La questione palestinese
• Una terra per due popoli
• Le guerre arabo-israeliane
• A un passo dalla pace
• Il processo di pace interrotto
• Ulteriore radicalizzazione del conflitto
• Nuovi interlocutori e nuove difficoltà
Una terra
per due popoli
29 novembre 1947
l’Onu delibera la divisione della
Palestina in due territori:
– Stato di Israele (verde) con
500.000 ebrei e 400.000 arabi;
– Stato arabo (arancione) con
800.000 arabi e 10.000 ebrei;
– Gerusalemme amministrata
dall’Onu.
14 maggio 1948
proclamazione dello Stato
di Israele con capitale Tel Aviv.
La prima guerra
arabo-israeliana
1948-49
• La Lega araba non riconosce
Israele e gli muove guerra.
• Israele risponde conquistando
l’80% della Cisgiordania.
• 24 febbraio 1949 viene siglato
l’armistizio:
– la Cisgiordania è occupata
dalla Giordania;
– la parte rimanente è annessa
da Israele;
– la Striscia di Gaza è occupata
dall’Egitto.
(le frecce indicano il movimento dei
profughi palestinesi)
Seconda guerra arabo-israeliana
1956: guerra del Sinai o del canale di
Suez
• Il conflitto continua dopo il 1948 con azioni di guerriglia
araba e rappresaglie israeliane.
• Gli insediamenti di coloni israeliani nei territori arabi
provocano, nel 1956, la reazione araba: chiusura del canale
di Suez alle navi dirette in Israele.
• Tel Aviv, risponde conquistando Gaza e il Sinai.
• Francia e Gran Bretagna, a sostegno di Israele, occupano il
canale di Suez, nazionalizzato dall’Egitto.
• La minaccia di un intervento dell’Urss a fianco dell’Egitto
costringe Francia e Gran Bretagna a ritirare le truppe.
• Il Sinai è affidato alle truppe dell’Onu.
L’Olp:
Organizzazione per la liberazione della
Palestina
• Fondata nel maggio 1964,
• rivendica il diritto dei
palestinesi a uno stato
autonomo e indipendente.
• Leader, dal 1968,
è Yasser Arafat.
• 1974: l’Olp è riconosciuta
dagli stati arabi come l’unica
organizzazione che
rappresenta i palestinesi.
• Nel 1988 re Hussein di
Giordania cede all’Olp
i diritti sulla Cisgiordania,
territorio che, occupato da
Israele, deve costituire il
nucleo di uno stato
palestinese indipendente
con capitale a
Gerusalemme.
Terza
e quarta guerra
1967 guerra dei Sei Giorni:
Israele occupa il Sinai, le alture
del Golan, la Cisgiordania.
1973 guerra del Kippur
Egitto e Siria attaccano Israele
che riesce a contenere l’invasione.
Crisi del petrolio:
ottobre 1973 – marzo 1974: i paesi
arabi sospendono le forniture
di petrolio agli stati che
mantengono rapporti diplomatici
con Israele.
2.000.000
di profughi
I problemi
• Gerusalemme: entrambi gli stati ne rivendicano il
possesso, perché città sacra per musulmani ed ebrei.
• I coloni israeliani insediati nelle terre che le risoluzioni
dell’Onu hanno riconosciuto ai palestinesi:
− 155.000 israeliani in Cisgiordania;
− 6.000 a Gaza (sino al 2005).
• I profughi palestinesi:
− 1.100.000 nei campi profughi di Gaza e Cisgiordania;
− altri 2.500.000 formalmente registrati come “rifugiati”.
La pace impossibile
Ma proseguono le azioni di guerra:
• 1982:
invasione israeliana del Libano
(settembre: strage nel campo profughi
palestinese di Sabra e Shatila).
• 1983-86: Crisi nell’Olp;
azioni di terrorismo internazionale
e rappresaglie israeliane.
