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OSSERVAZIONE
FATTORI
DI RISCHIO
SCREENING
Creatività e
nuove idee
Capacità di
pensare
per immagini
Approccio inusuale
e diverso
Capacità di fare
collegamenti non
co...
A tutti i folli. I solitari. I ribelli. Li
potete glorificare o diffamare. L‟unica
cosa che non potete fare è ignorarli.
P...
Il loro cervello iperlavora per compensare e va incontro
ad un eccesso di fatica
Il loro cervello elabora infatti l’informazione con
notevole lentezza, con tempi di 10 volte
superiori rispetto alla norma...
Per me tutto corre troppo veloce
tanto che mi fa confondere…
Il problema e‟ SERIO spesso si
sentono così
Bassa autostimaRidotta motivazione
CONSEGUENZA
C‟è CHI REAGISCE COSì
O COSì
Ansia per la prestazione
si sentono inadeguati
Chiusi in se stessi
Quelli più forti caratterialmente reagiscono così
Bisogna cercare di ridurre i
disagi relazionali ed
emozionali
Con determ...
Art.2 Finalità della legge 170
La presente legge persegue, per le
persone con DSA, le seguenti finalità:
a) Garantire il d...
d) Adottare forme di verifica e di valutazione
adeguate alle necessità formative degli
studenti;
e) Preparare gli insegnan...
Art. 1 legge 170 Riconoscimento e
definizione di dislessia, disgrafia,
disortografia e discalculia
DSA si manifestano in p...
Per la DIAGNOSI di DISLESSIA
ci devono essere questi
prerequisiti
Assenza di
deficit
sensoriali e
neurologici
Intelligenza...
Vi è DISCREPANZA tra abilità nel
dominio specifico (deficitari) e il
livello atteso in base alla scolarità
e all‟intellige...
 Necessità di escludere la presenza di
altre condizioni come deficit intellettivi,
disabilità sensoriali, disturbi emotiv...
Disturbo non specifico di
apprendimento
Si riferisce a problematiche riferite
all‟apprendimento, di tipo aspecifico:
 Rit...
Il DNSA può essere secondario a:
 Disturbi neurologici (epilessia)
 Patologie sensoriali (come la sordità o
forti diffic...
BAMBINI DIESEL
Deficit nelle funzioni esecutive
 Difficoltà di rispettare i tempi
nell‟esecuzione di un compito (lentezza...
QUALI SONO I FATTORI PREDITTIVI?
Familiarità
Ritardo/disturbo di
linguaggio
Consapevolezza
fonologica
Capacità di
apprende...
Presenza di familiarità
 La dislessia non è una patologia su
base genetica quanto piuttosto un
carattere ereditabile (stu...
Sviluppo del linguaggio
verbale
 Tra dislessia e difficoltà di
linguaggio esiste una forte
correlazione ma non un rapport...
Consapevolezza fonologica
 Esiste una stretta correlazione tra
abilità di letto-scrittura e quella di
compiere operazioni...
Capacità di apprendere e
automatizzare associazioni
arbitrarie
 L‟associazione tra fonema e
grafema è arbitraria
 L‟arbi...
Le ricerche sulla dislessia indicano
in modo inequivocabile che i
bambini dislessici mancano di
COMPETENZA FONOLOGICA
(pro...
Le abilità metafonologiche sono la
capacità di percepire e riconoscere
per via uditiva i segmenti fonologici
(sillabe e fo...
GLOBALI infanzia-
sensibilità fonologica-
prima dell’apprendimento della lingua scritta
1.Segmentazione sillabica
(sole/so...
 ANALITICHE
Fluidità lessicale con facilitazione fonemica (“Dimmi tutte
le parole che conosci che cominciano con “p”);
“s...
 Abilità fonologiche: discrimina tra
parole contenenti fonemi simili
(mela, tela…) riflessione sugli
aspetti sonori delle...
Difficoltà fonologiche rappresentano
solo la punta dell‟iceberg
Difficoltà di comprensione
di frasi complesse
Disturbi di ...
Molti bambini confondono
fonemi o parole
fonologicamente simili
Ascolto verbale!!!!
 Saper ascoltare è una abilità che
va appresa e che il bambino non è
in grado di esibire spontaneamen...
SCOPRIAMO I SUONI ATTORNO A
NOI: 3 ANNI PAPPAGALLO LALLO
Potenziare l‟ASCOLTO…inteso come
curiosità, sentire interiore e
p...
4 ANNI-giochiamo con i
pezzi di parole
 Prestare attenzione e attivare le
capacità di ascolto
 Dividere in sillabe il pr...
I bambini a questa età non sono attirati
dall‟analizzare i suoni che compongono
le parole.
Infatti, se i bambini sono post...
Solo in una fase successiva l’attenzione
viene spostata sull’aspetto sonoro del
linguaggio e quindi sulla parola e sulle
p...
5ANNI
 Differenzia le parole lunghe da
quelle corte
 Riconosce le parole che fanno rima
 Identifica parole che comincia...
Linguaggio a 5 anni
 Lo sviluppo verbale ha completato il suo
processo costitutivo
 Ha una competenza grammaticale e
una...
Difficolta‟ che possono
emergere
 Sintassi inadeguata
 Dislalie (errori di pronuncia)
 Povertà lessicale
 Ama sentir l...
GIOCHIAMO
GIOCHI SULL’ASCOLTO
• RUMORI individuare suoni e rumori presenti in
ambienti familiari
• TOMBOLA con i versi deg...
 RIME “Ascoltami bene. Tu sai cosa è una rima? Si ha una
rima quando una parola ha lo stesso suono di un’altra; due
parol...
 GIOCHI CON LE LABBRA E CON LA LINGUA riprodurre
un bacio, una U, un sorriso grande, riprodurre
movimenti, schioccare, le...
SILLABA
 Riconoscimento della SILLABA INIZIALE, segmentazione
della parola in sillabe, riconoscimento della differenza
tr...
SILLABA INIZIALE giochiamo: un
personaggio che viene da un altro
pianeta/mondo e non sa parlare bene dice solo
un pezzetto...
• Cerca l‟INTRUSO tra le seguenti immagini
Mano, Matita; Foca, il bambino esclude foca
perché non inizia con la stessa sil...
Segmentazione sillabica
 Giocare con la TOMBOLA: su una cartella ci sono
delle paroline che cominciano con sillabe diverse, es.
TO… il bambino in...
SILLABA FINALE
A 6 anni si lavora di più con i
FONEMI
 è possibile anche nell‟infanzia fare questi giochi ad es
“soffiati il vaso” “Vai ...
 SPOONERISMO “Ora ti leggerò 2 parole e tu
dovrai invertire le lettere iniziali di ciascuna
parola in modo da trasformare...
