Welfare e Ben-essere: 
il ruolo delle imprese nello sviluppo della comunità 
Paolo Venturi, Direttore AICCON
Indice 
1.Contesto, motivazione e quadro teorico della ricerca 
2.Ambito di indagine e approccio metodologico 
3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
1.Contesto, motivazione e quadro teorico della ricerca 
2.Ambito di indagine e approccio metodologico 
3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
Introduzione 
4 
avvio del percorso sul tema dell’innovazione e dello sviluppo del welfare della Regione Emilia-Romagna con la ricerca «Un altro welfare. Esperienze generative». 
FOCUS: modalità di sviluppo del nuovo welfare a partire dal contributo in termini di valore aggiunto generato dal Terzo Settore attraverso la produzione di attività e servizi volti ad alimentare il grado di benessere delle collettività. 
La nuova ricerca «Welfare e Ben-essere: il ruolo delle imprese nello sviluppo di comunità» si pone l’obiettivo di valorizzare l’apporto anche di altre categorie di soggetti (imprese for profit) presenti sul territorio che contribuiscono alla creazione di servizi di welfare. 
2011 
2014 
Tavolo regionale dell’Economia Sociale 
CNA Emilia- Romagna 
Unioncamere Emilia- Romagna 
Confindustria Emilia- Romagna
1. Contesto (1) 
5 
Crescente domanda di bisogni sociali 
Evoluzione del concetto di vulnerabilità 
Ri-generazione sistemi di welfare 
Scarsità di relazioni 
e di legami sociali 
Welfare capacitante 
in grado di valorizzare e le capacità dei cittadini e di rigenerare le comunità attraverso il contributo di una pluralità di attori. 
Invecchiamento, 
non autosufficienza, precarizzazione del lavoro, impoverimento, emarginazione e disagio 
Nuovi modelli di sviluppo e rilettura del concetto di ben-essere
1. Contesto (2) 
6 
• 25.116 istituzioni non profit (8,3% del 
totale nazionale) che occupano 64 mila 
addetti (9,5% del totale nazionale e +68,3% 
rispetto al 2001) 
• le cooperative sociali (2,8% delle ONP) 
occupano il 67,9% degli addetti .. 
• gli addetti aumentano di 26 mila unità 
(+68,3%) di cui 24 mila nelle cooperative 
sociali 
L’Economia Sociale in Emilia-Romagna (1) 
43 mila addetti in più, ma 19 
mila lavoratori esterni o 
temporanei in meno 
26 mila addetti in più, a cui si 
aggiungono 14 mila lavoratori 
esterni o temporanei 
Fonte: Istat 
-5,0 
5,0 
15,0 
25,0 
35,0 
45,0 
55,0 
65,0 
75,0 
RE +93,6% 
BO +86,0% 
FC +84,5% 
MO +80,6% 
• 14 mila lavoratori esterni in più, di cui 8 
mila nelle associazioni non riconosciute 
• 119 mila volontari in più, di cui 72 mila 
nelle associazioni non riconosciute e 22 
mila in quelle riconosciute
1. Contesto (3) 
7 
•le cooperative (1% delle imprese) occupano il 10% degli addetti 
L’Economia Sociale in Emilia-Romagna (2) 
Complessivamente, l’Economia Sociale emiliano-romagnola 
(intesa come insieme delle istituzioni non profit e delle imprese cooperative) 
pesa per l’8,2% in termini di unità e 
per il 14,6% degli addetti sul totale nazionale 
CAPITALE UMANO 
Territorio 
Numero di unità attive 
Numero di addetti 
Numero di lavoratori esterni 
Numero di lavoratori temporanei 
Numero di volontari 
Totale 
Emilia-Romagna 
28.947 
216.490 
26.863 
2.711 
428.550 
674.614 
Italia 
351.325 
1.484.105 
297.246 
11.352 
4.758.622 
6.551.325 
% ER su IT 
8,2% 
14,6% 
9,0% 
23,9% 
9,0% 
10,3% 
Fonte: elaborazione AICCON Ricerca su dati Istat
8 
1. Contesto (2) 
•Popolazione: + 400 mila persone negli ultimi 10 anni (soprattutto stranieri), tassi di mortalità bassi, diminuzione della classe di età 15- 39 
•Apparato produttivo: forte caratterizzazione manifatturiera ma calo del peso dell’industria in termini di addetti rispetto alle dinamiche in atto nel settore terziario («terziarizzazione dell’economia») 
•Rischio povertà ed esclusione sociale: bassi livelli (15,7%) sia rispetto al nazionale (29,9%) che EU (24,7%) ma aumento delle persone che vivono in condizione di deprivazione materiale (13%). 
