Oh! Che bel castelloOh! Che bel castello
MarcondirondirondelloMarcondirondirondello
Oh! Che bel castelloOh! Che bel castello
MarcondirondirondàMarcondirondirondà
- “Te, Maria tò niùdà come àla a
scöla? Me niùt èl ghà n’del
cò apenò el balù!”
-”Ma se a tè, mìgå mal. Adès lè
ciàpàdå còl Medioevo.
Visita
all’Archivio del
Comune di
Leno
Classi 1B-1G
- “L’òter dè l’è stàda ‘ n
Cumù, con i profisùr, an
Archivio, a èder i lìber vècc
dèlà stòria del Castèl de
Len.”
Alla fine del IX secolo ha
inizio in gran parte d’Europa
il cosiddetto
“INCASTELLAMENTO”
cioè la costruzione di castelli
di difesa, in posizioni
strategiche:
a ridosso dei fiumi,
sui crinali delle colline,
vicino ad un centro abitato a
protezione di aree agricole
IL CASTELLO
ABITAZIONE
E DIFESA
C’erano molte lotte tra i signorotti,
i condottieri e i vescovi.
I castelli vennero costruiti da varie
autorità a seconda della
situazione politica del territorio, il
proprietario poteva essere un
vescovo-conte, un papa, l’abate di
un monastero, un re, un vassallo,
un ricco possidente terriero.
PER CHI SI COSTRUIVANO I CASTELLI
I Castelli vennero costruiti per
difendersi dalle frequenti invasioni
di popolazioni straniere, ma anche
contro i nemici interni.
Ben presto il legno fu sostituito da pietra,
ciottoli di fiume oppure mattoni. Anche
una cinta muraria detta cortina prese il
posto delle palizzate di legno.
Nell’interno la parte più protetta era il
mastio, una larga torre separata dagli
altri edifici.
UNA COSTRUZIONE CHE CAMBIA NEL TEMPO:
DALLA TORRE DI LEGNO AL CASTELLO IN MURATURA
I primi castelli furono costruiti utilizzando
i materiali più facilmente reperibili sul
territorio.
Prima del mille erano una semplice torre
di legno circondata da un fossato e da
una palizzata di legno che però prendeva
fuoco facilmente.
Molte erano le persone che insieme al
signore abitavano nel castello, armati,
funzionari, servi e artigiani.
Il castello era come una piccola città che
poteva ospitare molte persone.
Il primo momento della giornata era
dedicato alla preghiera e all’interno del
castello era spesso presente una chiesa
dove il cappellano officiava i riti. Nelle
cucine del signore cuochi e servi tenevano
un fuoco sempre acceso dove venivano
cotte tutte le pietanze.
A volte il signore invitava illustri ospiti e
durante questi banchetti la tavola era
disposta a ferro di cavallo e in mezzo si
svolgevano vari spettacoli accompagnati da
musiche.
CHI ABITAVA NEL CASTELLO
Il castello poteva avere forme
molto varie, circolare,
quadrato, rettangolare.
La forma era spesso
determinata dalla posizione e
dalle condizioni del terreno.
TANTE FORME TANTI CASTELLI
SULLE ORME DEL CASTELLO DI LENO
Purtroppo non abbiamo immagini del
castello di Leno. Non è rimasto che
qualche indizio nascosto nel nuovo
tessuto urbano.
Le sempre nuove esigenze che
accompagnano l’evolversi della storia
delle genti e dei luoghi, portano a
inevitabili cambiamenti urbanistici.
La toponomastica, la vista da satellite dei
luoghi ci aiutano a fare delle ipotesi sul
passato spronandoci ad andare a cercare
conferme nei documenti.
Le classi 1B e 1G della scuola
secondaria di Leno sono andate alla
ricerca del passato seguendo le
informazioni del presente.
DOVE SORGEVA IL
CASTELLO DI
LENO?
Il “Castello di Leno” è un argomento poco conosciuto, anche dagli stessi lenesi ,in
quanto l’ unico documento che ne prova l’esistenza è un disegno del XVI secolo
che riporta un quadrato con scritto :”Castello di Leno”. Esso racchiude (oltre alla
chiesa di S.Pietro) case, terreni e “hospitale” del monastero cioè la foresteria per i
visitatori. Al di fuori della fortezza si estendeva il grosso dell’abitato. Fu costruito
per volere della popolazione, come esigenza di difesa contro le invasioni ungare e
le prevaricazioni dei signori locali.
