"Innovazione e fiducia"
Dall’intervista in seguito all’evento “Una giornata per l’innovazione”
promosso dalla Fondazione Ampioraggio il 13 luglio 2016 a Roma
di: Sergio Rossi
All’evento “Una giornata per l’innovazione” promosso dalla Fondazione Ampioraggio il 13 luglio a Roma si è parlato di innovazione.
Abbiamo chiesto a Sergio Rossi di Per Formare quali sono state le sue impressioni da spettatore dell’evento come persona con
esperienza diretta nel campo?
• In relazione al termine “innovazione” applicato ad una azienda, credo sia utile differenziarne il concetto perlomeno in:
Mutazione, Evoluzione, Innovazione in senso stretto.
• Ciò può aiutare a comprendere i meccanismi fiduciari che sostengono, o all’opposto contrastano, il rapporto di cooperazione tra
una azienda e una start-up, essendo la seconda in rapporto ancillare rispetto alla prima.
• Nel primo caso (mutazione) il processo di cambiamento è “tirato” da una decisione dall’alto, come il riposizionamento dei prodotti
dell’azienda sul mercato, o la promozione di una nuova identità di marchio, per cui è facilmente riconoscibile uno stato “prima” e
uno “dopo” per l’azienda che vi ricorre.
• Nel secondo caso (evoluzione) il cambiamento è progressivo, più o meno veloce, e si realizza attraverso il miglioramento continuo
in cui ha un peso molto importante quello introdotto “dal basso” ossia dalle figure operative che si confrontano quotidianamente
con la produzione ed i clienti. In questo caso i cambiamenti per l’azienda sono lenti, costanti, affidabili. Questa modalità di
procedere è stata per pima introdotta dall’industria giapponese.
• Il terzo caso, quello dell’innovazione in senso stretto, è più vicino all’approccio occidentale di tipo «big bang» caratterizzato da una
più o meno grande rivoluzione nei propri prodotti o servizi. E qui il cambiamento coincide proprio con questi ultimi.
• Tutte e tre le tipologie di cambiamento sono correntemente praticate dalle imprese e possono essere inquadrate in una scala che
si presenta pressappoco così:
Piramidi del Cambiamento-Innovazione. Sergio Rossi, 2016
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• Naturalmente i tipi di cambiamento talvolta si sovrappongono, ma dovrebbe essere sempre possibile capire da dove parte
il cambiamento. Uno schema che va preso con una certa elasticità ma può funzionare come modello descrittivo.
Quali sono le implicazioni di queste considerazioni per un ecosistema della innovazione?
• Riguardano soprattutto il rapporto che si va ad instaurare tra le parti. Il concetto di “adozione” di una Start-up da parte di
una impresa, - la definizione è di Confindustria, cfr. Programma “AdottUp” -, dovrebbe essere reso sensibile al tipo di
cambiamento che l’impresa si è prefissato, di modo da ridurre l’asimmetria che esiste tra i due attori (chi porta la novità e
chi la adopera) e favorire una cooperazione vera, dove obiettivi, ruoli e ricadute siano chiari per i partner.
• Il tema è da me sviluppato nell’approccio «Macchina del Cambiamento» che cerca di facilitare una condivisione strategica
tra i due attori economici (l’Azienda e la Start-up) in un contesto piuttosto complesso come quello attuale in cui è sempre
più difficile individuare dove ricercare valore, con quali risorse e modalità, verso quali direzioni.
Intende dire che il più generale concetto di open innovation contiene un vulnus?
• Dipende da come viene implementato. Il solo potere di una Start-up consiste nell’idea che possiede, molto spesso
implementata solo al livello di prototipo e raramente coperta da brevetto. Questo è per esempio quello che avviene per le
innovazioni digitali che rappresentano la gran parte delle innovazioni presenti sul panorama nazionale. Molte idee si
presentano in modo semplice e facilmente appropriabile, ci dobbiamo chiedere quali sono le garanzie per una Start-up di
cogliere i giusti frutti dagli sforzi fatti. E’ importante che l’ecosistema consenta di superare questi ostacoli, che dia “a
Cesare quel che è di Cesare”, per questo possono giocare un ruolo interessante le organizzazioni Terze rispetto al mondo
dell’impresa e della ricerca.
