 Che cos’è la globalizzazione?
 La globalizzazione negli anni
 Pro e contro della globalizzazione
 Dati statistici
 Nuove tecnologie e situazione in Italia
Mappa riassuntiva
Conclusioni
La parola globalizzazione può essere riferita a tanti aspetti diversi
   della nostra vita.

 Si parla di "globalizzazione dell’informazione" per fare riferimento
  al fatto che, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, le notizie
  possono viaggiare più velocemente che in passato e raggiungere
  qualsiasi parte del pianeta.
 Si parla di "globalizzazione culturale" quando si vuole evidenziare
  che alcuni stili di vita e alcune abitudini si diffondono rapidamente
  da un luogo all’altro della Terra, spesso a scapito delle tradizioni
  locali, che invece vanno scomparendo.
 Più spesso questa parola è usata in politica e in economia. Infatti
    lo sviluppo delle telecomunicazioni e l’intensificarsi degli scambi
    commerciali hanno, negli ultimi decenni, rivoluzionato l’economia
    mondiale, rendendola, appunto, globale.
Tutte le società più evolute hanno sviluppato i
commerci anche con l’estero. Ciò ha favorito non solo
lo sviluppo economico ma anche quello scientifico e
culturale; infatti si diffondevano anche i saperi, le arti e
la cultura. Tuttavia questa apertura è sempre stata
confinata in aree geografiche ben delimitate per cui
non è possibile parlare di globalizzazione in quanto
quest’ultima indica una interdipendenza economica a
livello planetario. L’ostacolo principale alla diffusione
era dovuto alla mancanza di conoscenze scientifiche
adeguate a permettere lunghi viaggi in tempi brevi.
  Con le grandi scoperte geografiche e dopo la
rivoluzione industriale ha inizio il predominio
economico europeo sulla quasi totalità del pianeta.
  Dopo la grande crisi economica del 1929 si registra
una battuta di arresto allo sviluppo commerciale con
-incremento dei posti di lavoro
-aumento dell'efficienza delle industrie       -impoverimento dei poveri e arricchimento
locali                                         dei ricchi
-riduzione del costo dei prodotti              -omogeneizzazione culturale
-miglioramento della qualità dei prodotti      -indebolimento delle identità nazionali
-migliore allocazione delle risorse            - strapotere dei marchi sostenuti da
-aumento del gettito fiscale locale            pubblicità globale
-miglioramento del livello medio culturale     -riduzione dei posti di lavoro
-limitazione del potere dei governi            -sfruttamento dei lavoratori meno
autoritari                                     professionali
-aumento della libertà dei singoli             -drenaggio delle risorse locali
-miglior controllo delle risorse comuni        -aumento del debito estero dei paesi meno
-riduzione della conflittualità tra i popoli   avanzati
-accelerazione della diffusione delle          -aumento di spinte emigratorie
tecnologie                                     -riduzione delle sovranità nazionali
-miglior controllo della criminalità
-diffusione e miglioramento dei metodi
democratici di governo
-miglioramento della qualità della vita
La statistica è una disciplina che ha come fine lo studio quantitativo e qualitativo di un
     particolare fenomeno in condizioni di non determinismo o incertezza ovvero di non
  completa conoscenza di esso o parte di esso. Studia i modi in cui una realtà fenomanica -
limitatamente ai fenomeni collettivi - può essere sintetizzata e quindi compresa. La statistica
studia come raccogliere i dati e come analizzarli per ottenere l'informazione che permetta di
  rispondere alle domande che ci poniamo. Si tratta di avanzare nella conoscenza partendo
dall'osservazione e dall'analisi della realtà in modo intelligente e obiettivo. E’ L’ESSENZA DEL
                                      METODO SCIENTIFICO.

          2006                                2011




                                                 Developed


                                 Developing




                                                             http://www.indexmundi.com/map/?v
                                                             =104&l=it
• il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo,
Gli utenti di Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete prevalentemente per
    spedire o ricevere e-mail e per cercare informazioni su merci e servizi. Cresce
    rispetto al 2010 la quota di coloro che usano Internet.

