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La Madonna nella Poesia italiana
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La Madonna nella Poesia italiana

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  • 1. Madonna del Cardellino, La Madonna nella Letteratura italiana RaffaelloSan Francesco e la Madonna importante perché fissa alcunitopoi letterari, alcuni epiteti (presi dalla liturgia) che segnerannola figura di Maria in tutta la letteratura successiva. Maria èSignora (da cui Madonna, mea domina), è regina, soprattutto èMadre di Dio... è piena di grazia e di bene.... poi il Santo sisbizzarrisce in ricche metafore originali...San Francesco dAssisi (1182-1226)Ti saluto, Signora santa, regina santissima,Madre di Dio, Maria, che, sempre Vergine,eletta dal santissimo Figlio dilettoe con lo Spirito Santo consacrata.Tu in cui fu ed è ogni pienezza di graziae ogni bene,Ti saluto, suo palazzo,Ti saluto, sua tenda,Ti saluto, sua casa, San Francesco è anche importanteTi saluto, suo vestimento, perché “inventa” il Presepio, la nativitàTi saluto, sua ancella, di Cristo è però leffetto di un altro fattoTi saluto, sua Madre. fondamentale cioè lAnnunciazione, è Annunciazione frutto del sì duna fanciulla a Dio. QualiE saluto voi tutte sante virtù che, per grazia e lume dello Spirito le conseguenze?santo, siete infuse nei cuori dei fedeli affinché li rendiate dainfedeli, fedeli a Dio.
  • 2. Conseguenze terrene per la MadonnaVista con occhi solo terreni quella di Maria sarà una scelta quanto meno azzardata, la sua non sarà unamaternità facile, a parte il discorso sul prima, quando Giuseppe si ritrova una promessa sposa giàincinta e deve intervenire Dio a chiarire, anche il rapporto col figlio sarà tuttaltro che facile. Almenosecondo i Vangeli anche quelli apocrifi... Ma certo il culmine del dolore di questa maternità sarà perMaria vedere il Figlio ingiustamente arrestato, torturato e infine ucciso come un comune malfattoresulla croce. Chi ha rappresentato con forza drammatica inaudita questo dolore è anche lui unFrancescano, è il tormentato uomo, il convertito in modo drammatico, laccusatore del poteretemporale, ma anche potente poeta Jacopone da Todi.. Jacopone crea il topos della Madonna addolorata, persino oggi il linguaggio medievale rende ancor più doloroso se possibile lo spettacolo di questa donna ai piedi del figlio morto e poi a quel modo. Quante madri si trovano così anche ora mentre parliamo di poesia e spiritualità.Annunciazione, Beato Angelico
  • 3. Jacopone da Todi (1236-1306)Figlio, lama tè uscita!figlio della smarritafiglio della sparitafiglio attosseccatoFiglio bianco e vermiglio Pianto della Madonnafiglio senza simiglio "O figlio, figlio,figlio,figlio a chi mappiglio?figlio, pur mhai lassato! figlio, amoroso giglio!O figlio bianco e biondo, Figlio, chi dà consigliofiglio volto jocondo,figlio perché tà il mondo al cor mio angustiato?figlio, così sprezzato? Figlio occhi iocundi,Figlio dolce e piacente figlio, cò non respundi?figlio de la Dolente,figlio atte la gente Figlio, perchè tascundimalamente trattato. al petto ò sì lattato?".
