L’ARTE DIPLOMATICA PER L’EFFICIENZA LAVORATIVA
Per essere i primi anche in scienze della comunicazione
e della organizzazione (del lavoro e di ogni relazione
umana, pubblica e privata, professionale e politica, sociale e
spirituale, scolastica e sportiva) dobbiamo innanzitutto ben
comprendere che cosa è una rete di rapporti pur sempre
scaturente dalla casualità degli eventi e degli intenti altrui,
ma da gestire fin dai primi momenti in maniera rispettosa dei
patrimoni in gioco (tempo, denaro, intelligenza, empatia,
idoneità, capacità, rapporti umani, banche dati, esperienze
acquisite): è un immenso reticolo - per non dire un
"guazzabuglio"1
– di entità palpabili e non, di espressioni
visibili o meno, di enunciazioni più o meno intelligenti e
interessanti, variamente interpretabili e spesso ingannevoli.
Si tratta dell’universo umano che agisce e interagisce
sullo scenario sociale, sulla variegata e quasi sempre non
eccellente ma inconsultamente ripetitiva e monotona scena
della vita quotidiana con cui ogni giorno dobbiamo fare i
conti… e poco sovvengono conoscenze e reminiscenze di
arti e scienze psicologiche e pedagogiche, sociologiche e
sociosanitarie e neppure si può far continuo ricorso ai
multiformi mediatori linguistici, culturali, giudiziari, familiari,
potendosi ciascuno al momento avvalere della propria
personale dotazione il cui “pezzo” principale sta nella
metodologia dell’approccio unitamente a preparazione e
ispirazione manageriale senza le quali ogni iniziativa di
singoli o di gruppi rimane velleità destinata al fallimento…
1
Guazzabùglio, s. m. prob. comp. fonosimbolico di guazza e bollire (cfr. garbuglio).
Mescolanza confusa di cose varie, materiali o astratte: intingolo preparato con un
g. d’ingredienti; g. di parole, d’idee; un sistema filosofico che è un gran g.; uno stato
formato con un g. di gruppi etnici diversi; così fatto è questo guazzabuglio del cuore
umano (Alessandro Manzoni). Si veda «www.treccani.it/vocabolario/guazzabuglio/».
Questo vale per tutto e innanzitutto per il primo bene in
gioco rappresentato dal tempo che è nostro solo
potenzialmente ma è continuamente insidiato dalle
incognite e dagli incontri ed anche dagli inciampi che ogni
giornata ci riserva di fronte ai quali l’uso efficace di tale
primaria risorsa dipende dalle qualità del singolo, dal
gioco di squadra e dalla impostazione della
organizzazione interna e della comunicazione esterna
degli afferenti al gruppo e questa è una verità e necessità
spesso ignorata, disattesa, misconosciuta e violata:
essenziale eclatante esempio i tanti in crescente difficoltà
nei rapporti di coppia o di afferenza ad un gruppo per finalità
di privato sentimento come per ragioni sociali e lavorative.2
«www.romanoimpero.com/2010/09/i-clientes.html»
2
Esempio utile ad affrontare la incontenibile ed incontrollabile tendenza di utenti e
pazienti, assistiti e clientes alla del tutto casuale od occasionale, irrazionale quanto
immotivata – e per noi interruttiva ed incidentale e sempre lesiva – telefonata alla
ricerca più di una conversazione portatrice di un contatto umano (to care) e di un
momentaneo antidoto (rectius placebo) all’ansia da attesa che di utile interazione!
Ovvia l’obbligata risposta mediante sms che rimandi all’e-mail del responsabile!

L'arte diplomatica

  • 1.
    L’ARTE DIPLOMATICA PERL’EFFICIENZA LAVORATIVA Per essere i primi anche in scienze della comunicazione e della organizzazione (del lavoro e di ogni relazione umana, pubblica e privata, professionale e politica, sociale e spirituale, scolastica e sportiva) dobbiamo innanzitutto ben comprendere che cosa è una rete di rapporti pur sempre scaturente dalla casualità degli eventi e degli intenti altrui, ma da gestire fin dai primi momenti in maniera rispettosa dei patrimoni in gioco (tempo, denaro, intelligenza, empatia, idoneità, capacità, rapporti umani, banche dati, esperienze acquisite): è un immenso reticolo - per non dire un "guazzabuglio"1 – di entità palpabili e non, di espressioni visibili o meno, di enunciazioni più o meno intelligenti e interessanti, variamente interpretabili e spesso ingannevoli. Si tratta dell’universo umano che agisce e interagisce sullo scenario sociale, sulla variegata e quasi sempre non eccellente ma inconsultamente ripetitiva e monotona scena della vita quotidiana con cui ogni giorno dobbiamo fare i conti… e poco sovvengono conoscenze e reminiscenze di arti e scienze psicologiche e pedagogiche, sociologiche e sociosanitarie e neppure si può far continuo ricorso ai multiformi mediatori linguistici, culturali, giudiziari, familiari, potendosi ciascuno al momento avvalere della propria personale dotazione il cui “pezzo” principale sta nella metodologia dell’approccio unitamente a preparazione e ispirazione manageriale senza le quali ogni iniziativa di singoli o di gruppi rimane velleità destinata al fallimento… 1 Guazzabùglio, s. m. prob. comp. fonosimbolico di guazza e bollire (cfr. garbuglio). Mescolanza confusa di cose varie, materiali o astratte: intingolo preparato con un g. d’ingredienti; g. di parole, d’idee; un sistema filosofico che è un gran g.; uno stato formato con un g. di gruppi etnici diversi; così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano (Alessandro Manzoni). Si veda «www.treccani.it/vocabolario/guazzabuglio/».
  • 2.
    Questo vale pertutto e innanzitutto per il primo bene in gioco rappresentato dal tempo che è nostro solo potenzialmente ma è continuamente insidiato dalle incognite e dagli incontri ed anche dagli inciampi che ogni giornata ci riserva di fronte ai quali l’uso efficace di tale primaria risorsa dipende dalle qualità del singolo, dal gioco di squadra e dalla impostazione della organizzazione interna e della comunicazione esterna degli afferenti al gruppo e questa è una verità e necessità spesso ignorata, disattesa, misconosciuta e violata: essenziale eclatante esempio i tanti in crescente difficoltà nei rapporti di coppia o di afferenza ad un gruppo per finalità di privato sentimento come per ragioni sociali e lavorative.2 «www.romanoimpero.com/2010/09/i-clientes.html» 2 Esempio utile ad affrontare la incontenibile ed incontrollabile tendenza di utenti e pazienti, assistiti e clientes alla del tutto casuale od occasionale, irrazionale quanto immotivata – e per noi interruttiva ed incidentale e sempre lesiva – telefonata alla ricerca più di una conversazione portatrice di un contatto umano (to care) e di un momentaneo antidoto (rectius placebo) all’ansia da attesa che di utile interazione! Ovvia l’obbligata risposta mediante sms che rimandi all’e-mail del responsabile!