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Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

COS’E’ UN BAMBINO?
 Ognuno di noi ha una idea di infanzia che non
corrisponde all’insieme delle caratteristiche rappresentative
del bambino.
 Possediamo un sistema di credenze sul bambino che
costruiamo a partire dalle nostre esperienze e dalla nostra
interpretazione del mondo.
 La nostra immagine dell’infanzia dipende da una serie di
influenze storiche, culturali e personali.
1
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

COS’E’ UN BAMBINO?

La nostra immagine dell’infanzia dipende da una serie di
influenze storiche, culturali e personali.
Possiamo evidenziare le diverse idee di infanzia
adottando 3 prospettive:
Storica
Culturale
Personale
2
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA STORICA
3 immagini di bambino
Bambino come adulto in miniatura
Bambino come vittima
Bambino dei diritti
3
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3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Bambino come adulto in miniatura
“ Nella società medioevale non esisteva l’idea di infanzia;
questo non significa che i bambini fossero trascurati,
abbandonati o disprezzati. L’idea di infanzia non deve
essere confusa con l’affetto per i bambini; corrisponde
alla consapevolezza della natura specifica dell’infanzia,
quella natura che distingue il bambino dall’adulto.”
(P. Ariès, 1962)

4
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA
Bambino come vittima

“Ribadisco l’importanza della conquista della volontà fin da
quando si è bambini; poiché questa è l’unica base possibile per
una educazione religiosa … solo da questo dipende l’inferno o
il paradiso. Cosicché il genitore che cerca di sottomettere la
volontà dei propri figli lavora insieme a Dio per la salvezza di
un’anima; il genitore che indulge, aiuta il diavolo … Spezza la
sua volontà se non vuoi che tuo figlio si danni.”
(Sig.ra Wesley, madre del fondatore del metodismo, XVIII secolo)

5
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Il bambino dei diritti
“I bambini del mondo sono innocenti, vulnerabili e
dipendenti. Sono curiosi attivi e pieni di speranze. Devono
vivere felici e in pace, e crescere dedicandosi al gioco e
allo studio. Il loro futuro deve essere plasmato in armonia
e collaborazione. La loro vita prenderà forma quando
amplieranno

le

loro

prospettive

e

faranno

esperienze.”
(Dichiarazione del World Summit for Children, 1989)

6

nuove
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3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA CULTURALE
Ci sono differenze nell’immagine dell’infanzia
confrontando le varie culture, poiché ogni società si
distingue per il suo insieme di valori e considera i propri
figli alla luce di questi valori.
Le caratteristiche che ogni società apprezza nei propri
membri vengono trasmesse ai bambini con
l’educazione, ma la stessa caratteristica assume
significati diversi in diversi contesti culturali.
7
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

ORIENTAMENTO INDIVIDUALISTICO E COLLETTIVISTICO

 Le culture individualistiche enfatizzano
l’indipendenza dell’individuo, i bambini vengono educati
ad essere autonomi e a difendere i propri diritti.
 Le culture collettivistiche enfatizzano la dipendenza
reciproca, i bambini imparano a valorizzare più la
conformità sociale che gli obiettivi individuali.
La distinzione tra i due orientamenti non ha carattere
assoluto, ma i bisogni sociali forgiano lo stile
genitoriale.

8
Attività infantili in due diverse società
Percentuali di
tempo totale

Stati Uniti

Kenya

2 anni

4 anni

2 anni

4 anni

Mangiare

23

18

14

9

Fuori casa

14

16

1

2

Giocare

36

42

42

28

Lavoretti in
casa

0

0

15

35
9
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA CULTURALE

• Il bambino in braccio: madri occidentali vs. madri kaluli
della Papua Nuova Giunea
• Il gioco: madri statunitensi e madri messicane

10
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA CULTURALE

• Il bambino in braccio: madri occidentali vs. madri kaluli
della Papua Nuova Giunea
• Il gioco: madri statunitensi e madri messicane

11
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA INDIVIDUALE
Insieme di credenze sulla natura dei bambini e sul
ruolo degli adulti nello sviluppo dei bambini.
Tendono a differenziarsi sul peso dato al potenziale del
bambino e alle pratiche educative.

