EPATITE B
ETIOLOGIA Hepadnavirus Si identificano diversi antigeni con i rispettivi anticorpi HBsAg/anti-HBs Dopo 2 mesi dall’ingresso nell’organismo, l’HBsAg è svelabile nel sangue, precedendo di pochi giorni l’aumento delle transaminasi.  L’HBsAb è svelabile durante la convalescenza 20-90 giorni dopo la scomparsa di HBsAg, persiste a lungo e conferisce immunità.
ETIOLOGIA (II) HBeAg/anti-HBe Ag solubile, la cui presenza indica attiva replicazione ed alta infettività. Compare circa 1 settimana dopo l’HBsAg e scompare dopo 2-3 settimane. Segue la comparsa dell’Ab.  La mancata comparsa dell’HBeAb, con persistenza dell’HBsAg, indica evoluzione verso la cronicizzazione.    
ETIOLOGIA (III) HBcAg/anti-HBc Ag presente nel nucleo degli epatociti fin dalle prime fasi di infezione, tuttavia non presente nel sangue L’Ab-IgM compare precocemente ed indica attiva replicazione del virus.  L’Ab-IgG puó persistere a basso titolo per mesi o anni senza indicare replicazione in atto.
ETIOLOGIA (IV) HBV-DNA Marcatore più specifico di replicazione virale, compare nel siero contemporaneamente ad HBeAg e subito dopo HBsAg, costituisce la spia più sensibile di replicazione virale.
ETIOLOGIA (V) Varianti di  HBV 1.     Pre-core/core Specialmente nelle popolazioni mediterranee, la presenza di anti-HBe puó essere correlata ad una grave e progressiva forma di  epatite cronica, dovuta all’infezione da parte di una variante di HBV che possiede una mutazione che permette la sintesi di HBc ma interrompe la sintesi e la secrezione di HBeAg; l’HBV-DNA sierico presenta ampie fluttuazioni. Nel soggetto cronicamente infettato tale variante si seleziona lentamente nel tempo, coesistendo con il ceppo selvaggio. 2.     Gene s Infezione da parte di varianti di HBV che “sfuggono” alla vaccinazione, ossia infettano soggetti con titoli protettivi di anti-HBs, per una mutazione a livello della sequenza nucleotidica del determinante “a” del gene s.
EPIDEMIOLOGIA VIRUS ALTAMENTE INFETTANTE!!! Sono sufficienti poche quantità di liquidi biologici, contenenti elevate concentrazioni di virus. Modalità di trasmissione: VIA PARENTERALE Apparente Inapparente   Sorgente di infezione sono  i soggetti con infezione acuta in atto  ed  i portatori cronici del virus , che hanno alte concentrazioni di virus in sangue, saliva, bile colecistica, secreto naso-faringeo, latte materno, sperma, muco vaginale, sangue mestruale – le feci non sono infettanti data la presenza di un inibitore , la  carbossi-peptidasi A .
PATOGENESI Danno epatico provocato dalla risposta immunitaria cellulo-mediata diretta verso gli antigeni del nucleocapside virale (HBeAg e HBcAg), espressi sulla superficie degli epatociti infettati insieme agli antigeni del complesso maggiore di istocompatibilità HLA-I. La comparsa di danno epatico e l’evoluzione dell’epatite B sono correlate all’efficienza della risposta immune: -         risposta immunitaria normale : epatite acuta autolimitantesi (90-95% dei soggetti immunocompetenti); -         risposta immunitaria debole : continua necrosi degli epatociti infettati senza la completa eliminazione degli stessi, con sviluppo di una epatite cronica; -         risposta immunitaria completamente inefficace : danno epatico minimo pur in presenza di elevate quantità di virus infettante, condizione di portatore cronico inattivo; -         risposta immunitaria eccessiva : necrosi massiva degli epatociti con epatite fulminante.
DECORSO ED EVOLUZIONE Dopo l’esposizione al virus si verifica l’infezione acuta, che nel 90% dei casi è asintomatica. In 3-8 mesi si verifica la completa eliminazione del virus con guarigione, o al contrario la non eliminazione con persistenza dell’infezione. Nell’1% dei casi si verifica l’evoluzione in epatite fulminante. Nell’adulto circa il 5-10% delle epatiti B cronicizza; circa nel 5-10% residua lo stato di portatore asintomatico; tale valutazione va fatta seguendo la malattia per almeno 6-8 mesi.
DECORSO ED EVOLUZIONE (II) Circa nel 20% dei pazienti affetti da epatite cronica si puó avere evoluzione a cirrosi in 5 anni; tale evoluzione è favorita da diversi fattori quali età avanzata, continua replicazione virale, presenza di danno epatico severo.   Quando un soggetto che ha avuto un’infezione apparente o inapparente sviluppa gli Ab-antiHBs puó considerarsi immune per tutta la vita. Talvolta in corso di chemioterapia intensiva o di grave immunodepressione si puó verificare una riattivazione.
TERAPIA –forme acute Riposo, assunzione di polivitaminici e epatoprotettori.
TERAPIA – forme croniche EC HBsAg+, HBeAg+, HBD-DNA+ ed ipertransaminasemia: interferone standard interferone pegilato ? lamivudina Adefovir EC HBsAg+, HBeAg-, HBD-DNA+ (mutante precore): interferone standard interferone pegilato ? lamivudina adefovir   EC HBsAg+, HBeAg+, HBD-DNA+ transaminasi normali: nessuna terapia  
PROFILASSI Attiva Vaccinazione, obbligatoria in tutti i nuovi nati al 3°, 5° e 11° mese di vita, e negli operatori sanitari.   Passiva Somministrazione di immunoglobuline post-esposizione.