• 1987 dicembre: Intifada
• 1991 gennaio: Guerra del Golfo.
• 1978: gli accordi di Camp David
aprono le consultazioni che
portano al trattato di pace fra
Israele ed Egitto: 26 marzo 1979.
Cinque anni tra
speranza di pace
e terrorismo
• 1993 settembre:
reciproco riconoscimento tra Olp,
poi denominatosi Anp
– Autorità nazionale palestinese −
e Israele.
• 1994:
Concessione alla nuova amministrazione
palestinese di alcuni territori occupati
(fra cui Gaza, Ramallah, Betlemme);
− strage di palestinesi a Hebron;
− terrorismo palestinese contro gli israeliani.
1995 4 novembre:
Rabin, primo ministro israeliano,
è ucciso da un terrorista ebreo.
1996 ondata di terrorismo palestinese.
1997 il processo di pace è bloccato.
A un passo dalla pace
• 1999 maggio:
elezione di Barak a primo ministro israeliano.
• 13 settembre 1999:
Accordo Barak – Arafat per la costituzione
dello stato palestinese.
• 13 settembre 2000:
data prevista entro cui completare l’accordo.
Il processo di pace interrotto
• Luglio 2000: fallisce il vertice di Camp David.
• 13 settembre 2000: Arafat dichiara unilateralmente
l’indipendenza in un contesto di:
− debolezza del governo Barak (al 50% in parlamento);
− debolezza di Arafat (frustrazione dei palestinesi per
gli scarsi risultati del processo di pace);
− pressione di forze radicali contrarie alla pace
(Hamas, Destra israeliana).
L’atto che ferma la pace
28 settembre 2000 (giovedì):
Sharon, leader della Destra
israeliana scortato da militari
armati, si reca alla Spianata delle
moschee;
seguono scontri sul posto e in altre
località della Cisgiordania.
29 settembre 2000 (venerdì):
al termine della preghiera rituale
nella moschea al Aqsa, i palestinesi
lanciano pietre sugli ebrei raccolti
davanti al Muro del Pianto.
La città vecchia, la spianata del Tempio (al Haram al Sharif)
chiesa del
Santo Sepolcro
Moschea
al Aqsa
Cupola
della Roccia
Muro
del Pianto
Il luogo dal quale riprende il conflitto è sacro e
irrinunciabile sia per gli ebrei che per i
musulmani, chiamato rispettivamente monte del
Tempio e Haram al Sharif. Lì si trovano:
− il Muro del Pianto, quanto resta del tempio
di Gerusalemme, distrutto dai romani nel
70 d.C.
− La Cupola della Roccia, fatta costruire dal
califfo Abd al-Malik nel 691.
− la moschea al Aqsa, ove i musulmani si
recano per la preghiera rituale del venerdì.
Gerusalemme:
i luoghi della contesa
La seconda intifada
Scontri
di piazza
Attentati
suicidi
da parte dei
terroristi
palestinesi
Bombardamenti
israeliani
rioccupazione
israeliana
dei territori
dell’Anp
I fatti del 28-29 settembre 2000 danno inizio alla seconda
intifada, dopo la prima del 1987-93.
In sei anni di scontri, attentati e violenze ha provocato circa
1000 morti israeliani e più di 4000 palestinesi.
… potrebbe riavvicinare gli interlocutori
L’11 settembre 2001…
Arafat dona il sangue per i feriti alle
torri gemelle di New York.
• Arafat condanna il
terrorismo, ma
rivendica la distinzione
fra questo e la lotta
armata di liberazione;
• L’autorità palestinese
interviene contro il
radicalismo di Hamas.
Ma Sharon…
• afferma che “non c’è
differenza fra Arafat e Bin
Laden”;
• che “Israele non ha un
interlocutore per la pace”;
• e dà inizio alla sistematica
demolizione dell’Autorità
nazionale palestinese.
