Historiae nella storiografia latina
Percorso didattico:
lo studio dell’opera di Tacito, con particolare riferimento alle Historiae,
offre l’occasione per un approfondimento delle caratteristiche della storiografia romana,
rispetto al genere letterario, agli intenti programmatici, alla valutazione di personaggi ed eventi,
e per un ripasso di storici precedentemente affrontati, ora ripresi in ottica comparativa e organica.
Elena GRITTI
Concorso docenti 2012
Classe A051
Milano 23.07.2013
Dall’indagine ( στορ α)ἱ ὶ
alla storia contemporanea (historia)
ERODOTO (V a.C.)
Cic. De leg. I 1, 5:
pater historiae, ma introduce innumerabiles fabulae.
• historèin = indagare, con autopsia e ricerca di fonti, anche orali.
• Storia umana al centro, con filo conduttore (scontro Greci/barbari), ma con
digressioni, racconti e miti, permanenza di concezioni arcaiche (invidia degli dei,
ereditarietà della colpa).
• L’interesse storiografico aumenta avvicinandosi dal passato remoto (origini, 560-
612) e prossimo (511-480) all’età contemporanea (480-479).
• Sviluppo cronologico + dimensione geografica (testimone-viaggiatore e logoi
etnografici).
SERVIO (IV-V d.C.)
 In Aen. I 373:
Inter historiam autem et annales hoc interest: historia est eorum temporum
quae vel vidimus vel videre potuimus, dicta π το στορε ν id est videre;ἀ ὸ ῦ ἱ ῖ
annales vero sunt eorum temporum quae aetas nostra non novit: unde Livius
ex annalibus et historia constat. Haec tamen confunduntur licenter.
Annalistica
Com
m
entari
Biografia
M
onografia
Exem
pla
Res
gestae
HISTO
RIAE
Progetto già nell’Agricola: narrare tirannide di Domiziano e liberta ritrovata con Nerva e Traiano
 poi modificato: fino al 96 d.C. (morte di Domiziano),
ma restano solo libri I 1-V 26: anni 69-70 d.C., da Galba alla rivolta giudaica
 periodo cupo della storia romana contemporanea: da guerre civili a lunga tirannide
 TESTO: verità offesa e obiettività dello storico, crudeltà della storia (Hist. I 1-2)
ASPETTI NOTEVOLI
• Acclamazione del princeps da parte delle legioni e non a Roma (cartina).
• Parallelismo con ascesa al potere di Traiano (analogie fra Galba e Nerva,
la cui scelta del successore è però più oculata e non anacronistica)
 TESTO: il discorso di Galba a Pisone (I 15-16)  contrasto fra
esigenza di realismo politico e rigore anacronistico del mos maiorum aristocratico
• Principato “moderato” per adozione = unica soluzione per limitare il potere militare e
salvaguardare quanto rimane della dignità senatoria.
• Senato colpevole di ambiguità, oscillando tra adulazione manifesta e segreta avversione
verso il princeps, tra falsa sollecitudine per la collettività e ambizioni personali).
• L’arte del ritratto:
 TESTO: il ritratto di Otone (I 13), il monologo tragico con cui intraprende
la congiura contro Galba (I 21), il suicidio (II 49)
Il progetto di Tacito (1)
Il progetto di Tacito (2)…
Compito dello storico:
 fedele alla verità, sine ira et studio
 dichiarata obiettività, ma effettiva valutazione (accusatoria  moralismo)
 serietà del metodo storiografico (vd. uso delle fonti: storiche e letterarie, di archivio, dirette)
 una storiografia romanocentrica e annalistica (tradizione), ma anche realistica e umana
Historiae  ANALISI DELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA
Senato ridotto e indebolito, legioni prevaricano, popolo diviene massa impotente
Servirebbe assunzione di responsabilità
Annales  sede della RICERCA DELLE CAUSE DELLA CRISI
Non Nerva e Traiano, ma dalla morte di Augusto a quella di Nerone (14-68 d.C.): gli Annales.
incremento del pessimismo: Augusto responsabile di aver esautorato le istituzioni, corruzione
e servilismo (libido adsentandi) del senato, pochi militari onesti (Germanico, Corbulone), altri
ritratti (Tiberio, Petronio).
 Ab excessu divi Augusti: al seguito di Livio
 Poi Historiae tradite come seguito degli Annales, come corpus unico (es. Girolamo: vitae
Caesarum; historiae in Tertulliano e Plinio il Giovane, non nei mss)
… e altre Historiae
II a.C. I a.C. I d.C. II III IV V
SISENNA (ca. 120-67 a.C.)