•Tasso di occupazione: nel 2013 sceso a 70,6% (inferiore anche al 2004) 
•Disoccupazione: nel 2013 oltre 179 mila unità (8,5% contro il 5,3% del 2011). Disoccupazione giovanile (under 25 anni) superiore al 33% 
•NEET (Not in Education, Employment or Training) tra i 15 e i 29 anni: tra il 2007 e il 2013, +98,1% (112 mila unità) 
Crescente domanda di bisogni sociali 
(nuovi e personalizzati) 
Evoluzione del concetto di vulnerabilità
9 
1. Motivazione della ricerca 
Innovazione sociale 
«una soluzione innovativa ad un problema sociale, più efficace, efficiente, sostenibile e giusta di quelle esistenti, che produce valore per la società nel suo complesso piuttosto che per i singoli individui» (Stanford University) 
Soggetti dell’Economia Sociale 
Imprese for profit 
cd. Corporate Social Innovation 
Pubblica Amministrazione Ruolo qualificante e messa in pratica di nuovi processi partecipativi facilitatori di innovazione sociale (Social Innovation Guide, EU Commission, 2013) 
Costruzione di un modello di welfare di comunità 
attraverso nuove modalità di produzione del Valore
10 
1. Quadro teorico della ricerca (1) 
Cambiamento delle modalità di produzione del valore aggiunto 
Un diverso modo di produrre valore determina diversi modelli di produzione delle istituzioni economiche e sociali: 
•Impresa For Profit  Shared Value 
•Non Profit  Marketization 
•Impresa Sociale  Hybridization 
•Stato  Co-Production /Impact Investing (Social Impact Bond); Private-Public Partnership (PPP) 
All’interno di questo scenario in mutamento, 
il valore aggiunto (sociale, economico, istituzionale) 
è la risultante dell’interazione di una pluralità di soggetti.
Modalità di azione delle imprese in ambito sociale: 
1.Filantropia di impresa: creazione di esternalità sociali positive attraverso azioni che si sviluppano unilateralmente. 
2.Welfare aziendale: servizi «non obbligatori» offerti dall’azienda ai propri stakeholder in una logica contrattualistica. 
3.Responsabilità sociale d’impresa: azioni attuate dalle imprese che integrano questioni sociali, ambientali, etiche, relative ai diritti umani e alle sollecitazioni da parte dei consumatori nelle loro operazioni commerciali e nella loro strategia. 
4.Governance e patti territoriali: costruzione di un welfare territoriale >> passaggio dal governo alla governance condivisa delle politiche sociali. 
11 
1. Quadro teorico della ricerca (2) 
Il nuovo ruolo dell’impresa: la costruzione di valore condiviso 
Le imprese for profit contribuiscono alla costruzione di un welfare di comunità 
attraverso la creazione di valore condiviso 
(Porter & Kramer, Creating Shared Value, Harvard Business Review, 2011). 
Le policy e le pratiche operative che migliorano la competitività di un’azienda 
migliorano, al contempo, le condizioni economiche e sociali delle comunità in cui opera.
1.Contesto, motivazione e quadro teorico della ricerca 
2.Ambito di indagine e approccio metodologico 
3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
2. Ambito di indagine e approccio metodologico (1) 
13 
Domande di indagine 
Come conoscere e valorizzare l’apporto di soggetti altri rispetto alla Pubblica Amministrazione presenti sul territorio che contribuiscono alla creazione di servizi di welfare, soprattutto 
in riferimento al mondo delle imprese for profit? 
