Sopravvivere a power point

5,163 views

Published on

Una rapida guida per migliorare le presentazioni con l'uso di slide: idee, suggerimenti e considerazioni, da provare o da capovolgere.
Per evitare la Morte da Power Point.

Published in: Education
1 Comment
10 Likes
Statistics
Notes
  • Design molto creativo! Altri modelli PPT - http://it.smiletemplates.com/
       Reply 
    Are you sure you want to  Yes  No
    Your message goes here
No Downloads
Views
Total views
5,163
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
23
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
1
Likes
10
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Sopravvivere a power point

  1. 1. La Guida dalla A alla Z per Sopravvivere aPower Point, versione 1.0, è un piccolomanuale senza pretese, scritto e prodotto daDavide Mana per AdmitOne Productions.Davide può essere raggiunto via mail a questoindirizzo: davide.mana@gmail.comUlteriori chiacchiere, discussioni, idee e unaselezione di ebook, oltre a eventuali versioniaggiornate di questo manuale sono disponibilisul blog di Davide strategie evolutiveQuesto manuale è distribuito gratuitamente.Potete ridistribuirlo, spedirlo, stamparlo efaxarlo, a condizione che non lo vendiate, nonlo modifichiate e diate il credito allautore.O se preferite, questopera è distribuita conlicenza Creative Commons Attribuzione - Noncommerciale - Non opere derivate 3.0Unported.
  2. 2. IntroduzionePower Point e i software di presentazione sono uno strumento essenziale perprofessionisti, insegnanti, ricercatori - con una utenza stimata di 300 milioni di utilizzatori.Si calcola che ogni giorno vengano proiettati 30 milioni di presentazioni in Power Point.Il 95% di queste sono inefficaci, ed almeno la metà o non sortiscono leffetto desiderato(non vendono il prodotto, non illustrano largomento) ma anzi ottengono leffetto opposto(danneggiano la vendita, rendono largomento confuso).Pare che il 33% degli utenti Power Point detesti lidea di usarlo, e che il 29% del pubblicoprovi avversione per le presentazioni che usano questo strumento. Una persona su tre halasciato laula almeno una volta a causa di una presentazione insopportabile.È capitato a tutti di subire una presentazione insulsa, soporifera, confusa o irritante. Iltermine tecnico è Death by Power Point.Questo manuale è disegnato per evitare la morte attraverso le slide.Per fare ciò, cerca di applicare ciò che predica.Non si tratta di regole scolpite nella roccia, ma di idee sulle quali riflettere, esperimenti daprovare, suggerimenti basati sullesperienza, spunti per provare a fare esattamente ilcontrario.Quelli che seguono sono appunti disordinati, basati su dieci anni di esperienza comeinsegnante, conferenziere a contratto e relatore a congressi e convegni pubblici.Condividerli è in realtà un gesto egoistico – per far sì che io non debba più subire orridepresentazioni in futuro.Buona caccia.Davide ManaCastelnuovo Belbo (Asti)23 settembre 2012
  3. 3. Riguardo allAutoreDavide Mana è nato e cresciuto a Torino, dove ha seguito studi scientifici, diplomandosiTecnico di Rilevamento Ambientale e laureandosi poi in Geologia.Successivamente, ha acquisito ulteriori specializzazioni in Micropaleontologia eComunicazione Scientifica.Ha lavorato a lungo come ricercatore indipendente e docente a contratto, specializzandosinellanalisi statistica di dati geologici, paleontologici e ambientali.Dopo una lunga collaborazione col Centro di Geobiologia dellUniversità degli Studi CarloBo di Urbino, ha vinto una borsa di studio e sta per concludere un dottorato sulle energierinnovabili.Dal 2007, gestisce il blog strategie evolutive, chiacchierando di ciò che gli pare – dallaletteratura alla scienza,passando per la cucina.Di notte, scrive narrativa e saggi storico-naturalistici.Talvolta riesce anche a dormire.Potete contattarlo via mail – davide.mana@gmail.com
  4. 4. AppuntiGli appunti sono indispensabili se dovete citare date, cifre, dati che sarebbe inutilemandare a memoria.Certo, se date unocchiata alle conferenze del TED, vedrete che quelli in gamba - KenRobinson, J.J. Abrahams, Hans Rosling - non usano appunti. Daltra parte, Seth Godin,Sylvia Earle e Richard Dawkins non hanno problemi ad usare degli appunti.Attenzione, però - appunti, non il discorsino preparato che vi limitate a leggere, con vocemonotona, senza alzare lo sguardo, mentre le diapositive scorrono (magari ogni volta chevoi vi interrompete e dite “La prossima...”)Quello è inammissibile.Ma degli appunti sono ok.E proprio perché gli appunti sono ok, è da perdenti aprire la presentazione sventolando ifogli e spiegando in tono un po imbarazzato che sì, in effetti, avete degli appunti...È stupido. Vi mette in pessima luce. Vi fa perdere credibilità: segnala al pubblico qualcosache al pubblico non deve interessare.Avere gli appunti è un vostro diritto, e non cè nessun motivo per cui dobbiate giustificarvi.Se avere dei fogli volanti vi imbarazza, usate dei cartoncini un po più discreti – potresteprepararne uno per ciascuna slide, e poi metterli in ordine.Ci sono anche colorati.Una buona idea, se avete degli appunti, è usare il leggio, ammesso che sia disponibile –niente fogli che sventolano, niente appunti in vista.Cè un solo caso in cui non solo è lecito, ma è addirittura consigliato far notare che avetedegli appunti: se state tenendo una conferenza sugli ebook e sulleditoria elettronica, edavete i vostri appunti su un tablet o su un ereader.Daltra parte, tenere una conferenza sulleditoria elettronica ed avere gli appunti incartaceo...
