Libia
Capitale
Tripoli è la capitale e la città più popolata
della Libia con circa 1,158 milione di abitanti (nel
2014).
Sorge nella parte nord-occidentale del paese al
limitare del deserto, su una parte di terra rocciosa
che si protende nel Mar Mediterraneo a formare una
baia. Maggiore centro commerciale e manifatturiero
del paese, è sede universitaria. La città fu fondata
nel VII secolo a.C. dai Fenici, che la
chiamarono Oea.
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Capo dello stato: Fayez al-Sarrai
Moneta: Dinario Libico
Confini
Confina a nord-ovest con la Tunisia,
a ovest con l'Algeria, a sud con
il Niger e il Ciad, a sud-est con
il Sudan, a est con l'Egitto.
Territorio
La Libia è dotata di una lunga costa mediterranea ed il suo
territorio è prevalentemente piatto. A ovest, l'altopiano raggiunge il
mare, creando scogliere e insenature profonde. Ad est, la costa è
bassa, ornata da dune, fino al golfo di un'insenatura ampia e
profonda, oltre la quale ricominciano le scogliere a picco. È dotata
di una pianura costiera abbastanza estesa, che si rialza man mano
che ci si inoltra verso Fezzan. Questa pianura corrisponde al golfo
della Sirte, un bacino sedimentario caratterizzato, in alcuni punti,
da altitudini anche inferiori al livello del mare e dall'abbondanza di
giacimenti di idrocarburi sfruttati industrialmente. Al contrario,
in Cirenaica è presente un altopiano già in vicinanza del mare.
L'interno è basso, fino ai 250 metri, con l'eccezione del massiccio
del Tibesti, caratterizzato da deserto roccioso e sabbioso,
punteggiato di oasi. Il rilievo maggiore è il Bikku Bitti che raggiunge
i 2 267 m, ma sono inoltre noti anche altri rilievi quali ad esempio il
Gebel Auenat.
Bengasi
Bengasi è una città e un porto della Libia, secondo centro più
popoloso dello stato e maggiore centro della Cirenaica. La
popolazione nel censimento del 1995 era di 500.120 abitanti,
nel 2004 di 660.147. Il 29 agosto 2011 il consiglio nazionale
libico spostò la sede principale da Bengasi alla capitale Tripoli.
Clima
Il clima libico è fortemente influenzato
dal deserto a sud e dal Mediterraneo a nord. Sulla
regione costiera, la temperatura è piuttosto
temperata: a Tripoli la media è di circa 26 °C
d'estate e 14 °C d'inverno, mentre le
precipitazioni annue raggiungono i 380 mm,
concentrate soprattutto nei mesi invernali. In
estate, occasionalmente, in presenza di venti
provenienti dal deserto, la temperatura nella
capitale può raggiungere o superare i 45 °C. Nelle
pianure centrali domina un clima semiarido,
mentre il deserto a sud è soggetto a lunghi periodi
di siccità. Sulla fascia costiera, generalmente più
umida, soffia a volte in primavera e in autunno
il Ghibli, un vento secco, caldo e carico di sabbia.
Economia: Settore Primario
L'agricoltura riveste scarsa importanza, sia per la limitatissima
superficie coltivabile (1,2% del territorio), sia per la scarsità di acqua,
anche se il governo ha investito molto sulla bonifica dei terreni agricoli
e sul reperimento di risorse idriche con opere di sbarramento e l'utilizzo
di ingenti quantità di acque fossili, convogliate verso la costa da un
sistema di tubature. I principali prodotti agricoli
sono: cereali, grano e orzo, coltivati nella fascia costiera e sulle pendici
settentrionali delle alture che dominano la costa. Lungo quest'ultima
crescono anche vite e olivo, agrumi e alberi da frutta.
Nelle zone pre-desertiche cresce lo sparto utilizzato sia per
la cellulosa, sia per farne corde, stuoie e altri lavori d'intreccio; e inoltre
tabacco, arachidi, patate, ricino; dalla palma da dattero si ricavano
frutti in abbondanza. Dato il clima arido, è molto praticato
l'allevamento caprino e ovino. Poco importante la pesca (rilevante
quella delle spugne).
