Intercultura e internet
Una logica affine tra università e network sociale
www.trickster.lettere.unipd.it
www.intercultura.ning.com
Breve premessa
Ciò che noi tutti vogliamo evitare
La costruzione di uno spazio sociale comune
diventa una necessità vitale. Sono evidenti (anche
se rimossi) esempi concreti di annichilimento delle
relazioni sociali e di ogni ecosistema delle
solidarietà minime
Quindi è necessario essere
ASSOLUTAMENTE
ottimisti!
Premessa II
Quando in certi contesti (anche universitari) parlo
di queste cose, per molti è come cadere dalle
nuvole, talvolta indifferenza come anche diffidenza.
Concetti e lessico che possono essere dati per
scontati all'interno di un barcamp, sono del tutto
sconosciuti ai più
Quindi nella premessa c'è la tesi finale: non si
tratta di una teoria migliore da imporre, ma di
perseverare all'interno delle dinamiche, stare nei
processi come mediatori
Quindi necessario travare pazienza, metodi, comunicazione,
per traghettare le forme
Il che significa che, se abbiamo bisogno di
un'organizzazione collettiva dei simboli, allora
l'ingegnere, il sociologo, ecc..., deve
costantemente lavorare in connessione con il
filosofo, l'antropologo, lo psicologo...
e viceversa
Web 2.0 e intercultura
Logica affine
Web 1.0 – Web 2.0
Culture
• G. Pasqualotto,
Intercultura e
globalizzazione, in
Incontri di sguardi,
Unipress, Padova
2002
Multiculturalismo VS Interculturalismo
• Culture rigidamente
definite e statiche
• Assenza di relazioni
tra culture
• Gerarchizzazione
• Conflitto/
Neutralizzazione
• Incomprensione
• Modello di
interpretazione
• Culture sono processi
di formazione in
continua relazione con
l'altro da sé
• Soggettivazione
• Contrattazione
• Fra-intendimento e
dinamica di
comprensione
• PRASSI REALE
• essenzialismo
strategico (Spivak)
•
Altro esempio
• Un tag cloud indica
visivamente ricorrenze
e relazioni semantiche
che identificano un
singolo oggetto
Identità digitali
C'è una determinazione
performativa (sono in quanto
mi esprimo, lavoro, ho
un'opinione, ecc...) in ogni
determinazione digitale di sé.
Rimane comunque difficile in
rete far emergere il lato
processuale, esperienziale e
di vissuto (singolarità
irriducibile)
Identità plurime
• Chi sono io?
• Chi siamo noi?
Cfr. Bibliografia minima
su identità e
identificazione
Es. le seconde generazioni
• Who is Who?
• Sono italiano?
Sono marocchino? Che
significa essere entrambe
le cose? Ha un senso?
• Sono kenyota, africano,
avvocato, nero, bibliofilo,
melomane, fan di
Tarantino, cittadino
americano, presidente degli
Stati Uniti, ecc...
• Italiano con il trattino e
hyphenation
• Cioè sono la relazione continua di tutto ciò che
ho attraversato e che mi attraversa
La mia identità è quindi un processo di
formazione all'interno di un rete di relazioni in
continuo scambio
Ergo >>> tale affinità di logiche diventa un obiettivo
duplice: lavorare collettivamente per dinamiche
orizzontali di socializzazione
Intelligenza collettiva e soggetto del sapere
Domanda: chi è il soggetto del sapere?
- Il collective mind si confronta con il processo che ha istituito in
termini di rappresentazione lo spazio del sapere.
- Impossibile pensare di liquidare l'Università senza toccarne il
nodo della formazione (formazione dell'Università)
- L'Università è (ancora) il soggetto (supposto) del sapere?
Università
• come istituzione produzione della statualità
moderna:
• funzione di rappresentanza simbolica
e quindi delega nella produzione del simbolico
che sostiene un'organizzazione sociale di tipo
statuale
• Con la globalizzazione e quindi il processo di
esaurimento delle forma statuale, ovviamente
anche l'Università perde il proprio ruolo
socialmente riconosciuto nella configurazione
dei simboli che reggono la società stessa.
• Questo aspetto è del tutto evidente se
semplicemente guardiamo a come i quadri
dirigenziali provengano sempre meno da
percorsi di formazione avanzata interni
all'Università, mentre prima il percorso era del
tutto obbligato
• Le fasi di transizione rischiano però di essere le più
produttive
• Trovare intermediazioni (possibilmente con certa
autonomia) tra la produzione universitaria del sapere, quella
professionale e quella sociale (da questo punto di vista i
master possono essere importanti, potenziando le lauree
specialistiche sul piano dell'approfondimendo)
• trovare soluzioni giuridiche e amministrative snelle
• incentivare e inquadrare professionalmente
• Non università fondazioni, ma finanziamenti social
(donation, partnership) di queste strutture di mediazione
A questo livello è (già) possibile sperimentare (anche in modo
spregiudicato) con la rete:
- open source
- modelli wiki
- contenuti liberi
- gestione e integrazione social network
- e-learning e corsi a distanza totalmente on-line
- Ad sense et similia in siti con loghi universitari
- ad libitum...
Intanto facciamo questo
barcamp sull'intercultura
(globalizzazione, migrazione, identità,
razzismi e discriminazioni,
generazioni, nework sociali, ecc...)
The End
Stefano Bellanda & Redazione Trickster

Intercultura e Internet

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    Intercultura e internet Unalogica affine tra università e network sociale
  • 3.