  • 4. Conseguenze spirituali, metafisiche, ultraterrene per la Madonna e per lumanità...Con Dante Alighieri però entriamo proprio nel vivo del mistero più profondo di questa donna cheforse donna non è più, che è stata donna, ma per poco, poi è diventata, in un certo senso, divina:lunica madre vergine, lunico essere umano assunto in cielo, lunica donna ad aver partorito unDio, anzi Dio! La complessità del mistero, la ricchezza della figura di Maria, la grandezza dellasua scelta è cantata da Dante alla fine del suo viaggio e qui Dante dispiega molto della sua artepoetica per rendere almeno un poco questi misteri. Dante codifica anche la funzione di Maria cheè duplice: fu tramite per Dio verso luomo e ora è tramite delluomo verso Dio... Una mediatrice. Piccola postilla: la teologia parla di trinità Padre, Figlio e Spirito Santo, in italiano tutti severi nomi maschili (in ebraico ruah spirito in realtà è femminile), esiste forse una teologia del cuore in cui inserisce in questo mondo maschile una figura femminile essenziale per avvicinare luomo a Dio. Questa devozione alla Madonna non è solo popolare da quanto vedremo nelle liriche è anche un sentimento che si fa arte. La Madonna con il libro, Botticelli
  • 5. Alighieri Divina Commedia canto XXXIII1-45 (1265-1310) In te misericordia, in te pietate,«Vergine Madre, figlia del tuo figlio, in te magnificenza, in te sadunaumile e alta più che creatura, quantunque in creatura è di bontate.termine fisso detterno consiglio, Or questi, che da linfima lacunatu se colei che lumana natura de luniverso infin qui ha vedutenobilitasti sì, che l suo fattore le vite spiritali ad una ad una,non disdegnò di farsi sua fattura. supplica a te, per grazia, di virtuteNel ventre tuo si raccese lamore, tanto, che possa con li occhi levarsiper lo cui caldo ne letterna pace più alto verso lultima salute.così è germinato questo fiore. 9 E io, che mai per mio veder non arsiQui se a noi meridïana facedi caritate, e giuso, intra mortali, più chi fo per lo suo, tutti miei prieghise di speranza fontana vivace. ti porgo, e priego che non sieno scarsi, perché tu ogne nube li disleghiDonna, se tanto grande e tanto vali, di sua mortalità co prieghi tuoi,che qual vuol grazia e a te non ricorre, sì che l sommo piacer li si dispieghi.sua disïanza vuol volar sanz ali. Ancor ti priego, regina, che puoiLa tua benignità non pur soccorre ciò che tu vuoli, che conservi sani,a chi domanda, ma molte fïate dopo tanto veder, li affetti suoi.liberamente al dimandar precorre.
  • 6. Vinca tua guardia i movimenti umani:vedi Beatrice con quanti beatiper li miei prieghi ti chiudon le mani!».Li occhi da Dio diletti e venerati,fissi ne lorator, ne dimostraroquanto i devoti prieghi le son grati;indi a letterno lume saddrizzaro,nel qual non si dee creder che sinviiper creatura locchio tanto chiaro.Conseguenze non strettamente religiose Il sì di Maria dunque ha implicato per tutti gli uomini non solo per i credenti almeno un arricchimento della bellezza attraverso i dipinti (che vediamo scorrere) e la musica (i vari Magnificat, le varie musiche per la madonna tra cui consiglio in particolare di Monteverdi il Vespro della Beata Vergine di cui ricorrono nel 2010 i 400 anni della composizione. Ma anche la letteratura e non solo devota ha avuto gran parte ecco un breve excursus cronologico che riprende sia pure con accenti personali i canoni già fissati sui nomi di Maria, la sua funzione di mediatrice e soprattutto di Madre non solo di Dio ma di tutti noi . É Maria la donna per eccellenza? Certo è la Madre, per il resto lascio la domanda in sospeso...
