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Annuario - Prova impaginazione

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Annuario - Prova impaginazione

  1. 1. Laboratorio teatraleNell’anno scolastico 2012-2013, per la terza volta consecutiva, l’Istituto Raffaello ospita e promuoveil laboratorio teatrale degli studenti tenuto dall’operatore Simone Levantesi.Grazie alla comune passione per la recitazione l’attività, aperta a tutti gli anni e gli indirizzi, riunisceragazzi con età ed interessi diversi. Il gruppo conta ormai numerose presenze ed è estremamenteeterogeneo:un’occasione di confronto unica e stimolante per i partecipanti, che in un istituto con un numero diiscritti come il nostro forse senza il laboratorio teatrale non sarebbero mai venuti a contatto gli unicon gli altri.Il laboratorio, che ogni martedì si fa decisamente sentire tra i corridoi del Raffaello, mira non solo allarappresentazione finale di uno spettacolo, ma anche e soprattutto all’evoluzione personale e collettivadei partecipanti. Il teatro, e sono gli stessi studenti a dirlo, è la cura contro la timidezza, contro lapaura di mettersi in gioco, contro il timore di sembrare ridicoli.Oltre agli esercizi tradizionali, durante le lezioni i ragazzi sperimentano anche una versione creativadel teatro, diversa da quella soltanto interpretativa, che consiste cioè nel recitare scene o intere storiescritte e dirette da loro stessi – sfogo creativo che finisce puntualmente per avere felici espesso comici risultati.Non mancano neppure progetti satellite: quest’anno la prima parte del corso è stata dedicata a lettura,elaborazione e messa in scena di “Italy”, un breve poema di Giovanni Pascoli che è stato poirappresentato al teatro Sanzio durante le celebrazioni del centenario dalla morte del poeta.I ragazzi del gruppo ringraziano i docenti tutori del progetto da tre anni a questa parte: leprofessoresse Cesaroni e Gaggini ed il professor Puntarello.Agnese Bartolucci, I Liceo ALeda Bartolucci, II Liceo A
  2. 2. provapaginadi sfondodellinguisti-co
  3. 3. VAI CON LA FRUTTA! Gustosa, fresca ma soprattutto sana!La nostra scuola ha aderito anche quest’anno all’iniziativa nazionale di distribuire prodotti ortofrutti-coli di qualità certificata nelle scuole, cercando di orientare i ragazzi a corrette abitudini alimentari. Ilprogramma ha conseguito grande successo tra gli studenti, che accolgono con entusiasmo l’arrivo dellafrutta e della verdura, sempre fresca e di stagione. Nonostante nel 2012/2013 il progetto fosse offertogratuitamente dalla scuola, quest’anno, per mancanza di risorse, ogni alunno e insegnante dell’istitutoha offerto un contributo di un euro per continuare ad avere frutta e verdura da gustare a ricreazione.Arance, mele, carote, mandarini, susine… Ce n’è per tutti i gusti, che aggiungere… Buon appetito a tutti!Marta Nones, 2 Liceo B
  4. 4. BERLINODopo vari interrogativi sulla meta della nostra Ultima Gita, abbiamo deciso che la desti-nazione più azzeccata, dopo essere stati in Francia e in Irlanda, sarebbe stata quella ditrascorrere una settimana (anzi sei giorni, per nostra sfortuna) nel mondo tedesco, inmodo tale da completare il nostro percorso di studi. E così, eccoci a Berlino!Giunti nella metropoli nel primo pomeriggio del 21 marzo, siamo stati subito impres-sionati dalle basse temperature che hanno cercato di ostacolarci, ma che siamo sempreriusciti a sopportare, stregati dalla bellezza della città: è, infatti, impossibile non meravi-gliarsi, non venire rapiti dalla sua arte, dai suoi musei, dai suoi mille intrattenimenti.Avendo studiato durante l’anno le varie attrazioni artistiche e culturali della città, è statauna vera emozione trovarsi davanti a, solo per citarne alcuni, il muro di Berlino, allaBrandenburger Tor, al castello di Charlottenburg e al palazzo del Reichstag (dove pur-troppo non siamo potuti entrare, causa freddo. Che strano!).Essendo Berlino una grande metropoli, non è stato facile visitarla a pieno, ma grazie allanostre care U-Bahn e S-Bahn, muoversi è stato una passeggiata! Ovviamente non ci sia-mo comunque salvati dalle lunghe e pesanti camminate in mezzo al gelo per spostarcida un museo all’altro, ma ne è sicuramente valsa la pena!Durante il volo di ritorno le nostre menti passeggiavano ancora tra i giganteschi grat-tacieli berlinesi, sognando di mangiare ancora un volta (anche se ormai nauseati) unBrezel e sperando, invece, di non mangiare mai più riso e pollo!Berlino, città incantevole che ci ha rapiti sin dal primo giorno.