Economia: Settore Secondario
La base dello sviluppo economico della Libia è rappresentata
dal petrolio: le quantità da estrarre ogni anno e i relativi prezzi di
vendita sono sotto il controllo del governo e in adesione alla
strategia dell'OPEC. Il petrolio, di cui la Libia è il secondo
produttore del continente africano dopo la Nigeria, contribuisce
per oltre il 25% alla formazione del reddito nazionale e
rappresenta la quasi totalità delle esportazioni.
L'industria manifatturiera è di dimensioni assai modeste, con
impianti tessili, alimentari, del tabacco, della concia del pellame;
attività artigianali tradizionali sono la lavorazione dei tappeti, a
Misurata, e i ricami in seta e argento.
Dagli anni settanta ha avuto un notevole impulso l'edilizia, con
la costruzione di interi quartieri popolari alla periferia delle
grandi città, che ha determinato il sorgere di cementifici e di
fabbriche di laterizi.
Economia: Settore Terziario
Si sta sviluppando nel paese una rete di servizi alle imprese, finanza, commercio interno, servizi alla persona.
Poco a poco le reti stradali si sviluppano, mentre la rete aerea è poco utilizzata.
Le sanzioni economiche in vigore dal 1991 al 1999 hanno fortemente ridotto gli scambi commerciali della
Libia, la cui bilancia commerciale è sempre stata in forte attivo, grazie all'esportazione di greggio, destinato
innanzitutto all'Italia (che in parte lo inoltra via oleodotto verso la Svizzera e la Germania) e quindi
a Spagna Turchia, Francia. Vengono in cambio importati beni industriali e alimentari, anche in questo
principalmente dall'UE, Italia in testa.
I maggiori porti sono Tripoli, Bengasi, Marsa El Brega, relativamente recente e destinato unicamente
all'imbarco di petrolio, Misurata e Tobruk. La rete stradale, sviluppata soprattutto lungo la costa (via Balbia), è
asfaltata per un terzo. Per tutti gli anni settanta e ottanta il governo libico ha scoraggiato l'afflusso turistico,
una posizione che solo nei primi anni novanta si è andata modificando. Poli di attrazione sono l'antico nodo
carovaniero di Gadames, lo spiccato carattere di Tripoli con le sue ricche moschee e importanti resti
archeologici, dai celebri resti della fenicia e poi la città romana di Sabratha, a quelli romani di Leptis Magna a
quelli ellenici e romani di Cirene.
Popolazione
I libici sono principalmente arabi, berberi e tuareg.
Permane una piccola minoranza
di Italiani (Italo-libici), nonostante la maggioranza sia
emigrata negli anni cinquanta o sia stata espulsa nel 1970
Lingua
L'arabo è la lingua ufficiale del paese.
La lingua berbera è parlata, ma senza alcun
riconoscimento ufficiale, da circa 160 000
persone, soprattutto nel Gebe
Nefusa ("nefusi"), a Zuara sulla costa, e in
vari centri dell'interno,
come Ghat, Gadames, Sokna e Augila.
La lingua italiana (residuo dell'epoca
coloniale) e quella inglese sono utilizzate a
livello economico per i commerci.
Religione
Dal 1970 la confessione islamica è stata proclamata
religione di Stato.
I musulmani (per lo più sunniti, ma anche ibaditi,
cioè kharigiti) sono circa il 97%, i cristiani sono circa il
3%, e di questi circa 56 000 sono cattolici. La
maggioranza della popolazione araba e arabo-berbera
è sunnita, mentre la maggioranza dei berberi del Gebel
Nefusa è ibadita.
Curiosità
La Libia segue il calendario islamico lunare, e ne celebra le
principali festività.
Tra le festività civili si segnalano:
17 febbraio: "giornata della collera", contro le forze lealiste del
militare libico Gheddafi, nel 2011
23 ottobre: festa nazionale: Giorno della Liberazione: fine
della Prima guerra civile libica, nel 2011
24 dicembre, Giorno dell'Indipendenza (riferito al 1951).
Alcune sono state abolite:
28 marzo, Giornata del ritiro dei britannici.
11 giugno, Evacuazione delle basi militari straniere.
7 ottobre, Giorno dell'Amicizia (fino al 2008: "Giorno della
Vendetta", in ricordo dell'espulsione degli italiani nel 1970).
26 ottobre, Giornata del Ricordo delle deportazioni del 1911.