  5. 5. Buone PraticheLessenziale, davvero.Prepariamo noi la nostra presentazione – sembra banale, ma non cè nulla di peggio diun relatore che si perde perché le slide sono fuori sequenza, e si rivolge a qualcuno fra ilpubblico dicendo “Mi hai messo le slide fuori sequenza”.Allo stesso modo, occupiamoci noi del far scorrere le immagini; evitiamo lassistente cheschiaccia il tasto sul PC al posto nostro, a comando, come una scimmietta ammaestrata.Arrivare in orario - o possibilmente un po prima.Arrivando in anticipo possiamo controllare che tutto sia ok, provare lacustica, sistemareeventuali problemi e ci avanzerà ancora tempo per dare il benvenuto al pubblico mano amano che arriva, e fare due chiacchiere, magari dar via qualche biglietto da visita.Essere in ordine - il che non significa essere in smoking, ma semplicemente conformarsiad una certa idea condivisa di accettabilità.Mantenere le distanze - il che non significa fare la figura degli imbecilli arroganti,naturalmente.Ma è necessario valutare il tipo di pubblico, ed il tipo di evento, e modulare il nostrolinguaggio ed i nostri movimenti in funzione delle aspettative.Linguaggio - deve essere comprensibile, i termini tecnici devono essere spiegati ma nonbanalizzati, e la volgarità è inutile se non è shockante.Comunicazione Non Verbale - i movimenti che compiamo sono importanti.I movimenti aperti (gesti ampi, braccia allargate) segnalano comunicazione attiva einclusione del pubblico. I movimenti di chiusura (braccia conserte) comunicano ostilità.Stringere il microfono al petto amplifica la nostra voce, ma segnala ostilità al pubblico.Un bel problema.Ringraziare - questa gente è qui per ascoltarci, ci dimostra interesse, ci fa il favore di farcidomande (regalandoci minuti extra in cui esporre il nostro materiale).Ringraziamoli.Evitando come la peste la slide finale con scritto “GRAZIE!” - è da dilettanti.
  6. 6. ContenutiPotete avere delle slide meravigliose, ma se non avete dei buoni contenuti, cè poco dafare. Buoni contenuti significa in pratica: . avere qualcosa di importante da dire . trovare un modo per dirlo che coinvolga il pubblicoSe non riusciremo a trasmettere limportanza delle nostre idee, coinvolgendo il pubblico, lapresentazione, per quanto tecnicamente ineccepibile, sarà inutile.Sarà tempo perduto.E come diceva spesso Gene Siskel, saranno due ore della vostra vita (e della vita delpubblico) che nessuno vi potrà mai restituire.Quindi, nel tracciare una scaletta della nostra presentazione, è bene mettere, in cima alfoglio degli appunti o al centro della nostra mappa mentale, perché la nostra idea èimportante. A ciascun punto della scaletta o nodo principale della mappa, corrisponde unaslide.Poi è una questione di proporzioni.È inutile caricare le slide di testo che il pubblico non riuscirà a leggere.In generale: . le slide portano il 20/30% del nostro materiale – quel che serve perché le idee-base sistampino nel cervello degli spettatori. gli handout portano il 50% del materiale – il minimo necessario per descrivereesaustivamente il nostro lavoro. noi possediamo il 100% del materiale, e useremo ciò che sappiamo per integrare leslide.Per tutto quello che non riusciamo a dire durante la presentazione, cè il question time...
  7. 7. DisastriFacciamo un elenco di cose che potrebbero andar male, ok?. il proiettore o il PC non funziona, o non cè corrente : vi toccherà fare del jazz. Averedegli handout può essere utile - il pubblico potrà seguire la vostra spiegazione sugliappunti anziché sullo schermo.. manca il cavo di connessione proiettore-video : ne abbiamo uno nel nostro kitdemergenza.. LIM : nessun problema, consideratela un grosso touch-screen.Ricordate: si clicca con la punta delle dita, si trascina con le nocche.. il relatore precedente sfora : i professionisti non sforano, quindi non possiamo farealtrettanto. Le possibili soluzioni: . fare del jazz, e presentare senza slide, stando nel tempo disponibile . essere preparati, ed avere una versione lite della presentazione, studiata perstare nella metà del tempo . scusarsi col pubblico, mostrarsi comprensivi col collega che ha sforato, e poiprocedere con la presentazione, saltando alcune slide. ... e poi invitare gli interessati a proseguire la discussione fuori dallaula, bevendo un caffé.. non cè amplificazione : è possibile che non ce ne sia bisogno - chiedete al pubblico diavvicinarsi, e alzate leggermente la voce.. transizioni, multimedia ed effetti speciali si imballano : è proprio per questo che noinon li usiamo.. la nostra presentazione è in 16:10, il proiettore è in 5:4 : il testo cambia proporzioni,le immagini sono distorte. Per questo abbiamo una versione della presentazione in pdf.