•   Il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha
    le competenze per utilizzarlo;
•    il 26,7% considera Internet inutile e non interessante,
•   l'8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi
•    il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento. Le famiglie con almeno
    un minorenne sono le più tecnologiche.
•    l'84,4% possiede un personal computer,
•    il 78,9% ha accesso a Internet
•   Il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga. All'estremo opposto si
    collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti
    di dotazioni tecnologiche.



http://www.africanti.org/spip.php?page=
article&id_article=5
La globalizzazione, che negli ideali doveva
omogeneizzare le ricchezze tra nazioni, è riuscita
soltanto a far vendere coca cola anche nel deserto!
gli unici a guadagnarci sono stati alcune
multinazionali che hanno trasferito le fabbriche di
volta in volta in paesi dove la mano d'opera è a
sempre minor costo!
Globalizzazione

Globalizzazione

  • 2.
     Che cos’èla globalizzazione?  La globalizzazione negli anni  Pro e contro della globalizzazione  Dati statistici  Nuove tecnologie e situazione in Italia Mappa riassuntiva Conclusioni
  • 3.
    La parola globalizzazionepuò essere riferita a tanti aspetti diversi della nostra vita.  Si parla di "globalizzazione dell’informazione" per fare riferimento al fatto che, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, le notizie possono viaggiare più velocemente che in passato e raggiungere qualsiasi parte del pianeta.  Si parla di "globalizzazione culturale" quando si vuole evidenziare che alcuni stili di vita e alcune abitudini si diffondono rapidamente da un luogo all’altro della Terra, spesso a scapito delle tradizioni locali, che invece vanno scomparendo.  Più spesso questa parola è usata in politica e in economia. Infatti lo sviluppo delle telecomunicazioni e l’intensificarsi degli scambi commerciali hanno, negli ultimi decenni, rivoluzionato l’economia mondiale, rendendola, appunto, globale.
  • 4.
    Tutte le societàpiù evolute hanno sviluppato i commerci anche con l’estero. Ciò ha favorito non solo lo sviluppo economico ma anche quello scientifico e culturale; infatti si diffondevano anche i saperi, le arti e la cultura. Tuttavia questa apertura è sempre stata confinata in aree geografiche ben delimitate per cui non è possibile parlare di globalizzazione in quanto quest’ultima indica una interdipendenza economica a livello planetario. L’ostacolo principale alla diffusione era dovuto alla mancanza di conoscenze scientifiche adeguate a permettere lunghi viaggi in tempi brevi. Con le grandi scoperte geografiche e dopo la rivoluzione industriale ha inizio il predominio economico europeo sulla quasi totalità del pianeta. Dopo la grande crisi economica del 1929 si registra una battuta di arresto allo sviluppo commerciale con
  • 5.
    -incremento dei postidi lavoro -aumento dell'efficienza delle industrie -impoverimento dei poveri e arricchimento locali dei ricchi -riduzione del costo dei prodotti -omogeneizzazione culturale -miglioramento della qualità dei prodotti -indebolimento delle identità nazionali -migliore allocazione delle risorse - strapotere dei marchi sostenuti da -aumento del gettito fiscale locale pubblicità globale -miglioramento del livello medio culturale -riduzione dei posti di lavoro -limitazione del potere dei governi -sfruttamento dei lavoratori meno autoritari professionali -aumento della libertà dei singoli -drenaggio delle risorse locali -miglior controllo delle risorse comuni -aumento del debito estero dei paesi meno -riduzione della conflittualità tra i popoli avanzati -accelerazione della diffusione delle -aumento di spinte emigratorie tecnologie -riduzione delle sovranità nazionali -miglior controllo della criminalità -diffusione e miglioramento dei metodi democratici di governo -miglioramento della qualità della vita
  • 6.
    La statistica èuna disciplina che ha come fine lo studio quantitativo e qualitativo di un particolare fenomeno in condizioni di non determinismo o incertezza ovvero di non completa conoscenza di esso o parte di esso. Studia i modi in cui una realtà fenomanica - limitatamente ai fenomeni collettivi - può essere sintetizzata e quindi compresa. La statistica studia come raccogliere i dati e come analizzarli per ottenere l'informazione che permetta di rispondere alle domande che ci poniamo. Si tratta di avanzare nella conoscenza partendo dall'osservazione e dall'analisi della realtà in modo intelligente e obiettivo. E’ L’ESSENZA DEL METODO SCIENTIFICO. 2006 2011 Developed Developing http://www.indexmundi.com/map/?v =104&l=it
  • 7.
    • il 12,7%non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, Gli utenti di Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail e per cercare informazioni su merci e servizi. Cresce rispetto al 2010 la quota di coloro che usano Internet. • Il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; • il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, • l'8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi • il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento. Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche. • l'84,4% possiede un personal computer, • il 78,9% ha accesso a Internet • Il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga. All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche. http://www.africanti.org/spip.php?page= article&id_article=5
  • 9.
    La globalizzazione, chenegli ideali doveva omogeneizzare le ricchezze tra nazioni, è riuscita soltanto a far vendere coca cola anche nel deserto! gli unici a guadagnarci sono stati alcune multinazionali che hanno trasferito le fabbriche di volta in volta in paesi dove la mano d'opera è a sempre minor costo!