12
SVILUPPO DEL
SVILUPPO DEL
BAMBINO
BAMBINO
SISTEMI DI
SISTEMI DI
CREDENZE
CREDENZE
GENITORIALI
GENITORIALI

PRATICHE
PRATICHE
EDUCATIVE
EDUCATIVE
ADOTTATE
ADOTTATE

• Esperienze personali
• Cultura
• Conoscenze psicopedagogiche

SISTEMI DI
SISTEMI DI
CREDENZE DEL
CREDENZE DEL
BAMBINO
BAMBINO

13
Il bambino ideale
Percentuali
Item

Madri
Caratteristica

Insegnanti

Importante

Non
importante

Importante

Non
importante

1

Socievole

21

0

3

0

2

Curioso

8

5

22

1

18

Non si scoraggi

19

0

18

0

21

Autonomo

11

2

2

1

30

Creda in sé

--

--

18

0

11

Docile

0

22

0

13

20

Affermarsi

0

13

1

11

19

Sappia stare da solo

1

12

1

7

28

Ordinato

1

10

0

7

15

Simpatico

0

5

0

10

14
Percentuali
Item

Caratteristica

Madri

Insegnanti

Importante

Non importante

Importante

Non importante

17

Allegro

7

1

0

3

6

Affettuoso

7

1

0

5

25

Impegnato

--

--

9

0

26

Soddisfatto

--

--

7

0

5

Educato

6

1

6

1

27

Vivace

--

--

0

9

4

Pulito

1

6

1

3

12

Non bugiardo

1

5

0

5

8

Adattabile

5

3

3

2

16

Sappia difendersi

4

2

0

3

13

Obbediente

3

2

0

0

7

Tenace

2

3

1

2

22

Si controlla

2

4

0

0

9

Si faccia valere

--

--

0

2

10

Intelligente

--

--

1

3

14

Studi

--

--

2

1

23

Determinato

--

--

2

24

Risolve problemi

--

--

1

15

1
3
Il bambino ideale: influenza adulto
Item

Caratteristica

Madri

Insegnanti

1

Socievole

83

70

2

Curioso

71

91

18

Non si scoraggia

88

99

21

Autonomo

92

82

30

Crede in sé

--

96

11

Docile

39

24

20

Sappia affermarsi

49

45

19

Sappia stare da solo

64

30

28

Ordinato

83

65

15

Simpatico

49

16 40
Item

Caratteristica

Madri

Insegnanti

4

Pulito

92

31

5

Educato

93

66

6

Affettuoso

88

30

7

Tenace

51

70

8

Adattabile

77

73

9

Si faccia valere

--

46

10

Intelligente

--

42

12

Non bugiardo

69

46

13

Obbediente

88

80

14

Studi

--

96

16

Sappia difendersi

63

47

17

Allegro

89

51

22

Si controlla

72

77

23

Determinato

--

65

24

Risolve problemi

--

97

25

Impegnato

--

97

26

Soddisfatto

--

91

27

Vivace

--

18

29

Carattere

--

17

34
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA INDIVIDUALE
Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia?
a. Il far finta è naturalmente parte dell’infanzia
b. Gli insegnanti e i genitori incoraggiano e favoriscono la
fantasia nei bambini.
c. Quando i bambini giocano con altri e riflettono sugli oggetti,
la loro immaginazione si sviluppa.

18
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA INDIVIDUALE

Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia?
a. Il far finta è naturalmente parte dell’infanzia
Focalizzazione sulla maturazione
 Sviluppo determinato dalla maturazione

19
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA INDIVIDUALE

Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia?
b. Gli insegnanti e i genitori incoraggiano e favoriscono la
fantasia nei bambini.
Attribuzione di responsabilità degli adulti
 Sviluppo legato alla influenze ambientali

20
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA INDIVIDUALE

Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia?
c. Quando i bambini giocano con altri e riflettono sugli oggetti,
la loro immaginazione si sviluppa.
Enfasi sul ruolo dei bambini
Sviluppo attivo del bambino a seguito di attività rilevanti

21
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

PROSPETTIVA INDIVIDUALE
I sistemi di credenze variano prevalentemente lungo
l’asse NATURA-CULTURA

22
Credenze sulle cause dello sviluppo

NATURA
NATURA

EDUCAZIONE
EDUCAZIONE

Concezione filosofica di
Concezione filosofica di
Rousseau
Rousseau

Concezione filosofica di Locke
Concezione filosofica di Locke

IIbambini sono destinati a
bambini sono destinati a
svilupparsi in base alle
svilupparsi in base alle
caratteristiche innate nei
caratteristiche innate nei
diversi momenti; ililruolo degli
diversi momenti; ruolo degli
adulti è limitato
adulti è limitato

Le caratteristiche sviluppate dai
Le caratteristiche sviluppate dai
bambini rispecchiano ililmodo in cui
bambini rispecchiano modo in cui
sono stati educati e ililtipo di
sono stati educati e tipo di
esperienze vissute
esperienze vissute