- dalla guerra sociale alla morte di Silla
- storiografia “tragica” e narrazione romanzesca
SALLUSTIO (86-35/4 a.C.)
- dal 78 (morte di Silla) a oltre il 67
- forma annalistica
- dopo due monografie, indagine globale
sulla crisi della res publica
- pessimismo e moralismo
- pervenuti discorsi e lettere
LIVIO (59 a.C.-17 d.C.)
- Ab urbe condita (Plinio: historiae),
dalla fuga di Enea alla morte di
Druso (9 a.C.)
- forma annalistica,
contro l’impianto monografico
- interesse e narrazione si dilatano
per epoche più recenti, ma il passato
glorioso è fuga dalla crisi del presente
- “pompeiano” (Tac.) per nostalgia
di ideali repubblicani
-storiografia romanocentrica,
simpatetica, leggendaria ed exempla,
Ipotetica, narrativa e drammatizzata,
idealizzata e deformata
ASINIO POLLIONE
- dal primo triumvirato (60) fino forse a Filippi
- guerre civili e periodo tumultuoso
- giudizi su Caes. Sall. Cic. Liv.
POMPEO TROGO
- Hist. Philippicae (compendio di Giustino),
da Babilonia al I a.C.
 Storia UNIVERSALE e antiromana
VELLEIO PATERCOLO
- da età remote all’epoca contemporanea
- Storiografia del consenso: elogia Tiberio e Seiano
- ritratto paradossale (Mecenate) e storia culturale
CURZIO RUFO
- Hist. Alexandri Magni
- Storiografia come intrattenimento letterario
e racconto romanesco/avventuroso
TACITO
- 68-96 d.C.
EUSEBIO DI CESAREA
- Hist. Ecclesiastica (gr.)
da Gesù al 326
AMMIANO MARCELLINO
- Rerum gestarum libri XXXI,
96-378, dalla morte di Nerva ad
Adrianopoli
- Continuatore di Tac.
- Autonomia e libertà di giudizio
- Pessimismo e sfiducia
AURELIO VITTORE
- Liber de Caesaribus o Hist. Tripertita,
da Saturno a Cleopatra, poi
Imperatori fino a Costanzo
- Annalistica (Liv.) + biografia (Svet.)
HISTORIA AUGUSTA
- biografie imperiali da Nerva ai
predecessori di Diocleziano, 96-284
- Opera problematica per autore/i
(falsario?), datazine, scopi
- Ostentata ingenuità e gusto per il
pettegolezzo
OROSIO
- Hist. Adversus paganos
I-VI: dalle origini a Cristo e Augusto,
VII: fino al 417
- Impero provvidenziale
Il proemio delle Historiae di Tacito
[1] Initium mihi operis Servius Galba iterum Titus
Vinius consules erunt. Nam post conditam urbem
octigentos et vigenti prioris aevi annos multi
auctores rettulerunt, dum res populi Romani
memorabantur, pari eloquentia ac libertate;
postquam bellatum apud Actium atque omnem
potentiam ad unum conferri pacis interfuit, magna
illa ingenia cessere; simul veritas pluribus modis
infranta, primum inscitia rei publicae ut alienae, mox
libidine adsentandi aut rursus odio adversus
dominantes; ita neutris cura posteritatis inter
infensos vel obnoxios. [2] Sed ambitionem scriptoris
facile averseris, obtrectatio et livor pronis auribus
accipiuntur; quippe adulationi foedum crimen
servitutis, malignatati falsa species libertatis inest.
[3] Mihi Galba, Otho Vitellius nec beneficio nec
iniuria cogniti. Dignitatem nostram a Vespasiano
inchoatam, a Tito auctam,a Domitiano longius
provectam non abnuerim, sed incorruptam fidem
professis neque amore quisquam et sine odio
dicendus est. [4] Quod si vita suppeditet,
principatum divi Nervae et imperium Traiani,
uberiorem securioremque materiam, senectuti
seposui, rara temporum felicitate ubi sentire quae
velis et quae sentias dicere licet.
Scomparsa di grandi ingegni, nonché del connubio
fra eloquenza e libertà repubblicane.
Offese alla verità per:
1) ignoranza, disinteresse, senso di estraneità (inscitia)
all’attività politica;
2) servilismo (llbido adsentandi);
3) avversione per chi governa.
Manca la preoccupazione per la posterità
Adulazione tacciata di servilismo,
la maldicenza ha una falsa parvenza di verità.
Esperienza personale di carriera
+ progetto dell’opera
+ obiettività dello storico: parlare di tutti
senza mostrare favoritismi o avversione.
