Il documento esplora le idee di Fichte e Schelling, secondo cui l'io puro è l'unica realtà e l'assoluto incorpora sia natura che spirito. Si evidenzia l'interdipendenza tra io e non-io, con la natura che precede lo spirito e l'importanza dell'arte e della filosofia nel raggiungere la libertà attraverso il superamento del non-io. La filosofia, pur partendo dall'assoluto, deve affrontare la sua inaccessibilità per giungere alla comprensione.