  8. 8. Elementi di stileNon meno del 75% delle presentazione che si stanno svolgendo in questo momento làfuori usano un testo color bianco avorio, in Arial 36, su uno sfondo blu.Includono clipart fornite nel pacchetto di Presentazione e liste puntate.Tutte, sono uniformemente noiose e meno che memorabili.Perciò, un po di buone idee.... non usiamo i template precotti di PowerPoint. non usiamo clipart precotte. creiamo il nostro tema grafico . colori freddi per lo sfondo, colori caldi per il testo. usiamo un software per gli abbinamenti cromatici, come Color Schemer, oColor Wizard.. usiamo foto che siano omogenee per stile e impattoRicordiamoci che un maschio su cinque, in media, soffre di una forma più o meno grave didaltonismo: anziché usare il rosso, usiamo lamaranto ed evitiamo labbinamentorosso/verde.. Evitiamo grafici troppo intricati ed illeggibili.. Evitiamo se possibile le liste puntate, o usiamole con parsimonia.. Evitiamo le transizioni e gli effetti speciali.. Se usiamo componenti multimediali, accertiamoci che il sistema su cui presenteremo lipossa supportare (inutile avere un file sonoro se il PC che useremo non è connessoallamplificazione).Facciamo in modo che la nostra presentazione, oltre ad essere professionale einteressante, sia anche chiara e piacevole alla vista.
  9. 9. FontLa parola chiave è leggibilità.Un buon modo per verificare se la vostra slide è leggibile, è farne uno screenshot, e poiridurlo ad un formato 300 x 200.Se alle dimensioni di un biglietto da visita la vostra slide è ancora chiara e leggibile, è ok.Altrimenti, tocca modificarla.Cambiando i font, tanto per cominciare.La regola, fin dai tempi delle primissime presentazioni, è 6 x 6.Su ciascuna slide, non più di sei righe, ciascuna composta di non più di sei parole.Non è una regola campata in aria - è basata sulla velocità media di lettura.I font consigliati sono normalmente i Sans-serif.Helvetica e Arial sono lo standard, ma tendono a essere inflazionati.Mai mescolare troppi font - due font complementari (il font base più la sua versione Bold oItalic, ad esempio) sono il massimo consentito dal buon gusto.E non usate font Comic Sans.A meno che le vostre slide non siano un fumetto.Un buon posto da visitare è 1001 Free Fonts.
  10. 10. Giacca & Cravatta (o Tailleur per le signore*)La comunicazione ha una forte componente rituale.Conformarsi ad un certo codice di abbigliamento è parte del rituale.In termini generali, presentandomi davanti al pubblico in giacca e cravatta comunico alpubblico stesso, da una parte, il mio rispetto, e dallaltra la mia affidabilità - dopotutto,dimostro di saper giocare secondo le regole.Resta il fatto tuttavia, che affrontare il pubblico sentendosi a disagio potrebbe annullarequalsiasi vantaggio che conformarsi alle regole mi potrebbe dare.Perciò - se in giacca e cravatta io mi sento a disagio, non metto giacca e cravatta.Se escludiamo le occasioni più istituzionali – la consegna del Nobel, la lectio magistralisallAccademia dei Lincei, la visita dal Pontefice - esistono scelte di abbigliamento che purconformandosi agli standard, ci lasciano maggior libertà.Un cardigan, ad esempio. O camicia e gilet.Al limite anche una semplice camicia aloha - se si conforma alla nostra immagine direlatori "californiani".Possiamo rispettare le regole piegandole con classe.Due sole sono quindi le idee da tenere presenti: . ciò che indossiamo deve farci sentire a nostro agio . ciò che indossiamo deve essere di un colore che non faccia a pugni col colore delleslide che intendiamo proiettare.Daltra parte vale la pena di ricordare una antica usanza nellambiente dei rappresentantidi commercio - quella di indossare una giacca di mezza misura più stretta del necessario,per impedire al venditore di incrociare le braccia sul petto, una posizione chiusa, checomunica ostilità.(* le signore hanno in effetti più libertà di scelta dei colleghi uomini)
  11. 11. HandoutsPiù in generale, può capitare che ci venga richiesta, da qualcuno, una copia delle slide.È abbastanza normale - ad esempio in ambito accademico.È anche abbastanza normale - o per lo meno lho visto succedere spesso - che il relatorerifiuti di concedere copia della propria presentazione.La considero una scelta sbagliata.Piuttosto, può essere utile – diavolo, è utile! – fornire prima della presentazione una copiacartacea delle slide principali, in modo che il pubblico possa seguire meglio il discorso, edannotare le immagini.Molto spesso non si tratta di una opzione praticabile (non sappiamo quante personeparteciperanno, non possiamo permetterci la spesa...), ma sarebbe molto utile.Anche perché, se tutti hanno una copia delle slide, se è una bella giornata usciamodallaula e la presentazione la facciamo allaperto.Se si vuol rendere disponibile il materiale ai partecipanti, meglio, molto meglio, avere il filecaricato su un server facilmente accessibile – usare Dropbox, o SlideShare.Qualora non si volessero fornire ai partecipanti parte dei contenuti (per motivi di copyright,di discrezione o che altro), allora è possibile preparare un secondo file (senza i contenutisensibili) o una stampata annotabile (idem) prima della presentazione.È infine possibile creare dei semplici handout da una sola pagina, che riassumano i puntisalienti della nostra presentazione, riportino un singolo grafico essenziale, e che includanouna breve bibliografia e i nostri estremi, qualora qualcuno dei partecipanti volessecontattarci.Limitandoci ad una pagina, possiamo contenere i costi, ed al contempo produrre qualcosadi visivamente impressionante.Sarebbe opportuno discutere di tutte queste opzioni con l’organizzazione prima dellapresentazione.E partire comunque dal presupposto che ci sarà sempre almeno un partecipante chechiede una copia.