  5. 5. PROGETTO THOTHIstituto d’Istruzione Superio-re “Raffaello” UrbinoUn nuovo progetto è stato inserito tra i tanti dell’I. I. S. Raffaello. “Thoth” mette i giovani sul gradino piùalto, li rende protagonisti dell’esperienza.Il nome originale è: “progetto Thoth – I giovani protagonistidella prevenzione”. Ma perché giovani protagonisti? Perché, se nella maggioranza dei progetti ci si trovadavanti a esperti che informano e educano su un argomento, in questo gli esperti siamo noi. L’annoscorso, con una selezione che ha tenuto conto anche delle autocanditaure, è stato formato un gruppo di18 ragazzi (tre per ogni attuale classe terza) che saranno i veri esperti di questo viaggio. Si tratta di PEEREDUCATION: educazione tra pari. I 18 “prescelti” sono stati preparati, con otto incontri pomeridiani didue ore ciascuno, al fine di essere informati e conoscere tutto sull’argomento, per poter poi riportare atutte le classi seconde del nostro istituto. Con questo progetto ci mettiamo concretamente al lavoro percontrastare la diffusione del virus HIV e altre affezioni virali, definite MST: malattie sessualmente tra-smissibili. Il dio egizio Thoth, protettore della parola creatrice e della scienza, simboleggia il tentativo disuperare il paradosso fra la trasmissione di informazioni, la parola, ed i comportamenti attesi. Per la civil-tà egizia la parola è magia, l’uomo condivide il potere evocativo e creativo con gli dèi, il mezzo attraversoil quale intervenire sulla realtà: è pertanto necessariamente foriera di effetti concreti. Come scriba deglidèi e protettore degli scribi, il dio Thoth simboleggia la situazione del Peer-educator: un ruolo ambito,di grande responsabilità ed onore ma difficile e sempre esercitato al servizio della collettività. Questaè l’immagine che ha ispirato il lavoro del gruppo del Raffaello, composto da: Alice Amadori, AriannaBerardi, Martina Bertozzi, Fortuna Caldore, Letizia Camillini, Leonardo De Feo, Olga Gualazzi, BastiaanJansen, Lucrezia Lazzarini, Eva Marangoni, Vittoria Mariotti, Erica Pierini, Adele Pretelli, Filippo Roberti,Amanda Romagnoli, Agnese Sabbatini, Giulia Smacchia e Pierluigi Sonzini. Questo team ha lavorato pertutto il periodo invernale, con impegno e buona volontà, e se i risultati saranno positivi sarà anche meri-to di quattro consulenti d’eccezione: Marco Zazzeroni, sociologo, Manuela Marcolini, psicologa, AugustoLiverani, medico del Dipartimento di Prevenzione di Urbino e il professor Massimo Bucchi, che ci hannoseguiti e guidati, mettendo a nostra disposizione il loro tempo e le loro conoscenze. Durante gli incontrisono stati studiati numerosi aspetti che riguardano l’attività del “peer educator”: siamo partiti da cos’èun gruppo, per arrivare alla parte tecnica e tutto quello che c’è da conoscere sulle malattie a trasmissio-ne sessuale. Abbiamo lavorato tanto con brain storming (meccanismo nel quale ciascuno esprime le pro-prie idee sul problema, ogni cosa viene scritta e i partecipanti sono chiamati a discutere apertamente),focus group, giochi di ruolo, scenette.. Insomma, imparando, ci siamo anche divertiti. Abbiamo sceltodopo un lunghissimo incontro il nome del gruppo, “Peer formers”, il motto “No peer, no party” e il logo“P(e)er voi”. Alla fine di aprile saremo impegnati a riportare nelle classi seconde tutto quello che sappia-mo. Avremo due interventi, il primo di due ore in cui