Quali sono le modalità prevalenti di intervento? 
È possibile identificare le reti di relazioni messe in atto a livello territoriale tra i soggetti del mondo for profit e non profit e 
la capacità di risposta che tale integrazione riesce ad offrire? 
Quali sono le caratteristiche dei servizi forniti e i modi di 
accesso agli stessi? E le modalità di relazione con il 
territorio?
2. Ambito di indagine e approccio metodologico (2) 
14 
- Criteri guida per la selezione del campione 
- Individuazione del campione della ricerca: 
>> 25 progetti inizialmente individuati 
>> 12 progetti su cui è stata realizzata una prima fase di indagine 
>> 7 casi studio finali oggetto di ulteriori approfondimenti 
- Metodologia di indagine: 
>> analisi di documenti e pubblicazioni relative ai progetti 
>> indagine sul campo realizzata attraverso interviste semi-strutturate condotte face-to-face (2 fasi). 
Il campione della ricerca 
Sostenibilità 
Fattibilità e governance 
Ruolo significativo dell’impresa 
Intervento rivolto ad aree di vulnerabilità
2. Ambito di indagine e approccio metodologico (3) 
15 
La griglia di analisi delle esperienze 
Il Valore Condiviso è stato «osservato» tenendo in considerazione 3 dimensioni (pp. 47-48): 
1.Valore sociale comunitario: produzione di risposte innovative a bisogni emergenti attraverso la creazione di relazioni (dimensione relazionale interna) e di capitale sociale (dimensione relazionale esterna); 
2.Valore istituzionale: apporto in termini di rafforzamento della sussidiarietà orizzontale, dei rapporti intra-istituzionali e inter-istituzionali; 
3.Valore economico: apporto in termini di aumento (o non consumo) di ricchezza materiale, economica e finanziaria (investimento, risparmio) che una o più organizzazioni producono nella creazione di risposte verso la comunità. 
VALORE CONDIVISO
1.Contesto, motivazione e quadro teorico della ricerca 
2.Ambito di indagine e approccio metodologico 
3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
3. Analisi dei casi studio (1) 
17 
Non Congelateci il Sorriso 
•Ambito territoriale: Provincia di Rimini 
•Principale soggetto promotore: CNA Rimini 
•Progetto volto a contrastare e prevenire il fenomeno del bullismo giovanile attraverso la promozione di una cultura della socialità e della diversità nelle scuole. Il progetto concepisce la «gelateria» come luogo in cui i bambini sorridono e si ritrovano serenamente con i loro amici. Il progetto si concretizza nella realizzazione di laboratori che vanno dall’improvvisazione teatrale al contrasto al cyber bullismo. Destinatari del progetto sono i ragazzi di I e II media. 
VolontariAmo 
•Ambito territoriale: Marano sul Panaro e Provincia di Modena 
•Principale soggetto promotore: Gruppo C.M.S. S.p.A. 
•Progetto rivolto alla costruzione e all’attivazione di un percorso di volontariato d’impresa presso alcune associazioni che operano in una pluralità di ambiti. Il percorso di è articolato su diverse attività: 1) formazione e orientamento dei dipendenti; 2) realizzazione di un percorso di volontariato per i dipendenti; 3) diffusione dei risultati e raccolta documentale degli strumenti utilizzati.
3. Analisi dei casi studio (2) 
18 
Portobello 
•Ambito territoriale: Provincia di Modena 
•Principale soggetto promotore: Associazione Servizi per il Volontariato Modena (ASVM) 
•L’attività progettuale consiste nella gestione di un supermercato le cui merci derivano dal conferimento di prodotti da parte delle aziende partner e i cui utenti sono persone/famiglie in difficoltà economica che possono fare la spesa grazie ad una tessera a punti nominale pre- caricata in base al numero di componenti del nucleo familiare. 
Emporio di Parma 
•Ambito territoriale: Provincia di Parma 
•Principale soggetto promotore: Centro di Servizi per il Volontariato di Parma (Forum Solidarietà) 
•Il progetto si rivolge a persone in difficoltà economica (soprattutto working poor) attraverso la realizzazione di un supermercato le cui merci derivano dal conferimento di prodotti da parte delle aziende partner, i cui settori di attività sono principalmente alimentare e prodotti per l’igiene e la casa.