  • 7. Canzone alla Vergine di Francesco Petrarca(1300-1370) In Petrarca la Vergine è bella, è luce, e come siVergine bella, che di sol vestita, conviene ha funzione di intercessione, ècoronata di stelle, al sommo Sole soprattutto Madre. Ma egli sottolinea una cosapiacesti sì, che n te Sua luce ascose, particolare lunicità dellesperienza umana diamor mi spinge a dir di te parole: Maria...ma non so ncominciar senza tu aita,et di Colui chamando in te si pose. Vergine sola al mondo senza exempio,Invoco lei che ben sempre rispose,chi la chiamò con fede: che l ciel di tue bellezze innamorasti,Vergine, sa mercede cui né prima fu simil né seconda,miseria extrema de lhumane cosegià mai ti volse, al mio prego tinchina, santi penseri, atti pietosi et castisoccorri a la mia guerra, al vero Dio sacrato et vivo tempiobenchi sia terra, et tu del ciel regina. fecero in tua verginità feconda. Per te pò la mia vita esser ioconda, sa tuoi preghi, o Maria, La Madonna, Giotto
  • 8. Ed ecco una frase da tenere a mente perché passa tutti i secoli dal 300 al 900 questo topos arriverà ad esempio a Caproni... “di questo tempestoso mare stella” Commovente è la chiusa, significativo che lultimo componimento di Petrarca prima della morte sia proprio per Maria.Il dí sappressa, et non pòte esser lunge,sí corre il tempo et vola,Vergine unica et sola,e l cor or coscïentia or morte punge.Raccomandami al tuo figliuol, veracehomo et verace Dio,chaccolga l mïo spirto ultimo in pace. Madonna, Simone MartiniLorenzo il Magnifico Quanto è grande la bellezza. (1449-1492)Due elementi mi hanno indotto a inserire questa lirica nelle mie scelte: primo la nota Cantasi comeQuantè bella giovinezza, poi il tema insistito della bellezza che cera già in Petrarca ma qui è moltoinsistito forse perché molto rinascimentale. Cè poi un punto classico un topos dantesco secondo cuisolo attraverso la mediazione di Maria luomo può vedere un dio senza morire... (ai mistici invecesuccede senza mediazione alcuna)
  • 9. Quanto è grande la bellezzadi te, Vergin santa e pia!Ciascun laudi te, Maria,ciascun canti in gran dolcezza.Colla tua bellezza tantala Bellezza innamorasti.O Bellezza eterna e santa,di Maria bella infiammasti!(…)Prima che nel petto santotanto ben fussi raccolto,saria morto in doglia e in piantochi di Dio vedessi il volto:questa morte in vita ha vòltoel tuo parto, o Vergin pia.Ciascun laudi te, Maria;ciascun canti in gran dolcezza. Madonna della Misericordia, Simone Martini
  • 10. Vittoria Colonna (1490 – 1547) ho citato questa poesia che riprende il topos della stella del mare,ma che in modo molto femminile aggiunge il particolare dellallattamento...Veggio il Figliuol di Dionudristi al seno d’una vergine madre Stella del nostro mar, chiara e secura, che ’l Sol del Paradiso in terra ornasti del mortal sacro manto, anzi adombrasti col vel virgineo tuo sua luce pura, chi guarda al gran miracol più non cura del mondo vile, e i vani empi contrasti sdegna de l’oste antico, poi ch’armasti d’invitta alta virtù nostra natura. Veggio il Figliuol di Dio nudristi al seno d’una vergine madre, ed ora inseme risplender con la veste umana in Cielo; onde là su nel sempre bel sereno al beato s’accende il vivo zelo, al fedel servo qui la cara speme. Madonna del latte, Correggio
  • 11. Torquato Tasso (1544 –1595) Le lacrime della Madonna si inserisce nel filone del dolore di Mariache in Tasso diventa il dolore di tutti, ovviamente anche del suo animo tormentato che quindi diMaria più che la consolazione e la luce coglie le lacrime. Così Maria è anche specchio dellapersonalità di chi la invoca, del suo stato danimo, della sua condizione per questo è vicina a tutti omeglio tutti la sentono vicina. Ma non solo lumanità pianga, anche il sole e la luna, tutto luniversopartecipi di questo dolore - prosegue il poeta. Le lacrime hanno una funzione specifica e positiva:sono una via verso la sguardo di Maria. Maria quando poi vede il figlio risorto esulta ma insiemericorda quanto ha patito per il figlio: dalla nascita in una stalla, fino alla deposizione, alla pietà chetanti artisti ha ispirato... la Madonna piange fino a che non sarà congiunta al figlio risorto e asceso alcielo, il pianto della Madonna è il pianto di tutti e le lacrime sono dono votivo a Dio. I XXV Piangete di Maria l amaro pianto Così dicea nel lutto. E voi portaste, Che distillò da gli occhi alto dolore, Angeli, al Figlio il suon devoto e sacro, Alme vestite ancor di fragil manto, E le lagrime sue pietose e caste, In lagrime lavando il vostro errore; Bench uopo a voi non sia pianto o lavacro. Piangete meco in lacrimoso canto Or, se mai d altrui duol pietà mostraste, L aspro martir che le trafisse il core Portate queste mie ch a lei consacro; Tre volte e quattro; e ciò ch alor sofferse E l lagrimoso dono, o spirti amici, Sentite or voi, de la sua grazia asperse. Offrite, o sempre lieti e n ciel felici.