Libia - Dei

  • 1.
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    Capitale Tripoli è lacapitale e la città più popolata della Libia con circa 1,158 milione di abitanti (nel 2014). Sorge nella parte nord-occidentale del paese al limitare del deserto, su una parte di terra rocciosa che si protende nel Mar Mediterraneo a formare una baia. Maggiore centro commerciale e manifatturiero del paese, è sede universitaria. La città fu fondata nel VII secolo a.C. dai Fenici, che la chiamarono Oea.
  • 3.
    Forma di governo:Repubblica parlamentare Capo dello stato: Fayez al-Sarrai Moneta: Dinario Libico
  • 4.
    Confini Confina a nord-ovestcon la Tunisia, a ovest con l'Algeria, a sud con il Niger e il Ciad, a sud-est con il Sudan, a est con l'Egitto.
  • 5.
    Territorio La Libia èdotata di una lunga costa mediterranea ed il suo territorio è prevalentemente piatto. A ovest, l'altopiano raggiunge il mare, creando scogliere e insenature profonde. Ad est, la costa è bassa, ornata da dune, fino al golfo di un'insenatura ampia e profonda, oltre la quale ricominciano le scogliere a picco. È dotata di una pianura costiera abbastanza estesa, che si rialza man mano che ci si inoltra verso Fezzan. Questa pianura corrisponde al golfo della Sirte, un bacino sedimentario caratterizzato, in alcuni punti, da altitudini anche inferiori al livello del mare e dall'abbondanza di giacimenti di idrocarburi sfruttati industrialmente. Al contrario, in Cirenaica è presente un altopiano già in vicinanza del mare. L'interno è basso, fino ai 250 metri, con l'eccezione del massiccio del Tibesti, caratterizzato da deserto roccioso e sabbioso, punteggiato di oasi. Il rilievo maggiore è il Bikku Bitti che raggiunge i 2 267 m, ma sono inoltre noti anche altri rilievi quali ad esempio il Gebel Auenat.
  • 6.
    Bengasi Bengasi è unacittà e un porto della Libia, secondo centro più popoloso dello stato e maggiore centro della Cirenaica. La popolazione nel censimento del 1995 era di 500.120 abitanti, nel 2004 di 660.147. Il 29 agosto 2011 il consiglio nazionale libico spostò la sede principale da Bengasi alla capitale Tripoli.
  • 7.
    Clima Il clima libicoè fortemente influenzato dal deserto a sud e dal Mediterraneo a nord. Sulla regione costiera, la temperatura è piuttosto temperata: a Tripoli la media è di circa 26 °C d'estate e 14 °C d'inverno, mentre le precipitazioni annue raggiungono i 380 mm, concentrate soprattutto nei mesi invernali. In estate, occasionalmente, in presenza di venti provenienti dal deserto, la temperatura nella capitale può raggiungere o superare i 45 °C. Nelle pianure centrali domina un clima semiarido, mentre il deserto a sud è soggetto a lunghi periodi di siccità. Sulla fascia costiera, generalmente più umida, soffia a volte in primavera e in autunno il Ghibli, un vento secco, caldo e carico di sabbia.
  • 8.
    Economia: Settore Primario L'agricolturariveste scarsa importanza, sia per la limitatissima superficie coltivabile (1,2% del territorio), sia per la scarsità di acqua, anche se il governo ha investito molto sulla bonifica dei terreni agricoli e sul reperimento di risorse idriche con opere di sbarramento e l'utilizzo di ingenti quantità di acque fossili, convogliate verso la costa da un sistema di tubature. I principali prodotti agricoli sono: cereali, grano e orzo, coltivati nella fascia costiera e sulle pendici settentrionali delle alture che dominano la costa. Lungo quest'ultima crescono anche vite e olivo, agrumi e alberi da frutta. Nelle zone pre-desertiche cresce lo sparto utilizzato sia per la cellulosa, sia per farne corde, stuoie e altri lavori d'intreccio; e inoltre tabacco, arachidi, patate, ricino; dalla palma da dattero si ricavano frutti in abbondanza. Dato il clima arido, è molto praticato l'allevamento caprino e ovino. Poco importante la pesca (rilevante quella delle spugne).
  • 9.