23
Sviluppo e Apprendimento

SVILUPPO
SVILUPPO

APPRENDIMENTO
APPRENDIMENTO

cambiamento per effetto
cambiamento per effetto
dell’età
dell’età

cambiamento per effetto
cambiamento per effetto
dell’esperienza
dell’esperienza

crescere
crescere
maturare
maturare
evolvere
evolvere

acquisire
acquisire
imparare
imparare
insegnare
insegnare

24
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Sviluppo e Apprendimento
1. Una bambina di 7 mesi riesce a stare seduta da sola
2. Un’adolescente prova una forte attrazione per un bel
ragazzo
3. Uno studente universitario è ansioso quando cerca su
internet il risultato di un esame scritto
4. Un alunno di scuola elementare scopre che un modo diverso
di moltiplicare un numero per 17 è quello di scomporre 10 e 7

Nell’uomo APPRENDIMENTO e SVILUPPO sono
legati in modo inseparabile
25
Idee su sviluppo e apprendimento

 Diversi visioni presenti nelle persone che si occupano di
educazione
 Diverse visioni presenti nelle teorie psicologiche dello
sviluppo

26
Credenze sulle cause dello sviluppo
Madri

Percentuali
Stereotipi sessuali

Insegnanti

Disaccordo

Accordo

Disaccordo

Accordo

2

Bambine docili e facili

75

21

85

11

18

Bambini meno obbedienti e più carattere

71

12

86

5

Regole socializzazione
3

Scapaccioni

60

37

75

15

4

Lavoro genitori

44

49

46

49

6

Obbedienza

76

22

75

20

7

Necessità ordine e pulizia

28

68

27

67

14

Le regole non devono essere negoziate

73

25

90

9

15

Bambino viziato se preso in braccio

52

43

44

40

17

Vestirsi da soli

26

59

22

44

19

Controllo fisiologico precoce

50

45

48

38

24

Educazione religiosa

33

60

48

42

27
Madri

Percentuali
Ruolo genitori

Insegnanti

Disaccordo

Accordo

Disaccordo

Accordo

1

Padri dedicati al gioco

79

21

87

11

5

Padri rispetto madri

75

21

83

8

13

Padri diano da mangiare e puliscano

4

94

0

99

20

Padre e disciplina

88

11

90

8

21

Unicità ruolo delle madri

90

7

100

0

22

No solo a casa

10

88

6

91

Concezioni dello sviluppo
8

Varietà modalità educazione

23

60

20

66

9

Unicausalità

14

75

8

85

10

Primogeniti

42

39

23

62

11

A 6-7 mesi necessarie pulizia e nutrizione

93

7

99

0

12

Adeguarsi età

21

75

6

89

16

Socievolezza

8

87

4

78

23

Differenze di intelligenza

41

27

38

16

28
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Idee su apprendimento
APPRENDIMENTO COME TRASMISSIONE DI CONOSCENZE
Apprendimento meccanico che implica
• assenza di elaborazione da parte del soggetto
• visione dell’allievo come “assorbente”
• visione della conoscenza come specchio della realtà
Nelle dichiarazioni degli insegnanti:
1. “l’apprendimento è come una videocamera che registra il mondo”
2. “l’apprendimento è come una spugna che si inzuppa di acqua”
3. “l’apprendimento è come scrivere su un quaderno nuovo con una matita
magica che non si consuma mai”
4. “L’insegnante è come un poeta che scrive il suo lavoro su un foglio
bianco (bambino)”

29
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Idee su apprendimento
APPRENDIMENTO COME COSTRUZIONE DI CONOSCENZE
Apprendimento parte da:
• percezioni e interpretazioni della realtà da parte del soggetto
• strutture mentali e abilità cognitive possedute
• la conoscenza è una interpretazione della realtà
Nelle dichiarazioni degli insegnanti:
1. “l’apprendimento è come sistemare i mattoni di una casa. Lo studente è
il muratore, la casa e il proprietario. L’insegnante è il caposquadra”
2. “Chi apprende è una persona che non vede bene e che – grazie
all’ottico – scopre la luce e le diverse realtà, in base agli occhiali che si
mette”
3. “l’apprendimento è come un detective cerca le cose e vi guarda dentro:
30
l’insegnamento è creare l’intelletto, cercare conoscenza”
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Idee su apprendimento
APPRENDIMENTO COME PARTECIPAZIONE
A PRATICHE CULTURALI
• la conoscenza è nelle pratiche, nei contesti e distribuita tra le
persone
• l’apprendimento richiede collaborazione e negoziazione
Nelle dichiarazioni degli insegnanti:
1. “è un lavoro congiunto come quello delle formiche”
2. “l’insegnante è come la guida turistica che negozia il percorso”

31
Metafore su apprendimento
di insegnanti in formazione
1. È una valigia che una persona arricchisce con il passare del tempo
2. Montagna da scalare poco a poco/ scalata di montagna piena di
imprevisti, ma ricca di continue e inaspettate scoperte/ insieme di
attrezzature (corda, picchetti e imbracatura) che ti permette di scalare
una montagna, senza la quale saresti costretto a valle.
3. E’ come scrivere su un libro bianco, bisogna scrivere solo cose sensate
e che abbiano un contenuto di valore.
4. Un computer che elabora, raccoglie ed utilizza i dati.
5. Preparazione di un torta (c’è una mano che fornisce e aggiunge tutti gli
ingredienti necessari e una pasta ben precisa che si crea in base agli
ingredienti che sono stati messi. Il risultato che si otterrà dipende da chi
cucina ma anche dalla qualità degli ingredienti e da altri fattori).
6. Un comò con tanti cassetti.
7. Riempire un bicchiere.