Fonti molteplici : cartografiche e scritte ci dicono che il castello di Leno non è
l’unica fortificazione della zona:
Nel centro di Leno abbiamo Il Monastero fortificato e il Castello di Leno
Altre fortificazioni si trovano presso:
Porzano, la Cascina Tomba, Breda D’Ale, Milzanello, Castelvecchio, Castelletto,
Castelguercio.
Sono fortificazioni sorte per proteggere e dominare il territorio.
«Il nome Tomba indica una fortificazione con fossato asciutto»
«Breda indica campo recintato»
Leno, mappa storica dell'abitato e del circondario meridionale
La mappa illustrata è riprodotta all'interno della pubblicazione «LENO AI SUOI CADUTI NELLA
GRANDE GUERRA», edito dal Comune di Leno il 16 ottobre 1927 (V).
La circostanza della pubblicazione è ricordata da Luigi Cirimbelli (in Leno, dodici secoli nel
cuore della Bassa, ottobre 1983).
Qualche studioso avanza l’ipotesi che questa mappa sia falsa poiché i caratteri a stampa usati
sono tipici del 1900.
Brixia Sacra, terza serie, anno VII - 2002 - n. 1-2, a pag. 248 dedica una scheda alla mappa.
La descrizione che ne viene fatta è la seguente
Leno, mappa dell'abitato e del circondario meridionale (XVII o XVIII secolo). La pianta-veduta,
probabilmente in origine allegata ad una relazione o ad un carteggio concernenti diritti sulle
acque, pur raffigurando in modo sommario e parziale l'abitato, è un prezioso documento per la
conoscenza dell'abbazia. Oltre a confermare la presenza del protiro e la posizione del campanile
rispetto alla chiesa abbaziale, nonchè la localizzazione della scomparsa chiesetta romanica di S.
Scolastica (detta anche del Sepolcro) "in burgo de Leno", essa costituisce infatti l'unica
testimonianza iconografica del castrum medievale, le cui difese, come quelle di molti altri centri
della pianura bresciana, sopravvissero sia pure allo stato di rudere, fino a secoli recenti.
Fu l’abate Donnino che, nel
934, oltre alle opere di
fortificazione lo fece costruire
attorno all’abbazia e al nucleo
abitato, diventandone così il
signore. Le fortificazioni e il
castello richiamavano gli
abitanti che vi trovavano
abitazioni, attività artigianali e
mercati. Nel 1158 esso venne
messo «in fumo e fuoco» da
Ladislao, duca di Brescia.
Nel XV e XVI secolo il castello era in
disuso in quanto il bisogno di
protezione era diminuito; per questo
le pietre delle fosse che lo
circondavano, vennero utilizzate per la
costruzione delle case del borgo.
Alcuni dei pochissimi reperti che ne
rimangono sono: Via Castello, gli archi
delle porte e il dislivello stradale…
Qui sorgevaQui sorgeva
il Castello di Lenoil Castello di Leno
DI SEGUITO SONO
RIPORTATI I TESTI DI
ALCUNI DOCUMENTI
PRESENTI NELL’ARCHIVIO
COMUNALE DI LENO CHE
ATTESTANO LA PRESENZA
DEL CASTELLO.
Sono tutti atti notarili che
certificano la vendita o
l’acquisto o il possesso di
case o terreni.
Le chiavi del castello sono consegnate all’Abate
Pergamena originale
Trascrizione del testo
45
Instrumentum tenute et corporalis possessionis.