  12. 12. ImmaginiLe immagini possono derivare da . nostre fotografie, grafici, cose . immagini e grafici derivati da lavori in bibliografia e webbografia . immagini generiche provenienti dalla rete – la prima fermata è Morguefile, ma esistonoaltri servizi, come Stock.xchng e CopyrightFreePhotos.Possiamo modificare e gestire le immagini usando GIMP o Picasa.Le immagini sono di due tipi. . quelle che hanno diretta attinenza col nostro lavoro. . quelle che servono solo a sottolineare il testo e fare atmosfera.È inutile - o peggio, dannoso - metterci grafici e tabelle illeggibili, così come è inutilemetterci più testo di quello che i partecipanti possono leggere – tenendo al contempo il filodi ciò che dice il relatore.Nel momento in cui arriviamo a sei blocchi di testo, con quattro frecce e un titolo rosso incima, il pubblico non sa cosa fare.Le immagini sono importantissime – un errore qui, e la presentazione cola a picco.Piuttosto che usare immagini sbagliate, evitare le immagini.
  13. 13. Jazz, ovvero quando ci tocca improvvisareI motivi possono essere molteplici - un guasto ci ha privati del supporto di PC e proiettore,i nostri file sono corrotti, o più semplicemente, per diversi motivi, non abbiamo avuto mododi preparare una presentazione.O forse la presentazione non è praticabile - esistono argomenti che sfuggono alle slide.In linea di massima, non si tratta di una situazione tragica - servono coraggio e un podesperienza.. Condizione necessaria - conoscere bene largomento del quale dobbiamo parlare. . Preparazione - rischiamo di avere pochi minuti, quindi tracciamo una scaletta o unamappa mentale del nostro spettacolo.Definiamo la trama della nostra narrazione, e siamo questo documento per provare unpaio di volte la sequenza delle idee che vorremmo esporre. . Primo impatto - informiamo il pubblico che non useremo le slide, e se possibilefacciamolo in maniera divertente.Attenzione a non strisciare, mugolare o chiedere scusa.OK, le slide non ci sono, ma noi faremo ugualmente il numero. . Esecuzione - manteniamo un tono di voce piano ed una pronuncia limpida. Se il nostrodiscorso è una concatenazione di idee, seguiamo la concatenazione sottolineando i puntinodali.Se si tratta di una sequenza di punti slegati fra loro, cerchiamo di dare un ordineragionevole.Se possibile, usiamo lo spazio in cui ci troviamo e gli oggetti che lo occupano per animarela presentazione.Coinvolgiamo il pubblico con domande dirette, chiediamo commenti e osservazioni.Se ci vengono rivolte domande complicate, beviamo un bicchiere dacqua per prendertempo e riordinare le idee.
  14. 14. Kit di emergenzaUn giorno saremo felici di avere in borsa: . una chiave USB (almeno 4 giga) con caricato PortableApps - un mio piccolo ufficiopersonale portatile su qualsiasi computer Windows o Linux. Indispensabile come sistemademergenza (bagaglio smarrito, PC guasto...), visto che include un PDF-reader e unasuite di Office con Impress.. una seconda chiave USB (1 giga dovrebbe bastare) sulla quale ho una copia dellapresentazione in formato .ppt (PowerPoint), .odp (Impress), e .pdf.. un comando a distanza per le slide. Relativamente costoso ma indispensabile, misvincola dal PC, mi garantisce una certa mobilità e include un comodo puntatore laser.. un cavo di connessione PC-videoPer buona misura, mi assicuro di salvare una copia delle slide anche su un sistema cloudcome DropBox o Ubuntu1, e/o un servizio come SlideShare.Nella borsa vedo anche di avere.... una confezione di aspirine effervescenti. uno spray al propoli per la gola. una scatoletta di liquirizia pura in pezzi. pettine e kit per manicure. una T-shirt di ricambio. una confezione di cerottiIn tasca ho sempre il mio coltellino svizzero.Durante la presentazione, tengo a portata di mano una bottiglia dacqua naturale.