32
Metafore su apprendimento
di insegnanti in formazione
8. Passaggio, qualcosa tra due o più persone.
9. Un muro di mattoni: si parte dal basso e si inizia accostando qualche
mattone alla volta; man mano che il tempo passa se ne aggiungono
altri( altri apprendimenti)che però non possono rimanere connessi tra di
loro senza il cemento ( la comprensione e l’interiorizzazione di un
apprendimento ne prevede il consolidamento, in caso contrario la
conoscenza acquisita tende a prendersi).
10. Lente d’ingrandimento.
11. Gli animali che fanno provviste per l’inverno e le usano quando serve.
12. Una lavagna scritta.
13. Spugna che assorbe l’acqua trattenendola.
14. Mangiare.
15. Apprendimento come salire una scala.

33
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Natura umana e natura cambiamento
Diverse visioni/modelli presenti nelle teorie
psicologiche dello sviluppo legate alla natura umana

Due gemelli che a 2 anni presentano molte differenze evolutive:
 la bambina ha un vocabolario più ampio e più competenza linguistica
 il bambino è più alto, pesante, forte e maggiori capacità motorie

Come si spiegano queste differenze?

34
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Natura umana e natura cambiamento
Modello meccanicista
o l’uomo è una macchina; è passivo
o è un’entità priva di risorse interne, che può funzionare solo
se qualcuno o qualcosa dall’esterno provvede
o lo sviluppo si può spiegare con un unico fattore causale
o il meccanismo di sviluppo è semplice
Le differenze nei due gemelli sono dovute:
 ai valori della comunità di riferimento (nutrizione; socializzazione)
 alle differenze nel patrimonio genetico

35
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Natura umana e natura cambiamento
Modello organismico
o l’uomo è un organismo, le cui parti sono interconnesse e
non separabili, attivo
o è una totalità che ha abilità proprie ed è capace di utilizzare
l’esperienza
o lo sviluppo è guidato da leggi autoregolative e risponde a
principi organizzativi intrinseci
o il meccanismo di sviluppo è vario per ogni età

Le differenze nei due gemelli sono dovute:

 all’attività individuale (maschi più prestanza fisica si impegnano in
attività di esplorazione e mototria; femmine, più minute alla nascita,
ricercano attività sedentarie, di interazione con le persone)

36
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Natura umana e natura cambiamento
Modello organismico
o l’uomo è un organismo, le cui parti sono interconnesse e
non separabili, attivo
o è una totalità che ha abilità proprie ed è capace di utilizzare
l’esperienza
o lo sviluppo è guidato da leggi autoregolative e risponde a
principi organizzativi intrinseci
o il meccanismo di sviluppo è vario per ogni età
Le differenze nei due gemelli sono dovute:
 all’attività individuale (maschi più prestanza fisica si impegnano in
attività di esplorazione e mototria; femmine, più minute alla nascita,
ricercano attività sedentarie, di interazione con le persone)

37
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Natura umana e natura cambiamento
Modello contestualista
o l’uomo non è un’entità isolata; si trova in un contesto ed è in
continuo divenire
o individuo e ambiente sono in interazione reciproca
o lo sviluppo è complesso e dinamico, multideterminato e non
lineare
Le differenze nei due gemelli sono dovute:
 variabili individuali e contestuali che si influenzano reciprocamente
 la predisposizione biologica porta a preferire attività a cui l’ambiente
reagisce
38
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA

Natura umana e natura cambiamento
Modello contestualista
o Plasticità individuale: continuo cambiamento; effetto a
cascata
 evitare interpretazioni rigide
 l’intervento educativo è dinamico
o Differenze individuali
 interindividuali
 intraindividuali