Ariel Sharon
da “falco” a pacificatore
Protagonista di tutte le guerre arabo-israeliane e autore
del gesto di sfida alla Spianata del Tempio del 28
settembre 2000:
– all’inizio del 2001 è eletto primo ministro;
– nel giugno 2002 dà il via alla costruzione del muro,
730 km di barriera che divide la Cisgiordania da
Israele passando per Gerusalemme; lo scopo è
fermare il flusso di attentati suicidi verso Israele;
– febbraio 2004: annuncia il ritiro di truppe e coloni
da Gaza;
– estate 2005: con decisione unilaterale e non
contrattata con l’Anp (Autorità nazionale
palestinese) evacua tutti i coloni israeliani dalla
striscia di Gaza;
– 20 novembre 2005 esce dal Likud per l’opposizione
della destra alla sua politica di “pacificazione”, e
fonda un nuovo partito, il Kadima
(in ebraico: “avanti!” o “seguitemi!”).
L’uscita di scena dei due nemici
storici
• Arafat muore l’11 novembre
2004.
• l’Anp è presieduta da Mahmud
Abbas (Abu Mazen) che dichiara
conclusa l’intifada e contratta
con Hamas la sospensione degli
atti terroristici contro Israele.
• Sharon accetta di incontrare
Abu Mazen, ma rifiuta l’apertura
di una trattativa.
• 4 gennaio 2006: Sharon è
ricoverato per emorragia
cerebrale; per lo stato
permanente di coma l’11 aprile è
destituito dalla carica di primo
ministro.
Nuovi interlocutori
Elezioni nei territori palestinesi,
gennaio 2006:
nei territori di Cisgiordania e
Gaza Hamas ottiene la
maggioranza assoluta dei voti
(76 seggi su un totale di 132)
battendo il partito storico Al
Fatah.
Elezioni al parlamento israeliano,
marzo 2006:
Kadima, il partito fondato da
Sharon cui aderisce anche l’ex
leader laburista Shimon Peres
vince le elezioni; Ehud Olmert
(nella foto assieme a Sharon) è
primo ministro.
Hamas:
in arabo “entusiasmo, zelo”
è l’acronimo di Harakat al-Muqāwwama al-Islāmiyya
ossia: “Movimento di Resistenza Islamico”.
• Fondata nel 1987 da Ahmad Yāssīn (nella
foto) e Muhammad Tāhā come appendice
della Fratellanza Musulmana.
• Attualmente, Hamās è capeggiata da Khālid
Masha’l, unico leader storico ancora in vita.
• Dichiara come obiettivo della sua lotta
politica:
– non la nascita di uno Stato palestinese nei
soli Territori occupati;
– ma la distruzione dello Stato di Israele e la
formazione di uno Stato islamico.
• Il sostegno economico e sociale offerto ai
palestinesi dei Territori occupati assicura
ad Hamas un ampio consenso popolare.
Una situazione di stallo subordinata
all’evoluzione geopolitica del Medio
Oriente
Dopo l’11 settembre 2001 la
soluzione del conflitto palestinese-
israeliano è condizionata da:
– l’evoluzione della “seconda
guerra del Golfo” iniziata il 20
marzo 2003 con l’invasione
anglo-americana dell’Iraq;
– la posizione dell’Iran di
Mahmud Ahmadinejad che ha
più volte dichiarato l’obiettivo
della distruzione di Israele;
– il superamento dei nuovi
problemi generati dalla guerra
in Libano dell’estate 2006.
L’ultima guerra in Libano:
− 12 luglio 2006: lancio di razzi
katyusha da parte delle milizie
Hezbollah contro Israele;
− invasione israeliana del sud del
Libano e blocco navale per
neutralizzare le postazioni militari di
Hezbollah;
− 14 agosto 2006: risoluzione dell’Onu
che pone fine alle ostilità;
− l’obiettivo di Israele si può
considerare fallito;
− il governo israeliano di Ehud Olmert
ne esce assai indebolito.
