrema
Crescita del
prezzo dei generi
alimentari
Fame
Stati coinvolti
Tunisia
Le proteste iniziarono in
seguito al gesto di un
fruttivendolo che si diede
fuoco per protestare
contro il sequestro da
parte della polizia della
propria merce.
In seguito il movimento di
protesta si diffuse anche in
Tunisi dove giovani laureati
disoccupati manifestarono
per le strade della città e
vennero colpiti duramente
dalla polizia.
Nonostante un rimpasto del
governo le rivolte nel paese
non si placarono. Il 13
gennaio il presidente Ben
Ali lasciò il potere e promise
che avrebbe garantito la
libertà di stampa.
Ma nonostante ciò i rivoltosi
non placarono la loro ira e le
manifestazioni continuarono.
Di conseguenza venne
decretato lo stato di
emergenza e imposto il
coprifuoco. In seguito Ben Ali
lasciò il paese.
Egitto
Il 25 gennaio, in seguito
a diversi casi di protesta
estrema, dove delle
persone si erano date
fuoco, violenti scontri si
svilupparono al centri
del Cairo.
Il 29 gennaio il presidente
Mubarak licenziò il governo e
nominò come suo vice l’ex
capo dell’intelligence. Tuttavia
gli scontri e le manifestazioni
continuarono. Il 5 febbraio si
dimise il Partito Nazionale
Democratico.
Libia
Il 16 febbraio 2011 nella
città di Bengasi si
verificarono degli scontri tra
i manifestanti e la polizia.
Nel frattempo si tennero
manifestazioni che
sostenevano Mu’ammar
Gheddafi.
Il 21 febbraio la rivolta si allargò
anche alla capitale Tripoli, dove
diedero fuoco a edifici pubblici.
Iniziarono anche le defezioni dei
politici libici. Il 20 ottobre del 2011
Gheddafi venne catturato e
ucciso. Il suo cadavere fu sepolto
nel deserto vicino a Misurata.
Siria
Il 26 gennaio un uomo si
diede fuoco come segno di
protesta contro il governo
siriano. In seguito su
Facebook vennero invocate
manifestazioni in tutto il
Paese.
Il 10 febbraio Damasco
aprì ufficialmente ai
social network,
cercando di dimostrare
la fiducia del governo
nell’uso della rete.
Le proteste sfociarono
in sanguinosi scontri tra
la polizia e i
manifestanti, in seguito
la Siria precipitò in una
guerra civile.
Tuttavia nel 2014, con
l'affermarsi dell'ISIS e la
cosiddetta 'balcanizzazione
del territorio siriano', Assad
assunse un ruolo nella
guerra contro il Califfato,
dalla quale l'immagine
ottenne una riabilitazione.
Link dei siti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_araba

Primavera araba- Alexandra Tighici

  • 1.
    La Primavera araba LaPrimavera araba è un termine utilizzato per le proteste di agitazione cominciate tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011.
  • 2.
    I paesi maggiormentecoinvolti sono: Siria Libia EgittoTunisia Yemen Algeria Bahrein Giordania Gibuti
  • 3.
    Storia La rivolta cominciòil 17 dicembre 2010 in seguito ad una protesta estrema di un tunisino che si diede fuoco in seguito ai maltrattamenti della polizia.
  • 4.
    Questo gesto innescò unintero moto di rivolta tramutandosi nella cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini.
  • 5.
    Per le stesseragioni, un effetto domino si propagò ad altri Paesi del mondo arabo e della regione del Nord Africa. In molti casi i giorni più accesi sono stati chiamati giorni della rabbia.
  • 6.
    ● I sommovimentiin Tunisia portarono alla fuga del presidente Ben Ali in Arabia Saudita ● In Egitto ci furono le dimissioni del presidente Mubarak ● Il re di Giordania nominò un nuovo primo ministro con l’incarico di preparare un piano di vere riforme politiche
  • 7.
    I fattori scatenanti CorruzioneAssenza di libertà individuali Violazione dei diritti umani Mancanza di interesse per le condizioni di vita Povertà estrema Crescita del prezzo dei generi alimentari Fame
  • 8.
  • 9.
    Tunisia Le proteste iniziaronoin seguito al gesto di un fruttivendolo che si diede fuoco per protestare contro il sequestro da parte della polizia della propria merce.
  • 10.
    In seguito ilmovimento di protesta si diffuse anche in Tunisi dove giovani laureati disoccupati manifestarono per le strade della città e vennero colpiti duramente dalla polizia.
  • 11.
    Nonostante un rimpastodel governo le rivolte nel paese non si placarono. Il 13 gennaio il presidente Ben Ali lasciò il potere e promise che avrebbe garantito la libertà di stampa. Ma nonostante ciò i rivoltosi non placarono la loro ira e le manifestazioni continuarono. Di conseguenza venne decretato lo stato di emergenza e imposto il coprifuoco. In seguito Ben Ali lasciò il paese.
  • 12.
    Egitto Il 25 gennaio,in seguito a diversi casi di protesta estrema, dove delle persone si erano date fuoco, violenti scontri si svilupparono al centri del Cairo.
  • 13.
    Il 29 gennaioil presidente Mubarak licenziò il governo e nominò come suo vice l’ex capo dell’intelligence. Tuttavia gli scontri e le manifestazioni continuarono. Il 5 febbraio si dimise il Partito Nazionale Democratico.
  • 14.
    Libia Il 16 febbraio2011 nella città di Bengasi si verificarono degli scontri tra i manifestanti e la polizia. Nel frattempo si tennero manifestazioni che sostenevano Mu’ammar Gheddafi.
  • 15.
    Il 21 febbraiola rivolta si allargò anche alla capitale Tripoli, dove diedero fuoco a edifici pubblici. Iniziarono anche le defezioni dei politici libici. Il 20 ottobre del 2011 Gheddafi venne catturato e ucciso. Il suo cadavere fu sepolto nel deserto vicino a Misurata.
  • 16.
    Siria Il 26 gennaioun uomo si diede fuoco come segno di protesta contro il governo siriano. In seguito su Facebook vennero invocate manifestazioni in tutto il Paese.
  • 17.
    Il 10 febbraioDamasco aprì ufficialmente ai social network, cercando di dimostrare la fiducia del governo nell’uso della rete.
  • 18.
    Le proteste sfociarono insanguinosi scontri tra la polizia e i manifestanti, in seguito la Siria precipitò in una guerra civile.
  • 19.
    Tuttavia nel 2014,con l'affermarsi dell'ISIS e la cosiddetta 'balcanizzazione del territorio siriano', Assad assunse un ruolo nella guerra contro il Califfato, dalla quale l'immagine ottenne una riabilitazione.
  • 20.