Il sonetto di Ugo Foscolo esplora il tema della sera come metafora della morte, esprimendo un desiderio di pace in contrapposizione a una realtà difficile. La poesia riflette sulla serenità della natura e sull'ansia del poeta, evidenziando il dualismo vita-morte e l'armonia stilistica della forma. Foscolo, costretto all'esilio e segnata da una vita di lutti e lotte politiche, trova conforto nella scrittura fino alla sua morte nel 1827.