Progetto futuro, poi modificato;
ritorna in tono nostalgico il motivo della libertà
ii pensiero e di parola.
Gritti_Historiae_conc.doc.2012

Gritti_Historiae_conc.doc.2012

  • 1.
    Historiae nella storiografialatina Percorso didattico: lo studio dell’opera di Tacito, con particolare riferimento alle Historiae, offre l’occasione per un approfondimento delle caratteristiche della storiografia romana, rispetto al genere letterario, agli intenti programmatici, alla valutazione di personaggi ed eventi, e per un ripasso di storici precedentemente affrontati, ora ripresi in ottica comparativa e organica. Elena GRITTI Concorso docenti 2012 Classe A051 Milano 23.07.2013
  • 2.
    Dall’indagine ( στορα)ἱ ὶ alla storia contemporanea (historia) ERODOTO (V a.C.) Cic. De leg. I 1, 5: pater historiae, ma introduce innumerabiles fabulae. • historèin = indagare, con autopsia e ricerca di fonti, anche orali. • Storia umana al centro, con filo conduttore (scontro Greci/barbari), ma con digressioni, racconti e miti, permanenza di concezioni arcaiche (invidia degli dei, ereditarietà della colpa). • L’interesse storiografico aumenta avvicinandosi dal passato remoto (origini, 560- 612) e prossimo (511-480) all’età contemporanea (480-479). • Sviluppo cronologico + dimensione geografica (testimone-viaggiatore e logoi etnografici). SERVIO (IV-V d.C.)  In Aen. I 373: Inter historiam autem et annales hoc interest: historia est eorum temporum quae vel vidimus vel videre potuimus, dicta π το στορε ν id est videre;ἀ ὸ ῦ ἱ ῖ annales vero sunt eorum temporum quae aetas nostra non novit: unde Livius ex annalibus et historia constat. Haec tamen confunduntur licenter. Annalistica Com m entari Biografia M onografia Exem pla Res gestae HISTO RIAE
  • 3.
    Progetto già nell’Agricola:narrare tirannide di Domiziano e liberta ritrovata con Nerva e Traiano  poi modificato: fino al 96 d.C. (morte di Domiziano), ma restano solo libri I 1-V 26: anni 69-70 d.C., da Galba alla rivolta giudaica  periodo cupo della storia romana contemporanea: da guerre civili a lunga tirannide  TESTO: verità offesa e obiettività dello storico, crudeltà della storia (Hist. I 1-2) ASPETTI NOTEVOLI • Acclamazione del princeps da parte delle legioni e non a Roma (cartina). • Parallelismo con ascesa al potere di Traiano (analogie fra Galba e Nerva, la cui scelta del successore è però più oculata e non anacronistica)  TESTO: il discorso di Galba a Pisone (I 15-16)  contrasto fra esigenza di realismo politico e rigore anacronistico del mos maiorum aristocratico • Principato “moderato” per adozione = unica soluzione per limitare il potere militare e salvaguardare quanto rimane della dignità senatoria. • Senato colpevole di ambiguità, oscillando tra adulazione manifesta e segreta avversione verso il princeps, tra falsa sollecitudine per la collettività e ambizioni personali). • L’arte del ritratto:  TESTO: il ritratto di Otone (I 13), il monologo tragico con cui intraprende la congiura contro Galba (I 21), il suicidio (II 49) Il progetto di Tacito (1)
  • 4.
    Il progetto diTacito (2)… Compito dello storico:  fedele alla verità, sine ira et studio  dichiarata obiettività, ma effettiva valutazione (accusatoria  moralismo)  serietà del metodo storiografico (vd. uso delle fonti: storiche e letterarie, di archivio, dirette)  una storiografia romanocentrica e annalistica (tradizione), ma anche realistica e umana Historiae  ANALISI DELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA Senato ridotto e indebolito, legioni prevaricano, popolo diviene massa impotente Servirebbe assunzione di responsabilità Annales  sede della RICERCA DELLE CAUSE DELLA CRISI Non Nerva e Traiano, ma dalla morte di Augusto a quella di Nerone (14-68 d.C.): gli Annales. incremento del pessimismo: Augusto responsabile di aver esautorato le istituzioni, corruzione e servilismo (libido adsentandi) del senato, pochi militari onesti (Germanico, Corbulone), altri ritratti (Tiberio, Petronio).  Ab excessu divi Augusti: al seguito di Livio  Poi Historiae tradite come seguito degli Annales, come corpus unico (es. Girolamo: vitae Caesarum; historiae in Tertulliano e Plinio il Giovane, non nei mss)
  • 5.