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"Macchina del cambiamento"
Innovazione
Innovazione in senso stretto, è un cambiamento caratterizzato da una più o meno grande
rivoluzione nei propri prodotti o servizi.
Evoluzione
il cambiamento è progressivo, più o meno veloce, e si realizza attraverso il miglioramento
continuo in cui ha un peso molto importante quello introdotto “dal basso”.
Mutazione
il processo di cambiamento è “tirato” da una decisione dall’alto, come il riposizionamento dei propri
prodotti sul mercato, o la promozione di una nuova identità di marchio, per cui è facilmente
riconoscibile uno stato “prima” e uno “dopo”.
Processi di cambiamento
Industry
4.0
Green
Economy
Distretti
Culturali Evoluti
Customer
Experience
Design
…
Paradigmi di sviluppo
•"la proprietà è un onere, non è
efficiente"
•"ripartizione del benessere" che
va a vantaggio dei ceti mediobassi
Sharing
Economy
•"il luogo dove la conoscenza
si crea non coincide sempre
col luogo dove si innova”
•“l’open innovation è l’utilizzo
di flussi di conoscenza
dall’interno verso l’esterno, e
viceversa, per accelerare
l’innovazione interna ed
espandere il mercato
attraverso l’uso di
innovazione sviluppata
dentro l’azienda”
Open
Innovation
•Conciliare
•Innovare
•Competere
Smart
Working
Modi di fruire e produrre
Big Data
Tecnologie di base e
applicate
Contaminazione di idee
e soluzioni
Risorse tangibili / intangibili
Tradizione e
specializzazione
Cultura e Creatività
Competenza e pensiero
computazionale
Direzioni del cambiamento
Verso aree di
Smart
Specialization
Verso nuovi
prodotti/servizi
consumer
Verso nuovi
prodotti/servizi
business
Relazioni e capitale
sociale
Sergio Rossi, 2016
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Nell’incontro “Una giornata per l’innovazione” la discussione ha toccato diversi aspetti, quali sono in sintonia con le sue
premesse?
• Il tema del “trust”, della fiducia nei confronti degli attori economici ed istituzionali, è stato toccato da diversi ospiti ed è
fondamentale. Il task è creare un sistema “autentico” dove funzionino i riconoscimenti e le sanzioni per chi tradisce la fiducia
accordata e per chi si contende le risorse (scarse) liberate dal sistema pubblico. E siccome la fiducia si propaga attraverso la
reputazione è importante pensare ad un sistema di scoring che attesti l’affidabilità dei partner anche sulla sola base della storia
personale dei protagonisti, penso soprattutto alle realtà più giovani.
• Un altro tema, meno discusso, è quello del rischio. Molte delle idee che oggi si sono concretizzate in strumenti di grande attualità
ed impatto socio-economico (si pensi per es. a Facebook) nascono da idee molto semplici che come tali corrono sempre il rischio
di venire abbandonate quando sono ancora in fasce se non si ha la capacità-volontà di provare a farne dei veri prodotti. Facebook
agli esordi era un prodotto molto discutibile per il business di un’azienda e molto carente in tema di privacy. Oggi nessuno lo
discute più e molte aziende lo utilizzano per curare clienti ed immagine. Nessuno ha difficoltà a farsi finanziare un prodotto già
realizzato e di successo, il task è guardare oltre ed investire nel Marketing a sostegno di nuovi modi di fare le cose.
Un argomento difficile da affrontare è se l’innovazione debba essere in qualche modo orientata riguardo agli obiettivi applicativi. Il
suo parere?