L‟apprendimento della lettura e della
scrittura, non deriva dalla semplice
somma dei diversi prerequisiti, ma
è il risulta...
Riassumiamo…
 INDICATORI DI RISCHIO
INDICATORI PER GLI INSEGNANTI
DIFFICOLTÀ CHE SI POSSONO
RISCONTRARE ALLA SCUOLA
NELL’INFANZIA
 A QUATTRO ANNI DIFFICOLTÀ ...
 DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE NOMI DI OGGETTI
CONOSCIUTI ED UTILIZZATI SPESSO
 DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE
 INADEGUATA MANUALI...
INDICATORI PER GLI
INSEGNANTI
DIFFICOLTÀ RILEVABILI ALLA
SCUOLA PRIMARIA
 INADEGUATA PADRONANZA FONOLOGICA
 DIFFICOLTÀ A...
 PERDITA DELLA RIGA E SALTO DELLA PAROLA
DURANTE LA LETTURA
 LENTEZZA E SCORRETTEZZA NELLA LETTURA
DIFFICOLTÀ:
 A COPIA...
DIFFICOLTÀ:
 AD IMPARARE L’ORDINE ALFABETICO E AD USARE IL
VOCABOLARIO
 CON DESTRA E SINISTRA,
 NELLA MEMORIZZAZIONE DI...
 A RICORDARE GLI ELEMENTI GEOGRAFICI, LE
EPOCHE STORICHE, LE DATE DEGLI EVENTI
(Natale, proprio compleanno, …)
 AD UTILI...
BUONE PRASSI
SCUOLA PRIMARIA
Cosa può fare la scuola?
 CONOSCERE
 INDIVIDUARE
 INTERVENIRE CON UNA DIDATTICA
ADEGUATA (costruttivismo,
metacognizion...
INTERVENTI
PREVENTIVI
Sono tutti quegli interventi mirati ad
una identificazione precoce del disturbo
e, in generale, ad u...
IDENTIFICAZIONE
PRECOCE
Essa può avvenire durante il processo di
acquisizione della letto-scrittura nel primo
anno della s...
Cosa può fare la scuola?
Utilizzare alcuni accorgimenti didattici
per non aggravare il compito
fondamentale della conquist...
BUONA COMPETENZA
FONOLOGICA = FACILITA‟
NELL‟APPRENDERE A
LEGGERE E SCRIVERE
COMPETENZA FONOLOGICA
 È la capacità di analizzare separatamente
i suoni all‟interno della parola e
costituisce requisito...
COMPETENZA FONOLOGICA
Per acquisire una buona competenza
fonologica occorre lavorare sulla
progressione:
 riconoscimento ...
Didattica metafonologica
Tutti i bambini hanno diritto ad una didattica
metafonologica.
I DSA non possono farne a meno. Co...
METAFONOLOGIA
 RIFLESSIONE SULLA STRUTTURA
SONORA DELLE PAROLE
Rivista “Dislessia”, vol.4, n.1, gennaio
2007 – Erickson: ...
Didattica metafonologica
 Attività che abbiano quale obiettivo
quello di sviluppare in tutti i bambini le
abilità legate ...
 riconoscimento e produzione di
parole in rima;
 scansione e fusione di fonemi;
 sostituzione di sillabe nella parte
in...
Gradualità nella presentazione
dei singoli suoni.
 Vocali
 Analisi della loro posizione nelle
parole (ricerca lessicale ...
SCRITTURA SPONTANEA
 Per conoscere in quale stadio del processo di
apprendimento si trova ogni singolo alunno
all‟inizio ...
SCRITTURA SPONTANEA
 Compiuta tale scoperta, le
ricercatrici hanno potuto costruire
un modello teorico di aiuto al
lavoro...
La SCRITTURA SPONTANEA è
 una scrittura dei bambini ottenuta in
situazione di totale autonomia senza
assistenza da parte ...
Il percorso di acquisizione della
scrittura secondo Ferreiro e
Teberosky passa attraverso vari
livelli:
 scarabocchio
 p...
Fase dello scarabocchio
 La prima fase è quella che
potremmo chiamare fase degli
scarabocchi, durante la quale il
bambino...
Fase preconvenzionale
 La fase successiva, chiamata
preconvenzionale, vede il bambino usare
lettere dell'alfabeto combina...
Fase sillabica
preconvenzionale
 La fase seguente è quella sillabica
preconvenzionale, nella quale a
ogni sillaba corrisp...
Fase sillabica
convenzionale
 Altra fase è quella sillabica
convenzionale che vede usata
per ogni sillaba una lettera che...
Fase sillabica alfabetica
 La fase che viene raggiunta subito dopo
è quella sillabica alfabetica, durante
la quale c'è un...
Fase alfabetica
convenzionale
 L'ultima fase è quella alfabetica
convenzionale, nella quale ad esempio
la parola CAMINO v...
 Le scritture dei bambini si analizzano
sulla base di due parametri:
Parametro costruttivo
Parametro esecutivo
Parametro costruttivo
Si valutano il tipo di segni usati dal
bambino e la loro quantità
Si verifica che il bambino dia all...
Parametro esecutivo
Si valuta la direzione della scrittura (da sinistra a destra,
o da destra a sinistra, dall'alto in bas...
SCREENING
"Con il termine screening si intende una metodologia di
rilevazione che è in grado di predire un disturbo sulla ...
SCREENING
 Il test di screening di comune utilizzo nelle
scuole consiste in una prova collettiva di
scrittura sotto detta...
SCREENING
 Screening in entrata: classe prima –
gennaio. Prova di scrittura di 16 parole.
 Screening in uscita: classe p...
SCREENING
Prove di lettura MT – classe seconda –
Cornoldi
 Prova MT di comprensione: prova
collettiva in aula. ( no tempo...
IMPORTANTE
 UN‟INDIVIDUAZIONE PRECOCE
DEL DISTURBO
( CLASSI II – III SCUOLA
PRIMARIA)
La scelta di un QUESTIONARIO
OSSERVATIVO
come
PRIMO SCREENING
 gli insegnanti sono in una posizione
privilegiata per osse...
SITUAZIONE PSICOLOGICA
DEI BAMBINI DSA
 La situazione psicologica dei bambini con disturbi
specifici di apprendimento è m...
CONSEGUENZE
 VISSUTI DI SFIDUCIA
 CALO DELL‟AUTOSTIMA
 CONVINZIONE DI ESSERE POCO
INTELLIGENTI O INCAPACI
FILM: “STELLE...
RUOLO DELLA SCUOLA
 EVITARE ATTEGGIAMENTI,
COMPORTAMENTI, COMMENTI
ESPLICITI O IMPLICITI CHE
ALIMENTANO PROCESSI NEGATIVI...
