Herbert Marcuse, esponente della scuola di Francoforte, critica la società capitalistica e sostiene la necessità di una sintesi tra marxismo e freudismo per liberare l'individuo dalla repressione. Egli distingue tra rimozione di base e repressione addizionale, evidenziando come il principio di prestazione reprima il desiderio di felicità e piacere, trasformando il lavoro in un'attività alienante. Marcuse propone una società utopica dove il lavoro diventi gioco e l'individuo possa riscoprire il piacere e la creatività, promuovendo una rivoluzione contro l'attuale sistema oppressivo.