  • 4.
  • 5.
    Breve premessa Ciò chenoi tutti vogliamo evitare
  • 7.
    La costruzione diuno spazio sociale comune diventa una necessità vitale. Sono evidenti (anche se rimossi) esempi concreti di annichilimento delle relazioni sociali e di ogni ecosistema delle solidarietà minime
  • 8.
    Quindi è necessarioessere ASSOLUTAMENTE ottimisti!
  • 9.
    Premessa II Quando incerti contesti (anche universitari) parlo di queste cose, per molti è come cadere dalle nuvole, talvolta indifferenza come anche diffidenza.
  • 10.
    Concetti e lessicoche possono essere dati per scontati all'interno di un barcamp, sono del tutto sconosciuti ai più
  • 11.
    Quindi nella premessac'è la tesi finale: non si tratta di una teoria migliore da imporre, ma di perseverare all'interno delle dinamiche, stare nei processi come mediatori
  • 12.
    Quindi necessario travarepazienza, metodi, comunicazione, per traghettare le forme
  • 13.
    Il che significache, se abbiamo bisogno di un'organizzazione collettiva dei simboli, allora l'ingegnere, il sociologo, ecc..., deve costantemente lavorare in connessione con il filosofo, l'antropologo, lo psicologo...
  • 14.
  • 15.
    Web 2.0 eintercultura Logica affine
  • 16.
    Web 1.0 –Web 2.0
  • 17.
    Culture • G. Pasqualotto, Interculturae globalizzazione, in Incontri di sguardi, Unipress, Padova 2002
  • 18.
    Multiculturalismo VS Interculturalismo •Culture rigidamente definite e statiche • Assenza di relazioni tra culture • Gerarchizzazione • Conflitto/ Neutralizzazione • Incomprensione • Modello di interpretazione • Culture sono processi di formazione in continua relazione con l'altro da sé • Soggettivazione • Contrattazione • Fra-intendimento e dinamica di comprensione • PRASSI REALE • essenzialismo strategico (Spivak) •
  • 19.
    Altro esempio • Untag cloud indica visivamente ricorrenze e relazioni semantiche che identificano un singolo oggetto
  • 20.
    Identità digitali C'è unadeterminazione performativa (sono in quanto mi esprimo, lavoro, ho un'opinione, ecc...) in ogni determinazione digitale di sé. Rimane comunque difficile in rete far emergere il lato processuale, esperienziale e di vissuto (singolarità irriducibile)
  • 21.
    Identità plurime • Chisono io? • Chi siamo noi? Cfr. Bibliografia minima su identità e identificazione
  • 22.
    Es. le secondegenerazioni • Who is Who? • Sono italiano? Sono marocchino? Che significa essere entrambe le cose? Ha un senso? • Sono kenyota, africano, avvocato, nero, bibliofilo, melomane, fan di Tarantino, cittadino americano, presidente degli Stati Uniti, ecc... • Italiano con il trattino e hyphenation
  • 23.
    • Cioè sonola relazione continua di tutto ciò che ho attraversato e che mi attraversa La mia identità è quindi un processo di formazione all'interno di un rete di relazioni in continuo scambio
  • 24.
    Ergo >>> taleaffinità di logiche diventa un obiettivo duplice: lavorare collettivamente per dinamiche orizzontali di socializzazione
  • 26.
    Intelligenza collettiva esoggetto del sapere Domanda: chi è il soggetto del sapere? - Il collective mind si confronta con il processo che ha istituito in termini di rappresentazione lo spazio del sapere. - Impossibile pensare di liquidare l'Università senza toccarne il nodo della formazione (formazione dell'Università) - L'Università è (ancora) il soggetto (supposto) del sapere?
  • 27.
    Università • come istituzioneproduzione della statualità moderna: • funzione di rappresentanza simbolica e quindi delega nella produzione del simbolico che sostiene un'organizzazione sociale di tipo statuale
  • 28.
    • Con laglobalizzazione e quindi il processo di esaurimento delle forma statuale, ovviamente anche l'Università perde il proprio ruolo socialmente riconosciuto nella configurazione dei simboli che reggono la società stessa.
  • 29.
    • Questo aspettoè del tutto evidente se semplicemente guardiamo a come i quadri dirigenziali provengano sempre meno da percorsi di formazione avanzata interni all'Università, mentre prima il percorso era del tutto obbligato
  • 30.
    • Le fasidi transizione rischiano però di essere le più produttive • Trovare intermediazioni (possibilmente con certa autonomia) tra la produzione universitaria del sapere, quella professionale e quella sociale (da questo punto di vista i master possono essere importanti, potenziando le lauree specialistiche sul piano dell'approfondimendo) • trovare soluzioni giuridiche e amministrative snelle • incentivare e inquadrare professionalmente • Non università fondazioni, ma finanziamenti social (donation, partnership) di queste strutture di mediazione
  • 31.
    A questo livelloè (già) possibile sperimentare (anche in modo spregiudicato) con la rete: - open source - modelli wiki - contenuti liberi - gestione e integrazione social network - e-learning e corsi a distanza totalmente on-line - Ad sense et similia in siti con loghi universitari - ad libitum...
  • 32.
    Intanto facciamo questo barcampsull'intercultura (globalizzazione, migrazione, identità, razzismi e discriminazioni, generazioni, nework sociali, ecc...)
  • 33.
    The End Stefano Bellanda& Redazione Trickster