UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Corso di laurea in Infermieristica
QUALITÀ E SICUREZZA DELLE CURE
RUOLO E COMPETENZE DELL’ INFERMIERE
DANIELE TIZZANO
A.A. 2011/2012
Il contesto in cui lavoriamo:
 “Le persone occidentali non sono mai vissute così a lungo, non sono mai state
così in salute e l’efficacia della medicina attuale non è mai stata così grande.
Nessuno può mettere in dubbio i passi avanti della conoscenza e della
tecnologia degli ultimi cinquant’anni. La medicina ha salvato più vite in
questo periodo che in tutta la sua storia”.
( RoyPorter,traduzione a cura di Antonio Pignatto, Costantina Regazzo, “La
formazione sul campo in sanità. Come trovare un punto di incontro tra
l’organizzazione e l’individuo”, Maggioli Editore 2010).
 Il mutato ruolo della medicina nella società moderna e le aumentate
aspettative dei pazienti rendono necessario un profondo cambiamento del
contenuto e della modalità di erogare assistenza sanitaria.
 Il grado di soddisfazione degli utenti ed il divario tra i costi e la qualità del
sistema di Welfare hanno innescato un ampio dibattito su quali meccanismi
utilizzare per valutare e migliorare la qualità dell’assistenza.
La qualità dell’assistenza:
 Il sistema qualità (organizzativo-istituzionale) è uno strumento che
favorisce il governo clinico, la gestione di processi e utenti, e dà
forza decisionale.
 Promuovere la sicurezza:
per i pazienti
per gli operatori
Formazione:
iter che permette di costruire un progetto professionale.
Aggiornamento:
 Acquisizione di conoscenze ed abilità coerenti con l’evoluzione
tecnologica, scientifica ed organizzativa.
 tende all’eccellenza intesa come evoluzione professionale
dinamica e continua, finalizzata al miglioramento della qualità
dell’assistenza ed al governo clinico.
“swisscheese” James Reason 1997.
Si parte dall’ “Hazard” ,errore latente che può essere
innescato ai primi livelli, fino ad arrivare alla “Loss”,
o perdita causata dall’errore attivo.
L’Audit Clinico:
 L’audit è l’analisi critica e sistematica della qualità
dell’assistenza sanitaria che include le procedure
utilizzate per la diagnosi e il trattamento, l’uso delle
risorse, gli outcome risultanti e la qualità di vita per i
pazienti.
 I professionisti devono revisionare in modo
sistematico e corrente l’attività svolta, i risultati
raggiunti, le risorse impiegate.
 Riferimento a standard espliciti.
 Valutazione degli scostamenti della pratica
assistenziale rispetto a standard, le azioni di
miglioramento e la valutazione delle modifiche
apportate.
Audit Infermieristico:
 “Part of the cycle of quality assurance. It incorporates the
systematic and critical analysis by nurses, midwives and
health visitors, in conjunction with other staff, of the
planning, delivery and evaluation of nursing and midwifery
care, in terms of their use of resources and the outcomes for
patients/clients, and introduces appropriate change in
response to that analysis” (NHS ME, 1991 Framework for
Audit for Nursing Services).
L’audit infermieristico è un metodo complesso che si
esprime con l’analisi critica e strutturata delle pratiche
assistenziali, degli esiti e delle risorse da parte degli
infermieri i quali, dove necessario applicheranno modifiche
ai comportamenti che dovranno risultare adeguati per gli
utenti che accedono alle prestazioni erogate dal sistema
sanitario.
definizione
degli
standards
confronto
identificazione
azione
re-audit
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
2001 2002 2006
Frequenza respiratoria
SaO2 rilevata nelle prime 8 ore
FiO2
Pazienti che hanno bisogno del bilancio idrico
pazienti a cui non è stato monitorato il bilancio
idrico
Pazienti non nutriti nelle prime 8 ore
Perspiegaremegliolavaliditàdell’auditinfermieristicoriportoirisultatiottenutidaunequipe
infermieristicadelKentandMedwaypubblicatinell’articolo“Nursingobservationson
wardpatients–resultsofafive-yearaudit”,pubblicatodaSmith,S.etaliinelNursingTimes,
2008.