BUONE PRASSI
Occorre migliorare la
consapevolezza di sé, delle abilità
trasversali all‟apprendimento e
potenziare le abili...
 insegnare strategie adeguate e
flessibili riflettendo costantemente
sul “senso” dell‟attività svolta;
 favorire la cons...
DIDATTICA INCLUSIVA
 La scuola può usare una didattica
inclusiva che vada bene per tutti.
 Inclusione…vuol dire personalizzazione e
non standardizzazione
 Come fare?
La risposta è la didattica inclusiva.
Ovvero...
MISURE DISPENSATIVE,
STRUMENTI COMPENSATIVI
E TEMPI AGGIUNTIVI
 Dispensare dalla lettura ad alta voce;
 dare più tempo p...
 ridurre il carico di lavoro a casa;
 usare sempre lo stampato maiuscolo, anche
alla lavagna;
 incentivare l‟utilizzi a...
PER LO STUDIO
Per migliorare lo studio:
 insegnare le abilità di studio: sottolineature,
schemi, mappe, tecnica del prend...
 richiedere tempi di attenzione contenuti
durante le spiegazioni, riepilogando alla fine le
informazioni o i concetti più...
 Emma Perrotta e Chiara Demurtas ”Sviluppare
i prerequisiti per la scuola primaria”.
 “Fiaba-training fonologico e metaf...
 Anna Bosco “Il grillo parlante e lo strano
alfabeto degli animali” Erickson.
 Paola Ricciardi, Cristina Coggi e Anna Ma...
Scuola primaria
 Le difficoltà nell’avvio alla lettoscrittura a
cura di Giacomo Stella, GIUNTIScuola
 Recupero in ortogr...
osservazione fattoei  di rischio dsa
osservazione fattoei  di rischio dsa
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osservazione fattoei di rischio dsa

dsa

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osservazione fattoei di rischio dsa

  1. 1. OSSERVAZIONE FATTORI DI RISCHIO SCREENING
  2. 2. Creatività e nuove idee Capacità di pensare per immagini Approccio inusuale e diverso Capacità di fare collegamenti non convenzionali Pensare in modo visivo più che verbale PPPPPPPPPPPP PUNTI di FORZA
  3. 3. A tutti i folli. I solitari. I ribelli. Li potete glorificare o diffamare. L‟unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché cambiano le cose. Spingono la razza umana in avanti. E mentre qualcuno li considera dei folli, noi li consideriamo dei geni. Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero. Steve Jobs Abilità nelle soluzioni di problemi che richiedono di immaginare le soluzioni possibili Processare le informazioni In maniera globale piuttosto che in sequenza
  4. 4. Il loro cervello iperlavora per compensare e va incontro ad un eccesso di fatica
  5. 5. Il loro cervello elabora infatti l’informazione con notevole lentezza, con tempi di 10 volte superiori rispetto alla norma. La maggior parte dei bambini impiega circa 40 millisecondi per elaborare un fonema. Un bambino con dislessia impiega circa 500 millesimi di secondo per svolgere lo stesso compito!
  6. 6. Per me tutto corre troppo veloce tanto che mi fa confondere…
  7. 7. Il problema e‟ SERIO spesso si sentono così Bassa autostimaRidotta motivazione
  8. 8. CONSEGUENZA C‟è CHI REAGISCE COSì O COSì Ansia per la prestazione si sentono inadeguati Chiusi in se stessi
  9. 9. Quelli più forti caratterialmente reagiscono così Bisogna cercare di ridurre i disagi relazionali ed emozionali Con determinazione!!!
  10. 10. Art.2 Finalità della legge 170 La presente legge persegue, per le persone con DSA, le seguenti finalità: a) Garantire il diritto all’istruzione; b) Favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità; c) Ridurre i disagi relazionali ed emozionali;
  11. 11. d) Adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti; e) Preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA; f) favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi; g) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione; h) Assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale.
  12. 12. Art. 1 legge 170 Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia DSA si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali DSA interessano appunto uno specifico dominio di abilità (es., lettura, scrittura, calcolo) in modo significativo ma circoscritto, mentre rimane intatto il funzionamento intellettivo generale QI>85
  13. 13. Per la DIAGNOSI di DISLESSIA ci devono essere questi prerequisiti Assenza di deficit sensoriali e neurologici Intelligenza nella norma Assenza di disturbi psichiatrici importanti
  14. 14. Vi è DISCREPANZA tra abilità nel dominio specifico (deficitari) e il livello atteso in base alla scolarità e all‟intelligenza generale (adeguata)  E‟ indispensabile l‟utilizzo di test standadizzati e validati per misurare sia l‟intelligenza generale che le abilità specifiche
  15. 15.  Necessità di escludere la presenza di altre condizioni come deficit intellettivi, disabilità sensoriali, disturbi emotivi e situazioni di disagio e/o svantaggio socio-culturale. Ambiente socio culturale adeguato intelligenza nella norma
  16. 16. Disturbo non specifico di apprendimento Si riferisce a problematiche riferite all‟apprendimento, di tipo aspecifico:  Ritardo mentale (QI<70)/ Disturbi comportamentali (ADHD, depressione,…)  Questo deficit è esteso a tutta l‟esperienza scolastica.  Non sono coinvolte solo le competenze di “base”, cioè la lettura, scrittura, matematica, ma anche i processi logici e le funzioni esecutive pianificazione e valutazione delle strategie efficaci perrisolvere un problema Memoria di lavoro Processi decisionali
  17. 17. Il DNSA può essere secondario a:  Disturbi neurologici (epilessia)  Patologie sensoriali (come la sordità o forti difficoltà visive)  Alcune sindromi genetiche  Disarmonie evolutive  Bambini con immaturità emotivo- relazionale  Bambini che provengono da un ambiente carente sul piano socio- culturale