3. Analisi dei casi studio (3) 
19 
Cibo Amico 
•Ambito territoriale: Comune di Modena 
•Principale soggetto promotore: CNH Italia/Gruppo Hera/Last Minute Market 
•Il progetto consiste nella donazione di pasti non utilizzati nelle mense aziendali a favore di chi si trova in difficoltà (Ass. Porta Aperta) attraverso azioni di prevenzione alla produzione di rifiuti per arrivare al riutilizzo delle eccedenze. 
Alici per gli Amici, la sfida all’inefficienza 
•Ambito territoriale: Comune di Ferrara, Territorio comacchiese 
•Principale soggetto promotore: Work&Services s.c.s. 
•L’attività progettuale consiste nella produzione e di alici marinate – prodotto in via di dismissione tipico delle valli di Comacchio – da parte di lavoratori svantaggiati, inseriti attraverso borse lavoro e formati dalla cooperativa all’interno della pescheria Lidomar Srl, partner di progetto.
3. Analisi dei casi studio (4) 
20 
L’AntiBARriera, dal chicco di caffè alla tazzina attraverso diverse abilità 
•Ambito territoriale: Provincia di Parma 
•Principale soggetto promotore: La Bula s.c.s. 
•Il progetto prevede la realizzazione di un corso professionale per baristi («Cuore e caffè») rivolto a ragazzi disabili, finalizzato all’acquisizione di competenze in merito alla preparazione e al servizio di diverse bevande. Il progetto prevede inoltre un incontro formativo per permettere l’acquisizione dell’attestato di «Alimentaristi», rilasciato dalla AUSL di Parma, dopo il superamento di apposito test.
3. Evidenze emerse dai casi studio (1) 
21 
La creazione di valore condiviso può assumere 2 connotati, a seconda che esso sia prodotto per gli stakeholder primari (dipendenti) o secondari (comunità). 
La ricerca ha voluto esplorare in particolar modo il valore condiviso non contrattualizzato. 
Nell’analisi dei casi studio si sono individuati 4 cluster nei quali è stato prodotto valore condiviso:
3. Evidenze emerse dai casi studio (2) 
22 
La generazione di valore condiviso non contrattualizzato attraverso la realizzazione di attività sociali comunitarie ha ricadute sia interne sia esterne all’impresa. 
Fonte: Venturi, Rago (2013)
3. Evidenze emerse dai casi studio (3) 
23
3. Evidenze emerse dai casi studio (4) 
24
La performance delle imprese coesive rispetto a quelle non coesive 
Fonte: «Coesione è Competizione» (2014), Fondazione Symbola, Unioncamere, Aaster, AICCON
La presenza di imprese coesive riduce il livello di disuguaglianza dei territori 
Fonte: Rapporto Unioncamere 2014
3. Conclusioni (1) 
27 
Le evidenze emerse dalla ricerca confermano le indicazioni di policy dettate a livello europeo e che rientrano nel concetto di Responsabilità sociale condivisa. 
Nel 2014 il Consiglio di Europa ha adottato la Carta per la Responsabilità sociale condivisa allo scopo di promuovere l’accordo tra una molteplicità di attori affinché si possa sistematizzare una mutua assunzione di impegni e doveri reciproci tra loro in materia di politiche pubbliche. 
Tra le tipologie di soggetti menzionati nella Carta vi sono le imprese for profit che «sono incoraggiate ad adattare i propri modelli di governance e management ai principi della responsabilità sociale condivisa».
3. Conclusioni (2) 
28 
•Welfare come asset: il welfare diventa infrastruttura fondamentale per costruire un nuovo modello di sviluppo. 
•Il valore condiviso nasce da percorsi di co-produzione per individuare nuove soluzioni a bisogni sociali (innovazione sociale). 
•Sussidiarietà circolare come meccanismo generativo di percorsi di produzione di valore condiviso volti a contribuire ad un miglioramento sia in termini di welfare che di competitività delle imprese. 
