Simulazione tramite un programma in Matlab di un semplice modello dinamico di tipo half-
                              car model a 2 gradi di libertà.

Un automobile è un sistema dinamico complesso. Il corpo principale dell’automobile (vedi figura
seguente) ha 6 GdL. A questi vanno aggiunti i gradi di libertà dovuti agli spostamenti relativi delle
altre masse all’interno del veicolo come motore, assi, ruote, sedili + passeggeri.




Per ottimizzare la scelta dei componenti costituenti le sospensioni sono stati proposti durante gli
anni diversi modelli di cui si è studiato il comportamento dinamico, mettendo in evidenza di volta
in volta caratteristiche dinamiche diverse. Sostanzialmente i tipi di modelli si dividono in due
grandi raggruppamenti: half-car model ed quarter-car model. I primi considerano il comportamento
dinamico di “mezza auto”, supponendo che vi sia simmetria tra parte destra e parte sinistra. I
secondi considerano solo un quarto di auto focalizzando lo studio su di una sola sospensione senza
tenere conto delle reciproche influenze tra le sospensioni di più ruote.
In seguito è riportato uno schema di un half-car model. Il sistema ha 5 GdL: rotazione e posizione
verticale del corpo centrale; posizioni delle due ruote; posizione del sedile dell’autista.




Anche il modello seguente appartiene ad i half-car model. Rispetto al precedente, ha 1 GdL in
meno, in quanto non viene considerata la posizione del sedile dell’autista. Inoltre non si tiene conto
dello smorzamento del pneumatico. Notare che in mezzo tra smorzatore e molla c’è un elemento
aggiuntivo che rappresenta una sospensione attiva (attuatore).
Per ultimo presentiamo il modello di un quarter-car. (2 GdL) E’ presente solo un quarto della massa
dell’automobile e la massa della ruota + l’asse della ruota.
L’esercitazione considera un semplice modello half-car model a 2GdL, come quello in figura




                                                                                                                 F2
                                                        G                                               y2
           F1                                      yG
                  y1                                                              ϑ


                                            w1                                                         w2




Le coordinate indipendenti sono yG e ϑ . L’equilibrio dinamico porta a scrivere

F1 + F2 − m yG − mg = 0                                                                                          (1)
− b1 F1 + b2 F2 − I G ϑ = 0

dove le forze date dalle sospensioni sono

F1 = −k1 ( y1 − w1 − ∆1 ) − c1 ( y1 − w1 )                                                                       (2)
F2 = −k 2 ( y 2 − w2 − ∆ 2 ) − c2 ( y2 − w2 )

∆1 e ∆ 2 rappresentano le elongazioni di riposo delle molle. I punti di applicazione delle molle sono
dati da

y1 = yG − b1 ϑ                                                                                                   (3)
y 2 = yG + b2 ϑ

Mettendo le equazioni in forma matriciale le eq. (1) ed esplicitando le accelerazioni si ottiene

 yG             1m           1m      F1            −g
       =                                   +
  ϑ        − b1 I G         b2 I G   F2            0                                                             (4)
Y = MF + Yc
dove Y = {yG ϑ} , F = {F1 F2 } ed Yc = {− g 0} .
                        T                      T                        T


Sostituendo (3) in (2) e ponendo in forma matriciale

 F1   − c1            c1b1      yG        − k1       k1b1      yG       c1   0        w1   k   0    w1   k∆
    =                                +                              +                    + 1           + 1 1 =
 F2   − c2           − c2b2     ϑ         − k2      − k 2 b2   ϑ        0    c2       w2   0   k2   w2   k2∆ 2
F = CY + KY + C ′W + K ′W + Fc

Infine, sostituendo il vettore delle forze in (3), si ottiene il modello completo
Y = M (CY + KY + C ′W + K ′W + Fc ) + Yc =
                                                                                                        (5)
= MCY + MKY + MC ′W + MK ′W + MFc + Yc

Notare che le matrici MC, MK, MC’, MK’ ed MFc sono costanti e note. Perciò il sistema di
equazioni dinamiche (5) fornisce l’accelerazione del vettore delle coordinate indipendenti a partire
da velocità e posizione del vettore delle coordinate indipendenti

                              Y                 Modello
                                               dinamico
                             Y                2 equazioni
                                                                          Y
                             W
                             W


velocità e posizione del vettore che definisce il punto di appoggio delle ruote.
Per risolvere il sistema di equazioni differenziali è sufficiente ricorrere ai metodi tradizionali di
soluzione, dato che ci troviamo di fronte ad eq. differenziali a coefficienti costanti.
In alternativa, si imposterà un metodo numerico di soluzione. Il metodo è un metodo iterativo.