  18. 18. BAMBINI DIESEL Deficit nelle funzioni esecutive  Difficoltà di rispettare i tempi nell‟esecuzione di un compito (lentezza esecutiva)  Difficoltà di passare da un‟attività ad un‟altra o effettuarne più contemporaneamente  Scarsa consapevolezza dei sentimenti altrui  Difficoltà ad apprendere nuovi compiti  Difficoltà a mantenere l‟attenzione  Incapacità di imparare dall‟esperienza
  19. 19. QUALI SONO I FATTORI PREDITTIVI? Familiarità Ritardo/disturbo di linguaggio Consapevolezza fonologica Capacità di apprendere e automatizzare associazioni arbitrarie
  20. 20. Presenza di familiarità  La dislessia non è una patologia su base genetica quanto piuttosto un carattere ereditabile (studi su gemelli omo ed eterozigoti e prevalenza nei maschi)  Nel 65% dei casi si rileva la presenza di D.S.A. in altri componenti della famiglia, in particolare uno dei genitori
  21. 21. Sviluppo del linguaggio verbale  Tra dislessia e difficoltà di linguaggio esiste una forte correlazione ma non un rapporto di causalità  Il ruolo rivestito dalle diverse sottocomponenti linguistiche nel processo di apprendimento varia in rapporto a fasi diverse del processo stesso
  22. 22. Consapevolezza fonologica  Esiste una stretta correlazione tra abilità di letto-scrittura e quella di compiere operazioni di tipo metafonologico (ricerche su adulti analfabeti)  Fattore predittivo non è la consapevolezza fonologica in sé ma il suo potenziale di sviluppo
  23. 23. Capacità di apprendere e automatizzare associazioni arbitrarie  L‟associazione tra fonema e grafema è arbitraria  L‟arbitrarietà è una delle principali caratteristiche del segno linguistico significato significante
  24. 24. Le ricerche sulla dislessia indicano in modo inequivocabile che i bambini dislessici mancano di COMPETENZA FONOLOGICA (processo attivo di manipolazione e trasformazione del proprio linguaggio orale). Ecco perché giochi sull‟ASCOLTO, RITMO… DISLESSIA dislessia Difficoltà di decifrazione di segni linguistici/ CORRETTEZZA/RAPIDITA‟ di lettura
  25. 25. Le abilità metafonologiche sono la capacità di percepire e riconoscere per via uditiva i segmenti fonologici (sillabe e fonemi) che compongono le parole del linguaggio parlato operando adeguate trasformazioni con esse (Bortolini, 1995). Discriminare, analizzare, scomporre, unire le caratteristiche fonologiche della parola ( si tralascia l‟aspetto semantico). Le a.m. comprendono la capacità di 1. segmentazione 2. fusione e 3.coordinazione oculo-manuale
  26. 26. GLOBALI infanzia- sensibilità fonologica- prima dell’apprendimento della lingua scritta 1.Segmentazione sillabica (sole/so-le) 2.fusione (capacità di riconoscere una parola dopo averne ascoltato le sillabe in modo separato (so-le; sole) Riconoscimento di coppie minime (palla-balla) Identificazione della sillaba iniziale e finale e riconoscerne l‟uguaglianza in parole diverse Giochi sulle parole e frasi- Riconoscere e riprodurre rime  ANALITICHE operazioni che coinvolgono i fonemi Classificazione: identificazioni di suoni iniziali-finali-interni - Riconoscimento consonante iniziale prebleding Spelling.segmentazione- capacità di scomporre la parola nei suoni che la costituiscono ed è fondamentale per riuscire a scrivere. (v-e-l-a ) Tapping (contare quanti fonemi ci sono in una parola) Sintesi fonemica- Blending (fusione fonemica o sillabica) C-a-n-e cane; ca-ne cane Elisione di suoni (delezione casa-asa) 5/6 ANNI
  27. 27.  ANALITICHE Fluidità lessicale con facilitazione fonemica (“Dimmi tutte le parole che conosci che cominciano con “p”); “spoonerismo”(inversione di iniziali: vasca-tela/tasca- vela); I bambini più abili a livello fonologico imparano più velocemente a stabilizzare la corrispondenza suono- segno.
  28. 28.  Abilità fonologiche: discrimina tra parole contenenti fonemi simili (mela, tela…) riflessione sugli aspetti sonori delle parole (BOLLO, COLLO, POLLO, LANA, RANA, …)  Parole in cui c‟è raddoppio di consonante (casa, cassa; note,notte..)  Deve riprodurre semplici frasi ”la ruota è rotta” A 5 ANNI DEVE POSSEDERE
  29. 29. Difficoltà fonologiche rappresentano solo la punta dell‟iceberg Difficoltà di comprensione di frasi complesse Disturbi di attenzione Difficoltà di eseguire più compiti contemporaneamente
  30. 30. Molti bambini confondono fonemi o parole fonologicamente simili
  31. 31. Ascolto verbale!!!!  Saper ascoltare è una abilità che va appresa e che il bambino non è in grado di esibire spontaneamente  Ci sono diversi tipi di ascolto (Distratto, Intermittente, Attento, Finalizzato-critico, Creativo)  Dsa viene spesso accusato di essere disattento e non ascoltare
  32. 32. SCOPRIAMO I SUONI ATTORNO A NOI: 3 ANNI PAPPAGALLO LALLO Potenziare l‟ASCOLTO…inteso come curiosità, sentire interiore e percorso di conoscenza. L‟ascolto assume un‟importanza fondamentale anche nell‟apprendimento delle abilità relative alla lettura: “leggere prima con le orecchie che con gli occhi aiuterà a riflettere sui suoni e sui loro significati”( A.Frontini, O. Righi, 1988)
  33. 33. 4 ANNI-giochiamo con i pezzi di parole  Prestare attenzione e attivare le capacità di ascolto  Dividere in sillabe il proprio nome  Dividere in sillabe le parole proposte  Percepire e separare la prima parte della parola  Percepire e separare l‟ultima parte della parola
  34. 34. I bambini a questa età non sono attirati dall‟analizzare i suoni che compongono le parole. Infatti, se i bambini sono posti di fronte al compito di dover indicare tra ORSO e FORMICA quale sia la parola più lunga, in genere a questa età scelgono orso legando la scelta alla dimensione iconica dell‟oggetto. Nello stesso modo se viene chiesto di individuare due parole che fanno rima tra lancia, spada e pancia indicano lancia e spada perché catturati dall‟appartenenza alla stessa categoria semantica.