Sussidiarietà circolare 
Co-produzione 
Valore condiviso 
Innovazione sociale
grazie! 
paolo.venturi7@unibo.it

Welfare e Ben-essere: il ruolo delle imprese nello sviluppo della comunità

  • 1.
    Welfare e Ben-essere: il ruolo delle imprese nello sviluppo della comunità Paolo Venturi, Direttore AICCON
  • 2.
    Indice 1.Contesto, motivazionee quadro teorico della ricerca 2.Ambito di indagine e approccio metodologico 3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
  • 3.
    1.Contesto, motivazione equadro teorico della ricerca 2.Ambito di indagine e approccio metodologico 3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
  • 4.
    Introduzione 4 avviodel percorso sul tema dell’innovazione e dello sviluppo del welfare della Regione Emilia-Romagna con la ricerca «Un altro welfare. Esperienze generative». FOCUS: modalità di sviluppo del nuovo welfare a partire dal contributo in termini di valore aggiunto generato dal Terzo Settore attraverso la produzione di attività e servizi volti ad alimentare il grado di benessere delle collettività. La nuova ricerca «Welfare e Ben-essere: il ruolo delle imprese nello sviluppo di comunità» si pone l’obiettivo di valorizzare l’apporto anche di altre categorie di soggetti (imprese for profit) presenti sul territorio che contribuiscono alla creazione di servizi di welfare. 2011 2014 Tavolo regionale dell’Economia Sociale CNA Emilia- Romagna Unioncamere Emilia- Romagna Confindustria Emilia- Romagna
  • 5.
    1. Contesto (1) 5 Crescente domanda di bisogni sociali Evoluzione del concetto di vulnerabilità Ri-generazione sistemi di welfare Scarsità di relazioni e di legami sociali Welfare capacitante in grado di valorizzare e le capacità dei cittadini e di rigenerare le comunità attraverso il contributo di una pluralità di attori. Invecchiamento, non autosufficienza, precarizzazione del lavoro, impoverimento, emarginazione e disagio Nuovi modelli di sviluppo e rilettura del concetto di ben-essere
  • 6.
    1. Contesto (2) 6 • 25.116 istituzioni non profit (8,3% del totale nazionale) che occupano 64 mila addetti (9,5% del totale nazionale e +68,3% rispetto al 2001) • le cooperative sociali (2,8% delle ONP) occupano il 67,9% degli addetti .. • gli addetti aumentano di 26 mila unità (+68,3%) di cui 24 mila nelle cooperative sociali L’Economia Sociale in Emilia-Romagna (1) 43 mila addetti in più, ma 19 mila lavoratori esterni o temporanei in meno 26 mila addetti in più, a cui si aggiungono 14 mila lavoratori esterni o temporanei Fonte: Istat -5,0 5,0 15,0 25,0 35,0 45,0 55,0 65,0 75,0 RE +93,6% BO +86,0% FC +84,5% MO +80,6% • 14 mila lavoratori esterni in più, di cui 8 mila nelle associazioni non riconosciute • 119 mila volontari in più, di cui 72 mila nelle associazioni non riconosciute e 22 mila in quelle riconosciute
  • 7.
    1. Contesto (3) 7 •le cooperative (1% delle imprese) occupano il 10% degli addetti L’Economia Sociale in Emilia-Romagna (2) Complessivamente, l’Economia Sociale emiliano-romagnola (intesa come insieme delle istituzioni non profit e delle imprese cooperative) pesa per l’8,2% in termini di unità e per il 14,6% degli addetti sul totale nazionale CAPITALE UMANO Territorio Numero di unità attive Numero di addetti Numero di lavoratori esterni Numero di lavoratori temporanei Numero di volontari Totale Emilia-Romagna 28.947 216.490 26.863 2.711 428.550 674.614 Italia 351.325 1.484.105 297.246 11.352 4.758.622 6.551.325 % ER su IT 8,2% 14,6% 9,0% 23,9% 9,0% 10,3% Fonte: elaborazione AICCON Ricerca su dati Istat
  • 8.