    … e altreHistoriae II a.C. I a.C. I d.C. II III IV V SISENNA (ca. 120-67 a.C.) - dalla guerra sociale alla morte di Silla - storiografia “tragica” e narrazione romanzesca SALLUSTIO (86-35/4 a.C.) - dal 78 (morte di Silla) a oltre il 67 - forma annalistica - dopo due monografie, indagine globale sulla crisi della res publica - pessimismo e moralismo - pervenuti discorsi e lettere LIVIO (59 a.C.-17 d.C.) - Ab urbe condita (Plinio: historiae), dalla fuga di Enea alla morte di Druso (9 a.C.) - forma annalistica, contro l’impianto monografico - interesse e narrazione si dilatano per epoche più recenti, ma il passato glorioso è fuga dalla crisi del presente - “pompeiano” (Tac.) per nostalgia di ideali repubblicani -storiografia romanocentrica, simpatetica, leggendaria ed exempla, Ipotetica, narrativa e drammatizzata, idealizzata e deformata ASINIO POLLIONE - dal primo triumvirato (60) fino forse a Filippi - guerre civili e periodo tumultuoso - giudizi su Caes. Sall. Cic. Liv. POMPEO TROGO - Hist. Philippicae (compendio di Giustino), da Babilonia al I a.C.  Storia UNIVERSALE e antiromana VELLEIO PATERCOLO - da età remote all’epoca contemporanea - Storiografia del consenso: elogia Tiberio e Seiano - ritratto paradossale (Mecenate) e storia culturale CURZIO RUFO - Hist. Alexandri Magni - Storiografia come intrattenimento letterario e racconto romanesco/avventuroso TACITO - 68-96 d.C. EUSEBIO DI CESAREA - Hist. Ecclesiastica (gr.) da Gesù al 326 AMMIANO MARCELLINO - Rerum gestarum libri XXXI, 96-378, dalla morte di Nerva ad Adrianopoli - Continuatore di Tac. - Autonomia e libertà di giudizio - Pessimismo e sfiducia AURELIO VITTORE - Liber de Caesaribus o Hist. Tripertita, da Saturno a Cleopatra, poi Imperatori fino a Costanzo - Annalistica (Liv.) + biografia (Svet.) HISTORIA AUGUSTA - biografie imperiali da Nerva ai predecessori di Diocleziano, 96-284 - Opera problematica per autore/i (falsario?), datazine, scopi - Ostentata ingenuità e gusto per il pettegolezzo OROSIO - Hist. Adversus paganos I-VI: dalle origini a Cristo e Augusto, VII: fino al 417 - Impero provvidenziale
  • 6.
    Il proemio delleHistoriae di Tacito [1] Initium mihi operis Servius Galba iterum Titus Vinius consules erunt. Nam post conditam urbem octigentos et vigenti prioris aevi annos multi auctores rettulerunt, dum res populi Romani memorabantur, pari eloquentia ac libertate; postquam bellatum apud Actium atque omnem potentiam ad unum conferri pacis interfuit, magna illa ingenia cessere; simul veritas pluribus modis infranta, primum inscitia rei publicae ut alienae, mox libidine adsentandi aut rursus odio adversus dominantes; ita neutris cura posteritatis inter infensos vel obnoxios. [2] Sed ambitionem scriptoris facile averseris, obtrectatio et livor pronis auribus accipiuntur; quippe adulationi foedum crimen servitutis, malignatati falsa species libertatis inest. [3] Mihi Galba, Otho Vitellius nec beneficio nec iniuria cogniti. Dignitatem nostram a Vespasiano inchoatam, a Tito auctam,a Domitiano longius provectam non abnuerim, sed incorruptam fidem professis neque amore quisquam et sine odio dicendus est. [4] Quod si vita suppeditet, principatum divi Nervae et imperium Traiani, uberiorem securioremque materiam, senectuti seposui, rara temporum felicitate ubi sentire quae velis et quae sentias dicere licet. Scomparsa di grandi ingegni, nonché del connubio fra eloquenza e libertà repubblicane. Offese alla verità per: 1) ignoranza, disinteresse, senso di estraneità (inscitia) all’attività politica; 2) servilismo (llbido adsentandi); 3) avversione per chi governa. Manca la preoccupazione per la posterità Adulazione tacciata di servilismo, la maldicenza ha una falsa parvenza di verità. Esperienza personale di carriera + progetto dell’opera + obiettività dello storico: parlare di tutti senza mostrare favoritismi o avversione. Progetto futuro, poi modificato; ritorna in tono nostalgico il motivo della libertà ii pensiero e di parola.