Conoscendo il vettore velocità ad un certo istante i-esimo, la velocità ad un istante i+1-esimo può
essere stimata attraverso la seguente relazione

Yi+1 = Yi + Yi +1 dt                                                                                    (6)

dove dt è l’incremento temporale tra un istante e l’altro. Vale la stessa cosa per il vettore posizione,
perciò

Yi +1 = Yi + Yi +1 dt                                                                                   (7)

In uno schema iterativo, partendo dalla conoscenza del vettore velocità e posizione al passo i-esimo,
attraverso la formula (5) è possibile calcolare il vettore accelerazione al passo i+1-esimo.
Successivamente, attraverso le formule (6) e (7) si stimano velocità ed accelerazioni al passo i+1-
esimo. Il ciclo riparte, ricalcolando l’accelerazione al passo i+2-esimo sempre con la formula (5).
Quanto detto è schematizzato nel seguente schema a blocchi



                Yi             Modello
                              dinamico                  Stima              Stima
                Yi           2 equazioni       Yi+1     velocità Yi +1                  Yi +1
                                                                           posizione
          Wi
          Wi
        Aggiornamento
           di   Yi e Yi
Scelta delle condizioni iniziali

Dato che il metodo è iterativo, è necessario individuare due valori di partenza per il vettore velocità
e posizione. Si può ipotizzare che l’automobile stia percorrendo all’inizio un tratto rettilineo su una
superficie idealmente piana. Perciò l’auto in questa fase iniziale non subisce sobbalzi, perciò il
vettore velocità è nullo, cioè

      {
Y0 = yG 0 ϑ0        } = {0 0}
                    T          T
                                                                                                   (8)

Il vettore posizione al contrario non è nullo, perché le molle devono essere compresse di una
determinata quantità per bilanciare la forza peso, anche se si sta percorrendo un tratto rettilineo
piano. La posizione iniziale si determina risolvendo l’equazione (5), nel caso in cui accelerazioni e
velocità del corpo rigido siano nulle (moto a regime) e non vi sia alcuna sollecitazione dal terreno
( W = W = 0 ). Perciò

0 = MKY + MFc + Yc
                                                                                                   (9)
Y0 = −(MK ) MFc − (MK ) Yc
               −1                  −1




Tipologia della forzante

Bisogna tradurre le caratteristiche del terreno attraverso la definizione dei vettori W e W nel tempo.
Poniamoci come obiettivo lo studio del comportamento dinamico dell’automobile quando incontra
un dosso.




                                                          h

                                         l            s

La prima ruota dell’auto incontra il dosso dopo una distanza l; il dosso è alto h ed è lungo s.
Rappresentiamo il dosso attraverso una funzione sinusoidale, perciò l’andamento del terreno può
essere espresso dalla funzione

                           0       se   x<l
             h         2π
hx ( x ) =     1 − cos    (x − l ) se l ≤ x < l + s                                                (10)
             2          s
                        0 se x ≥ l + s

La simulazione deve essere eseguita ad una ben determinata velocità dell’automobile v. Per cui lo
spostamento del punto di appoggio della prima ruota che va incontro al dosso è espresso rispetto al
tempo da

x = vt

Sostituendo nella eq. (10), si ottiene
0 se t < l v
            h         2π
w1 (t ) =     1 − cos     (v t − l ) se l v ≤ t < (l + s ) v                                     (11)
            2          s
                         0 se t ≥ (l + s ) v

