I L B U L L I S M O
A cura della Dott.ssa Rosalia Cipollina
Psicologa – Docente
www.iltuopsicologo.it – tutti i diritti riservati – è possibile l’ulitilizzo dietro
richiesta d’autorizzazione
CHE COS’E’ IL BULLISMO
"Uno studente è oggetto di azioni di
bullismo, ovvero è prevaricato o
vittimizzato, quando viene esposto,
ripetutamente nel corso del tempo, alle
azioni offensive messe in atto da parte
di uno o di più compagni."
Questa è la definizione che dà del
bullismo Olweus, uno dei massimi
studiosi di questo fenomeno.
AZIONI DI BULLISMO
 fisico: prendere a pugni o calci,
prendere o maltrattare gli
oggetti personali della vittima;
 verbale: insultare, deridere,
offendere;
 indirette: fare pettegolezzi, isolare
dal gruppo.
 Dura nel tempo (settimane o mesi)
 La vittima non può difendersi
CONSIGLI PER LA VITTIMA
 E' accaduto che
qualcuno ha fatto il
prepotente con te o
con qualche tuo
amico? Forse sarà
successo. Viene
chiamato bullo chi fa
il prepotente o cerca
di fare del male ad
altri sia con le parole
che con le azioni.
Hai di fronte un bullo se
qualcuno:
 1. E' aggressivo nei tuoi confronti picchiandoti,
sputandoti, ti dà dei morsi, prende le tue cose.
 2. Ti insulta, ti fa fare cose che tu non vorresti
fare, ti fa sentire uno stupido, ti fa stare male
 3. Ti provoca, ti scrive biglietti offensivi, mette
in giro bugie su di te
 4. Cerca di convincere anche i tuoi amici a
isolarti e prenderti in giro
 5. Minaccia di picchiare te o qualcuno a cui
vuoi bene
 Il bullo cerca di usare la violenza per avere
quello che vuole, cercando una "vittima" che
non riesce a difendersi da solo o che
considera "inferiore" a lui.
 Il bullo può essere qualcuno della tua scuola,
o qualcuno che consideravi un amico.
 L' intenzione del bullo è quella di spaventare,
di mettere paura, perché in questo modo si
sente grande e forte, vuole che gli altri
pensino che è potente, che ha successo, che
tiene tutto e tutti sotto controllo. In realtà
spesso è una persona che non ha nessuna di
queste "qualità", anzi cerca di nascondere i
suoi "difetti".
TEST SUL BULLISMO
 Di seguito c'è un test per scoprire se sei
"vittima" di un "bullo". Rispondi V se è
vero ed F se è falso.
 1. Si diverte a tormentarti ? V F
 2. Gli piace prenderti in giro o deriderti
i? V F
 3 . Considera divertente vederti
sbagliare o farti male ? V F
 4 . Sottrae o danneggia oggetti che ti
appartenengono ? V F
 5 . Si arrabbia spesso con te ? V F
 6 . Ti accusa per le cose che gli vanno male ?
V F
 7 . E' vendicativo nei tuoi confronti se gli ha
fatto qualcosa di spiacevole? V F
 8 . Quando gioca o fa una partita con te vuole
essere sempre il vincitore? V F
 9 . Ricorre a minacce o ricatti per ottenere
quello che vuole ? V F
 Se hai risposto Vero ad almeno 3 delle
domande è molto probabile che tu sia vittima
di un bullo, e le indicazioni seguenti potranno
esserti utili.
GLI EFFETTI DEL BULLISMO
 Quando qualcuno fa il prepotente con te
e ti fa stare male, potresti sentirti:
 Di valere poco o niente
 Triste o arrabiato
 Senza voglia di giocare o di uscire
 Con poco appetito o molto appetito
 Ti senti male come quando hai la
nausea
 Con mal di testa e mal di stomaco
 Senza dediderio di andare a scuola
Ecco che cosa devi fare se qualcuno
fà il bullo nei tuoi confronti:
 Cerca di farti vedere calmo e tranquillo, senza arrabiarti
o aver paura, anche se lo sei.
 Cerca di evitare cose che non desideri fare
 Non pensare a quello che ti dice, anzi, pensa bene di te
 Cerca di capire quando è preferibile andare via,
evitando il bullo
 Se ti senti un po' solo cerca di farti nuovi amici, con loro
sarà diverso
 Racconta a qualcuno di cui ti fidi quello che sta
succedendo (un insegnante, un amico più grande di te, i
tuoi genitori).
