Cesare Beccaria Bonesana,
marchese di Gualdrasco e di
Villareggio (Milano, 15 marzo
1738 – Milano, 28 novembre
1794), è stato un giurista,
filosofo, economista e letterato
italiano considerato tra i
massimi esponenti
dell'illuminismo italiano, figura
di spicco della scuola
illuministica milanese.
La sua opera principale: il
trattato Dei delitti e delle delle
pene.
Beccaria fu influenzato dalla lettura di
Locke, Helvetius, Rousseau e, come
gran parte degli illuministi milanesi,
dal sensismo di Condillac. Fu
influenzato anche dagli enciclopedisti,
in particolare da Voltaire e Diderot.
In generale quindi risente
dell’influenza del movimento culturale
dell’illuminismo.
 L’opera, si sviluppa come
un’articolata riflessione sulla natura e i
principi della punizione inferta dalla
legge a chi abbia commesso qualche reato.
 Beccaria ritiene che la vita associata sia rivolta
al conseguimento della felicità del maggior
numero di aderenti al “contratto sociale” e che
le leggi siano la condizione fondante di questo
patto.
 Le pene sono dunque finalizzate sia adimpedire
al colpevole di infrangere nuovamente le leggi,
sia a distogliere gli altri cittadini dal commettere
colpe analoghe
 La proposta riformistica di Beccaria vuole
abolire abusi ed arbitri dipendenti,
nell’amministrazione della giustizia
 Il rifiuto della pena di morte
 L'avversione alla tortura
 Il carcere preventivo (raccomanda cautela nella custodia cautelare in attesa di processo)
 Il carattere della sanzione (prontezza, infallibilità, proporzionalità, durata, pubblica
esemplarità)
 Il diritto all'autodifesa: sul porto di armi (che egli riteneva un utile strumento di
deterrenza del crimine)
Osservando i temi elencati in precedenza si può notare la grandissima influenza che
l’autore ha avuto non solo in Italia ma in tutto il mondo.
Dei delitti e delle pene conobbe un rapido successo in tutta Europa, nel giro di pochi
anni venne tradotto in francese, spagnolo, spagnolo, tedesco e russo. In italia si
scontrò invece con la cultura ecclesiastica che lo mette all’indice nel 1766.
Il grande successo e la diffusione dell’opera sono il motivo per cui oggi si può notare,
nella costituzione italiana e nei codici penali di tutto il mondo, leggi che si fondano
sulle sue idee.
Cesare beccaria

Cesare beccaria

  • 2.
    Cesare Beccaria Bonesana, marchesedi Gualdrasco e di Villareggio (Milano, 15 marzo 1738 – Milano, 28 novembre 1794), è stato un giurista, filosofo, economista e letterato italiano considerato tra i massimi esponenti dell'illuminismo italiano, figura di spicco della scuola illuministica milanese. La sua opera principale: il trattato Dei delitti e delle delle pene.
  • 3.
    Beccaria fu influenzatodalla lettura di Locke, Helvetius, Rousseau e, come gran parte degli illuministi milanesi, dal sensismo di Condillac. Fu influenzato anche dagli enciclopedisti, in particolare da Voltaire e Diderot. In generale quindi risente dell’influenza del movimento culturale dell’illuminismo.
  • 4.
     L’opera, sisviluppa come un’articolata riflessione sulla natura e i principi della punizione inferta dalla legge a chi abbia commesso qualche reato.  Beccaria ritiene che la vita associata sia rivolta al conseguimento della felicità del maggior numero di aderenti al “contratto sociale” e che le leggi siano la condizione fondante di questo patto.  Le pene sono dunque finalizzate sia adimpedire al colpevole di infrangere nuovamente le leggi, sia a distogliere gli altri cittadini dal commettere colpe analoghe  La proposta riformistica di Beccaria vuole abolire abusi ed arbitri dipendenti, nell’amministrazione della giustizia
  • 5.
     Il rifiutodella pena di morte  L'avversione alla tortura  Il carcere preventivo (raccomanda cautela nella custodia cautelare in attesa di processo)  Il carattere della sanzione (prontezza, infallibilità, proporzionalità, durata, pubblica esemplarità)  Il diritto all'autodifesa: sul porto di armi (che egli riteneva un utile strumento di deterrenza del crimine)
  • 6.
    Osservando i temielencati in precedenza si può notare la grandissima influenza che l’autore ha avuto non solo in Italia ma in tutto il mondo. Dei delitti e delle pene conobbe un rapido successo in tutta Europa, nel giro di pochi anni venne tradotto in francese, spagnolo, spagnolo, tedesco e russo. In italia si scontrò invece con la cultura ecclesiastica che lo mette all’indice nel 1766. Il grande successo e la diffusione dell’opera sono il motivo per cui oggi si può notare, nella costituzione italiana e nei codici penali di tutto il mondo, leggi che si fondano sulle sue idee.