 A fronte di 200 questionari distribuiti solo 65 sono stati compilati e
restituiti e solo su questi quindi è stata effettuata l’analisi. Di seguito
riporto, divisi per area, il numero di questionari pervenuti: area
chirurgica 3 (4,6%), area intensiva 11 (16,9%), area materno -
infantile 4 (6,2%), area medica 16 (24,6%), area territoriale 31
(47,7%).
0
5
10
15
20
25
30
35
Questionari
Questionari
1)domanda:Hamai sentitoparlaredirischioclinico? 65 risposteaffermative
2)domanda:Sacos’èuneventoavverso? 65risposteaffermative
0
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20
25
30
3)Sa cos'è un near miss?
4)Un non harm event?
5)Ha mai partecipato ad
eventi formativi sulla
sicurezza?
Lasecondapartedelquestionarioriguarda,inveceleconoscenzeel’utilizzodell’auditclinicoeiniziaconla
seguentedomanda:“Conosceilmetododell’auditclinico?”;leopzionisonoosìono;
“Sesì,suunascalada1a5quantopossaessereimportantepermigliorareilsuooperatoequellodeisuoi
colleghi?”.
Lerispostesonostatediviseper:affermativa57,negative8.Inoltrequelleaffermativesonostatedivisein
basealnumerodellascalaattribuitoall’importanzadelmetododell’audit:nonrisultanorisposteconillivello
1;livello2(1)1,7%;livello3(15)26,3%;livello4(23)40,4%;livello5(18)31,5%(veditabella7).
1
2
3
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Questionari
1
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3
4
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InfermierichehannopartecipatoadunAuditClinico:
0
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Infermieri che hanno partecipato
Infermieri che hanno
partecipato
Audit Infermieristico:
0
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15
20
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30
35
infermieri che conoscono
l'audit infermieristico
infermieri che hanno
partecipato
Conclusioni:
 Il lavoro svolto dimostra che la Asl 1 investe risorse nella
formazione degli infermieri sulla sicurezza dei pazienti,
infatti la totalità dei professionisti intervistati ha partecipato
ad un evento formativo a riguardo. Se ne deduce anche una
discreta partecipazione attiva, nel senso che più del 50%
degli infermieri dimostra di conoscere concetti base
riguardo il rischio clinico e riguardo l’audit clinico. Quasi il
50% del campione dichiara di conoscere l’audit
infermieristico. Di conseguenza il primo criterio stabilito
nell’introduzione che ho fatto all’inizio, è stato soddisfatto.
 Quasi il 50% del personale infermieristico ha partecipato ad
un audit clinico e ciò va a supporto del secondo criterio, ma
purtroppo solo quasi il 15% ha partecipato ad un audit
infermieristico, quindi possiamo dire che il secondo criterio
non è stato soddisfatto.

Daniele Tizzano Slide Thesis

  • 1.
    UNIVERSITÀ DEGLI STUDIDI PERUGIA Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di laurea in Infermieristica QUALITÀ E SICUREZZA DELLE CURE RUOLO E COMPETENZE DELL’ INFERMIERE DANIELE TIZZANO A.A. 2011/2012
  • 2.
    Il contesto incui lavoriamo:  “Le persone occidentali non sono mai vissute così a lungo, non sono mai state così in salute e l’efficacia della medicina attuale non è mai stata così grande. Nessuno può mettere in dubbio i passi avanti della conoscenza e della tecnologia degli ultimi cinquant’anni. La medicina ha salvato più vite in questo periodo che in tutta la sua storia”. ( RoyPorter,traduzione a cura di Antonio Pignatto, Costantina Regazzo, “La formazione sul campo in sanità. Come trovare un punto di incontro tra l’organizzazione e l’individuo”, Maggioli Editore 2010).  Il mutato ruolo della medicina nella società moderna e le aumentate aspettative dei pazienti rendono necessario un profondo cambiamento del contenuto e della modalità di erogare assistenza sanitaria.  Il grado di soddisfazione degli utenti ed il divario tra i costi e la qualità del sistema di Welfare hanno innescato un ampio dibattito su quali meccanismi utilizzare per valutare e migliorare la qualità dell’assistenza.
  • 3.
    La qualità dell’assistenza: Il sistema qualità (organizzativo-istituzionale) è uno strumento che favorisce il governo clinico, la gestione di processi e utenti, e dà forza decisionale.  Promuovere la sicurezza: per i pazienti per gli operatori Formazione: iter che permette di costruire un progetto professionale. Aggiornamento:  Acquisizione di conoscenze ed abilità coerenti con l’evoluzione tecnologica, scientifica ed organizzativa.  tende all’eccellenza intesa come evoluzione professionale dinamica e continua, finalizzata al miglioramento della qualità dell’assistenza ed al governo clinico.