La seconda ruota impatta il dosso con un determinato ritardo, dato da

t r = (b1 + b1 ) v

Perciò l’andamento del punto di appoggio della seconda ruota è

                                  0   se t < l v + t r
            h         2π
w2 (t ) =     1 − cos    (v t − l − t r ) se l v + t r ≤ t < (l + s ) v + t r                    (12)
            2          s
                              0 se t ≥ (l + s ) v + t r

Conoscendo l’andamento temporale dei punti di appoggio delle ruote rispetto al tempo si possono
calcolare anche le velocità

                          0 se t < l v
            π hv    2π
w1 (t ) =       sin     (v t − l ) se l v ≤ t < (l + s ) v                                       (13)
              s      s
                       0 se t ≥ (l + s ) v
                                0 se t < l v + t r
            π hv    2 pi
w2 (t ) =       sin      (v t − l − t r ) se l v + t r ≤ t < (l + s ) v + t r                    (14)
              s      s
                             0 se t ≥ (l + s ) v + t r


Supponiamo che l’incremento temporale scelto sia dt. I vettori che esprimono le posizioni e le
velocità dei punti di appoggio sono

        w1 (i dt )
Wi =
        w2 (i dt )
                                                                                                 (15)
        w1 (i dt )
Wi =
        w2 (i dt )

Notare che nelle ultime equazioni il simbolo “i” non indica un valore complesso, bensì un numero
naturale.
Modello ottimizzato delle sospensioni

Nel modello precedente si ipotizza che le ruote non si distacchino mai dal terreno. Se si vuole
introdurre un modello più raffinato è necessario tenere conto del distacco, durante il quale le forze
esercitate dalle sospensioni non diventano mai negative. Per imporre che le forze non diventino
negative bisogna modificare l’eq. che esprime le forze

        F1 se F1 > 0                F2 se F2 > 0
F1r =                      F2 r =
        0 se F1 ≤ 0                 0 se F2 ≤ 0

dove F1r ed F2 r sono le forze del modello con distacco delle ruote.

Note riguardanti l’implementazione

Dati caratteristici dell’auto:

m = 630 kg;     I G = 840 kgm2;         b1 = 1.56 m; b2 = 2.84 m;

Dati riguardanti la simulazione:

v = 70 km/h; l = 0.1 m;          s = 0.3 m;   h = 0.1 m;

Per quanto riguarda le sospensioni devono essere inserite diverse combinazioni in maniera da
determinare l’assetto ottimale dell’automobile (le rigidezze sono dell’ordine di grandezza delle
decine/centinaia di migliaia di N/m; gli smorzamenti sono dell’ordine di grandezza di migliaia
Ns/m).