1441 luglio 4, Leno, 'in castro'
(0)
Il consiglio dei pregadi di Venezia conferma a Ottobono
de Mirabellis abate dell'abbazia di San Benedetto, il
possesso del territorio di Leno e consegna allo stesso le
chiavi del castello.|chr10|Notaio Pietro de Alventis, fu
Paolo, di Brescia. Originale.|chr10|
Segnatura: Fil. I, f. 22
Atto singolo membr., mm 290x226
Classificazione: 1.2
Le chiavi del castello sono consegnate all’Abate
Pergamena originale
Estratto dal testo
clipboard(23).galleryitem
SULLE ORME DEL CASTELLO PERDUTO:
il Castello di Leno
Catasto
napoleonico
2620 Portone
2624 casa comunale
2634 Comune di Leno
Casa ad uso d’ uspizio
Q Chiesa Parrocchiale
di Leno sotto il titolo
di S Pietro e Paolo
R Cimitero
S Casa Parrocchiale
T Casa Parrocchiale
2624 Comune di Leno Casa Comunale
2625 Suddetto: casa ad uso del municipio
2624 Comune di Leno Corte Comunale
2625 Comune di Leno Leno Casa ad uso del municipio
2626 Soppressa Disciplina di Santa Maria del suffragio e santi Filippo e Giacomo Leno Chiesa ad uso di
Scuola comunale e di magazzino
2627 Comune di Leno Orto
Q Chiesa Parrocchiale di Leno sotto il titolo di S. Pietro e Paolo
R Cimitero
2634 Comune di Leno Casa ad uso d’ uspizio
Q Chiesa Parrocchiale di Leno sotto il titolo di S Pietro e Paolo
R Cimitero
2625 Porzione
di casa al piano
superiore per
uso dell’Ufficio
Comunale
2626 Casa per
uso delle scuola
Comunali
Mappa del Catasto Austriaco
2620 Orto
2625 Porzione di casa al piano superiore per uso dell’Ufficio Comunale
2626 Casa per uso delle scuola Comunali
2620 Orto
Mappa del Catasto del Regno D’Italia
Sono stati
cambiati i
nomi delle
vie e delle
piazze.
Gli spazi
intorno alla
Chiesa
Parocchiale
sono stati
ripuliti.
Oh! Che bel castelloOh! Che bel castello
MarcondirondirondelloMarcondirondirondello
Oh! Che bel castelloOh! Che bel castello
MarcondirondirondàMarcondirondirondà
LAVORO PRODOTTO DALLE
CLASSI 1°B - 1°G
DELL’ I.C. DI LENO
SCUOLA SECONDARIA
DI 1° GRADO
INSEGNANTI:
PROF. BERTOLINI CLAUDIO
PROF. BIGI DANIELA
PROF. CREMONESI MIRELLA
PROF. LORANDI ELEONORA

Sulle orme del castello perduto

  • 1.
    Oh! Che belcastelloOh! Che bel castello MarcondirondirondelloMarcondirondirondello Oh! Che bel castelloOh! Che bel castello MarcondirondirondàMarcondirondirondà
  • 2.
    - “Te, Mariatò niùdà come àla a scöla? Me niùt èl ghà n’del cò apenò el balù!” -”Ma se a tè, mìgå mal. Adès lè ciàpàdå còl Medioevo. Visita all’Archivio del Comune di Leno Classi 1B-1G - “L’òter dè l’è stàda ‘ n Cumù, con i profisùr, an Archivio, a èder i lìber vècc dèlà stòria del Castèl de Len.”
  • 3.
    Alla fine delIX secolo ha inizio in gran parte d’Europa il cosiddetto “INCASTELLAMENTO” cioè la costruzione di castelli di difesa, in posizioni strategiche: a ridosso dei fiumi, sui crinali delle colline, vicino ad un centro abitato a protezione di aree agricole IL CASTELLO ABITAZIONE E DIFESA
  • 4.
    C’erano molte lottetra i signorotti, i condottieri e i vescovi. I castelli vennero costruiti da varie autorità a seconda della situazione politica del territorio, il proprietario poteva essere un vescovo-conte, un papa, l’abate di un monastero, un re, un vassallo, un ricco possidente terriero. PER CHI SI COSTRUIVANO I CASTELLI I Castelli vennero costruiti per difendersi dalle frequenti invasioni di popolazioni straniere, ma anche contro i nemici interni.
  • 5.
    Ben presto illegno fu sostituito da pietra, ciottoli di fiume oppure mattoni. Anche una cinta muraria detta cortina prese il posto delle palizzate di legno. Nell’interno la parte più protetta era il mastio, una larga torre separata dagli altri edifici. UNA COSTRUZIONE CHE CAMBIA NEL TEMPO: DALLA TORRE DI LEGNO AL CASTELLO IN MURATURA I primi castelli furono costruiti utilizzando i materiali più facilmente reperibili sul territorio. Prima del mille erano una semplice torre di legno circondata da un fossato e da una palizzata di legno che però prendeva fuoco facilmente.