  15. 15. Leggere le slide e altre sciocchezzeVi è mai capitato di assistere ad una presentazione nella quale il relatore è più spessovoltato a guardare lo schermo e a leggere ciò che sta proiettando, che non rivolto verso divoi a parlarvi e a spiegarvi ciò che state vedendo sullo schermo?Perfetto.In tre parole - no no no.Piuttosto portatevi degli appunti.E ancora... . evitate di imballare lo schermo – è ok passeggiare avanti e indietro mentre si parla, mamai passare davanti allo schermo. . se dovete indicare qualcosa, usate un puntatore. . mai presentarsi ad un pubblico di un certo tipo con una presentazione pensata esviluppata per un pubblico differenteLa regola di base è rielaborare SEMPRE il materiale, ritagliandolo sul pubblico che ci siaspetta di incontrare.Non esiste una cosa come una presentazione standard.Buona idea aggiuntiva – datevi tempo.Non c’è nulla di più orribile di una presentazione affrettata, in cui si saltano delle slide“inutili” (e allora perché ce le hai messe?) ed in cui il relatore assume un tono concitato.Se ho venti minuti, preparo una presentazione da chiudere in diciassette.Perché quei tre minuti torneranno maledettamente utili.E per finire, non fidatevi dei colleghi.Chi lavora con voi ha una percezione distorta.La vostra presentazione, testatela sui familiari – così, tra l’altro, la smetteranno forse unavolta per tutte di chiedervi cosa fate esattamente per vivere.
  16. 16. Mappe mentaliArgomento abbastanza ampio da farci una guida per la sopravvivenza*.Si tratta di una tecnica sviluppata dallinglese Tony Buzan, il cui manuale Mappe Mentali,è vivamente consigliato.Limitiamoci alle basi: cos’è una mappa mentale – è uno schema fortemente grafico sulquale riporto tutti gli elementi che compongono il mio progetto, disponendoli secondoramificazioni gerarchiche a partire dal nucleo.Il nucleo, nel nostro caso,è il titolo della mia presentazione.Da questo punto di partenza si dipartiranno diversi percorsi, ciascuno dei quali tracceràuno degli aspetti del progetto.Posso perciò trasformare le mie idee in oggetti quasi-materiali, e manipolarne le relazionispaziali/concettuali.Nel caso di una presentazione, posso identificare tutti i punti che dovrò toccare,disponendoli in una struttura gerarchica non lineare.I software (per chi non si accontenta di carta e bloc-notes) sono parecchi.Restando al dominio del free/open source, FreeMind è considerato lo standard, scritto inJava e quindi multiplatform; su Linux, VYM (View Your Mind) è una solida alternativa, conla possibilità di esportare le mappe in formato web-friendly.BrainDump è un interessante software di mappatura mentale integrato nella CalligraSuite di strumenti Office-like.On-line c’è Mindmeister, che gira nel browser senza bisogno di plugin; in alternativa,Mindomo è un altro eccellente tool on-line.Prezi permette di applicare il paradigma della mappa alle presentazioni.Varie altre opzioni, opinioni e prove su strada sono disponibili sul sito di Lifehacker, oltreche sulla solita Wikipedia.(* ci stiamo lavorando)
  17. 17. Nozioni generaliUna presentazione con lausilio di slide prevede... beh, luso delle slide*.Una slide è un costrutto composto da uno sfondo, un testo e della grafica.Sfondo e colori sono spesso organizzati in temi precotti, forniti insieme al software dipresentazione. Se siamo fortunati, sfondo e colori sono semplicemente banali, se siamosfortunati, sono decisamente brutti.La regola empirica è che lo sfondo non deve distrarre, i colori non devono irritare.La procedura per la creazione di una presentazione è. raccolta dei contenuti - testo, immagini, grafici, ecc.. definizione di una scaletta o di una mappa in cui organizzare i contenuti. scelta del tema. creazione delle slide. inserimento dei contenuti, in forma schematica (sei righe di sei parole, grafici). salvataggio della presentazione (in più multipli, per evitare la perdita di dati)Ma nulla ci impedisce di scegliere il tema dopo aver inserito i contenuti.Quindi, a scanso di equivoci . elenchi ridotti al minimo . grafici in scala e ben etichettati . immagini originali e omogenee . sfondo che non distrae . colori non aggressiviLa regola empirica è che un minuto di presentazione richiede due ore dipreparazione.Fatevene una ragione.(* Potremmo in effetti anche farne a meno, ed usare dei cartelli, ad esempio, o unalavagna tradizionale)
  18. 18. OpzioniIl software che utilizziamo per le nostre presentazioni ci offre una serie di opzioni che èbene conoscere, per poter decidere consapevolmente di farne a meno.La prima e più evidente opzione è quella di offrirci delle strutture preconfezionate per lenostre slide, con uno spazio per il titolo, spazi per i testi, la grafica.Tutto preformattato.La seconda opzione è costituita dal tema - linsieme di sfondo, colori, e font chedovremmo usare per caratterizzare la nostra presentazione.Tanto gli schemi preordinati che i temi precotti possono essere ampiamente evitati.È possibile - ma non probabile - che se la nostra presentazione è parte di un gruppo dipresentazioni (il programma di un congresso, ad esempio, o un progetto aziendaledistribuito fra più relatori), che ci venga proposto o imposto un tema uguale per tutti.In questi casi cè poco da fare.Una ulteriore opzione è data dalle animazioni - che ci permettono di far comparire inmomenti diversi, programmati o al nostro click, elementi diversi della slide.Si tratta di una opzione interessante, che tuttavia è consigliabile usare con parsimonia esolo se abbiamo la certezza assoluta che il sistema non gripperà sul più bello.Le slide statiche saranno più noiose, ma non si inceppano sul più bello.Cè poi lopzione di scegliere un effetto che segnali la transizione da una slide allaltra.È piuttosto superfluo, come meccanismo, e rischia ancora una volta di andare in crash inun momento critico.Infine, possiamo automatizzare lo scorrimento delle nostre slide, regolando unmeccanismo a tempo.Sconsigliato, a meno di non partecipare a un Pecha Kucha.