Half quarter model

  • 1.
    Simulazione tramite unprogramma in Matlab di un semplice modello dinamico di tipo half- car model a 2 gradi di libertà. Un automobile è un sistema dinamico complesso. Il corpo principale dell’automobile (vedi figura seguente) ha 6 GdL. A questi vanno aggiunti i gradi di libertà dovuti agli spostamenti relativi delle altre masse all’interno del veicolo come motore, assi, ruote, sedili + passeggeri. Per ottimizzare la scelta dei componenti costituenti le sospensioni sono stati proposti durante gli anni diversi modelli di cui si è studiato il comportamento dinamico, mettendo in evidenza di volta in volta caratteristiche dinamiche diverse. Sostanzialmente i tipi di modelli si dividono in due grandi raggruppamenti: half-car model ed quarter-car model. I primi considerano il comportamento dinamico di “mezza auto”, supponendo che vi sia simmetria tra parte destra e parte sinistra. I secondi considerano solo un quarto di auto focalizzando lo studio su di una sola sospensione senza tenere conto delle reciproche influenze tra le sospensioni di più ruote. In seguito è riportato uno schema di un half-car model. Il sistema ha 5 GdL: rotazione e posizione verticale del corpo centrale; posizioni delle due ruote; posizione del sedile dell’autista. Anche il modello seguente appartiene ad i half-car model. Rispetto al precedente, ha 1 GdL in meno, in quanto non viene considerata la posizione del sedile dell’autista. Inoltre non si tiene conto dello smorzamento del pneumatico. Notare che in mezzo tra smorzatore e molla c’è un elemento aggiuntivo che rappresenta una sospensione attiva (attuatore).
  • 2.
    Per ultimo presentiamoil modello di un quarter-car. (2 GdL) E’ presente solo un quarto della massa dell’automobile e la massa della ruota + l’asse della ruota.
  • 3.
    L’esercitazione considera unsemplice modello half-car model a 2GdL, come quello in figura F2 G y2 F1 yG y1 ϑ w1 w2 Le coordinate indipendenti sono yG e ϑ . L’equilibrio dinamico porta a scrivere F1 + F2 − m yG − mg = 0 (1) − b1 F1 + b2 F2 − I G ϑ = 0 dove le forze date dalle sospensioni sono F1 = −k1 ( y1 − w1 − ∆1 ) − c1 ( y1 − w1 ) (2) F2 = −k 2 ( y 2 − w2 − ∆ 2 ) − c2 ( y2 − w2 ) ∆1 e ∆ 2 rappresentano le elongazioni di riposo delle molle. I punti di applicazione delle molle sono dati da y1 = yG − b1 ϑ (3) y 2 = yG + b2 ϑ Mettendo le equazioni in forma matriciale le eq. (1) ed esplicitando le accelerazioni si ottiene yG 1m 1m F1 −g = + ϑ − b1 I G b2 I G F2 0 (4) Y = MF + Yc dove Y = {yG ϑ} , F = {F1 F2 } ed Yc = {− g 0} . T T T Sostituendo (3) in (2) e ponendo in forma matriciale F1 − c1 c1b1 yG − k1 k1b1 yG c1 0 w1 k 0 w1 k∆ = + + + 1 + 1 1 = F2 − c2 − c2b2 ϑ − k2 − k 2 b2 ϑ 0 c2 w2 0 k2 w2 k2∆ 2 F = CY + KY + C ′W + K ′W + Fc Infine, sostituendo il vettore delle forze in (3), si ottiene il modello completo
  • 4.
    Y = M(CY + KY + C ′W + K ′W + Fc ) + Yc = (5) = MCY + MKY + MC ′W + MK ′W + MFc + Yc Notare che le matrici MC, MK, MC’, MK’ ed MFc sono costanti e note. Perciò il sistema di equazioni dinamiche (5) fornisce l’accelerazione del vettore delle coordinate indipendenti a partire da velocità e posizione del vettore delle coordinate indipendenti Y Modello dinamico Y 2 equazioni Y W W velocità e posizione del vettore che definisce il punto di appoggio delle ruote. Per risolvere il sistema di equazioni differenziali è sufficiente ricorrere ai metodi tradizionali di soluzione, dato che ci troviamo di fronte ad eq. differenziali a coefficienti costanti. In alternativa, si imposterà un metodo numerico di soluzione. Il metodo è un metodo iterativo. Conoscendo il vettore velocità ad un certo istante i-esimo, la velocità ad un istante i+1-esimo può essere stimata attraverso la seguente relazione Yi+1 = Yi + Yi +1 dt (6) dove dt è l’incremento temporale tra un istante e l’altro. Vale la stessa cosa per il vettore posizione, perciò Yi +1 = Yi + Yi +1 dt (7) In uno schema iterativo, partendo dalla conoscenza del vettore velocità e posizione al passo i-esimo, attraverso la formula (5) è possibile calcolare il vettore accelerazione al passo i+1-esimo. Successivamente, attraverso le formule (6) e (7) si stimano velocità ed accelerazioni al passo i+1- esimo. Il ciclo riparte, ricalcolando l’accelerazione al passo i+2-esimo sempre con la formula (5). Quanto detto è schematizzato nel seguente schema a blocchi Yi Modello dinamico Stima Stima Yi 2 equazioni Yi+1 velocità Yi +1 Yi +1 posizione Wi Wi Aggiornamento di Yi e Yi