  35. 35. Solo in una fase successiva l’attenzione viene spostata sull’aspetto sonoro del linguaggio e quindi sulla parola e sulle parti che la compongono e sono in grado di dire che LANCIA fa rima con PANCIA. In una proposta didattica rivolta a bambini intorno ai 4 anni dobbiamo per prima cosa concentrare la loro attenzione sulla parte iniziale della parola (prima sillaba). Successivamente si potrà riflettere sulla parte finale della parola
  36. 36. 5ANNI  Differenzia le parole lunghe da quelle corte  Riconosce le parole che fanno rima  Identifica parole che cominciano allo stesso modo
  37. 37. Linguaggio a 5 anni  Lo sviluppo verbale ha completato il suo processo costitutivo  Ha una competenza grammaticale e una parlata ormai adulta  Conosce le costruzioni sintattiche comprese le frasi ipotetiche e condizionali  E‟ capace di riassumere la trama essenziale di una fiaba ascoltata  Sa descrivere in modo sufficientemente completo l‟illustrazione di una scena di vita
  38. 38. Difficolta‟ che possono emergere  Sintassi inadeguata  Dislalie (errori di pronuncia)  Povertà lessicale  Ama sentir leggere ma non mostra segni di interesse verso lettere o parole
  39. 39. GIOCHIAMO GIOCHI SULL’ASCOLTO • RUMORI individuare suoni e rumori presenti in ambienti familiari • TOMBOLA con i versi degli animali: individuare il verso degli animali e cercare l‟immagine corrispondente sulla propria cartella • TELEFONO SENZA FILI • ECO DEI SUONI/PAROLE riprodurre parole o frasi, rispondere al suono emesso da un compagno con il medesimo suono
  40. 40.  RIME “Ascoltami bene. Tu sai cosa è una rima? Si ha una rima quando una parola ha lo stesso suono di un’altra; due parole fanno rima se finiscono nello stesso modo, con lo stesso suono. Per esempio TELO fa rima con MELO, VELO e GELO. SACCO TORO……..PACCO…..CALZA…… metti la crocetta con la parola che fa rima  Prova a dire il nome di queste figure. Si somigliano tutte un po’? Perché? (disegni del cammello, cappello, ombrello, martello, coltello…)
  41. 41.  GIOCHI CON LE LABBRA E CON LA LINGUA riprodurre un bacio, una U, un sorriso grande, riprodurre movimenti, schioccare, leccare la cioccolata  GIOCHI CON IL SOFFIO soffiare palloncini, candele, la proboscide dell‟elefante, i pesciolini nel laghetto..soffiare…
  42. 42. SILLABA  Riconoscimento della SILLABA INIZIALE, segmentazione della parola in sillabe, riconoscimento della differenza tra un suono e l‟altro PROGRESSIONE -Riconoscimento della sillaba iniziale -Riconoscimento della sillaba finale -Riconoscimento della sillaba intermedia -Riconoscimento del fonema finale -Riconoscimento dei fonemi intermedi -Riconoscimento di tutti i fonemi
  43. 43. SILLABA INIZIALE giochiamo: un personaggio che viene da un altro pianeta/mondo e non sa parlare bene dice solo un pezzetto delle parole PEra; CAsa; Topo… Discriminare le sillabe in parole simili (remo, ramo…) GIOCO DEL DOMINO pera, rana, nave, vela, lana, naso…
  44. 44. • Cerca l‟INTRUSO tra le seguenti immagini Mano, Matita; Foca, il bambino esclude foca perché non inizia con la stessa sillaba (MA).
  45. 45. Segmentazione sillabica
  46. 46.  Giocare con la TOMBOLA: su una cartella ci sono delle paroline che cominciano con sillabe diverse, es. TO… il bambino indovina e mette un segnetto sull‟immagine relativa a TOPO. Varianti: a) mettere degli oggetti o figure con più sillabe uguali e chiedere dammi tutte quelle che cominciano per CA…(CAsa, Cane, Moto,Caverna).
  47. 47. SILLABA FINALE
  48. 48. A 6 anni si lavora di più con i FONEMI  è possibile anche nell‟infanzia fare questi giochi ad es “soffiati il vaso” “Vai a chiudere la torta” “per favore apri la minestra”.  FONEMI. Prima di iniziare questa attività si può aiutare i bambini a capire cosa significa il fonema iniziale utilizzando per esempio degli animali e il loro verso es. SSSS(Serpente), MMMM(Mucca), RRR(Rana), FFF(Ffffufi un micino che soffia arrabbiato)
  49. 49.  SPOONERISMO “Ora ti leggerò 2 parole e tu dovrai invertire le lettere iniziali di ciascuna parola in modo da trasformare altre nuove che abbiano significato. Es VASCA e TELA. Invertiamo la “V” di vasca e “T” di tela e avremo 2 nuove parole TASCA e VELA” EX: PANE-COLLO; TORO-CONO; RANA-LAME
  50. 50. L‟apprendimento della lettura e della scrittura, non deriva dalla semplice somma dei diversi prerequisiti, ma è il risultato della trasformazione strutturale dei prerequisiti specifici e della loro profonda integrazione, attraverso continue operazioni di passaggio (shifting) da un‟abilità all‟altra. (Levi, 1982)
  51. 51. Riassumiamo…  INDICATORI DI RISCHIO
  52. 52. INDICATORI PER GLI INSEGNANTI DIFFICOLTÀ CHE SI POSSONO RISCONTRARE ALLA SCUOLA NELL’INFANZIA  A QUATTRO ANNI DIFFICOLTÀ DI LINGUAGGIO  INADEGUATEZZA NEI GIOCHI FONOLOGICI  DIFFICOLTÀ NELLA COPIA DA MODELLO E DISORDINE NELLO SPAZIO DEL FOGLIO  DIFFICOLTÀ NELL’UTILIZZO DELLA MEMORIA A BREVE TERMINE  DIFFICOLTÀ AD IMPARARE FILASTROCCHE
  53. 53.  DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE NOMI DI OGGETTI CONOSCIUTI ED UTILIZZATI SPESSO  DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE  INADEGUATA MANUALITÀ FINE  GOFFAGGINE ACCENTUATA NEL VESTIRSI, ALLACCIARSI LE SCARPE, RIORDINARE  INADEGUATO RICONOSCIMENTO DELLA DESTRA E DELLA SINISTRA  DIFFICOLTÀ A RIPRODURRE RITMI E A MANTENERE IL RITMO PER UN TEMPO PROLUNGATO
  54. 54. INDICATORI PER GLI INSEGNANTI DIFFICOLTÀ RILEVABILI ALLA SCUOLA PRIMARIA  INADEGUATA PADRONANZA FONOLOGICA  DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE LE LETTERE  DIFFICOLTÀ A RICONOSCERE I DIVERSI CARATTERI TIPOGRAFICI  LETTERE E NUMERI SCAMBIATI: 42/24 - SC/CS  SOSTITUZIONE DI SUONI SIMILI: P/B - D/T - M/N - R/L - S/Z  DISGRAFIA  ERRORI DI SCRITTURA VARI