39
Contesto secondo approccio ecologico
Macrosistema
Politica sociale e dei servizi

Esosistema
Condizioni di vita e di lavoro

Mesosistema
Relazioni tra microsistemi

Microsistema Microsistem
a
Coetanei
Scuola
Microsistem
a
Famiglia

40Broenfenbrenner
Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini

3° Lezione

LA NATURA DELL’INFANZIA
Età in anni

Fasi dello sviluppo

da concepimento a
nascita

Periodo prenatale

0-2/3

Infanzia

3-5

Età prescolare

6-10

Fanciullezza - età scolare

10-13

Preadolescenza

13-18/20

Adolescenza

20-40

Giovinezza

40-65

Mezza età

oltre 65

Vecchiaia

41

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  • 1. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA COS’E’ UN BAMBINO?  Ognuno di noi ha una idea di infanzia che non corrisponde all’insieme delle caratteristiche rappresentative del bambino.  Possediamo un sistema di credenze sul bambino che costruiamo a partire dalle nostre esperienze e dalla nostra interpretazione del mondo.  La nostra immagine dell’infanzia dipende da una serie di influenze storiche, culturali e personali. 1
  • 2. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA COS’E’ UN BAMBINO? La nostra immagine dell’infanzia dipende da una serie di influenze storiche, culturali e personali. Possiamo evidenziare le diverse idee di infanzia adottando 3 prospettive: Storica Culturale Personale 2
  • 3. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA STORICA 3 immagini di bambino Bambino come adulto in miniatura Bambino come vittima Bambino dei diritti 3
  • 4. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Bambino come adulto in miniatura “ Nella società medioevale non esisteva l’idea di infanzia; questo non significa che i bambini fossero trascurati, abbandonati o disprezzati. L’idea di infanzia non deve essere confusa con l’affetto per i bambini; corrisponde alla consapevolezza della natura specifica dell’infanzia, quella natura che distingue il bambino dall’adulto.” (P. Ariès, 1962) 4
  • 5. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Bambino come vittima “Ribadisco l’importanza della conquista della volontà fin da quando si è bambini; poiché questa è l’unica base possibile per una educazione religiosa … solo da questo dipende l’inferno o il paradiso. Cosicché il genitore che cerca di sottomettere la volontà dei propri figli lavora insieme a Dio per la salvezza di un’anima; il genitore che indulge, aiuta il diavolo … Spezza la sua volontà se non vuoi che tuo figlio si danni.” (Sig.ra Wesley, madre del fondatore del metodismo, XVIII secolo) 5
  • 6. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Il bambino dei diritti “I bambini del mondo sono innocenti, vulnerabili e dipendenti. Sono curiosi attivi e pieni di speranze. Devono vivere felici e in pace, e crescere dedicandosi al gioco e allo studio. Il loro futuro deve essere plasmato in armonia e collaborazione. La loro vita prenderà forma quando amplieranno le loro prospettive e faranno esperienze.” (Dichiarazione del World Summit for Children, 1989) 6 nuove
  • 7. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA CULTURALE Ci sono differenze nell’immagine dell’infanzia confrontando le varie culture, poiché ogni società si distingue per il suo insieme di valori e considera i propri figli alla luce di questi valori. Le caratteristiche che ogni società apprezza nei propri membri vengono trasmesse ai bambini con l’educazione, ma la stessa caratteristica assume significati diversi in diversi contesti culturali. 7
  • 8. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA ORIENTAMENTO INDIVIDUALISTICO E COLLETTIVISTICO  Le culture individualistiche enfatizzano l’indipendenza dell’individuo, i bambini vengono educati ad essere autonomi e a difendere i propri diritti.  Le culture collettivistiche enfatizzano la dipendenza reciproca, i bambini imparano a valorizzare più la conformità sociale che gli obiettivi individuali. La distinzione tra i due orientamenti non ha carattere assoluto, ma i bisogni sociali forgiano lo stile genitoriale. 8
  • 9. Attività infantili in due diverse società Percentuali di tempo totale Stati Uniti Kenya 2 anni 4 anni 2 anni 4 anni Mangiare 23 18 14 9 Fuori casa 14 16 1 2 Giocare 36 42 42 28 Lavoretti in casa 0 0 15 35 9
  • 10. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA CULTURALE • Il bambino in braccio: madri occidentali vs. madri kaluli della Papua Nuova Giunea • Il gioco: madri statunitensi e madri messicane 10
  • 11. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA CULTURALE • Il bambino in braccio: madri occidentali vs. madri kaluli della Papua Nuova Giunea • Il gioco: madri statunitensi e madri messicane 11