Hezbollah
Partito politico sciita fondato in
Libano nel giugno 1982.
Dispone di una milizia creata
con l'appoggio della
Repubblica Islamica dell'Iran.

La questione palestinese

  • 1.
    La questione palestinese •Una terra per due popoli • Le guerre arabo-israeliane • A un passo dalla pace • Il processo di pace interrotto • Ulteriore radicalizzazione del conflitto • Nuovi interlocutori e nuove difficoltà
  • 2.
    Una terra per duepopoli 29 novembre 1947 l’Onu delibera la divisione della Palestina in due territori: – Stato di Israele (verde) con 500.000 ebrei e 400.000 arabi; – Stato arabo (arancione) con 800.000 arabi e 10.000 ebrei; – Gerusalemme amministrata dall’Onu. 14 maggio 1948 proclamazione dello Stato di Israele con capitale Tel Aviv.
  • 3.
    La prima guerra arabo-israeliana 1948-49 •La Lega araba non riconosce Israele e gli muove guerra. • Israele risponde conquistando l’80% della Cisgiordania. • 24 febbraio 1949 viene siglato l’armistizio: – la Cisgiordania è occupata dalla Giordania; – la parte rimanente è annessa da Israele; – la Striscia di Gaza è occupata dall’Egitto. (le frecce indicano il movimento dei profughi palestinesi)
  • 4.
    Seconda guerra arabo-israeliana 1956:guerra del Sinai o del canale di Suez • Il conflitto continua dopo il 1948 con azioni di guerriglia araba e rappresaglie israeliane. • Gli insediamenti di coloni israeliani nei territori arabi provocano, nel 1956, la reazione araba: chiusura del canale di Suez alle navi dirette in Israele. • Tel Aviv, risponde conquistando Gaza e il Sinai. • Francia e Gran Bretagna, a sostegno di Israele, occupano il canale di Suez, nazionalizzato dall’Egitto. • La minaccia di un intervento dell’Urss a fianco dell’Egitto costringe Francia e Gran Bretagna a ritirare le truppe. • Il Sinai è affidato alle truppe dell’Onu.
  • 5.
    L’Olp: Organizzazione per laliberazione della Palestina • Fondata nel maggio 1964, • rivendica il diritto dei palestinesi a uno stato autonomo e indipendente. • Leader, dal 1968, è Yasser Arafat. • 1974: l’Olp è riconosciuta dagli stati arabi come l’unica organizzazione che rappresenta i palestinesi. • Nel 1988 re Hussein di Giordania cede all’Olp i diritti sulla Cisgiordania, territorio che, occupato da Israele, deve costituire il nucleo di uno stato palestinese indipendente con capitale a Gerusalemme.
  • 6.
    Terza e quarta guerra 1967guerra dei Sei Giorni: Israele occupa il Sinai, le alture del Golan, la Cisgiordania. 1973 guerra del Kippur Egitto e Siria attaccano Israele che riesce a contenere l’invasione. Crisi del petrolio: ottobre 1973 – marzo 1974: i paesi arabi sospendono le forniture di petrolio agli stati che mantengono rapporti diplomatici con Israele. 2.000.000 di profughi
  • 7.
    I problemi • Gerusalemme:entrambi gli stati ne rivendicano il possesso, perché città sacra per musulmani ed ebrei. • I coloni israeliani insediati nelle terre che le risoluzioni dell’Onu hanno riconosciuto ai palestinesi: − 155.000 israeliani in Cisgiordania; − 6.000 a Gaza (sino al 2005). • I profughi palestinesi: − 1.100.000 nei campi profughi di Gaza e Cisgiordania; − altri 2.500.000 formalmente registrati come “rifugiati”.
  • 8.