  55. 55.  PERDITA DELLA RIGA E SALTO DELLA PAROLA DURANTE LA LETTURA  LENTEZZA E SCORRETTEZZA NELLA LETTURA DIFFICOLTÀ:  A COPIARE DALLA LAVAGNA  AD UTILIZZARE LO SPAZIO DEL FOGLIO  AD IMPARARE LE TABELLINE  NEL CALCOLO MENTALE E A CONTARE IN SENSO REGRESSIVO  A MEMORIZZARE I GIORNI DELLA SETTIMANA, I MESI …
  56. 56. DIFFICOLTÀ:  AD IMPARARE L’ORDINE ALFABETICO E AD USARE IL VOCABOLARIO  CON DESTRA E SINISTRA,  NELLA MEMORIZZAZIONE DI SEQUENZE, NELL’ORIENTAMENTO SPAZIALE  A MEMORIZZARE LE PROCEDURE DELLE OPERAZIONI ARITMETICHE ED I SEGNI ARITMETICI  AD IMPARARE I TERMINI SPECIFICI DELLE DISCIPLINE  DI ESPOSIZIONE ORALE (esposizione vincolata)  A RICONOSCERE LE CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DELLA LINGUA ITALIANA
  57. 57.  A RICORDARE GLI ELEMENTI GEOGRAFICI, LE EPOCHE STORICHE, LE DATE DEGLI EVENTI (Natale, proprio compleanno, …)  AD UTILIZZARE IL DIARIO  A MEMORIZZARE LO SPAZIO GEOGRAFICO ED I NOMI NELLE CARTE  AD APPRENDERE LE LINGUE STRANIERE  DI ATTENZIONE E CONCENTRAZIONE  AD ORGANIZZARE IL TEMPO IN ANTICIPO ED A LEGGERE L’OROLOGIO  A MEMORIZZARE I GIORNI DELLA SETTIMANA, I MESI, L’ORDINE ALFABETICO
  58. 58. BUONE PRASSI SCUOLA PRIMARIA
  59. 59. Cosa può fare la scuola?  CONOSCERE  INDIVIDUARE  INTERVENIRE CON UNA DIDATTICA ADEGUATA (costruttivismo, metacognizione, app. cooperativo, …) E UNA GIUSTA VALUTAZIONE
  60. 60. INTERVENTI PREVENTIVI Sono tutti quegli interventi mirati ad una identificazione precoce del disturbo e, in generale, ad un rafforzamento delle abilità (soprattutto meta- fonologiche) necessarie all‟acquisizione della lingua scritta e ad un suo uso efficiente
  61. 61. IDENTIFICAZIONE PRECOCE Essa può avvenire durante il processo di acquisizione della letto-scrittura nel primo anno della scuola elementare. Sarebbe importante che essa avvenisse già in età pre-scolare nell‟ultimo anno della scuola dell‟infanzia. Prima di questa età si ha un alto numero di “falsi positivi”, a causa dell‟ancora elevata eterogeneità dei profili individuali di sviluppo
  62. 62. Cosa può fare la scuola? Utilizzare alcuni accorgimenti didattici per non aggravare il compito fondamentale della conquista del principio alfabetico:  focalizzare l‟attenzione sulla fonologia durante il primo ed il secondo anno della scuola primaria;  presentare inizialmente un solo carattere di scrittura (stampato maiuscolo).
  63. 63. BUONA COMPETENZA FONOLOGICA = FACILITA‟ NELL‟APPRENDERE A LEGGERE E SCRIVERE
  64. 64. COMPETENZA FONOLOGICA  È la capacità di analizzare separatamente i suoni all‟interno della parola e costituisce requisito fondamentale per il successivo apprendimento della capacità di leggere e di scrivere.  Con l‟acquisizione della competenza fonologica si può arrivare alla rappresentazione del valore sonoro convenzionale delle lettere.  è la capacità di riflettere in modo esplicito sulla struttura sonora della parola e di manipolarla consapevolmente.
  65. 65. COMPETENZA FONOLOGICA Per acquisire una buona competenza fonologica occorre lavorare sulla progressione:  riconoscimento sillaba iniziale;  riconoscimento sillaba finale;  riconoscimento sillaba intermedia;  riconoscimento fonema iniziale;  riconoscimento fonema finale;  riconoscimento fonemi intermedi;  riconoscimento di tutti i fonemi.
  66. 66. Didattica metafonologica Tutti i bambini hanno diritto ad una didattica metafonologica. I DSA non possono farne a meno. Costituisce per loro un fattore di protezione in quanto favorisce lo sviluppo di competenze implicate nell‟apprendimento della lettoscrittura. Tra i prerequisiti alla base dell‟apprendimento strumentale della scrittura e della lettura vanno curati, oltre quelli relativi alle capacità visuo-percettive e grafo-motorie, legate alla componente esecutiva della scrittura, quelli relativi alla competenza metalinguistica, cioè alla metafonologia.
  67. 67. METAFONOLOGIA  RIFLESSIONE SULLA STRUTTURA SONORA DELLE PAROLE Rivista “Dislessia”, vol.4, n.1, gennaio 2007 – Erickson: secondo numerose ricerche “ le modalità didattiche più efficaci sono quelle che, utilizzando proposte fonologiche, metafonologiche e attività guidate di decodifica, favoriscono l‟acquisizione della struttura sillabica e fonologica delle parole”.
  68. 68. Didattica metafonologica  Attività che abbiano quale obiettivo quello di sviluppare in tutti i bambini le abilità legate alla identificazione delle caratteristiche sonore delle parole, attraverso operazioni di classificazione,confronto, manipolazione. Esempi di contenuti:  scansione e fusione di sillabe;  manipolazione di sillabe (es. catena di parole);
  69. 69.  riconoscimento e produzione di parole in rima;  scansione e fusione di fonemi;  sostituzione di sillabe nella parte iniziale, finale ed intermedia di parole;  sostituzione di fonemi all‟inizio, alla fine, in mezzo alle parole.
  70. 70. Gradualità nella presentazione dei singoli suoni.  Vocali  Analisi della loro posizione nelle parole (ricerca lessicale di parole con vocali iniziali, finali, intermedie)  Introduzione dei suoni “continui” (cioè quelli che si possono prolungare: M, N, L, R, S, F, V) che, per le loro caratteristiche fonetiche, facilitano l‟identificazione percettiva e la sintesi sillabica.
  71. 71. SCRITTURA SPONTANEA  Per conoscere in quale stadio del processo di apprendimento si trova ogni singolo alunno all‟inizio della prima elementare è importante conoscere la ricerca di Ferreiro e Teberosky. Si tratta di due ricercatrici argentine che, agli inizi degli anni „80, hanno osservato e studiato bambini dell‟ultimo periodo della scuola dell‟infanzia e hanno constatato che nelle civiltà che usano il codice alfabetico l‟apprendimento della lettura e della scrittura procede secondo tappe fisse collegate strettamente l‟una all‟altra.
  72. 72. SCRITTURA SPONTANEA  Compiuta tale scoperta, le ricercatrici hanno potuto costruire un modello teorico di aiuto al lavoro degli insegnanti.  È importante accertare lo stadio di ognuno degli alunni per impostare in modo corretto il lavoro fonologico.