    8 1. Contesto(2) •Popolazione: + 400 mila persone negli ultimi 10 anni (soprattutto stranieri), tassi di mortalità bassi, diminuzione della classe di età 15- 39 •Apparato produttivo: forte caratterizzazione manifatturiera ma calo del peso dell’industria in termini di addetti rispetto alle dinamiche in atto nel settore terziario («terziarizzazione dell’economia») •Rischio povertà ed esclusione sociale: bassi livelli (15,7%) sia rispetto al nazionale (29,9%) che EU (24,7%) ma aumento delle persone che vivono in condizione di deprivazione materiale (13%). •Tasso di occupazione: nel 2013 sceso a 70,6% (inferiore anche al 2004) •Disoccupazione: nel 2013 oltre 179 mila unità (8,5% contro il 5,3% del 2011). Disoccupazione giovanile (under 25 anni) superiore al 33% •NEET (Not in Education, Employment or Training) tra i 15 e i 29 anni: tra il 2007 e il 2013, +98,1% (112 mila unità) Crescente domanda di bisogni sociali (nuovi e personalizzati) Evoluzione del concetto di vulnerabilità
  • 9.
    9 1. Motivazionedella ricerca Innovazione sociale «una soluzione innovativa ad un problema sociale, più efficace, efficiente, sostenibile e giusta di quelle esistenti, che produce valore per la società nel suo complesso piuttosto che per i singoli individui» (Stanford University) Soggetti dell’Economia Sociale Imprese for profit cd. Corporate Social Innovation Pubblica Amministrazione Ruolo qualificante e messa in pratica di nuovi processi partecipativi facilitatori di innovazione sociale (Social Innovation Guide, EU Commission, 2013) Costruzione di un modello di welfare di comunità attraverso nuove modalità di produzione del Valore
  • 10.
    10 1. Quadroteorico della ricerca (1) Cambiamento delle modalità di produzione del valore aggiunto Un diverso modo di produrre valore determina diversi modelli di produzione delle istituzioni economiche e sociali: •Impresa For Profit  Shared Value •Non Profit  Marketization •Impresa Sociale  Hybridization •Stato  Co-Production /Impact Investing (Social Impact Bond); Private-Public Partnership (PPP) All’interno di questo scenario in mutamento, il valore aggiunto (sociale, economico, istituzionale) è la risultante dell’interazione di una pluralità di soggetti.
  • 11.
    Modalità di azionedelle imprese in ambito sociale: 1.Filantropia di impresa: creazione di esternalità sociali positive attraverso azioni che si sviluppano unilateralmente. 2.Welfare aziendale: servizi «non obbligatori» offerti dall’azienda ai propri stakeholder in una logica contrattualistica. 3.Responsabilità sociale d’impresa: azioni attuate dalle imprese che integrano questioni sociali, ambientali, etiche, relative ai diritti umani e alle sollecitazioni da parte dei consumatori nelle loro operazioni commerciali e nella loro strategia. 4.Governance e patti territoriali: costruzione di un welfare territoriale >> passaggio dal governo alla governance condivisa delle politiche sociali. 11 1. Quadro teorico della ricerca (2) Il nuovo ruolo dell’impresa: la costruzione di valore condiviso Le imprese for profit contribuiscono alla costruzione di un welfare di comunità attraverso la creazione di valore condiviso (Porter & Kramer, Creating Shared Value, Harvard Business Review, 2011). Le policy e le pratiche operative che migliorano la competitività di un’azienda migliorano, al contempo, le condizioni economiche e sociali delle comunità in cui opera.
  • 12.
    1.Contesto, motivazione equadro teorico della ricerca 2.Ambito di indagine e approccio metodologico 3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
  • 13.
    2. Ambito diindagine e approccio metodologico (1) 13 Domande di indagine Come conoscere e valorizzare l’apporto di soggetti altri rispetto alla Pubblica Amministrazione presenti sul territorio che contribuiscono alla creazione di servizi di welfare, soprattutto in riferimento al mondo delle imprese for profit? Quali sono le modalità prevalenti di intervento? È possibile identificare le reti di relazioni messe in atto a livello territoriale tra i soggetti del mondo for profit e non profit e la capacità di risposta che tale integrazione riesce ad offrire? Quali sono le caratteristiche dei servizi forniti e i modi di accesso agli stessi? E le modalità di relazione con il territorio?