  19. 19. Pecha KuchaPer chi se lo fosse perso, Pecha Kucha è un approccio orientale alla presentazione.Il termine significa qualcosa tipo “chiacchierata” in giapponese.Prevede una presentazione, con uso di supporto grafico a scelta, su di un argomento ascelta, consistente di 20 (venti) slide/diapositive/cartelli, per 20 (venti) secondiciascuna.Accendete il proiettore, parlate per quattrocento secondi mostrando venti diapositive ascorrimento automatico (20 secondi per ciascuna), ed avete finito.Sei minuti e quaranta secondi per dire ciò che avete da dire.E basta.Prendete un cronometro e provate a misurare sei minuti e quaranta secondi: sono unsacco di tempo. E se avete le idee chiare, potete farci stare qualsiasi cosa.Un buon trucco consiste nel trovare un brano musicale che duri sei minuti e quaranta odintorni (e che ci piaccia!) e metterlo in sottofondo per darci il ritmo durante le prove.Basterà far partire quella canzone nella nostra testa allo scatto della prima diapositiva, eriusciremo a stare nei tempi senza troppa difficoltà.Per dire, potrei scegliere fra: . Jumping at the Woodside, di Count Basie, versione della Cincinnati Pops Orchestra,diretta da Erich Kunzel (6:38) . East, degli Hiroshima (6:40) . Katmandu, versione live, di Bob Seger (6:43) . Roll Over Beethoven, versione Electric Light Orchestra (6:46) . Tourist in Paradise, versione live, dei Rippingtons (6:49) . ...o per sforare, ma alla grande, di quasi venti secondi (una slide, il 5%) Tonight is whatit means to be young, di Jim Steinmann, dalla colonna sonora di Strade di Fuoco (6:59)
  20. 20. Question TimeLa sessione di domande e discussione dopo la presentazione è ancora parte dellapresentazione, ed è lunico momento in cui possiamo approfondire quei punti che, per unamolteplicità di motivi, abbiamo dovuto lasciare indietro.Al contempo, è lunico momento nel quale possiamo lasciare spazio al pubblico, einteragire con esso – linterazione è importante.La sessione domande si apre di solito con "Ci sono domande?", frase alla quale faseguito un silenzio imbarazzante.Un trucco per stimolare la partecipazione è corrompere il pubblico, pagandolo per faredomande: apriamo la nostra presentazione annunciando che abbiamo qui cinque copiedel nostro ultimo lavoro, cinque CD zeppi di materiale attinente alla nostra presentazione,cinque copie del nostro libro, cinque copie del poster della nostra presentazione... cheregaleremo ai primi cinque che ci faranno delle domande.Se siete tirchi, fate tre invece di cinque.Esistono poi due stili nel gestire il question time. procedere per alzata di mano, rispondendo di volta in volta a ciascuna domanda. raccogliere un certo numero di domande e poi rispondere a tutte insiemeIo preferisco il primo, ma a ciascuno il suo.Entrambi i metodi hanno sia dei pro che dei contro.Ricordiamoci di ringraziare sempre chi ci rivolge una domanda (anche se nellintimo loodiamo).Se dobbiamo prender tempo, versiamoci un bicchier dacqua.
  21. 21. Reynolds, GarrForse lunico autentico guru per ciò che riguarda le presentazioni, Garr Reynolds è unesperto di comunicazione, surfista, appassionato di jazz e praticante dello zen.È stato per un lungo periodo responsabile delle comunicazioni della Apple in Giappone.È autore di tre testi splendidi – Presentation Zen; Presentation Zen: Design; The NakedPresenter.Si tratta di volumi imprescindibili per chi debba utilizzare intensivamente le presentazioninel proprio lavoro.Per lo meno il primo è vivamente consigliato.E anche Design non è affatto male, ed estremamente utile.Non solo i contenuti sono eccellenti, ma la presentazione è superba, e lo stile èestremamente piacevole.Estremamente interessante anche il suo blog.