• L’Europa per la prima volta si è data un metodo di definizione delle linee su cui investire in innovazione che tiene conto di due
fattori importanti: il primo è che le risorse non sono infinite, anzi; il secondo è che le eccellenze si producono sui territori per
effetto di osmosi, imitazione, tradizione, sintesi di un mix di fattori che hanno una loro profondità storica dunque è giusto ed
opportuno investire in queste aree. Queste caratterizzazioni territoriali si ritrovano ad esempio descritte nelle Smart Specialization
Strategies delle singole regioni.
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Stando a queste premesse, non si imbriglierebbe l’innovazione in senso stretto in aree preesistenti?
• Dobbiamo considerare due cose: la prima è che la digital innovation è trasversale a praticamente tutti i settori, pertanto è ampia la
possibilità di condividere un’innovazione in diversi settori economici. E poiché, come abbiamo detto, larga parte dell’innovazione
delle Start-up fa leva su applicazioni e tecnologie digitali, ponendo dei target non si può che indicare uno sbocco concreto a tanti
sforzi spesso poco orientati. La seconda è legata all’evoluzione d’uso che c’è implicita in ogni soluzione tecnologica. La stessa che
ha portato Marshall Mc Luhan ad affermare, oramai più di trent’anni fa, “il mezzo è il messaggio”. Ossia il mezzo prende il
sopravvento sul messaggio e detta le regole della nuova socialità economica. In tal senso qualsiasi mezzo digitale contiene in sé
tale forza dirompente e può svilupparsi ovunque.
• Per non perdere tempo io intensificherei proprio il confronto tra le risorse creative del territorio e i protagonisti di queste aree di
specializzazione territoriali.
• Diverso è il discorso per la ricerca di base, in seno ad università e centri di ricerca le logiche sono altre e gli orizzonti temporali
molto meno stringenti. Per una Start-up e per una PMI il tempo è tutto, o quasi!
Sergio Rossi è esperto di innovazione e studioso in tema di fiducia e cooperazione in Per Formare Roma
Contatti sergiorossi@performare.eu; sr.sergiorossi@gmail.com
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Fiducia e innovazione

  • 1.
    "Innovazione e fiducia" Dall’intervistain seguito all’evento “Una giornata per l’innovazione” promosso dalla Fondazione Ampioraggio il 13 luglio 2016 a Roma di: Sergio Rossi
  • 2.
    All’evento “Una giornataper l’innovazione” promosso dalla Fondazione Ampioraggio il 13 luglio a Roma si è parlato di innovazione. Abbiamo chiesto a Sergio Rossi di Per Formare quali sono state le sue impressioni da spettatore dell’evento come persona con esperienza diretta nel campo? • In relazione al termine “innovazione” applicato ad una azienda, credo sia utile differenziarne il concetto perlomeno in: Mutazione, Evoluzione, Innovazione in senso stretto. • Ciò può aiutare a comprendere i meccanismi fiduciari che sostengono, o all’opposto contrastano, il rapporto di cooperazione tra una azienda e una start-up, essendo la seconda in rapporto ancillare rispetto alla prima. • Nel primo caso (mutazione) il processo di cambiamento è “tirato” da una decisione dall’alto, come il riposizionamento dei prodotti dell’azienda sul mercato, o la promozione di una nuova identità di marchio, per cui è facilmente riconoscibile uno stato “prima” e uno “dopo” per l’azienda che vi ricorre. • Nel secondo caso (evoluzione) il cambiamento è progressivo, più o meno veloce, e si realizza attraverso il miglioramento continuo in cui ha un peso molto importante quello introdotto “dal basso” ossia dalle figure operative che si confrontano quotidianamente con la produzione ed i clienti. In questo caso i cambiamenti per l’azienda sono lenti, costanti, affidabili. Questa modalità di procedere è stata per pima introdotta dall’industria giapponese. • Il terzo caso, quello dell’innovazione in senso stretto, è più vicino all’approccio occidentale di tipo «big bang» caratterizzato da una più o meno grande rivoluzione nei propri prodotti o servizi. E qui il cambiamento coincide proprio con questi ultimi. • Tutte e tre le tipologie di cambiamento sono correntemente praticate dalle imprese e possono essere inquadrate in una scala che si presenta pressappoco così: Piramidi del Cambiamento-Innovazione. Sergio Rossi, 2016 2
  • 3.