    La pace impossibile Maproseguono le azioni di guerra: • 1982: invasione israeliana del Libano (settembre: strage nel campo profughi palestinese di Sabra e Shatila). • 1983-86: Crisi nell’Olp; azioni di terrorismo internazionale e rappresaglie israeliane. • 1987 dicembre: Intifada • 1991 gennaio: Guerra del Golfo. • 1978: gli accordi di Camp David aprono le consultazioni che portano al trattato di pace fra Israele ed Egitto: 26 marzo 1979.
  • 9.
    Cinque anni tra speranzadi pace e terrorismo • 1993 settembre: reciproco riconoscimento tra Olp, poi denominatosi Anp – Autorità nazionale palestinese − e Israele. • 1994: Concessione alla nuova amministrazione palestinese di alcuni territori occupati (fra cui Gaza, Ramallah, Betlemme); − strage di palestinesi a Hebron; − terrorismo palestinese contro gli israeliani. 1995 4 novembre: Rabin, primo ministro israeliano, è ucciso da un terrorista ebreo. 1996 ondata di terrorismo palestinese. 1997 il processo di pace è bloccato.
  • 10.
    A un passodalla pace • 1999 maggio: elezione di Barak a primo ministro israeliano. • 13 settembre 1999: Accordo Barak – Arafat per la costituzione dello stato palestinese. • 13 settembre 2000: data prevista entro cui completare l’accordo.
  • 11.
    Il processo dipace interrotto • Luglio 2000: fallisce il vertice di Camp David. • 13 settembre 2000: Arafat dichiara unilateralmente l’indipendenza in un contesto di: − debolezza del governo Barak (al 50% in parlamento); − debolezza di Arafat (frustrazione dei palestinesi per gli scarsi risultati del processo di pace); − pressione di forze radicali contrarie alla pace (Hamas, Destra israeliana).
  • 12.
    L’atto che fermala pace 28 settembre 2000 (giovedì): Sharon, leader della Destra israeliana scortato da militari armati, si reca alla Spianata delle moschee; seguono scontri sul posto e in altre località della Cisgiordania. 29 settembre 2000 (venerdì): al termine della preghiera rituale nella moschea al Aqsa, i palestinesi lanciano pietre sugli ebrei raccolti davanti al Muro del Pianto.
  • 13.
    La città vecchia,la spianata del Tempio (al Haram al Sharif) chiesa del Santo Sepolcro Moschea al Aqsa Cupola della Roccia Muro del Pianto Il luogo dal quale riprende il conflitto è sacro e irrinunciabile sia per gli ebrei che per i musulmani, chiamato rispettivamente monte del Tempio e Haram al Sharif. Lì si trovano: − il Muro del Pianto, quanto resta del tempio di Gerusalemme, distrutto dai romani nel 70 d.C. − La Cupola della Roccia, fatta costruire dal califfo Abd al-Malik nel 691. − la moschea al Aqsa, ove i musulmani si recano per la preghiera rituale del venerdì. Gerusalemme: i luoghi della contesa
  • 14.
    La seconda intifada Scontri dipiazza Attentati suicidi da parte dei terroristi palestinesi Bombardamenti israeliani rioccupazione israeliana dei territori dell’Anp I fatti del 28-29 settembre 2000 danno inizio alla seconda intifada, dopo la prima del 1987-93. In sei anni di scontri, attentati e violenze ha provocato circa 1000 morti israeliani e più di 4000 palestinesi.
  • 15.
    … potrebbe riavvicinaregli interlocutori L’11 settembre 2001… Arafat dona il sangue per i feriti alle torri gemelle di New York. • Arafat condanna il terrorismo, ma rivendica la distinzione fra questo e la lotta armata di liberazione; • L’autorità palestinese interviene contro il radicalismo di Hamas. Ma Sharon… • afferma che “non c’è differenza fra Arafat e Bin Laden”; • che “Israele non ha un interlocutore per la pace”; • e dà inizio alla sistematica demolizione dell’Autorità nazionale palestinese.
  • 16.