Epatite b ch

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    ETIOLOGIA Hepadnavirus Siidentificano diversi antigeni con i rispettivi anticorpi HBsAg/anti-HBs Dopo 2 mesi dall’ingresso nell’organismo, l’HBsAg è svelabile nel sangue, precedendo di pochi giorni l’aumento delle transaminasi. L’HBsAb è svelabile durante la convalescenza 20-90 giorni dopo la scomparsa di HBsAg, persiste a lungo e conferisce immunità.
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    ETIOLOGIA (II) HBeAg/anti-HBeAg solubile, la cui presenza indica attiva replicazione ed alta infettività. Compare circa 1 settimana dopo l’HBsAg e scompare dopo 2-3 settimane. Segue la comparsa dell’Ab. La mancata comparsa dell’HBeAb, con persistenza dell’HBsAg, indica evoluzione verso la cronicizzazione.    
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    ETIOLOGIA (III) HBcAg/anti-HBcAg presente nel nucleo degli epatociti fin dalle prime fasi di infezione, tuttavia non presente nel sangue L’Ab-IgM compare precocemente ed indica attiva replicazione del virus. L’Ab-IgG puó persistere a basso titolo per mesi o anni senza indicare replicazione in atto.
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    ETIOLOGIA (IV) HBV-DNAMarcatore più specifico di replicazione virale, compare nel siero contemporaneamente ad HBeAg e subito dopo HBsAg, costituisce la spia più sensibile di replicazione virale.
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    ETIOLOGIA (V) Variantidi HBV 1.    Pre-core/core Specialmente nelle popolazioni mediterranee, la presenza di anti-HBe puó essere correlata ad una grave e progressiva forma di epatite cronica, dovuta all’infezione da parte di una variante di HBV che possiede una mutazione che permette la sintesi di HBc ma interrompe la sintesi e la secrezione di HBeAg; l’HBV-DNA sierico presenta ampie fluttuazioni. Nel soggetto cronicamente infettato tale variante si seleziona lentamente nel tempo, coesistendo con il ceppo selvaggio. 2.    Gene s Infezione da parte di varianti di HBV che “sfuggono” alla vaccinazione, ossia infettano soggetti con titoli protettivi di anti-HBs, per una mutazione a livello della sequenza nucleotidica del determinante “a” del gene s.
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    EPIDEMIOLOGIA VIRUS ALTAMENTEINFETTANTE!!! Sono sufficienti poche quantità di liquidi biologici, contenenti elevate concentrazioni di virus. Modalità di trasmissione: VIA PARENTERALE Apparente Inapparente   Sorgente di infezione sono i soggetti con infezione acuta in atto ed i portatori cronici del virus , che hanno alte concentrazioni di virus in sangue, saliva, bile colecistica, secreto naso-faringeo, latte materno, sperma, muco vaginale, sangue mestruale – le feci non sono infettanti data la presenza di un inibitore , la carbossi-peptidasi A .
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    PATOGENESI Danno epaticoprovocato dalla risposta immunitaria cellulo-mediata diretta verso gli antigeni del nucleocapside virale (HBeAg e HBcAg), espressi sulla superficie degli epatociti infettati insieme agli antigeni del complesso maggiore di istocompatibilità HLA-I. La comparsa di danno epatico e l’evoluzione dell’epatite B sono correlate all’efficienza della risposta immune: -         risposta immunitaria normale : epatite acuta autolimitantesi (90-95% dei soggetti immunocompetenti); -         risposta immunitaria debole : continua necrosi degli epatociti infettati senza la completa eliminazione degli stessi, con sviluppo di una epatite cronica; -         risposta immunitaria completamente inefficace : danno epatico minimo pur in presenza di elevate quantità di virus infettante, condizione di portatore cronico inattivo; -         risposta immunitaria eccessiva : necrosi massiva degli epatociti con epatite fulminante.
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    DECORSO ED EVOLUZIONEDopo l’esposizione al virus si verifica l’infezione acuta, che nel 90% dei casi è asintomatica. In 3-8 mesi si verifica la completa eliminazione del virus con guarigione, o al contrario la non eliminazione con persistenza dell’infezione. Nell’1% dei casi si verifica l’evoluzione in epatite fulminante. Nell’adulto circa il 5-10% delle epatiti B cronicizza; circa nel 5-10% residua lo stato di portatore asintomatico; tale valutazione va fatta seguendo la malattia per almeno 6-8 mesi.
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    DECORSO ED EVOLUZIONE(II) Circa nel 20% dei pazienti affetti da epatite cronica si puó avere evoluzione a cirrosi in 5 anni; tale evoluzione è favorita da diversi fattori quali età avanzata, continua replicazione virale, presenza di danno epatico severo.   Quando un soggetto che ha avuto un’infezione apparente o inapparente sviluppa gli Ab-antiHBs puó considerarsi immune per tutta la vita. Talvolta in corso di chemioterapia intensiva o di grave immunodepressione si puó verificare una riattivazione.
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    TERAPIA –forme acuteRiposo, assunzione di polivitaminici e epatoprotettori.
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    TERAPIA – formecroniche EC HBsAg+, HBeAg+, HBD-DNA+ ed ipertransaminasemia: interferone standard interferone pegilato ? lamivudina Adefovir EC HBsAg+, HBeAg-, HBD-DNA+ (mutante precore): interferone standard interferone pegilato ? lamivudina adefovir   EC HBsAg+, HBeAg+, HBD-DNA+ transaminasi normali: nessuna terapia  
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    PROFILASSI Attiva Vaccinazione,obbligatoria in tutti i nuovi nati al 3°, 5° e 11° mese di vita, e negli operatori sanitari.   Passiva Somministrazione di immunoglobuline post-esposizione.