 Non avere paura di dirgli quello che succede, non è
colpa tua! Parlare con chi ti può aiutare è il modo
migliore per risolvere la situazione
 Non pensare che dicendolo a qualcuno andrai incontro a
problemi peggiori, se chiedi aiuto allora non sei più da
solo e potete pensare insieme a come risolvere questo
problema
 Spiega chiaramente che la situazione ti crea dei
problemi e che per te è importante che venga fatto
qualcosa.
 Continua a parlare di quello che accade finché non
otterrai qualche cambiamento.
 Non accettare che qualcuno sia aggressivo con te! Non
è facile fermarlo ma neanche impossibile.
RACCONTO: L’AMICIZIA
 Un giorno, ero un ragazzino delle
superiori, vidi un ragazzo della mia
classe che stava tornando a casa da
scuola. Il suo nome era Tom e
sembrava stesse portando tutti i suoi
libri. Dissi tra me e me:"perché mai uno
dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di
venerdì? deve essere un ragazzo
strano." Ho scrollato le spalle e mi sono
incamminato. Mentre stavo
camminando vidi un gruppo di ragazzini
che correvano incontro a Tom .
 Gli corsero addosso facendo cadere tutti i suoi
libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango
ed isuoi occhiali volarono via, e li vidi cadere
nell'erba un paio di metri più in la. Lui guardò
in su' e vidi una terribile tristezza nei suoi
occhi. Mi rapì il cuore! Così mi incamminai
verso di lui mentre lui stava cercando i suoi
occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi.
Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli:
quei ragazzi sono proprio dei selvaggi,
dovrebbero imparare a vivere. Tom mi guardò
e disse:grazie!
 C'era un grosso sorriso sul
suo viso, era uno di quei
sorrisi che mostrano vera
gratitudine.Lo aiutai a
raccogliere i libri e gli chiesi
dove viveva. Scoprii che
viveva vicino a me così gli
chiesi come mai non lo avessi
mai visto prima, lui mi spiegò
che prima andava in una
scuola privata. Prima di allora
non sarei mai andato in giro
con un ragazzo che
frequentava le scuole
private.Parlammo per tutta la
strada e io lo aiutai a portare
alcuni libri.
 Mi sembrò un ragazzo molto carino ed
educato così gli chiesi se gli andava di
giocare a football con i miei amici e lui
disse di si. Andammo in giro tutto il
week end e più lo conoscevo più Tom
mi piaceva così come piaceva ai miei
amici. Arrivò il lunedì mattina ed ecco
Tom con tutta la pila dei libri ancora. Lo
fermai e gli dissi: ragazzo finirà che ti
costruirai dei muscoli incredibili con
questa pila di libri ogni giorno! Egli rise
e mi passo la metà dei libri.
 Nei successivi quattro anni io e Tom
diventammo amici per la pelle. Una volta
adolescenti cominciammo a pensare al
college, Tom decise per Columbia Universitye
io per Georgetown. Sapevo che saremmo
sempre stati amici e che la distanza non
sarebbe stata un problema per noi. Tom
sarebbe diventato un dottore mentre io mi
sarei occupato di scuole di football. Tom era il
primo della nostra classe e io l'ho sempre
preso in giro per essere un secchione.Tom
doveva preparare un discorso per il diploma.
 Io fui molto felice di non essere al suo posto
sul podio a parlare. Il giorno dei diplomi vidi
Tom, aveva un'ottimo aspetto. Lui era uno di
quei ragazzi che aveva veramente trovato se
stesso durante le
 scuole superiori. Si era un po' riempito
nell'aspetto e stava molto bene con gli
occhiali. Aveva qualcosa in più e tutte le
ragazze lo amavano. Ragazzi, qualche volta
ero un pò geloso! Oggi era uno di
 quei giorni, vidi che era un po' nervoso per il
discorso che doveva fare, così gli diedi una
pacca sulla spalla e gli dissi: "hei, ragazzo te la
caverai alla grande!" Mi guardò con uno di
quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine) e
sorrise mentre mi disse: "grazie".
 Iniziò il suo discorso
schiarendosi la voce: "nel
giorno del diploma si usa
ringraziare coloro che ci hanno
aiutato a farcela in questi anni
duri. I genitori, gli insegnanti,
gli allenatori ma più di tutti i
tuoi amici. Sono qui per dire a
tutti voi che essere amico di
qualcuno è il più bel regalo che
voi potete fare. Voglio
raccontarvi una storia".