    Economia: Settore Secondario Labase dello sviluppo economico della Libia è rappresentata dal petrolio: le quantità da estrarre ogni anno e i relativi prezzi di vendita sono sotto il controllo del governo e in adesione alla strategia dell'OPEC. Il petrolio, di cui la Libia è il secondo produttore del continente africano dopo la Nigeria, contribuisce per oltre il 25% alla formazione del reddito nazionale e rappresenta la quasi totalità delle esportazioni. L'industria manifatturiera è di dimensioni assai modeste, con impianti tessili, alimentari, del tabacco, della concia del pellame; attività artigianali tradizionali sono la lavorazione dei tappeti, a Misurata, e i ricami in seta e argento. Dagli anni settanta ha avuto un notevole impulso l'edilizia, con la costruzione di interi quartieri popolari alla periferia delle grandi città, che ha determinato il sorgere di cementifici e di fabbriche di laterizi.
  • 10.
    Economia: Settore Terziario Sista sviluppando nel paese una rete di servizi alle imprese, finanza, commercio interno, servizi alla persona. Poco a poco le reti stradali si sviluppano, mentre la rete aerea è poco utilizzata. Le sanzioni economiche in vigore dal 1991 al 1999 hanno fortemente ridotto gli scambi commerciali della Libia, la cui bilancia commerciale è sempre stata in forte attivo, grazie all'esportazione di greggio, destinato innanzitutto all'Italia (che in parte lo inoltra via oleodotto verso la Svizzera e la Germania) e quindi a Spagna Turchia, Francia. Vengono in cambio importati beni industriali e alimentari, anche in questo principalmente dall'UE, Italia in testa. I maggiori porti sono Tripoli, Bengasi, Marsa El Brega, relativamente recente e destinato unicamente all'imbarco di petrolio, Misurata e Tobruk. La rete stradale, sviluppata soprattutto lungo la costa (via Balbia), è asfaltata per un terzo. Per tutti gli anni settanta e ottanta il governo libico ha scoraggiato l'afflusso turistico, una posizione che solo nei primi anni novanta si è andata modificando. Poli di attrazione sono l'antico nodo carovaniero di Gadames, lo spiccato carattere di Tripoli con le sue ricche moschee e importanti resti archeologici, dai celebri resti della fenicia e poi la città romana di Sabratha, a quelli romani di Leptis Magna a quelli ellenici e romani di Cirene.
  • 11.
    Popolazione I libici sonoprincipalmente arabi, berberi e tuareg. Permane una piccola minoranza di Italiani (Italo-libici), nonostante la maggioranza sia emigrata negli anni cinquanta o sia stata espulsa nel 1970
  • 12.
    Lingua L'arabo è lalingua ufficiale del paese. La lingua berbera è parlata, ma senza alcun riconoscimento ufficiale, da circa 160 000 persone, soprattutto nel Gebe Nefusa ("nefusi"), a Zuara sulla costa, e in vari centri dell'interno, come Ghat, Gadames, Sokna e Augila. La lingua italiana (residuo dell'epoca coloniale) e quella inglese sono utilizzate a livello economico per i commerci.
  • 13.
    Religione Dal 1970 laconfessione islamica è stata proclamata religione di Stato. I musulmani (per lo più sunniti, ma anche ibaditi, cioè kharigiti) sono circa il 97%, i cristiani sono circa il 3%, e di questi circa 56 000 sono cattolici. La maggioranza della popolazione araba e arabo-berbera è sunnita, mentre la maggioranza dei berberi del Gebel Nefusa è ibadita.
  • 14.
    Curiosità La Libia segueil calendario islamico lunare, e ne celebra le principali festività. Tra le festività civili si segnalano: 17 febbraio: "giornata della collera", contro le forze lealiste del militare libico Gheddafi, nel 2011 23 ottobre: festa nazionale: Giorno della Liberazione: fine della Prima guerra civile libica, nel 2011 24 dicembre, Giorno dell'Indipendenza (riferito al 1951). Alcune sono state abolite: 28 marzo, Giornata del ritiro dei britannici. 11 giugno, Evacuazione delle basi militari straniere. 7 ottobre, Giorno dell'Amicizia (fino al 2008: "Giorno della Vendetta", in ricordo dell'espulsione degli italiani nel 1970). 26 ottobre, Giornata del Ricordo delle deportazioni del 1911.