  • 14.
    2. Ambito diindagine e approccio metodologico (2) 14 - Criteri guida per la selezione del campione - Individuazione del campione della ricerca: >> 25 progetti inizialmente individuati >> 12 progetti su cui è stata realizzata una prima fase di indagine >> 7 casi studio finali oggetto di ulteriori approfondimenti - Metodologia di indagine: >> analisi di documenti e pubblicazioni relative ai progetti >> indagine sul campo realizzata attraverso interviste semi-strutturate condotte face-to-face (2 fasi). Il campione della ricerca Sostenibilità Fattibilità e governance Ruolo significativo dell’impresa Intervento rivolto ad aree di vulnerabilità
  • 15.
    2. Ambito diindagine e approccio metodologico (3) 15 La griglia di analisi delle esperienze Il Valore Condiviso è stato «osservato» tenendo in considerazione 3 dimensioni (pp. 47-48): 1.Valore sociale comunitario: produzione di risposte innovative a bisogni emergenti attraverso la creazione di relazioni (dimensione relazionale interna) e di capitale sociale (dimensione relazionale esterna); 2.Valore istituzionale: apporto in termini di rafforzamento della sussidiarietà orizzontale, dei rapporti intra-istituzionali e inter-istituzionali; 3.Valore economico: apporto in termini di aumento (o non consumo) di ricchezza materiale, economica e finanziaria (investimento, risparmio) che una o più organizzazioni producono nella creazione di risposte verso la comunità. VALORE CONDIVISO
  • 16.
    1.Contesto, motivazione equadro teorico della ricerca 2.Ambito di indagine e approccio metodologico 3.Analisi dei casi studio, evidenze emerse e conclusioni
  • 17.
    3. Analisi deicasi studio (1) 17 Non Congelateci il Sorriso •Ambito territoriale: Provincia di Rimini •Principale soggetto promotore: CNA Rimini •Progetto volto a contrastare e prevenire il fenomeno del bullismo giovanile attraverso la promozione di una cultura della socialità e della diversità nelle scuole. Il progetto concepisce la «gelateria» come luogo in cui i bambini sorridono e si ritrovano serenamente con i loro amici. Il progetto si concretizza nella realizzazione di laboratori che vanno dall’improvvisazione teatrale al contrasto al cyber bullismo. Destinatari del progetto sono i ragazzi di I e II media. VolontariAmo •Ambito territoriale: Marano sul Panaro e Provincia di Modena •Principale soggetto promotore: Gruppo C.M.S. S.p.A. •Progetto rivolto alla costruzione e all’attivazione di un percorso di volontariato d’impresa presso alcune associazioni che operano in una pluralità di ambiti. Il percorso di è articolato su diverse attività: 1) formazione e orientamento dei dipendenti; 2) realizzazione di un percorso di volontariato per i dipendenti; 3) diffusione dei risultati e raccolta documentale degli strumenti utilizzati.
  • 18.
    3. Analisi deicasi studio (2) 18 Portobello •Ambito territoriale: Provincia di Modena •Principale soggetto promotore: Associazione Servizi per il Volontariato Modena (ASVM) •L’attività progettuale consiste nella gestione di un supermercato le cui merci derivano dal conferimento di prodotti da parte delle aziende partner e i cui utenti sono persone/famiglie in difficoltà economica che possono fare la spesa grazie ad una tessera a punti nominale pre- caricata in base al numero di componenti del nucleo familiare. Emporio di Parma •Ambito territoriale: Provincia di Parma •Principale soggetto promotore: Centro di Servizi per il Volontariato di Parma (Forum Solidarietà) •Il progetto si rivolge a persone in difficoltà economica (soprattutto working poor) attraverso la realizzazione di un supermercato le cui merci derivano dal conferimento di prodotti da parte delle aziende partner, i cui settori di attività sono principalmente alimentare e prodotti per l’igiene e la casa.