  • 12. Giovanni B. Marino (1569-1625) torna invece a Jacopone, la Mater Dolorosa davanti allaCrocifissione, usa molta retorica poetica e giochi di parole, (spirto spira, non di lui men trafitta, o menspirante la genitrice sua mirata il mira), ma certo ha minor potenza emotiva... però è molto bello eumano il gioco degli sguardi tra madre e figlio e molto vero lo svenimento della madre alla morte delfiglio.Cristo e la MadreMentre sullaspro legno il Sommo amantefra le paterne man lo spirto spira,non di lui men trafitta, o men spirantela genitrice sua mirata il mira.Lun dagli occhi, che dolci ella gli gira,più che da duri chiodi a palme e piante,langue piagato il cor, laltro sospira,quantegli sangue, lagrime stillante.Da questi lumi e quei tragge velocequinci pallido amor, quindi vermigliosguardi che n lor silenzio han lingua e voce. La Pietà, MichelangeloQuandecco esangue il volto, oscuro il cigliocade a piè della croce, e n su la croce,tramortita la madre e morto il Figlio.
  • 13. Pauroso salto cronologico, inevitabile per arrivare alla varietà del 900. Ma non si può tralasciareManzoni e uno dei Inni sacri dedicato proprio a Maria (in mezzo cè stato Lutero, la Controriforma, ilseicento e soprattutto il settecento illuminista) Il Concerto degli angeli, Gaudenzio FerrarisManzoni (1785 – 1873) scrisse lInno subito dopo la conversione e lentusiasmo della fede traspare intutti gli inni qui in particolare Manzoni si sofferma sul valore quasi taumaturgico del nome di Maria(anzi dei diversi nomi): il nome di Maria risuona ovunque nel mondo, viene pronunciato da ogni esseredi qualsiasi età e condizione, a qualsiasi ora e in ogni momento della vita... Maria è “salve beata”,Tuttasanta, Signora, Vergine... Il nome di Maria vi è dal Manzoni sussurrato, ma in un crescendo dientusiasmo che porta quasi direi a un grido gioioso: Maria, il che mi richiama Monteverdi quando nelVespro della Beata Vergine nella sonata “Sancta Maria: Ora pro nobis” il soprano dice solo in uncrescendo tonale il nome di Maria e linvocazione dura per 6 minuti di musica e di gioia...http://www.youtube.com/watch?v=e54tit_Na-U (link alla musica)
  • 14. Noi, sappiamo, o Maria, chEi solo attenneLalta promessa che da Te sudìa,Ei che in cor la ti pose: a noi solenneÈ il nome tuo, Maria.A noi Madre di Dio quel nome sona:Salve beata! che sagguagli ad essoQual fu mai nome di mortal persona,O che gli vegna appresso?(...)O Vergine, o Signora, o Tuttasanta,Che bei nomi ti serba ogni loquela!Più dun popol superbo esser si vantaIn tua gentil tutela.(…)Salve, o degnata del secondo nomeO Rosa, o Stella ai periglianti scampo,Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo. La Madonna e Sant’Anna, Leonardo da Vinci
  • 15. Con Pascoli si entra nel Novecento e il nome di Maria continua a risuonare... Nella poesia In viaggiocè il topos della Madonna stella ai naviganti anche se qui chi viaggia lo fa in treno, cè la figura diMaria come Madre, ma direi soprattutto come focolare (la madre è comunque focolare) da cui chi è inviaggio si allontana... mi si permetta di segnalare questi versi bellissimi sulla casa...Pascoli (1855 – 1912) In viaggioSi chiude, la casa; e sappannadun tratto il vocerìo che cè;si chiude, ristringe, accapanna,per parlare tra sé e sé;e saluta la compagnia...Ave Maria...Nessuno viaggia solo vuole dirci Pascoli con questo nome Ave Maria continuamente ripetuto, unappiglio per non cadere nella disperazione dellesilio, anche qui come in Manzoni pare che basti ilnome di Maria per proteggere il viaggiatore e si sa che per Pascoli allontanarsi dal nido era la cosapiù tremenda da immaginare.(…) Con luomo che va nella notte,tra gli aspri urli, i lunghi raccontidel treno che corre per grottedi monti, sopra lenti ponti,vien nellombrìa la voce pia:Ave Maria...