  73. 73. La SCRITTURA SPONTANEA è  una scrittura dei bambini ottenuta in situazione di totale autonomia senza assistenza da parte dell‟adulto.  Si ottiene invitandoli a scrivere “spontaneamente” ,“come sei capace”, cioè come sanno fare da soli, tranquillizzandoli.  Permette di osservare:  se il bambino per scrivere una parola si riferisce o no alla sua veste sonora;  se il bambino conosce la corrispondenza fonografica cioè se è in grado di far corrispondere le lettere dell‟alfabeto ai suoni a cui si riferiscono (lettere - grafemi, corrispondenti sonori delle lettere – fonemi).
  74. 74. Il percorso di acquisizione della scrittura secondo Ferreiro e Teberosky passa attraverso vari livelli:  scarabocchio  preconvenzionale  sillabico preconvenzionale  convenzionale sillabico  sillabico alfabetico  alfabetico.
  75. 75. Fase dello scarabocchio  La prima fase è quella che potremmo chiamare fase degli scarabocchi, durante la quale il bambino scrive in modo non convenzionale, non legato alle lettere, segnando ghirigori che simulano la scrittura corsiva senza avere legami né col suono né con la parola; crede di scrivere!
  76. 76. Fase preconvenzionale  La fase successiva, chiamata preconvenzionale, vede il bambino usare lettere dell'alfabeto combinate a caso. In genere sono lettere uguali, alternate, in numero superiore o uguale a tre o, se le conosce, lettere del proprio nome ricombinate: SSABI, ANSE, AASAA... In questa fase, se il bambino vuole scrivere il nome di un oggetto grande usa più lettere, mentre per un oggetto piccolo ne scrive poche, non dando valore alla lunghezza della parola ma al significato: ORSO: AEOEOUAEIB, FORMICA: AEI.
  77. 77. Fase sillabica preconvenzionale  La fase seguente è quella sillabica preconvenzionale, nella quale a ogni sillaba corrisponde una lettera che però non ha corrispondenza reale con il suono della parola: per esempio AIC o IME per CAMINO; in questa fase il bambino ipotizza che ad ogni suono corrisponda una lettera.
  78. 78. Fase sillabica convenzionale  Altra fase è quella sillabica convenzionale che vede usata per ogni sillaba una lettera che ha a che fare con la sillaba reale: CMN o AIN o CIN per CAMINO.
  79. 79. Fase sillabica alfabetica  La fase che viene raggiunta subito dopo è quella sillabica alfabetica, durante la quale c'è un numero di lettere maggiore di una per sillaba, per cui per CAMINO si può trovare scritto CAMN o CMINO o AMIN o AINO o CAMNO... sempre comunque in numero uguale o maggiore di tre, perché, una parola con meno lettere non è considerata leggibile dai bambini.
  80. 80. Fase alfabetica convenzionale  L'ultima fase è quella alfabetica convenzionale, nella quale ad esempio la parola CAMINO viene scritta CAMINO per intero; a questo punto si può considerare raggiunta la scrittura e si può affermare che il bambino sa segmentare la parola in fonemi e scrive tutte le lettere. Ovviamente, ci saranno errori perché non è stato ancora affrontato il lavoro di ortografizzazione, che è successivo.
  81. 81.  Le scritture dei bambini si analizzano sulla base di due parametri: Parametro costruttivo Parametro esecutivo
  82. 82. Parametro costruttivo Si valutano il tipo di segni usati dal bambino e la loro quantità Si verifica che il bambino dia alle lettere scritte il giusto valore sonoro convenzionale.
  83. 83. Parametro esecutivo Si valuta la direzione della scrittura (da sinistra a destra, o da destra a sinistra, dall'alto in basso o viceversa, ecc.). Si osserva l'orientamento delle lettere nello spazio (lettere rovesciate), l'occupazione dello spazio sul foglio (lettere sparse, o scritte seguendo una riga ideale). Si osserva l'adeguatezza del segno grafico (incerto, sicuro, ecc.) e il tipo di carattere utilizzato. Le difficoltà esecutive possono essere accentuate o ridotte, a seconda del tipo di carattere grafico scelto per la scrittura.
  84. 84. SCREENING "Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire un disturbo sulla base della presenza di un segno critico selezionato in precedenza (test predittivo). Il test predittivo misura un fattore di rischio per il disturbo ed è basato sull’assunzione che il risultato del test indica una condizione di rischio che causa una condizione di disturbo. Lo screening non ha le pretese di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma di individuare, con buon livello di attendibilità, i soggetti a rischio di un determinato disturbo. Non si tratta di effettuare una diagnosi, ma piuttosto di indirizzare ad uno studio diagnostico una popolazione che presenta alcuni indici caratterizzanti. Per essere efficace un test di screening deve essere semplice, rapido da somministrare e poco costoso, sia in termini di strumentazione che di impiego di risorse specialistiche.'" (A.Paoletti, G.Stella, Indici qualitativi di rischio negli screening sui disturbi specifici di apprendimento, "Dislessia ",vol. I,gennaio 2008)
  85. 85. SCREENING  Il test di screening di comune utilizzo nelle scuole consiste in una prova collettiva di scrittura sotto dettatura di una lista di sedici parole, elaborata dal Prof. Giacomo Stella, docente dell'Università di Modena e referente scientifico dell'Associazione Italiana Dislessia ( A.I.D).  Lo screening non è uno strumento diagnostico.  Va considerato come un primo passo verso l’identificazione di eventuali problemi nei bambini.
  86. 86. SCREENING  Screening in entrata: classe prima – gennaio. Prova di scrittura di 16 parole.  Screening in uscita: classe prima – maggio. Prova di scrittura di 16 parole, prova di lettura decifrata (TRPS a 10 item)  Screening finale: classe seconda –novembre. Prova di scrittura di 26 parole, prova di lettura di 20 non-parole. L'intervallo di dettatura tra una parola e l'altra: in classe prima a gennaio 20 secondi; a maggio 10 secondi ; a novembre, in classe seconda, 5 secondi.
  87. 87. SCREENING Prove di lettura MT – classe seconda – Cornoldi  Prova MT di comprensione: prova collettiva in aula. ( no tempo massimo)  Prova MT di rapidità: prova individuale (tempo massimo ……4 minuti) Si può preferire lo stampato maiuscolo. Prove MT di comprensione o correttezza e rapidità classe quarta.