  • 19.
    3. Analisi deicasi studio (3) 19 Cibo Amico •Ambito territoriale: Comune di Modena •Principale soggetto promotore: CNH Italia/Gruppo Hera/Last Minute Market •Il progetto consiste nella donazione di pasti non utilizzati nelle mense aziendali a favore di chi si trova in difficoltà (Ass. Porta Aperta) attraverso azioni di prevenzione alla produzione di rifiuti per arrivare al riutilizzo delle eccedenze. Alici per gli Amici, la sfida all’inefficienza •Ambito territoriale: Comune di Ferrara, Territorio comacchiese •Principale soggetto promotore: Work&Services s.c.s. •L’attività progettuale consiste nella produzione e di alici marinate – prodotto in via di dismissione tipico delle valli di Comacchio – da parte di lavoratori svantaggiati, inseriti attraverso borse lavoro e formati dalla cooperativa all’interno della pescheria Lidomar Srl, partner di progetto.
  • 20.
    3. Analisi deicasi studio (4) 20 L’AntiBARriera, dal chicco di caffè alla tazzina attraverso diverse abilità •Ambito territoriale: Provincia di Parma •Principale soggetto promotore: La Bula s.c.s. •Il progetto prevede la realizzazione di un corso professionale per baristi («Cuore e caffè») rivolto a ragazzi disabili, finalizzato all’acquisizione di competenze in merito alla preparazione e al servizio di diverse bevande. Il progetto prevede inoltre un incontro formativo per permettere l’acquisizione dell’attestato di «Alimentaristi», rilasciato dalla AUSL di Parma, dopo il superamento di apposito test.
  • 21.
    3. Evidenze emersedai casi studio (1) 21 La creazione di valore condiviso può assumere 2 connotati, a seconda che esso sia prodotto per gli stakeholder primari (dipendenti) o secondari (comunità). La ricerca ha voluto esplorare in particolar modo il valore condiviso non contrattualizzato. Nell’analisi dei casi studio si sono individuati 4 cluster nei quali è stato prodotto valore condiviso:
  • 22.
    3. Evidenze emersedai casi studio (2) 22 La generazione di valore condiviso non contrattualizzato attraverso la realizzazione di attività sociali comunitarie ha ricadute sia interne sia esterne all’impresa. Fonte: Venturi, Rago (2013)
  • 23.
    3. Evidenze emersedai casi studio (3) 23
  • 24.
    3. Evidenze emersedai casi studio (4) 24
  • 25.
    La performance delleimprese coesive rispetto a quelle non coesive Fonte: «Coesione è Competizione» (2014), Fondazione Symbola, Unioncamere, Aaster, AICCON
  • 26.
    La presenza diimprese coesive riduce il livello di disuguaglianza dei territori Fonte: Rapporto Unioncamere 2014
  • 27.
    3. Conclusioni (1) 27 Le evidenze emerse dalla ricerca confermano le indicazioni di policy dettate a livello europeo e che rientrano nel concetto di Responsabilità sociale condivisa. Nel 2014 il Consiglio di Europa ha adottato la Carta per la Responsabilità sociale condivisa allo scopo di promuovere l’accordo tra una molteplicità di attori affinché si possa sistematizzare una mutua assunzione di impegni e doveri reciproci tra loro in materia di politiche pubbliche. Tra le tipologie di soggetti menzionati nella Carta vi sono le imprese for profit che «sono incoraggiate ad adattare i propri modelli di governance e management ai principi della responsabilità sociale condivisa».
  • 28.
    3. Conclusioni (2) 28 •Welfare come asset: il welfare diventa infrastruttura fondamentale per costruire un nuovo modello di sviluppo. •Il valore condiviso nasce da percorsi di co-produzione per individuare nuove soluzioni a bisogni sociali (innovazione sociale). •Sussidiarietà circolare come meccanismo generativo di percorsi di produzione di valore condiviso volti a contribuire ad un miglioramento sia in termini di welfare che di competitività delle imprese. Sussidiarietà circolare Co-produzione Valore condiviso Innovazione sociale
  • 29.