  • 16. Ada NEGRI (1870 – 1945) questa poesia permette di ricordare la preghiera del rosario coi suoimisteri, con tutto il suo fascino da riscoprire, la sua apparente ripetitività che invece ècontemplazione. Il rosario è qui sollievo per chi sta morendo e soffre, ma è conforto anche per chiresta in vita...I due rosariAvevo due rosaridargento, con la piccola medagliadella Beata Vergine di Lourdes.(...)Allun de polsi tu volestiquel rosario scendendo al tuo riposoprimo ed estremo:ché altra sosta al mondo,fuor della tomba, aver non ti concesse.Ed io sullaltro a me rimasto senza sgranoa sera le solinghe Avemariete ripensando e le procelle e il santovero amor di tua vita, amor di patriascritto col sangue; e il tuo lungo patiree il tuo morir, su di te chiamandola luce eterna.
  • 17. Trilussa (1871-1950) Alla MadonnaTrilussa riprende, come spesso avviene, sotto lapparenza del modo popolare, dovuto anche alluso deldialetto, un tema caro a Manzoni, caro a Pascoli... nei moneti duri della vita, in particolare nelcimento della solitudine basta evocare il nome di Maria recitando lave maria, quel che accade è dettoin modo mirabile “lanima spicca il volo” (che poi è anche un tema caro alla mistica) quello che piaceè che il consiglio di invocare la Madre celeste viene dato al figlio dalla madre terrena, la vecchietta... “Qann’ero ragazzino, mamma mia me diceva: Ricordati, fijolo, quanno te senti veramente solo tu prova a recità n’Ave Maria. L’anima tua da sola spicca er volo e se solleva, come pe’ magìa. Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato; da un pezzo s’è addormita la vecchietta, ma quer consijo nun l’ho mai scordato. Come me sento veramente solo, io prego la Madonna benedetta e l’anima da sola pija er volo!”. Un omaggio alla mia famiglia, la Madonna del Tindari (Me)
  • 18. Clemente Rebora(1885-1957) primo prete (essendo San Francesco e Jacopone due frati) della piccola rassegna...la vita spirituale di Rebora è segnata dalla devozione alla Madonna"Fu la Madonna a prendermi per mano,al Figlio ardente mi portò pietosa,al felice patirà di Cristoche trasfigura il vivere quaggiùin un principio dell’Eterno Amore,libero dono, puro: ora, o mai più".E i suoi ultimi versi prima della morte furono proprio per Maria:"Così con Te, Maria,dove Tu sei, si aduna la compagine dei figli di Dio,a Cristo rimane fedele la Sposa".Tra le varie liriche ho scelto quella che più appare una preghiera anche se il confine fra verso poeticoe religioso è sempre labile; è uninvocazione alla pazienza, virtù desueta, vecchiotta ben pocopraticata nel mondo della velocità. La pazienza qui è la capacità di patire, di provare i sentimentianche i dolorosi e continuare ad avere fiducia, non cadere nella disperazione: forse è una virtù chetutti dovremmo chiedere o almeno coltivare.
  • 19. O Madre della Pazienza,per la Passione di Gesùin cui siamo figli e fratelli,fa’ che, ricorrendo a Tenei momenti di sfiducia,sentiamo la pace infusa dallo Spirito Santoin chi confida unicamentenella Provvidenza del Padre.Sia anche in noi,o dolcissima Mamma di Paradiso,quella pazienza che,vivificando lanima nel Preziosissimo Sanguedel misericordioso Amore,matura in frutti di carità eterna.Madonna della Pazienza,che hai mostrato come il Signore sia vicinoai tribolati di cuore,ottieni che noi stiamo nella prova con Tesempre più uniti a Lui,perché i nostri nomi siano trovati scrittinel libro della Vita. Luca Cranach il Vecchio, Madonna conMadre della Pazienza, prega per noi! bambino