  • 12. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA INDIVIDUALE Insieme di credenze sulla natura dei bambini e sul ruolo degli adulti nello sviluppo dei bambini. Tendono a differenziarsi sul peso dato al potenziale del bambino e alle pratiche educative. 12
  • 13. SVILUPPO DEL SVILUPPO DEL BAMBINO BAMBINO SISTEMI DI SISTEMI DI CREDENZE CREDENZE GENITORIALI GENITORIALI PRATICHE PRATICHE EDUCATIVE EDUCATIVE ADOTTATE ADOTTATE • Esperienze personali • Cultura • Conoscenze psicopedagogiche SISTEMI DI SISTEMI DI CREDENZE DEL CREDENZE DEL BAMBINO BAMBINO 13
  • 14. Il bambino ideale Percentuali Item Madri Caratteristica Insegnanti Importante Non importante Importante Non importante 1 Socievole 21 0 3 0 2 Curioso 8 5 22 1 18 Non si scoraggi 19 0 18 0 21 Autonomo 11 2 2 1 30 Creda in sé -- -- 18 0 11 Docile 0 22 0 13 20 Affermarsi 0 13 1 11 19 Sappia stare da solo 1 12 1 7 28 Ordinato 1 10 0 7 15 Simpatico 0 5 0 10 14
  • 15. Percentuali Item Caratteristica Madri Insegnanti Importante Non importante Importante Non importante 17 Allegro 7 1 0 3 6 Affettuoso 7 1 0 5 25 Impegnato -- -- 9 0 26 Soddisfatto -- -- 7 0 5 Educato 6 1 6 1 27 Vivace -- -- 0 9 4 Pulito 1 6 1 3 12 Non bugiardo 1 5 0 5 8 Adattabile 5 3 3 2 16 Sappia difendersi 4 2 0 3 13 Obbediente 3 2 0 0 7 Tenace 2 3 1 2 22 Si controlla 2 4 0 0 9 Si faccia valere -- -- 0 2 10 Intelligente -- -- 1 3 14 Studi -- -- 2 1 23 Determinato -- -- 2 24 Risolve problemi -- -- 1 15 1 3
  • 16. Il bambino ideale: influenza adulto Item Caratteristica Madri Insegnanti 1 Socievole 83 70 2 Curioso 71 91 18 Non si scoraggia 88 99 21 Autonomo 92 82 30 Crede in sé -- 96 11 Docile 39 24 20 Sappia affermarsi 49 45 19 Sappia stare da solo 64 30 28 Ordinato 83 65 15 Simpatico 49 16 40
  • 17. Item Caratteristica Madri Insegnanti 4 Pulito 92 31 5 Educato 93 66 6 Affettuoso 88 30 7 Tenace 51 70 8 Adattabile 77 73 9 Si faccia valere -- 46 10 Intelligente -- 42 12 Non bugiardo 69 46 13 Obbediente 88 80 14 Studi -- 96 16 Sappia difendersi 63 47 17 Allegro 89 51 22 Si controlla 72 77 23 Determinato -- 65 24 Risolve problemi -- 97 25 Impegnato -- 97 26 Soddisfatto -- 91 27 Vivace -- 18 29 Carattere -- 17 34
  • 18. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA INDIVIDUALE Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia? a. Il far finta è naturalmente parte dell’infanzia b. Gli insegnanti e i genitori incoraggiano e favoriscono la fantasia nei bambini. c. Quando i bambini giocano con altri e riflettono sugli oggetti, la loro immaginazione si sviluppa. 18
  • 19. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA INDIVIDUALE Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia? a. Il far finta è naturalmente parte dell’infanzia Focalizzazione sulla maturazione  Sviluppo determinato dalla maturazione 19
  • 20. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA INDIVIDUALE Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia? b. Gli insegnanti e i genitori incoraggiano e favoriscono la fantasia nei bambini. Attribuzione di responsabilità degli adulti  Sviluppo legato alla influenze ambientali 20
  • 21. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA INDIVIDUALE Perché i bambini sono in grado di sviluppare storie di fantasia? c. Quando i bambini giocano con altri e riflettono sugli oggetti, la loro immaginazione si sviluppa. Enfasi sul ruolo dei bambini Sviluppo attivo del bambino a seguito di attività rilevanti 21
  • 22. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA PROSPETTIVA INDIVIDUALE I sistemi di credenze variano prevalentemente lungo l’asse NATURA-CULTURA 22
  • 23. Credenze sulle cause dello sviluppo NATURA NATURA EDUCAZIONE EDUCAZIONE Concezione filosofica di Concezione filosofica di Rousseau Rousseau Concezione filosofica di Locke Concezione filosofica di Locke IIbambini sono destinati a bambini sono destinati a svilupparsi in base alle svilupparsi in base alle caratteristiche innate nei caratteristiche innate nei diversi momenti; ililruolo degli diversi momenti; ruolo degli adulti è limitato adulti è limitato Le caratteristiche sviluppate dai Le caratteristiche sviluppate dai bambini rispecchiano ililmodo in cui bambini rispecchiano modo in cui sono stati educati e ililtipo di sono stati educati e tipo di esperienze vissute esperienze vissute 23
  • 24. Sviluppo e Apprendimento SVILUPPO SVILUPPO APPRENDIMENTO APPRENDIMENTO cambiamento per effetto cambiamento per effetto dell’età dell’età cambiamento per effetto cambiamento per effetto dell’esperienza dell’esperienza crescere crescere maturare maturare evolvere evolvere acquisire acquisire imparare imparare insegnare insegnare 24