    • Naturalmente itipi di cambiamento talvolta si sovrappongono, ma dovrebbe essere sempre possibile capire da dove parte il cambiamento. Uno schema che va preso con una certa elasticità ma può funzionare come modello descrittivo. Quali sono le implicazioni di queste considerazioni per un ecosistema della innovazione? • Riguardano soprattutto il rapporto che si va ad instaurare tra le parti. Il concetto di “adozione” di una Start-up da parte di una impresa, - la definizione è di Confindustria, cfr. Programma “AdottUp” -, dovrebbe essere reso sensibile al tipo di cambiamento che l’impresa si è prefissato, di modo da ridurre l’asimmetria che esiste tra i due attori (chi porta la novità e chi la adopera) e favorire una cooperazione vera, dove obiettivi, ruoli e ricadute siano chiari per i partner. • Il tema è da me sviluppato nell’approccio «Macchina del Cambiamento» che cerca di facilitare una condivisione strategica tra i due attori economici (l’Azienda e la Start-up) in un contesto piuttosto complesso come quello attuale in cui è sempre più difficile individuare dove ricercare valore, con quali risorse e modalità, verso quali direzioni. Intende dire che il più generale concetto di open innovation contiene un vulnus? • Dipende da come viene implementato. Il solo potere di una Start-up consiste nell’idea che possiede, molto spesso implementata solo al livello di prototipo e raramente coperta da brevetto. Questo è per esempio quello che avviene per le innovazioni digitali che rappresentano la gran parte delle innovazioni presenti sul panorama nazionale. Molte idee si presentano in modo semplice e facilmente appropriabile, ci dobbiamo chiedere quali sono le garanzie per una Start-up di cogliere i giusti frutti dagli sforzi fatti. E’ importante che l’ecosistema consenta di superare questi ostacoli, che dia “a Cesare quel che è di Cesare”, per questo possono giocare un ruolo interessante le organizzazioni Terze rispetto al mondo dell’impresa e della ricerca. 3
  • 4.
    "Macchina del cambiamento" Innovazione Innovazionein senso stretto, è un cambiamento caratterizzato da una più o meno grande rivoluzione nei propri prodotti o servizi. Evoluzione il cambiamento è progressivo, più o meno veloce, e si realizza attraverso il miglioramento continuo in cui ha un peso molto importante quello introdotto “dal basso”. Mutazione il processo di cambiamento è “tirato” da una decisione dall’alto, come il riposizionamento dei propri prodotti sul mercato, o la promozione di una nuova identità di marchio, per cui è facilmente riconoscibile uno stato “prima” e uno “dopo”. Processi di cambiamento Industry 4.0 Green Economy Distretti Culturali Evoluti Customer Experience Design … Paradigmi di sviluppo •"la proprietà è un onere, non è efficiente" •"ripartizione del benessere" che va a vantaggio dei ceti mediobassi Sharing Economy •"il luogo dove la conoscenza si crea non coincide sempre col luogo dove si innova” •“l’open innovation è l’utilizzo di flussi di conoscenza dall’interno verso l’esterno, e viceversa, per accelerare l’innovazione interna ed espandere il mercato attraverso l’uso di innovazione sviluppata dentro l’azienda” Open Innovation •Conciliare •Innovare •Competere Smart Working Modi di fruire e produrre Big Data Tecnologie di base e applicate Contaminazione di idee e soluzioni Risorse tangibili / intangibili Tradizione e specializzazione Cultura e Creatività Competenza e pensiero computazionale Direzioni del cambiamento Verso aree di Smart Specialization Verso nuovi prodotti/servizi consumer Verso nuovi prodotti/servizi business Relazioni e capitale sociale Sergio Rossi, 2016 4
  • 5.