  • 20. Primo Mazzolari ( 1890 – 1959) al contrario di Rebora (che fu poeta riconosciuto) è stato soprattuttoprete, questa sua poesia è sullAnnunciazione. Dellannunciazione mette in luce le cose più concrete, dicosa ha bisogno un bimbo che nasce? Di cosa ha avuto bisogno Dio (qui è Dio che ha bisogno delluomo,anzi della donna. Concetto grandioso ripreso da Simone Weil) per fare nascere come uomo suo figlio? Diun seno, due braccia, culla, fasce e tepore, questo è quello che ogni madre da a suo figlio infatti laconclusione di don Mazzolari si concentra sulla figura della madre, della fatica e della gioia di ognimamma. Ma Maria è ovviamente madre speciale potrebbe essere regina, ma resta serva come suo figliocome per Mazzolari avrebbe dovuto essere la chiesa che non sempre lha capito e valorizzato, anzi. “Ecco la serva del Signore...” Dio vuol farsi uomo: - ha bisogno di un seno, di due braccia. Chi glieli darà? Ha bisogno di una culla, di fasce, di un po di tepore... Chi glielo darà? “Ecco al Serva del Signore”. È Regina perché prima è serva, perché si è fatta e ha voluto rimanere tale. Povere mamme che portate tutto, che provvedete a tutto, che non siete mai stanche! Possa Dio riempirvi di gioia come ha riempito la sua mamma: Maria. Piero della Francesca
  • 21. Carlo BETOCCHI (1899-1986) ho scelto la poesia di questo poeta forse meno conosciuto degli altri dalpercorso particolare perché chi invoca la Vergine qui si definisce giullare e si presenta per quel che è con isuoi alti e bassi, dal canto della gioia alla caduta nel buio, chiede alla Madonna di abbassare lo sguardo sudi lui, questa Madonna a un certo punto è definita Madre oscura, proprio per la capacità forse dellaMadonna di essere in empatia con tutti gli stati danimo anche se poi Maria torna a essere luce per ilgiullare... Che, intuizione bellissima, porta alla Madonna nullaltro che la sua arsura (il ricorda la fontanavivace di Dante) la mia arsura, la sola cosa mia /con la quale son venuto a voi, Vergine santa, nobile nostra Signora, lasciate che un giullare savvicini a voi; poi che vi vedo accogliere la luce accorata delle fiammelle intorno ai santi Tabernacoli, io mi raccomando a quellanime vaganti di fuoco perché mi rappresentino come sono: nel momento del fulgore ascoltate i miei canti, nel subito del buio datemi perdono. Io sono più in basso degli ori, delle fiammelle, guardatemi più in basso dei gradini dellEucarestia, passano i comunicandi e il vento sulla mia pelle rinfresca la mia arsura, la sola cosa mia con la quale son venuto a voi, Madre oscura, sotto i vostri piedi tutta la mia ombra stia e per uno sguardo sul vostro volto di pura luce, per uno sguardo solo perdonatemi, o pia! Raffaello, Madonna di Loreto
  • 22. Antonia Pozzi (1912-1938) I musaici di MessinaTormentata poetessa milanese, morta giovanissima probabilmente suicida, nella lirica mette in luce: laiuto,il soccorso, la presenza di Maria in un luogo specifico e in unoccasione specifica, la Messina colpita dalterremoto perché Maria trova il suo posto naturale vicino a chi soffre, ma così tremenda è la distruzione,Sopra il lamentodei non uccisi -sopra il fumo e la polveredelle case degli uomini distrutte -sopra il muglio del mare -che persino la Madonna sogna di essere al riparo con suo figlio in un luogo più tranquillo, a Torcello: altrimosaici che non quelli tormentati dal sisma. I sentimenti di questa Madonna sono delicatissimi, la sensibilitàdella poetessa vede nella Madonna sola con figlio in mezzo alla distruzione ogni madre... e quasi regala allaMadonna e quindi a ogni madre almeno la possibilità del sogno di una vita diversa da cui trarre luce evigore e bellezza per consolare chi sta nella disperazione, perché anche lamore divino della Madonna difronte allorrore ha bisogno duna pausa e dun nutrimento di bellezza.