discuteremo e cercheremo di creare un dialogo coiragazzi dopo aver visto la video-intervista girata per le scuole e per Urbino in precedenza. Nel secondoinvece, di un’ora, verificheremo se le informazioni sono arrivate, probabilmente con dei giochi, in mododa rendere efficace e divertente la lezione. Siamo fiduciosi, ci siamo impegnati moltissimo e speriamo diottenere degli ottimi risultati. In ogni caso possiamo già dire di essere soddisfatti e siamo pronti a met-terci in gioco!Lucrezia Lazzarini, 3^ Ling D
  6. 6. ComeniusQuest’anno la nostra classe, 3° B Turistico, ha partecipato al progetto “Be Healthy and Be Active” Come-nius.L’iniziativa, organizzata dalla professoressa Campogiani, ha permesso a diversi alunni della classe di viag-giare per l’Europa.Già nel mese di novembre io e due mie compagne, accompagnate dalla docente organizzatrice, dal pre-side Bruno Papi e dal direttore amministrativo Marco Cesaroni, ci siamo recate in Romania per il primoincontro.Siamo state ospitate nella città di Vaslui da tre ragazze della nostra età, che tra due anni verranno inItalia.Durante la settimana abbiamo visitato diverse località come Iasi, città universitaria simile alla nostraUrbino.Il giorno prima della partenza siamo andati a Bucarest. Qui abbiamo visitato il centro storico e ovvia-mente l’Hard Rock Caffè!È stata un esperienza unica che ci ha permesso di scoprire realtà differenti dalle nostre: è dura vivere senon si ha niente. Purtroppo la Romania è un paese molto povero, ma noi siamo orgogliose della nostrascelta, perché abbiamo scoperto un mondo nuovo e abbiamo conosciuto persone meravigliose.È un esperienza indimenticabile che consiglio vivamente anche a voi che state leggendo queste pocherighe.Elisa Lorenzoni, Adele Pretelli, Rachele Palazzetti, 3^ Tur B
  7. 7. ATTIVITA’ NATATORIAAnche quest’anno il Professor Forlini Giampiero ha offerto alle sue classi (I liceo – II liceo A – II liceoB – III liceo A – IV ginnasio A – III turistico C) l’occasione di frequentare un corso di nuoto al posto dellasolita lezione in palestra. La proposta ha ottenuto larga adesione da parte degli studenti che hannopotuto mettersi alla prova con questo sport completo e salutare.Fra divertenti esercizi, faticose bracciate e qualche bevuta il corso, del ciclo complessivo di 7 lezioni,ha soddisfatto gli insegnati e gli studenti che, nonostante lo sforzo, hanno avuto modo di impararedivertendosi.Questa iniziativa, organizzata dalla scuola, è atta a promuovere l’attività sportiva fra i giovani. Vistoil successo riscontrato non solo quest’anno, ma anche negli anni passati ci auguriamo che in futuropossa continuare con successo.Inoltre la nostra scuola aderisce alle annuali gare di nuoto che si svolgono nel periodo autunnale. Lapartecipazione è riservata agli studenti dei primi due anni che, qualora vogliano, hanno la possibilitàdi confrontarsi con i ragazzi frequentanti altri istituti. Certamente dei buoni risultati fanno piacere atutti, ma ciò che rende tutto più bello e unico non è un riconoscimento, è la voglia di essere presenti edi divertirsi, l’energia che si scatena dentro di noi nei momenti di tensione, il divertimento e le amici-zie, perché sport è soprattutto questo, solidarietà, unione, amicizia.Marta Nones, 2^ Liceo B