  22. 22. SoftwareIl più popolare software per presentazioni è PowerPoint, incluso nella suite MicrosoftOffice.PowerPoint permette di creare slide e modificarle con una certa facilità, includendocontenuti multimediali.È possibile caricare temi pregenerati e clipart per personalizzare le nostre slide.Il software include effetti di transizione animata da una slide alla successiva, e lapossibilità di automatizzare lo scorrimento delle slide (slideshow).In alternativa, Impress, il programma di presentazione incluso in OpenOffice/LibreOffice,propone le stesse funzionalità, garantendo forse un minimo di controllo in più rispetto aldesign delle slide. Calliga Stage è una ulteriore variante, inserita in Calligra Suite.Gli utenti Apple usano probabilmente Keynote.Anche se non usiamo Power Point, può essere utile avere sul nostro PC un PPT Reader.Esistono poi dei software di presentazione online, in grado di fornire accesso alle slideattraverso una connessione web.Fra i servizi più noti Google Docs, Zoho e SlideShare permettono di caricare contenutisviluppati localmente, rendendoli accessibili via web.Lo stesso servizio viene fornito da DocStoc.Prezi si presenta invece come qualcosa di diverso - permette lo sviluppo di presentazionia partire da mappe mentali sviluppate online, cambiando quindi la metafora di base (nonpiù una sequenza di diapositive, ma zoom successivi su diversi settori di una mappa).Allo stesso modo, VUE (Viusual Understanding Environmente) permette di costruire unapresentazione non lineare a partire da una mappa mentale.Teniamo comunque presente che un PC connesso ad un proiettore ci permette diproiettare qualsiasi tipo di media.Dallimmarcescibile .pdf alle animazioni flash, tutto è possibile – nei limiti del buon gusto.
  23. 23. Tufte, EdwardStatistico e scultore americano, Edward Tufte è lautore di quattro volumi essenziali sullapresentazione grafica delle informazioni: The Visual Display of Quantitative Information;Envisioning Information; Visual Explanations: Images and Quantities, Evidence andNarrative; Beautiful Evidence.Tufte è anche famoso per il saggio breve The Cognitive Style of Power Point: PitchingOut Corrupts Within, nel quale offre una critica spietata - e condivisibile (o non saremmoqui) - dello strumento di presentazione.Secondo Tufte, Power Point (come gli altri software simili) . serve a rassicurare chi presenta, non a informare il pubblico . è semplicistico e impreciso nel presentare i grafici, lavorando a una risoluzione schifosa(un difetto ereditato dai vecchi computer) . attraverso lo strumento noto come outliner crea gerarchie di idee troppo complicate eirrealistiche . impone una struttura lineare anche ad argomenti che lineari non sono . è visivamente squallido . promuove una forma di pensiero semplicistica . simula una oggettività scientifica che non necessariamente corrisponde al veroDa qui la necessità di ripensare lapproccio alla presentazione.I lavori di Edward Tufte sono vivamente consigliati, essendo autentiche miniere di idee(oltre ad essere oggetti splendidi).
  24. 24. UmorismoUna vecchia pratica vuole che il relatore debba sempre aprire la propria presentazionecon una barzelletta.Noi possiamo anche farne a meno, ma non sottovalutiamo lesperienza dei vecchiconferenzieri: dimostrare un minimo di umorismo nel presentare il nostro lavoro non ci faràmale.Questo non significa trasformare la nostra presentazione in un numero di cabaret, masemplicemente che - specie in un ambiente un po rigido come un congresso o un corso -la possibilità di farsi quattro risate è sempre benvenuta.Ricordiamoci che il pubblico gradisce le underdog stories.Aprire la sessione con un aneddoto preso dalla nostra esperienza, dal quale noi si siausciti malandati ma più saggi, servirà ad allentare la tensione e a renderci simpatici ainostri ascoltatori.Un minimo di lievità può rendere la nostra presentazione un poco più memorabile.Non dimentichiamo mai che una presentazione è anche e soprattutto una narrazione.Ha un suo ritmo, dei momenti concitati e dei momenti di quiete.Un suo senso del dramma, ed un suo senso dellumorismo.
  25. 25. VoceLa voce è lo strumento principale di chi presenta un lavoro in pubblico.Sì, viene prima di Power Point.Uno dei motivi per cui conviene arrivare un po prima che inizino i lavori è - anche - lapossibilità di testare lacustica del posto.Possiamo farcela con le nostre forze o serve un microfono?E il microfono, è previsto, cè, o non cè?Dobbiamo anche decidere se preferiamo parlare stando in piedi o seduti.Se cè un leggio, dobbiamo decidere se usarlo o se, avendone la possibilità, farne senza.Seduti, o dietro il leggio, il nostro linguaggio corporeo sarà limitato, e questo deve esseretenuto in considerazione.Chi canta o studia recitazione conosce tutta una serie per "portare la voce", proiettare ilsuono nel modo più ampio e chiaro possibile.Tutti si fondano sulluso del diaframma per la respirazione.In parole povere, si tratta di inspirare riempiendo la parte bassa dei polmoni per prima.Si respira dilatando gli addominali.Questo fornisce più aria, e ne regola luscita - parlando - in modo da rendere il suono dellavoce più caldo, più chiaro, e consentendo un aumento del volume senza sforzi sulle cordevocali.Oltre a ciò, teniamoci lubrificati.Pasticche alla menta o liquirizia per le corde vocali.Acqua da bere durante la presentazione, specie se dobbiamo parlare a lungo.Spray antinfiammatori al propoli per il dopo-presentazione.Se usiamo un microfono, proviamo con anticipo il volume, la distanza alla quale tenerlo, ericordiamo che non potremo muovere troppo la testa (o sbracciarci, se lo teniamo inmano) senza perdere lamplificazione.