  • 23. Solanella notte di rovina e di spaventorestavi tuMaria - nella dormenteincolume nellabside tra le isole erbose -della tua cattedrale - La chiesa di Torcello sognavicurva sul crollo orrendo e loro pallido dei tramonticon il figlio ravvolto sulla lagunanel tuo manto celeste - e la tranquilla via delle barcheSopra il lamento nelle sere serene.dei non uccisi - Di quelloro nutrivi tu -sopra il fumo e la polvere di quel serenodelle case degli uomini distrutte - Mariasopra il muglio del mare - nella spaventevole nottesognavi tu la solitudine tuaunaltra dolce casa maternavegliata e più fulgente il tuo serto di stelleda unaltra azzurra Maria più turchino il tuo mantoin riva a un altro mare più soave il tuo figlio levavi dal fondo della chiesa crollata sulle madri dei morti -
  • 24. Caproni (1912-1990) grande poeta livornese dal tormentato rapporto con Dio, che pare quietarsi inquesta invocazione di Maria. Parte dal topos ormai noto di Maria stella del mare per i naviganti (realie metaforici), la vede bella come fu per il Petrarca, una bellezza quasi dolora che perfora locchio e lamente del poeta, a cui solo il mare svela il nome ed è Maria... luomo nella notte sperso (reale emetaforico) si ritrova a pregare proprio Maria, stella del mare. (Daltra parte anche nel mito la luna èdivinità femminile insieme a molte delle costellazioni) Ciao, stella del mare La vedevo alta sul mare. Altissima. Bella. All’infinito bella più d’ogni altra stella. Bianchissima, mi perforava l’occhio e la mente, viva come la punta di un ago. Ne ignoravo il nome. Il mare mi suggeriva Maria. Era ormai la mia stella. Nel vago della notte, io disperso mi sorprendevo a pregare. Era la stella del mare Era… -
  • 25. Mario Luzi (1914 – 2005) grande poeta fiorentino di ispirazione profondamente religiosa, masempre tormentata, una grazia mai data per sempre... scrisse anche il famoso viaggio di SimoneMartini. AnnunciazioneCè un tempo di oscurità... “poi fu il tempo che il tuo volto sorrise”, uno dei modi più belli usati inpoesia per indicare quale è limportanza per lumanità della Madonna... è il sorriso (Demetra, dal suoriso nascono le messi) che allevia lerebo, linferno per luomo contemporaneo, cioè lansia, le deserteghise, il mondo metallico, innaturale, inospitale La le nuvole alternavano la sorte dai cristalli alle vergini funeste, nei paesi langoscia delle porte sotto la bianca scia delle tempeste. Poi fu il tempo che il tuo volto sorrise lieve sui luminosi erebi dansia, altrimenti sulle deserte ghise ora il cielo fingeva le sue ruote. Simone Martini
  • 26. Davide Maria Turoldo (1916 – 1992) Vergine, fanciulla giovanereligioso dellordine dei Servi di Maria, madre, se tu non riapparisempre vicino agli oppressi, dedicò anche Dio sarà tristenumerose poesie alla Madonna. Beata e non avrà più deliziepoesia, sembra tutto già detto e poi cèsempre unintuizione nuova, qui è la a stare coi figli degli uomini,tristezza di Dio, perché Dio ama stare con né saprirà uno spiragli nellarcagli uomini in virtù della presenza di dopo questi ininterrotti diluvii.Maria, qualora la sua presenza venisse (...)meno Dio potrebbe aprire una falla Arca vera dellalleanzanellarca in preda al diluvio... unarca che tra uomo e natura, ritorna!periodicamente senza che noi forse del Caravella che porti il Signoretutto ce ne accorgiamo percorre questomondo (anche se forse gli animali che si sotto la vela bianca,possono caricare sono sempre meno). regina e amante e madre.Maria è la vera arca dellalleanza, ma Egli torni fanciullo a giocare (…)perché il poeta dice ritorna? Dovè andata (...)Maria? Sè forse stancata dellumanità? Entrerai alle ogive delle chiese(sarebbe anche possibile e lecito) ma la e dietro le selve dei grattacieli,Madonna ritornerà e non solo nelle chiese,ma nei grattacieli, nelle steppe... ovunque nel cuore della reggia e in mezzo alla steppa:partorendo continuamente il figlio, cioè emigrerai pellegrina e subitoessendo sempre mediatrice tra Dio e e ovunque partorirai tuo figlioluomo. gioia e unità delle cose, o eterna Madre.
