L'età giolittiana (1901-1914) è caratterizzata dalla leadership di Giovanni Giolitti, che promuove l'inclusione politica delle classi popolari, miglioramenti sociali e lavorativi, e una crescita economica nelle città italiane. Tuttavia, il suo governo mostra anche lati oscuri, come la repressione delle opposizioni e la corruzione, mentre l'emigrazione massiccia dal sud Italia crea tensioni sociali e preoccupazioni per la sicurezza. La politica coloniale e il suffragio universale maschile rappresentano ulteriori sviluppi significativi, ma il periodo si conclude con la violenta repressione delle manifestazioni e l'imminente guerra mondiale.