Guardai il mio amico Tom
incredulo non appena cominciò
a raccontare il giorno del
nostro incontro.
 Lui aveva pianificato di suicidarsi
durante il week end. Egli raccontò di
come aveva pulito il suo armadietto a
scuola,così che la madre non avesse
dovuto farlo dopo, e di come si stava
portando a casa tutte le sue cose. Tom
mi guardò intensamente e fece un
piccolo sorriso. "ringraziando il cielo fui
salvato, il mio amico mi salvò dal fare
quel terribile gesto".
 Udii un brusio tra la
gente a queste
rivelazioni. Il ragazzo
più popolare ci aveva
appena raccontato il
suo momento più
debole. Vidi sua
madre e suo padre
che mi guardavano e
mi sorridevano, lo
stesso sorriso pieno
di gratitudine. Non
avevo mai realizzato
la profondità di quel
 Ricordatevi che siate
vittime o meno di un
bullo non
sottovalutate mai il
potere delle vostre
azioni. Con un
piccolo gesto potete
cambiare la vostra
vita o la vita di una
persona, in meglio o
in peggio.

Il bullismo v

  • 1.
    I L BU L L I S M O A cura della Dott.ssa Rosalia Cipollina Psicologa – Docente www.iltuopsicologo.it – tutti i diritti riservati – è possibile l’ulitilizzo dietro richiesta d’autorizzazione
  • 2.
    CHE COS’E’ ILBULLISMO "Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o di più compagni." Questa è la definizione che dà del bullismo Olweus, uno dei massimi studiosi di questo fenomeno.
  • 3.
    AZIONI DI BULLISMO fisico: prendere a pugni o calci, prendere o maltrattare gli oggetti personali della vittima;  verbale: insultare, deridere, offendere;  indirette: fare pettegolezzi, isolare dal gruppo.  Dura nel tempo (settimane o mesi)  La vittima non può difendersi
  • 4.
    CONSIGLI PER LAVITTIMA  E' accaduto che qualcuno ha fatto il prepotente con te o con qualche tuo amico? Forse sarà successo. Viene chiamato bullo chi fa il prepotente o cerca di fare del male ad altri sia con le parole che con le azioni.
  • 5.
    Hai di fronteun bullo se qualcuno:  1. E' aggressivo nei tuoi confronti picchiandoti, sputandoti, ti dà dei morsi, prende le tue cose.  2. Ti insulta, ti fa fare cose che tu non vorresti fare, ti fa sentire uno stupido, ti fa stare male  3. Ti provoca, ti scrive biglietti offensivi, mette in giro bugie su di te  4. Cerca di convincere anche i tuoi amici a isolarti e prenderti in giro  5. Minaccia di picchiare te o qualcuno a cui vuoi bene
  • 6.
     Il bullocerca di usare la violenza per avere quello che vuole, cercando una "vittima" che non riesce a difendersi da solo o che considera "inferiore" a lui.  Il bullo può essere qualcuno della tua scuola, o qualcuno che consideravi un amico.  L' intenzione del bullo è quella di spaventare, di mettere paura, perché in questo modo si sente grande e forte, vuole che gli altri pensino che è potente, che ha successo, che tiene tutto e tutti sotto controllo. In realtà spesso è una persona che non ha nessuna di queste "qualità", anzi cerca di nascondere i suoi "difetti".
  • 7.
    TEST SUL BULLISMO Di seguito c'è un test per scoprire se sei "vittima" di un "bullo". Rispondi V se è vero ed F se è falso.  1. Si diverte a tormentarti ? V F  2. Gli piace prenderti in giro o deriderti i? V F  3 . Considera divertente vederti sbagliare o farti male ? V F  4 . Sottrae o danneggia oggetti che ti appartenengono ? V F  5 . Si arrabbia spesso con te ? V F
  • 8.
     6 .Ti accusa per le cose che gli vanno male ? V F  7 . E' vendicativo nei tuoi confronti se gli ha fatto qualcosa di spiacevole? V F  8 . Quando gioca o fa una partita con te vuole essere sempre il vincitore? V F  9 . Ricorre a minacce o ricatti per ottenere quello che vuole ? V F  Se hai risposto Vero ad almeno 3 delle domande è molto probabile che tu sia vittima di un bullo, e le indicazioni seguenti potranno esserti utili.
  • 9.