  • 25. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Sviluppo e Apprendimento 1. Una bambina di 7 mesi riesce a stare seduta da sola 2. Un’adolescente prova una forte attrazione per un bel ragazzo 3. Uno studente universitario è ansioso quando cerca su internet il risultato di un esame scritto 4. Un alunno di scuola elementare scopre che un modo diverso di moltiplicare un numero per 17 è quello di scomporre 10 e 7 Nell’uomo APPRENDIMENTO e SVILUPPO sono legati in modo inseparabile 25
  • 26. Idee su sviluppo e apprendimento  Diversi visioni presenti nelle persone che si occupano di educazione  Diverse visioni presenti nelle teorie psicologiche dello sviluppo 26
  • 27. Credenze sulle cause dello sviluppo Madri Percentuali Stereotipi sessuali Insegnanti Disaccordo Accordo Disaccordo Accordo 2 Bambine docili e facili 75 21 85 11 18 Bambini meno obbedienti e più carattere 71 12 86 5 Regole socializzazione 3 Scapaccioni 60 37 75 15 4 Lavoro genitori 44 49 46 49 6 Obbedienza 76 22 75 20 7 Necessità ordine e pulizia 28 68 27 67 14 Le regole non devono essere negoziate 73 25 90 9 15 Bambino viziato se preso in braccio 52 43 44 40 17 Vestirsi da soli 26 59 22 44 19 Controllo fisiologico precoce 50 45 48 38 24 Educazione religiosa 33 60 48 42 27
  • 28. Madri Percentuali Ruolo genitori Insegnanti Disaccordo Accordo Disaccordo Accordo 1 Padri dedicati al gioco 79 21 87 11 5 Padri rispetto madri 75 21 83 8 13 Padri diano da mangiare e puliscano 4 94 0 99 20 Padre e disciplina 88 11 90 8 21 Unicità ruolo delle madri 90 7 100 0 22 No solo a casa 10 88 6 91 Concezioni dello sviluppo 8 Varietà modalità educazione 23 60 20 66 9 Unicausalità 14 75 8 85 10 Primogeniti 42 39 23 62 11 A 6-7 mesi necessarie pulizia e nutrizione 93 7 99 0 12 Adeguarsi età 21 75 6 89 16 Socievolezza 8 87 4 78 23 Differenze di intelligenza 41 27 38 16 28
  • 29. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Idee su apprendimento APPRENDIMENTO COME TRASMISSIONE DI CONOSCENZE Apprendimento meccanico che implica • assenza di elaborazione da parte del soggetto • visione dell’allievo come “assorbente” • visione della conoscenza come specchio della realtà Nelle dichiarazioni degli insegnanti: 1. “l’apprendimento è come una videocamera che registra il mondo” 2. “l’apprendimento è come una spugna che si inzuppa di acqua” 3. “l’apprendimento è come scrivere su un quaderno nuovo con una matita magica che non si consuma mai” 4. “L’insegnante è come un poeta che scrive il suo lavoro su un foglio bianco (bambino)” 29
  • 30. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Idee su apprendimento APPRENDIMENTO COME COSTRUZIONE DI CONOSCENZE Apprendimento parte da: • percezioni e interpretazioni della realtà da parte del soggetto • strutture mentali e abilità cognitive possedute • la conoscenza è una interpretazione della realtà Nelle dichiarazioni degli insegnanti: 1. “l’apprendimento è come sistemare i mattoni di una casa. Lo studente è il muratore, la casa e il proprietario. L’insegnante è il caposquadra” 2. “Chi apprende è una persona che non vede bene e che – grazie all’ottico – scopre la luce e le diverse realtà, in base agli occhiali che si mette” 3. “l’apprendimento è come un detective cerca le cose e vi guarda dentro: 30 l’insegnamento è creare l’intelletto, cercare conoscenza”
  • 31. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Idee su apprendimento APPRENDIMENTO COME PARTECIPAZIONE A PRATICHE CULTURALI • la conoscenza è nelle pratiche, nei contesti e distribuita tra le persone • l’apprendimento richiede collaborazione e negoziazione Nelle dichiarazioni degli insegnanti: 1. “è un lavoro congiunto come quello delle formiche” 2. “l’insegnante è come la guida turistica che negozia il percorso” 31
  • 32. Metafore su apprendimento di insegnanti in formazione 1. È una valigia che una persona arricchisce con il passare del tempo 2. Montagna da scalare poco a poco/ scalata di montagna piena di imprevisti, ma ricca di continue e inaspettate scoperte/ insieme di attrezzature (corda, picchetti e imbracatura) che ti permette di scalare una montagna, senza la quale saresti costretto a valle. 3. E’ come scrivere su un libro bianco, bisogna scrivere solo cose sensate e che abbiano un contenuto di valore. 4. Un computer che elabora, raccoglie ed utilizza i dati. 5. Preparazione di un torta (c’è una mano che fornisce e aggiunge tutti gli ingredienti necessari e una pasta ben precisa che si crea in base agli ingredienti che sono stati messi. Il risultato che si otterrà dipende da chi cucina ma anche dalla qualità degli ingredienti e da altri fattori). 6. Un comò con tanti cassetti. 7. Riempire un bicchiere. 32