  • 5.
    Scelta delle condizioniiniziali Dato che il metodo è iterativo, è necessario individuare due valori di partenza per il vettore velocità e posizione. Si può ipotizzare che l’automobile stia percorrendo all’inizio un tratto rettilineo su una superficie idealmente piana. Perciò l’auto in questa fase iniziale non subisce sobbalzi, perciò il vettore velocità è nullo, cioè { Y0 = yG 0 ϑ0 } = {0 0} T T (8) Il vettore posizione al contrario non è nullo, perché le molle devono essere compresse di una determinata quantità per bilanciare la forza peso, anche se si sta percorrendo un tratto rettilineo piano. La posizione iniziale si determina risolvendo l’equazione (5), nel caso in cui accelerazioni e velocità del corpo rigido siano nulle (moto a regime) e non vi sia alcuna sollecitazione dal terreno ( W = W = 0 ). Perciò 0 = MKY + MFc + Yc (9) Y0 = −(MK ) MFc − (MK ) Yc −1 −1 Tipologia della forzante Bisogna tradurre le caratteristiche del terreno attraverso la definizione dei vettori W e W nel tempo. Poniamoci come obiettivo lo studio del comportamento dinamico dell’automobile quando incontra un dosso. h l s La prima ruota dell’auto incontra il dosso dopo una distanza l; il dosso è alto h ed è lungo s. Rappresentiamo il dosso attraverso una funzione sinusoidale, perciò l’andamento del terreno può essere espresso dalla funzione 0 se x<l h 2π hx ( x ) = 1 − cos (x − l ) se l ≤ x < l + s (10) 2 s 0 se x ≥ l + s La simulazione deve essere eseguita ad una ben determinata velocità dell’automobile v. Per cui lo spostamento del punto di appoggio della prima ruota che va incontro al dosso è espresso rispetto al tempo da x = vt Sostituendo nella eq. (10), si ottiene
  • 6.
    0 se t< l v h 2π w1 (t ) = 1 − cos (v t − l ) se l v ≤ t < (l + s ) v (11) 2 s 0 se t ≥ (l + s ) v La seconda ruota impatta il dosso con un determinato ritardo, dato da t r = (b1 + b1 ) v Perciò l’andamento del punto di appoggio della seconda ruota è 0 se t < l v + t r h 2π w2 (t ) = 1 − cos (v t − l − t r ) se l v + t r ≤ t < (l + s ) v + t r (12) 2 s 0 se t ≥ (l + s ) v + t r Conoscendo l’andamento temporale dei punti di appoggio delle ruote rispetto al tempo si possono calcolare anche le velocità 0 se t < l v π hv 2π w1 (t ) = sin (v t − l ) se l v ≤ t < (l + s ) v (13) s s 0 se t ≥ (l + s ) v 0 se t < l v + t r π hv 2 pi w2 (t ) = sin (v t − l − t r ) se l v + t r ≤ t < (l + s ) v + t r (14) s s 0 se t ≥ (l + s ) v + t r Supponiamo che l’incremento temporale scelto sia dt. I vettori che esprimono le posizioni e le velocità dei punti di appoggio sono w1 (i dt ) Wi = w2 (i dt ) (15) w1 (i dt ) Wi = w2 (i dt ) Notare che nelle ultime equazioni il simbolo “i” non indica un valore complesso, bensì un numero naturale.
  • 7.
    Modello ottimizzato dellesospensioni Nel modello precedente si ipotizza che le ruote non si distacchino mai dal terreno. Se si vuole introdurre un modello più raffinato è necessario tenere conto del distacco, durante il quale le forze esercitate dalle sospensioni non diventano mai negative. Per imporre che le forze non diventino negative bisogna modificare l’eq. che esprime le forze F1 se F1 > 0 F2 se F2 > 0 F1r = F2 r = 0 se F1 ≤ 0 0 se F2 ≤ 0 dove F1r ed F2 r sono le forze del modello con distacco delle ruote. Note riguardanti l’implementazione Dati caratteristici dell’auto: m = 630 kg; I G = 840 kgm2; b1 = 1.56 m; b2 = 2.84 m; Dati riguardanti la simulazione: v = 70 km/h; l = 0.1 m; s = 0.3 m; h = 0.1 m; Per quanto riguarda le sospensioni devono essere inserite diverse combinazioni in maniera da determinare l’assetto ottimale dell’automobile (le rigidezze sono dell’ordine di grandezza delle decine/centinaia di migliaia di N/m; gli smorzamenti sono dell’ordine di grandezza di migliaia Ns/m).