  88. 88. IMPORTANTE  UN‟INDIVIDUAZIONE PRECOCE DEL DISTURBO ( CLASSI II – III SCUOLA PRIMARIA)
  89. 89. La scelta di un QUESTIONARIO OSSERVATIVO come PRIMO SCREENING  gli insegnanti sono in una posizione privilegiata per osservare i bambini perché: a) li conoscono b) con loro i bambini non sono portati ad alterare il proprio comportamento normale e spontaneo c) l‟ambiente scolastico appare adatto perché permette di programmare e svolgere attività che evidenzino le capacità dei bambini
  90. 90. SITUAZIONE PSICOLOGICA DEI BAMBINI DSA  La situazione psicologica dei bambini con disturbi specifici di apprendimento è molto delicata e richiede particolare attenzione da parte della scuola.  Infatti i problemi emotivi di questi bambini si manifestano dopo l‟inizio delle attività scolastiche. La complessità della loro situazione nasce dalla mancanza di chiarezza e di consapevolezza. L‟equivoco sulla pigrizia, svogliatezza e mancanza di impegno e attenzione si perpetuano nel tempo con i loro effetti negativi.
  91. 91. CONSEGUENZE  VISSUTI DI SFIDUCIA  CALO DELL‟AUTOSTIMA  CONVINZIONE DI ESSERE POCO INTELLIGENTI O INCAPACI FILM: “STELLE SULLA TERRA”
  92. 92. RUOLO DELLA SCUOLA  EVITARE ATTEGGIAMENTI, COMPORTAMENTI, COMMENTI ESPLICITI O IMPLICITI CHE ALIMENTANO PROCESSI NEGATIVI  PREMIARE LO SFORZO PIUTTOSTO CHE IL RISULTATO
  93. 93. BUONE PRASSI Occorre migliorare la consapevolezza di sé, delle abilità trasversali all‟apprendimento e potenziare le abilità deficitarie. Quindi svolgere attività volte a:  migliorare le prestazioni deficitarie mediante esperienze di apprendimento basate sulla ricerca di soluzioni complementari e compensative;
  94. 94.  insegnare strategie adeguate e flessibili riflettendo costantemente sul “senso” dell‟attività svolta;  favorire la consapevolezza e il ruolo delle funzioni esecutive in ambiti scolastici e di vita quotidiana;  allenare il bambino a migliorare il proprio livello di attenzione;  migliorare l‟autostima, il senso di autoefficacia, la consapevolezza e l‟accettazione del disturbo.
  95. 95. DIDATTICA INCLUSIVA  La scuola può usare una didattica inclusiva che vada bene per tutti.
  96. 96.  Inclusione…vuol dire personalizzazione e non standardizzazione  Come fare? La risposta è la didattica inclusiva. Ovvero la scelta di strategie di insegnamento fondate su un “denominatore comune” che possa coinvolgere tutti gli studenti della classe, pur nella diversità dei punti di partenza, degli stili di apprendimento e delle difficoltà individuali. (Ciambrone 2014)
  97. 97. MISURE DISPENSATIVE, STRUMENTI COMPENSATIVI E TEMPI AGGIUNTIVI  Dispensare dalla lettura ad alta voce;  dare più tempo per lo studio e le verifiche;  prediligere verifiche orali  strutturare le verifiche scritte senza tener conto della rapidità di esecuzione o dell‟abilità di produzione linguistica;  dispensare dallo studio della lingua straniera in forma scritta, a causa delle difficoltà rappresentate dalla differenza tra scrittura e pronuncia;
  98. 98.  ridurre il carico di lavoro a casa;  usare sempre lo stampato maiuscolo, anche alla lavagna;  incentivare l‟utilizzi a scuola e a casa di ausili strumentali (computer, calcolatrice, registratore, busta degli aiuti contenente formule, regole grammaticali, minicartine geografiche …) affinché ne imparino l‟uso corretto sin dalla scuola primaria;  adottare i suggerimenti forniti dall‟AID e accolti dalla circolare del MIUR nel prot. n. 4099/A/4 relativo alle misure dispensative e compensative di cui il soggetto DSA ha diritto di usufruire.
  99. 99. PER LO STUDIO Per migliorare lo studio:  insegnare le abilità di studio: sottolineature, schemi, mappe, tecnica del prendere appunti;  programmare le interrogazioni: responsabilizza e dà fiducia in se stessi;  avvisare dieci minuti prima di interrogare per preparare psicologicamente;  far spiegare ai ragazzi tra di loro i metodi che usano per studiare, per prepararsi ad una verifica, per stare attenti;  usare se possibile materiale audiovisivo per le spiegazioni;
  100. 100.  richiedere tempi di attenzione contenuti durante le spiegazioni, riepilogando alla fine le informazioni o i concetti più importanti da ritenere, magari riformulandoli in maniera più semplice;  alternare la lezione magistrale frontale all‟insegnamento cooperativo (lavori di gruppo) e al tutoraggio;  ridurre i testi di studio selezionando i contenuti;  anticipare di diversi giorni la comunicazione della data delle verifiche e fornire indicazioni precise sull‟argomento oggetto di verifica.
  101. 101.  Emma Perrotta e Chiara Demurtas ”Sviluppare i prerequisiti per la scuola primaria”.  “Fiaba-training fonologico e metafonologico” Elena Liritano Erickson.  “L‟alfabeto delle filastrocche” imparare a leggere e scrivere sorridendo Patrizia Fiori Erickson.  “Alfabetando” Storie e attività con le lettere Angelo di Corato Erickson.  “Laboratorio grafomotorio” Patrizia Fantuzzi,Taglia Zucchi Erickson.  Marina Brignola, Emma Perrotta e Maria Cristina Tigoli “Sviluppare i prerequisiti per la scuola primaria” Erickson
  102. 102.  Anna Bosco “Il grillo parlante e lo strano alfabeto degli animali” Erickson.  Paola Ricciardi, Cristina Coggi e Anna Maria Venera “Gioco e potenziamento cognitivo nell‟infanzia”.  Pinto G. e Bigozzi L. (acura di) (2002), Laboratorio di lettura e scrittura, Trento, Erickson.  Paola Ricciardi, Cristina Coggi e Anna Maria Venera “Gioco e potenziamento cognitivo nell‟infanzia”.  Cornoldi C., Miato L., Molin A., e Poli S. “La prevenzione e il trattamento delle difficoltà di lettura e scrittura” (Cornoldi et al., 1985), Firenze, Organizzazioni Speciali  Muller H. (1992) Guarda i disegni. In Dunn M. L. (1992), Imparo a scrivere, Trento, Erickson
  103. 103. Scuola primaria  Le difficoltà nell’avvio alla lettoscrittura a cura di Giacomo Stella, GIUNTIScuola  Recupero in ortografia Ferraboschi – Meini Erickson  Il libro dei dettati, Tarter – Tait, Erickson  Giocare con le parole, Perrotta – Brignola Erickson  Disturbi e difficoltà della scrittura a cura di Cesare Cornoldi, GIUNTIScuola

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