  • 27. Pasolini (1922 – 1975) poeta profetico, rileggendo i suoi articoli le sue poesie non si può non notarecon quanta chiarezza avesse intuito molte cose: la morte del sacro e dunque della cultura, dellabellezza, della poesia; la mercificazione; la perdita di identità delle classi più povere nelle periferiedelle grandi città e altro ancora. Anche per via della dichiarata omosessualità ebbe un rapportoprofondo e controverso con la Chiesa, ma espresse sempre, come tutti i tormentati, una grandespiritualità. Questa Annunciazione in modo unico è allincontrario, è rivissuta dalla Madonna anzianainterrogata dai figli nati dopo Gesù, che la incalzano di domande, vogliono sapere cosè essere madre diDio, cosa ha vissuto, gioito e sofferto. Questi figli siamo tutti noi: è una vera annunciazione perché cèlangelo e la Madonna sul letto di anziana è grembo candido e vergine pei figli vergini. Leonardo da Vinci, Annunciazione
  • 28. L’AnnunciazioneI figli:Madre, cos’haisotto il tuo occhio?Cosa nascondinel riso stanco?(...)Madre... chi eriquand’eri giovane?E Lui, chi era?Madre, che muoia...Ah, sia fanciullasempre la vitanella severatua vita fanciulla...L’ angelo:Non senti i figli?O lodolettacanta in un’albadi eterno amore...Maria:Angelo, il grembosarà candore.Pei figli verginiio sarò vergine Caravaggio, Annunciazione
  • 29. Alda Merini (1931 – 2009) fu madre, ma le portarono via i figli e la maternità per via dei suoi problemipsichici...per questo forse limmagine che ha di Maria è soprattutto quella della Madre, una madre chesoffre che è un topos, ma nuova è lidea che la croce interrompe il contatto tenero tra madre e figlio,quellabbraccio che viene tragicamente riprodotto dalla pietà, perché Maria è figlia del tuo figlio come diceDante e quindi Gesù la abbraccia e consola come padre e giovane la vede, in eterno. Ma la Merini va oltree evoca nella Visitazione non solo il fiat, la gioia e il timore di fronte a Dio, vede il dolore, le lacrime chelavano lumanità e che pietoso Giuseppe vede sotto il mantello di luce che Dio le ha donato. Grazie aquesto dolore a queste lacrime ancora una volta Maria è mediazione tra uomo e Dio, tra la poetessa e Dio...La madrePotevano uccidere anche Maria,ma Maria venne lasciata libera di vederela disfatta di tutto il suo grande pensiero.Ed ecco che Dio dalla croce guarda la madre, Quante lacrime, madre, su quella tuaed è la prima volta che così crocifisso visitazione.non la può stringere al cuore, È stato un lavacro per tutti i peccati degli uomini,perché Maria spesso si rifugiava in quelle e solo Giuseppe ha creduto che il tuo mantellobraccia possenti, contenesse tanto dolore.e lui la baciava sui capelli e la chiamava Non ti ha mai levato di dosso quel mantello di luce,«giovane» Maria,e la considerava ragazza. con cui Dio ti ha copertaMaria, figlia di Gesù per non far vedereMaria non invecchiò mai, che le tue spalle tremavano d’amore.rimase col tempo della croce Ma io, Maria, credo in te,nei suoi lunghi capelli e credendo in teche le coprivano il volto. credo in Lui.
  • 30. La Madonna poteva scegliere? In primo luogo la figura di Maria è anche eredità della Magna Materpresente in tutte le religioni pre cristiane, quindi si può dire che lincontro diretto col divino porta a unarisposta quasi inevitabile (già presente nellantica Grecia ad esempio), forse inevitabile, non saprei dire seMaria avesse scelta, rispondo a mio modo con una mia poesia ispirata a una grande mistica Santa TeresadAvila che (come ogni mistica) pur avendo a lungo resistito al richiamo di Dio ha poi ceduto... Noi nonconsociamo i travagli di Maria però sappiamo quelli di molte mistiche e possiamo immaginare anchequalcosa di quello che è avvenuto a Maria...M’aggrappo alla balaustra di marmoribollente sotto la mia manogelata dallo sforzo di ancorarmialla terra. Inutile.il rapimento arrivarapido, violento, un artiglio arraffala mia anima ove il corposi rinsecchisce privo di respiroe di calore. M’aggrappo già vinta.Inutilmente, Lui rapinososi posa. Prima del diletto, primadella gioia pura e luminosa:il buio, la paura, la salitavertiginosa; parequasi un’inarrestabile caduta. Benvenuto di Giovanni, Assunzione di Maria