  26. 26. Wow!Un paio di extra che possono essere utili per convincere il pubblico che noi siamo meglio.Durante la preparazione delle slide, annotiamoci quali potrebbero essere le domande cheil pubblico potrebbe volerci rivolgere sulla base di ciò che stiamo mostrando.Possiamo modificare le slide in modo da disinnescare gran parte di queste domande.Lasciamo aperta la possibilità solo a due/tre domande che siano facilmente gestibili dopola presentazione, e che ci diano modo di esprimerci al meglio.Osserviamo con cura le presentazioni di coloro che ci precedono.In parte, per imparare dai loro successi e dai loro errori.In parte per annotarci quei punti, nel loro lavoro, che potremo riprendere presentando ilnostro.Dicendo, durante la presentazione, "Come ci ha spiegato poco fa...", citando il lavoroaltrui, dimostriamo competenza, attenzione e rispetto, e facciamo lavorare per noi gli altripartecipanti.Meglio se evitiamo qualsiasi intento polemico.Un tecnica rischiosa ma utile - commettiamo un errore vistoso ma futile sulla secondaslide.Qualcuno fra il pubblico provvederà a correggerci.Ammettiamo lerrore, ringraziamo chi ci ha corretti, e continuiamo con la presentazione.Tutti faranno molta attenzione a ciò che diciamo ed alle nostre slide, nella speranza dicoglierci ancora in fallo.Giochiamo con la non-linearità – avere una slide che si ripete, sempre uguale, ogni due otre slide, con gli argomenti apparentemente diversi che tornano sempre allo stesso punto,è un buon espediente, e ci svincola dal trenino delle presentazioni lineari.La slide ripetuta dovrebbe avere pochissimo testo (se possibile una sola parola) e un forteimpatto grafico.
  27. 27. Xtra!Abbiamo già detto che è il caso di imparare rubando da quelli bravi - e dando poi loro ilcredito.Abbiamo già menzionato i libri di Tony Buzan, di Garr Reynolds e di Edward Tufte.Vediamo ora un po di risorse online.Cominciamo col visitare il sito web dedicato alle conferenze TED.I Ted Talks sono una straordinaria fonte di ispirazione - tanto per gli argomenti, quanto perle tecniche usate daui relatori, normalmente le persone più quotate nei rispettivi rami dicompetenza.Osservate soprattutto come si muovono, oltre che a come parlano e cosa dicono.Abbiamo ripetuto alla noia che i template preconfezionati sono da evitare.Ma voi non ci credete - e allora andate a dare unocchiata a PowerPoint Styles, e aImpressThemes se invece usate Openoffice o Libreoffice.Chi invece fosse interessato alle presentazioni non-lineari, potrebbe voler buttare unocchio a SpeakFlow. I sostenitori della linearità possono invece provare Capzles, checostruisce presentazioni in forma di cronologie.Per gli utenti Android: Slideshare è disponibile anche come app per il vostro smartphoneo tablet. E ne esiste anche una versione per iPan e iPhone.Prezi è invece disponibile solo su piattaforma iPad/iPhone.Sempre su piattaforma iPhone, è molto quotato SlideShark, che permette di caricarepresentazioni e condividerle via facebook, Twitter, mail e Linkedin.E per stoccare il materiale, anche Dropbox è disponibile come app.
  28. 28. You gotta walk it the way you talk it(or youre gonna loose that beat)Scolpiamocelo nel cervello - mai mai mai spacciarsela.Se è vero che una presentazione con le slide può essere anche unopera di persuasione,non dobbiamo cercare di persuadere il pubblico che noi siamo qualcosa di diverso da ciòche siamo. Il che include lo spacciarsi per grandi oratori pubblici quando in effetti siamoalle prime armi.Il che significa che è ok infilare nella presentazione dettagli personali o autobiografici, manon è assolutamente lecito millantare capacità o conoscenze che non abbiamo, lasciarintendere che siamo qualcosa di diverso da ciò che siamo o più in generale, cacciareballe.È rischioso usare paroloni o termini tecnici che non appartengono al nostro lessicoabituale.È rischioso fare affermazioni categoriche su argomenti riguardo ai quali non abbiamo lacertezza assoluta - e la certezza assoluta non esiste.Il pubblico ha sempre una buona capacità per individuare i bugiardi.Perde questa capacità solo quando ha a che fare coi politici.La regola per sopravvivere, alla fine, è copiare quelli in gamba, ed ignorare quelli che ingamba non lo saranno mai.E dare credito a coloro dai quali abbiamo rubato.
  29. 29. ZenIl termine zen è abusato.Un approccio zen alla presentazione consiste in un approccio semplice, basato sulla sottrazionedel superfluo.Consiste nel ricavare eleganza dalla semplicità.Signiufica eliminare quegli elementi che possono distrarre, che possono ridursi a rumore di fondo.Luso indiscriminato delle transizioni.La grafica volgare.Le parole di troppo.Ambire alla slide bianca, con una sola idea rovente al centro, ridotta ad una sola parolaessenziale.Il trucco è domandarsi sempre - potrebbe dire di più se eliminassi qualcosa?Il traguardo ultimo, naturalmente, è eliminare le slide, eliminare la presentazione, eliminare ladicotomia relatore/pubblico.Ridurre tutto ad uno scambio fra eguali.Unoccasione per tutti per imparare qualcosa di nuovo.
  30. 30. Questo volume è stato composto e impaginato usando LibreOffice Impress.

×