    Nell’incontro “Una giornataper l’innovazione” la discussione ha toccato diversi aspetti, quali sono in sintonia con le sue premesse? • Il tema del “trust”, della fiducia nei confronti degli attori economici ed istituzionali, è stato toccato da diversi ospiti ed è fondamentale. Il task è creare un sistema “autentico” dove funzionino i riconoscimenti e le sanzioni per chi tradisce la fiducia accordata e per chi si contende le risorse (scarse) liberate dal sistema pubblico. E siccome la fiducia si propaga attraverso la reputazione è importante pensare ad un sistema di scoring che attesti l’affidabilità dei partner anche sulla sola base della storia personale dei protagonisti, penso soprattutto alle realtà più giovani. • Un altro tema, meno discusso, è quello del rischio. Molte delle idee che oggi si sono concretizzate in strumenti di grande attualità ed impatto socio-economico (si pensi per es. a Facebook) nascono da idee molto semplici che come tali corrono sempre il rischio di venire abbandonate quando sono ancora in fasce se non si ha la capacità-volontà di provare a farne dei veri prodotti. Facebook agli esordi era un prodotto molto discutibile per il business di un’azienda e molto carente in tema di privacy. Oggi nessuno lo discute più e molte aziende lo utilizzano per curare clienti ed immagine. Nessuno ha difficoltà a farsi finanziare un prodotto già realizzato e di successo, il task è guardare oltre ed investire nel Marketing a sostegno di nuovi modi di fare le cose. Un argomento difficile da affrontare è se l’innovazione debba essere in qualche modo orientata riguardo agli obiettivi applicativi. Il suo parere? • L’Europa per la prima volta si è data un metodo di definizione delle linee su cui investire in innovazione che tiene conto di due fattori importanti: il primo è che le risorse non sono infinite, anzi; il secondo è che le eccellenze si producono sui territori per effetto di osmosi, imitazione, tradizione, sintesi di un mix di fattori che hanno una loro profondità storica dunque è giusto ed opportuno investire in queste aree. Queste caratterizzazioni territoriali si ritrovano ad esempio descritte nelle Smart Specialization Strategies delle singole regioni. 5
  • 6.
    Stando a questepremesse, non si imbriglierebbe l’innovazione in senso stretto in aree preesistenti? • Dobbiamo considerare due cose: la prima è che la digital innovation è trasversale a praticamente tutti i settori, pertanto è ampia la possibilità di condividere un’innovazione in diversi settori economici. E poiché, come abbiamo detto, larga parte dell’innovazione delle Start-up fa leva su applicazioni e tecnologie digitali, ponendo dei target non si può che indicare uno sbocco concreto a tanti sforzi spesso poco orientati. La seconda è legata all’evoluzione d’uso che c’è implicita in ogni soluzione tecnologica. La stessa che ha portato Marshall Mc Luhan ad affermare, oramai più di trent’anni fa, “il mezzo è il messaggio”. Ossia il mezzo prende il sopravvento sul messaggio e detta le regole della nuova socialità economica. In tal senso qualsiasi mezzo digitale contiene in sé tale forza dirompente e può svilupparsi ovunque. • Per non perdere tempo io intensificherei proprio il confronto tra le risorse creative del territorio e i protagonisti di queste aree di specializzazione territoriali. • Diverso è il discorso per la ricerca di base, in seno ad università e centri di ricerca le logiche sono altre e gli orizzonti temporali molto meno stringenti. Per una Start-up e per una PMI il tempo è tutto, o quasi! Sergio Rossi è esperto di innovazione e studioso in tema di fiducia e cooperazione in Per Formare Roma Contatti sergiorossi@performare.eu; sr.sergiorossi@gmail.com 6