  • 4.
    “swisscheese” James Reason1997. Si parte dall’ “Hazard” ,errore latente che può essere innescato ai primi livelli, fino ad arrivare alla “Loss”, o perdita causata dall’errore attivo.
  • 5.
    L’Audit Clinico:  L’auditè l’analisi critica e sistematica della qualità dell’assistenza sanitaria che include le procedure utilizzate per la diagnosi e il trattamento, l’uso delle risorse, gli outcome risultanti e la qualità di vita per i pazienti.  I professionisti devono revisionare in modo sistematico e corrente l’attività svolta, i risultati raggiunti, le risorse impiegate.  Riferimento a standard espliciti.  Valutazione degli scostamenti della pratica assistenziale rispetto a standard, le azioni di miglioramento e la valutazione delle modifiche apportate.
  • 6.
    Audit Infermieristico:  “Partof the cycle of quality assurance. It incorporates the systematic and critical analysis by nurses, midwives and health visitors, in conjunction with other staff, of the planning, delivery and evaluation of nursing and midwifery care, in terms of their use of resources and the outcomes for patients/clients, and introduces appropriate change in response to that analysis” (NHS ME, 1991 Framework for Audit for Nursing Services). L’audit infermieristico è un metodo complesso che si esprime con l’analisi critica e strutturata delle pratiche assistenziali, degli esiti e delle risorse da parte degli infermieri i quali, dove necessario applicheranno modifiche ai comportamenti che dovranno risultare adeguati per gli utenti che accedono alle prestazioni erogate dal sistema sanitario.
  • 7.
  • 8.
    0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 2001 2002 2006 Frequenzarespiratoria SaO2 rilevata nelle prime 8 ore FiO2 Pazienti che hanno bisogno del bilancio idrico pazienti a cui non è stato monitorato il bilancio idrico Pazienti non nutriti nelle prime 8 ore Perspiegaremegliolavaliditàdell’auditinfermieristicoriportoirisultatiottenutidaunequipe infermieristicadelKentandMedwaypubblicatinell’articolo“Nursingobservationson wardpatients–resultsofafive-yearaudit”,pubblicatodaSmith,S.etaliinelNursingTimes, 2008.
  • 9.
     A frontedi 200 questionari distribuiti solo 65 sono stati compilati e restituiti e solo su questi quindi è stata effettuata l’analisi. Di seguito riporto, divisi per area, il numero di questionari pervenuti: area chirurgica 3 (4,6%), area intensiva 11 (16,9%), area materno - infantile 4 (6,2%), area medica 16 (24,6%), area territoriale 31 (47,7%). 0 5 10 15 20 25 30 35 Questionari Questionari
  • 10.
    1)domanda:Hamai sentitoparlaredirischioclinico? 65risposteaffermative 2)domanda:Sacos’èuneventoavverso? 65risposteaffermative 0 5 10 15 20 25 30 3)Sa cos'è un near miss? 4)Un non harm event? 5)Ha mai partecipato ad eventi formativi sulla sicurezza?
  • 11.
  • 12.
  • 13.
    Audit Infermieristico: 0 5 10 15 20 25 30 35 infermieri checonoscono l'audit infermieristico infermieri che hanno partecipato
  • 14.
    Conclusioni:  Il lavorosvolto dimostra che la Asl 1 investe risorse nella formazione degli infermieri sulla sicurezza dei pazienti, infatti la totalità dei professionisti intervistati ha partecipato ad un evento formativo a riguardo. Se ne deduce anche una discreta partecipazione attiva, nel senso che più del 50% degli infermieri dimostra di conoscere concetti base riguardo il rischio clinico e riguardo l’audit clinico. Quasi il 50% del campione dichiara di conoscere l’audit infermieristico. Di conseguenza il primo criterio stabilito nell’introduzione che ho fatto all’inizio, è stato soddisfatto.  Quasi il 50% del personale infermieristico ha partecipato ad un audit clinico e ciò va a supporto del secondo criterio, ma purtroppo solo quasi il 15% ha partecipato ad un audit infermieristico, quindi possiamo dire che il secondo criterio non è stato soddisfatto.