  • 6.
    Molte erano lepersone che insieme al signore abitavano nel castello, armati, funzionari, servi e artigiani. Il castello era come una piccola città che poteva ospitare molte persone. Il primo momento della giornata era dedicato alla preghiera e all’interno del castello era spesso presente una chiesa dove il cappellano officiava i riti. Nelle cucine del signore cuochi e servi tenevano un fuoco sempre acceso dove venivano cotte tutte le pietanze. A volte il signore invitava illustri ospiti e durante questi banchetti la tavola era disposta a ferro di cavallo e in mezzo si svolgevano vari spettacoli accompagnati da musiche. CHI ABITAVA NEL CASTELLO
  • 7.
    Il castello potevaavere forme molto varie, circolare, quadrato, rettangolare. La forma era spesso determinata dalla posizione e dalle condizioni del terreno. TANTE FORME TANTI CASTELLI
  • 8.
    SULLE ORME DELCASTELLO DI LENO Purtroppo non abbiamo immagini del castello di Leno. Non è rimasto che qualche indizio nascosto nel nuovo tessuto urbano. Le sempre nuove esigenze che accompagnano l’evolversi della storia delle genti e dei luoghi, portano a inevitabili cambiamenti urbanistici. La toponomastica, la vista da satellite dei luoghi ci aiutano a fare delle ipotesi sul passato spronandoci ad andare a cercare conferme nei documenti. Le classi 1B e 1G della scuola secondaria di Leno sono andate alla ricerca del passato seguendo le informazioni del presente.
  • 9.
  • 10.
    Il “Castello diLeno” è un argomento poco conosciuto, anche dagli stessi lenesi ,in quanto l’ unico documento che ne prova l’esistenza è un disegno del XVI secolo che riporta un quadrato con scritto :”Castello di Leno”. Esso racchiude (oltre alla chiesa di S.Pietro) case, terreni e “hospitale” del monastero cioè la foresteria per i visitatori. Al di fuori della fortezza si estendeva il grosso dell’abitato. Fu costruito per volere della popolazione, come esigenza di difesa contro le invasioni ungare e le prevaricazioni dei signori locali.
  • 11.
    Fonti molteplici :cartografiche e scritte ci dicono che il castello di Leno non è l’unica fortificazione della zona: Nel centro di Leno abbiamo Il Monastero fortificato e il Castello di Leno Altre fortificazioni si trovano presso: Porzano, la Cascina Tomba, Breda D’Ale, Milzanello, Castelvecchio, Castelletto, Castelguercio. Sono fortificazioni sorte per proteggere e dominare il territorio. «Il nome Tomba indica una fortificazione con fossato asciutto» «Breda indica campo recintato»
  • 12.
    Leno, mappa storicadell'abitato e del circondario meridionale La mappa illustrata è riprodotta all'interno della pubblicazione «LENO AI SUOI CADUTI NELLA GRANDE GUERRA», edito dal Comune di Leno il 16 ottobre 1927 (V). La circostanza della pubblicazione è ricordata da Luigi Cirimbelli (in Leno, dodici secoli nel cuore della Bassa, ottobre 1983). Qualche studioso avanza l’ipotesi che questa mappa sia falsa poiché i caratteri a stampa usati sono tipici del 1900. Brixia Sacra, terza serie, anno VII - 2002 - n. 1-2, a pag. 248 dedica una scheda alla mappa. La descrizione che ne viene fatta è la seguente Leno, mappa dell'abitato e del circondario meridionale (XVII o XVIII secolo). La pianta-veduta, probabilmente in origine allegata ad una relazione o ad un carteggio concernenti diritti sulle acque, pur raffigurando in modo sommario e parziale l'abitato, è un prezioso documento per la conoscenza dell'abbazia. Oltre a confermare la presenza del protiro e la posizione del campanile rispetto alla chiesa abbaziale, nonchè la localizzazione della scomparsa chiesetta romanica di S. Scolastica (detta anche del Sepolcro) "in burgo de Leno", essa costituisce infatti l'unica testimonianza iconografica del castrum medievale, le cui difese, come quelle di molti altri centri della pianura bresciana, sopravvissero sia pure allo stato di rudere, fino a secoli recenti.
