IL METODO SCIENTIFICO
MariaGrazia Della Vecchia
LA VITA DI GALILEO
Galileo Galilei è considerato uno dei fondatori della rivoluzione
scientifica del XVII secolo.
Nato a Pisa nel 1564, ricevette la prima educazione presso i
monaci di Vallombrosa; all’età di 16 anni si iscrisse alla
facoltà di medicina dell’Università di Pisa, ma era maggiore
l’interesse verso materie come la filosofia e la matematica.
Otto anni dopo, ottenne la cattedra di matematica che
mantenne per 20 anni, fino al 1592.
E’ in questi anni che si interessa al movimento dei corpi in
caduta e all’astronomia, confutando la teoria tolemaica,
avvalendosi dell’uso del cannocchiale.
IL METODO SPERIMENTALE
Con Galileo nasce un nuovo approccio
all’indagine scientifica fondato sull’esperimento
e detto perciò metodo sperimentale.
Secondo Galileo, infatti, ogni fenomeno naturale
va analizzato passandolo al vaglio di un
Cimento Sperimentale, cioè un metodo di
verifica che permette di accertare l’esattezza
delle ipotesi formulate.
Per essere significativo, l’esperimento doveva
essere replicabile, costante nei risultati e
confermato da altri scienziati.
Solo allora si poteva considerare l’ipotesi
come una teoria.
Una teoria provvisoria, suscettibile di
modifiche nel caso fossero emersi altri
aspetti non ancora presi in considerazione.
Questo modo di procedere risultava rivoluzionario,
rispetto a quanto sostenuto da Aristotele e i vari
filosofi greci convinti che si potesse conoscere la
natura mediante il ragionamento astratto, senza
effettuare misurazioni o esperimenti.
Il metodo sperimentale di Galileo ha quindi gettato
le basi per quella che è stata la più spettacolare
rivoluzione della scienza, negli anni successivi.
Riassumendo, il metodo sperimentale è strutturato in
diversi passaggi, ovvero:
 L’osservazione del fenomeno preso in esame;
 L’individuazione delle grandezze caratteristiche di quel
fenomeno;
 La misurazione di tutte le grandezze;
 Un’ipotesi di lavoro;
 Esperimenti relativi a quel fenomeno, ripetuti;
 Formulazione della legge, ovvero l’equazione
matematica che lega tra loro le grandezze
caratteristiche del fenomeno.
Se individuo perché accade un determinato fenomeno,
non formulo una teoria che mi spiega solo quel dato
fenomeno, ma un’intera classe di fenomeni riconducibili
ad esso.

Metodo scientifico

  • 1.
  • 2.
    LA VITA DIGALILEO Galileo Galilei è considerato uno dei fondatori della rivoluzione scientifica del XVII secolo. Nato a Pisa nel 1564, ricevette la prima educazione presso i monaci di Vallombrosa; all’età di 16 anni si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Pisa, ma era maggiore l’interesse verso materie come la filosofia e la matematica. Otto anni dopo, ottenne la cattedra di matematica che mantenne per 20 anni, fino al 1592. E’ in questi anni che si interessa al movimento dei corpi in caduta e all’astronomia, confutando la teoria tolemaica, avvalendosi dell’uso del cannocchiale.
  • 3.
    IL METODO SPERIMENTALE ConGalileo nasce un nuovo approccio all’indagine scientifica fondato sull’esperimento e detto perciò metodo sperimentale. Secondo Galileo, infatti, ogni fenomeno naturale va analizzato passandolo al vaglio di un Cimento Sperimentale, cioè un metodo di verifica che permette di accertare l’esattezza delle ipotesi formulate.
  • 4.
    Per essere significativo,l’esperimento doveva essere replicabile, costante nei risultati e confermato da altri scienziati. Solo allora si poteva considerare l’ipotesi come una teoria. Una teoria provvisoria, suscettibile di modifiche nel caso fossero emersi altri aspetti non ancora presi in considerazione.
  • 5.
    Questo modo diprocedere risultava rivoluzionario, rispetto a quanto sostenuto da Aristotele e i vari filosofi greci convinti che si potesse conoscere la natura mediante il ragionamento astratto, senza effettuare misurazioni o esperimenti. Il metodo sperimentale di Galileo ha quindi gettato le basi per quella che è stata la più spettacolare rivoluzione della scienza, negli anni successivi.
  • 6.
    Riassumendo, il metodosperimentale è strutturato in diversi passaggi, ovvero:  L’osservazione del fenomeno preso in esame;  L’individuazione delle grandezze caratteristiche di quel fenomeno;  La misurazione di tutte le grandezze;  Un’ipotesi di lavoro;  Esperimenti relativi a quel fenomeno, ripetuti;  Formulazione della legge, ovvero l’equazione matematica che lega tra loro le grandezze caratteristiche del fenomeno. Se individuo perché accade un determinato fenomeno, non formulo una teoria che mi spiega solo quel dato fenomeno, ma un’intera classe di fenomeni riconducibili ad esso.