  • 33. Metafore su apprendimento di insegnanti in formazione 8. Passaggio, qualcosa tra due o più persone. 9. Un muro di mattoni: si parte dal basso e si inizia accostando qualche mattone alla volta; man mano che il tempo passa se ne aggiungono altri( altri apprendimenti)che però non possono rimanere connessi tra di loro senza il cemento ( la comprensione e l’interiorizzazione di un apprendimento ne prevede il consolidamento, in caso contrario la conoscenza acquisita tende a prendersi). 10. Lente d’ingrandimento. 11. Gli animali che fanno provviste per l’inverno e le usano quando serve. 12. Una lavagna scritta. 13. Spugna che assorbe l’acqua trattenendola. 14. Mangiare. 15. Apprendimento come salire una scala. 33
  • 34. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Natura umana e natura cambiamento Diverse visioni/modelli presenti nelle teorie psicologiche dello sviluppo legate alla natura umana Due gemelli che a 2 anni presentano molte differenze evolutive:  la bambina ha un vocabolario più ampio e più competenza linguistica  il bambino è più alto, pesante, forte e maggiori capacità motorie Come si spiegano queste differenze? 34
  • 35. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Natura umana e natura cambiamento Modello meccanicista o l’uomo è una macchina; è passivo o è un’entità priva di risorse interne, che può funzionare solo se qualcuno o qualcosa dall’esterno provvede o lo sviluppo si può spiegare con un unico fattore causale o il meccanismo di sviluppo è semplice Le differenze nei due gemelli sono dovute:  ai valori della comunità di riferimento (nutrizione; socializzazione)  alle differenze nel patrimonio genetico 35
  • 36. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Natura umana e natura cambiamento Modello organismico o l’uomo è un organismo, le cui parti sono interconnesse e non separabili, attivo o è una totalità che ha abilità proprie ed è capace di utilizzare l’esperienza o lo sviluppo è guidato da leggi autoregolative e risponde a principi organizzativi intrinseci o il meccanismo di sviluppo è vario per ogni età Le differenze nei due gemelli sono dovute:  all’attività individuale (maschi più prestanza fisica si impegnano in attività di esplorazione e mototria; femmine, più minute alla nascita, ricercano attività sedentarie, di interazione con le persone) 36
  • 37. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Natura umana e natura cambiamento Modello organismico o l’uomo è un organismo, le cui parti sono interconnesse e non separabili, attivo o è una totalità che ha abilità proprie ed è capace di utilizzare l’esperienza o lo sviluppo è guidato da leggi autoregolative e risponde a principi organizzativi intrinseci o il meccanismo di sviluppo è vario per ogni età Le differenze nei due gemelli sono dovute:  all’attività individuale (maschi più prestanza fisica si impegnano in attività di esplorazione e mototria; femmine, più minute alla nascita, ricercano attività sedentarie, di interazione con le persone) 37
  • 38. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Natura umana e natura cambiamento Modello contestualista o l’uomo non è un’entità isolata; si trova in un contesto ed è in continuo divenire o individuo e ambiente sono in interazione reciproca o lo sviluppo è complesso e dinamico, multideterminato e non lineare Le differenze nei due gemelli sono dovute:  variabili individuali e contestuali che si influenzano reciprocamente  la predisposizione biologica porta a preferire attività a cui l’ambiente reagisce 38
  • 39. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Natura umana e natura cambiamento Modello contestualista o Plasticità individuale: continuo cambiamento; effetto a cascata  evitare interpretazioni rigide  l’intervento educativo è dinamico o Differenze individuali  interindividuali  intraindividuali 39
  • 40. Contesto secondo approccio ecologico Macrosistema Politica sociale e dei servizi Esosistema Condizioni di vita e di lavoro Mesosistema Relazioni tra microsistemi Microsistema Microsistem a Coetanei Scuola Microsistem a Famiglia 40Broenfenbrenner
  • 41. Psicologia dello Sviluppo - Prof. P. Perucchini 3° Lezione LA NATURA DELL’INFANZIA Età in anni Fasi dello sviluppo da concepimento a nascita Periodo prenatale 0-2/3 Infanzia 3-5 Età prescolare 6-10 Fanciullezza - età scolare 10-13 Preadolescenza 13-18/20 Adolescenza 20-40 Giovinezza 40-65 Mezza età oltre 65 Vecchiaia 41

Editor's Notes

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