  • 13.
    Fu l’abate Donninoche, nel 934, oltre alle opere di fortificazione lo fece costruire attorno all’abbazia e al nucleo abitato, diventandone così il signore. Le fortificazioni e il castello richiamavano gli abitanti che vi trovavano abitazioni, attività artigianali e mercati. Nel 1158 esso venne messo «in fumo e fuoco» da Ladislao, duca di Brescia.
  • 14.
    Nel XV eXVI secolo il castello era in disuso in quanto il bisogno di protezione era diminuito; per questo le pietre delle fosse che lo circondavano, vennero utilizzate per la costruzione delle case del borgo. Alcuni dei pochissimi reperti che ne rimangono sono: Via Castello, gli archi delle porte e il dislivello stradale…
  • 15.
    Qui sorgevaQui sorgeva ilCastello di Lenoil Castello di Leno
  • 16.
    DI SEGUITO SONO RIPORTATII TESTI DI ALCUNI DOCUMENTI PRESENTI NELL’ARCHIVIO COMUNALE DI LENO CHE ATTESTANO LA PRESENZA DEL CASTELLO. Sono tutti atti notarili che certificano la vendita o l’acquisto o il possesso di case o terreni.
  • 18.
    Le chiavi delcastello sono consegnate all’Abate Pergamena originale Trascrizione del testo
  • 19.
    45 Instrumentum tenute etcorporalis possessionis. 1441 luglio 4, Leno, 'in castro' (0) Il consiglio dei pregadi di Venezia conferma a Ottobono de Mirabellis abate dell'abbazia di San Benedetto, il possesso del territorio di Leno e consegna allo stesso le chiavi del castello.|chr10|Notaio Pietro de Alventis, fu Paolo, di Brescia. Originale.|chr10| Segnatura: Fil. I, f. 22 Atto singolo membr., mm 290x226 Classificazione: 1.2 Le chiavi del castello sono consegnate all’Abate Pergamena originale Estratto dal testo
  • 29.
  • 30.
    SULLE ORME DELCASTELLO PERDUTO: il Castello di Leno
  • 31.
    Catasto napoleonico 2620 Portone 2624 casacomunale 2634 Comune di Leno Casa ad uso d’ uspizio Q Chiesa Parrocchiale di Leno sotto il titolo di S Pietro e Paolo R Cimitero S Casa Parrocchiale T Casa Parrocchiale
  • 32.
    2624 Comune diLeno Casa Comunale 2625 Suddetto: casa ad uso del municipio 2624 Comune di Leno Corte Comunale 2625 Comune di Leno Leno Casa ad uso del municipio 2626 Soppressa Disciplina di Santa Maria del suffragio e santi Filippo e Giacomo Leno Chiesa ad uso di Scuola comunale e di magazzino 2627 Comune di Leno Orto Q Chiesa Parrocchiale di Leno sotto il titolo di S. Pietro e Paolo R Cimitero
  • 33.
    2634 Comune diLeno Casa ad uso d’ uspizio Q Chiesa Parrocchiale di Leno sotto il titolo di S Pietro e Paolo R Cimitero
  • 34.
    2625 Porzione di casaal piano superiore per uso dell’Ufficio Comunale 2626 Casa per uso delle scuola Comunali Mappa del Catasto Austriaco 2620 Orto
  • 35.
    2625 Porzione dicasa al piano superiore per uso dell’Ufficio Comunale 2626 Casa per uso delle scuola Comunali 2620 Orto
  • 36.
    Mappa del Catastodel Regno D’Italia Sono stati cambiati i nomi delle vie e delle piazze. Gli spazi intorno alla Chiesa Parocchiale sono stati ripuliti.
  • 37.
    Oh! Che belcastelloOh! Che bel castello MarcondirondirondelloMarcondirondirondello Oh! Che bel castelloOh! Che bel castello MarcondirondirondàMarcondirondirondà
  • 38.
    LAVORO PRODOTTO DALLE CLASSI1°B - 1°G DELL’ I.C. DI LENO SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO INSEGNANTI: PROF. BERTOLINI CLAUDIO PROF. BIGI DANIELA PROF. CREMONESI MIRELLA PROF. LORANDI ELEONORA