    Ariel Sharon da “falco”a pacificatore Protagonista di tutte le guerre arabo-israeliane e autore del gesto di sfida alla Spianata del Tempio del 28 settembre 2000: – all’inizio del 2001 è eletto primo ministro; – nel giugno 2002 dà il via alla costruzione del muro, 730 km di barriera che divide la Cisgiordania da Israele passando per Gerusalemme; lo scopo è fermare il flusso di attentati suicidi verso Israele; – febbraio 2004: annuncia il ritiro di truppe e coloni da Gaza; – estate 2005: con decisione unilaterale e non contrattata con l’Anp (Autorità nazionale palestinese) evacua tutti i coloni israeliani dalla striscia di Gaza; – 20 novembre 2005 esce dal Likud per l’opposizione della destra alla sua politica di “pacificazione”, e fonda un nuovo partito, il Kadima (in ebraico: “avanti!” o “seguitemi!”).
  • 17.
    L’uscita di scenadei due nemici storici • Arafat muore l’11 novembre 2004. • l’Anp è presieduta da Mahmud Abbas (Abu Mazen) che dichiara conclusa l’intifada e contratta con Hamas la sospensione degli atti terroristici contro Israele. • Sharon accetta di incontrare Abu Mazen, ma rifiuta l’apertura di una trattativa. • 4 gennaio 2006: Sharon è ricoverato per emorragia cerebrale; per lo stato permanente di coma l’11 aprile è destituito dalla carica di primo ministro.
  • 18.
    Nuovi interlocutori Elezioni neiterritori palestinesi, gennaio 2006: nei territori di Cisgiordania e Gaza Hamas ottiene la maggioranza assoluta dei voti (76 seggi su un totale di 132) battendo il partito storico Al Fatah. Elezioni al parlamento israeliano, marzo 2006: Kadima, il partito fondato da Sharon cui aderisce anche l’ex leader laburista Shimon Peres vince le elezioni; Ehud Olmert (nella foto assieme a Sharon) è primo ministro.
  • 19.
    Hamas: in arabo “entusiasmo,zelo” è l’acronimo di Harakat al-Muqāwwama al-Islāmiyya ossia: “Movimento di Resistenza Islamico”. • Fondata nel 1987 da Ahmad Yāssīn (nella foto) e Muhammad Tāhā come appendice della Fratellanza Musulmana. • Attualmente, Hamās è capeggiata da Khālid Masha’l, unico leader storico ancora in vita. • Dichiara come obiettivo della sua lotta politica: – non la nascita di uno Stato palestinese nei soli Territori occupati; – ma la distruzione dello Stato di Israele e la formazione di uno Stato islamico. • Il sostegno economico e sociale offerto ai palestinesi dei Territori occupati assicura ad Hamas un ampio consenso popolare.
  • 20.
    Una situazione distallo subordinata all’evoluzione geopolitica del Medio Oriente Dopo l’11 settembre 2001 la soluzione del conflitto palestinese- israeliano è condizionata da: – l’evoluzione della “seconda guerra del Golfo” iniziata il 20 marzo 2003 con l’invasione anglo-americana dell’Iraq; – la posizione dell’Iran di Mahmud Ahmadinejad che ha più volte dichiarato l’obiettivo della distruzione di Israele; – il superamento dei nuovi problemi generati dalla guerra in Libano dell’estate 2006. L’ultima guerra in Libano: − 12 luglio 2006: lancio di razzi katyusha da parte delle milizie Hezbollah contro Israele; − invasione israeliana del sud del Libano e blocco navale per neutralizzare le postazioni militari di Hezbollah; − 14 agosto 2006: risoluzione dell’Onu che pone fine alle ostilità; − l’obiettivo di Israele si può considerare fallito; − il governo israeliano di Ehud Olmert ne esce assai indebolito. Hezbollah Partito politico sciita fondato in Libano nel giugno 1982. Dispone di una milizia creata con l'appoggio della Repubblica Islamica dell'Iran.