  8. 8. Beppe severgnini«Devo dire la verità, se tutti i professori fossero come Severgnini io mi alzerei alle quattro per andare ascuola... Non stanca mai quando parla e da un gran gusto ascoltarlo!»Queste sono le parole di uno studente del nostro istituto dopo l’intervento che il giornalista e scrittoreBeppe Severgnini ha fatto nella nostra scuola il 30 novembre scorso, in occasione della mattinata conclu-siva delle ormai consuete “Giornate delle lingue e delle culture”. Nel suo intervento durato circa due ore,Severgnini ha in parte presentato il suo nuovo libro “Italiani di domani” ma soprattutto ha chiacchierato(anche in lingua inglese, per circa dieci minuti) con gli studenti su temi vicini ai giovani e di attualità.Ciò che ha però colpito maggiormente tutti i ragazzi del triennio che hanno partecipato all’incontro èstato il carisma del giornalista: «Meraviglioso» scrive una studentessa il pomeriggio stesso nel gruppofacebook della scuola «Io lo trovo un genio»; «E’ una persona di quelle che se ne trovano sempre dimeno in giro di questi tempi: è capace di alternare momenti di scherzo a momenti di importanti riflessio-ni politiche, sociali ed umane».Ed è proprio questo che è piaciuto e che ha portato gli studenti a considerare Beppe Severgnini «l’ospitepiù importante e mitico della storia del Raffaello»: la capacità di un uomo dai capelli “metallizzati” diinstaurare con un gruppo di adolescenti un rapporto amichevole, spontaneo, sincero e divertenteLa grande novità del I.I.S. Raffaello è il GRUPPO FACEBOOK!Appena eletti, i rappresentanti d’istituto hanno creato questa piattaforma sociale dove tutti gli studentiiscritti al social network (a marzo erano 510) possono scambiarsi informazioni ed opinioni, fare avvisi edomande.Cecilia Carnevali, 2^ Liceo B
  9. 9. ADOTTA L’AUTORELeggere un libro è una cosa che possono fare facilmente tutti, ma, incontrare l’autore che l’ha scritto, èun’opportunità che solo pochi riescono ad avere.Quest’anno la nostra scuola è riuscita a dare questa possibilità ai suoi iscritti. Per questo motivo, durante ilmese di dicembre, sono stati consigliati agli studenti da leggere tre titoli di un noto autore italiano: DiegoDe Silva. La grande versatilità dell’autore e dunque dei generi da lui utilizzati nello scrivere i suoi libri, hapermesso alla maggior parte di alunni e insegnati di trovare un piacevole stimolo alla lettura di almeno unodei suoi testi (Certi bambini, Einaudi 2005, Non avevo capito niente, Einaudi 2007, Mancarsi, Einaudi 2013).L’incontro vero e proprio con lo scrittore Diego De Silva ha avuto luogo il 23 febbraio 2013 nella palestradell’istituto. Durante le due ore in cui l’autore ha parlato, gli argomenti toccati non si sono limitati soltantoai libri letti, ma è stato possibile rivolgere domande di qualunque genere, cui sono sempre state date rispo-ste cordiali ed esaustive.A conclusione dell’incontro, le opinioni riscontrate a proposito dell’autore sono state molto divergenti: adalcuni è piaciuto, mentre altri non ne hanno ricevuto un’immagine completamente positiva.Un punto tuttavia mette in accordo tutti. Il progetto, coordinato dalla Prof.ssa Gioffreda Natalina S., èrisultato senza dubbio interessante e stimolante, perché ha permesso di chiarire dubbi, che molto spessosorgono dalla lettura di un libro, di rispondere a curiosità e magari di svelare qualche trucco dell’affascinan-te mestiere che è quello dello scrittore.Marta Nones, 2^ Liceo B

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