    GLI EFFETTI DELBULLISMO  Quando qualcuno fa il prepotente con te e ti fa stare male, potresti sentirti:  Di valere poco o niente  Triste o arrabiato  Senza voglia di giocare o di uscire  Con poco appetito o molto appetito  Ti senti male come quando hai la nausea  Con mal di testa e mal di stomaco  Senza dediderio di andare a scuola
  • 10.
    Ecco che cosadevi fare se qualcuno fà il bullo nei tuoi confronti:  Cerca di farti vedere calmo e tranquillo, senza arrabiarti o aver paura, anche se lo sei.  Cerca di evitare cose che non desideri fare  Non pensare a quello che ti dice, anzi, pensa bene di te  Cerca di capire quando è preferibile andare via, evitando il bullo  Se ti senti un po' solo cerca di farti nuovi amici, con loro sarà diverso  Racconta a qualcuno di cui ti fidi quello che sta succedendo (un insegnante, un amico più grande di te, i tuoi genitori).
  • 11.
     Non averepaura di dirgli quello che succede, non è colpa tua! Parlare con chi ti può aiutare è il modo migliore per risolvere la situazione  Non pensare che dicendolo a qualcuno andrai incontro a problemi peggiori, se chiedi aiuto allora non sei più da solo e potete pensare insieme a come risolvere questo problema  Spiega chiaramente che la situazione ti crea dei problemi e che per te è importante che venga fatto qualcosa.  Continua a parlare di quello che accade finché non otterrai qualche cambiamento.  Non accettare che qualcuno sia aggressivo con te! Non è facile fermarlo ma neanche impossibile.
  • 12.
    RACCONTO: L’AMICIZIA  Ungiorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola. Il suo nome era Tom e sembrava stesse portando tutti i suoi libri. Dissi tra me e me:"perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? deve essere un ragazzo strano." Ho scrollato le spalle e mi sono incamminato. Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che correvano incontro a Tom .
  • 13.
     Gli corseroaddosso facendo cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango ed isuoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell'erba un paio di metri più in la. Lui guardò in su' e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre lui stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi. Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: quei ragazzi sono proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere. Tom mi guardò e disse:grazie!
  • 14.
     C'era ungrosso sorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine.Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva. Scoprii che viveva vicino a me così gli chiesi come mai non lo avessi mai visto prima, lui mi spiegò che prima andava in una scuola privata. Prima di allora non sarei mai andato in giro con un ragazzo che frequentava le scuole private.Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri.
  • 15.
     Mi sembròun ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi se gli andava di giocare a football con i miei amici e lui disse di si. Andammo in giro tutto il week end e più lo conoscevo più Tom mi piaceva così come piaceva ai miei amici. Arrivò il lunedì mattina ed ecco Tom con tutta la pila dei libri ancora. Lo fermai e gli dissi: ragazzo finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno! Egli rise e mi passo la metà dei libri.
  • 16.
     Nei successiviquattro anni io e Tom diventammo amici per la pelle. Una volta adolescenti cominciammo a pensare al college, Tom decise per Columbia Universitye io per Georgetown. Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non sarebbe stata un problema per noi. Tom sarebbe diventato un dottore mentre io mi sarei occupato di scuole di football. Tom era il primo della nostra classe e io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione.Tom doveva preparare un discorso per il diploma.
  • 17.
     Io fuimolto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare. Il giorno dei diplomi vidi Tom, aveva un'ottimo aspetto. Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le  scuole superiori. Si era un po' riempito nell'aspetto e stava molto bene con gli occhiali. Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano. Ragazzi, qualche volta ero un pò geloso! Oggi era uno di  quei giorni, vidi che era un po' nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi: "hei, ragazzo te la caverai alla grande!" Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine) e sorrise mentre mi disse: "grazie".
  • 18.
     Iniziò ilsuo discorso schiarendosi la voce: "nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I genitori, gli insegnanti, gli allenatori ma più di tutti i tuoi amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare. Voglio raccontarvi una storia". Guardai il mio amico Tom incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro.
  • 19.
     Lui avevapianificato di suicidarsi durante il week end. Egli raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola,così che la madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stava portando a casa tutte le sue cose. Tom mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso. "ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare quel terribile gesto".
  • 20.
     Udii unbrusio tra la gente a queste rivelazioni. Il ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole. Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso sorriso pieno di gratitudine. Non avevo mai realizzato la profondità di quel
  • 21.
     Ricordatevi chesiate vittime o meno di un bullo non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni. Con un piccolo gesto potete cambiare la vostra vita o la vita di una persona, in meglio o in peggio.